Cara Francesca,
credo che hai gia' fatto un BUON PASSO AVANTI. Sei venuta da noi, hai aperto il libro dei pensieri, e ti sei confidata con te stessa e con degli amici che hanno MILLE E PIU' ragioni per comprenderti.
Comprenderti perche' le tue sensazione sono state comune a tutti noi e devo dire che quanto mi riguarda mi accompagnano sovente. Si chiamano sensi di colpa, li abbiamo, ci tormentano, ci rendono ansiosi ed dunque infelici.
Tu li hai per lo studio, io li ho avuto per una vita che mi sembrava all´improvviso vuota e senza motivazioni. Senza tante disquisizioni in merito, ti dico che:
1. Da questa situazione si puo' uscire. Adesso diciamo che sei in un momento di maggiore difficolta'. Ci vuole pazienza, costanza e meticolosita'.
Non credo penserai che la vita e' solo successi, risultati, conferme etc Non lo e' GRAZIE AL CIELO! Siamo di carne ossa e sentimento! Lo sei, Francesca. Lo sei.
2. Dunque pretendere, sentirsi obbligati, sfianca alla lunga (te lo dice uno che ha avuto lo stesso problema, con il quale adesso ci convive- fra alti e bassi- come un grande fratello
3. Dedica tempo per te stessa. Il sonno, la testa vuota, etc sono segnali che il tuo corpo vuole benessere. Sono solo segnali. Ascoltali, assecondali e semplicemente considerali per quello che sono. Sono segnali FISICI, che persino i piu' razionali come me hanno faticato e faticano a riconoscerli come tali. Prenditi la tua tranquillita'. Prenditi il tuo tempo. Annuncia a tutti che della TUA VITA, della tua cultura, della tua persona, devi prendirti cura prima di tutto il resto. La vita e' tua ed hai tutto il diritto di goderti i tuoi risultati con i tuoi tempi, non con quelli degli altri.
4. Da questo sfogo dimostri che sei una persona intelligente e sensibile. Soprattutto una persona generosa perche' paradossalmente pensi a quello che altri si aspettano da te. Lasciali perdere.
5. Abbi la forza di prenderti il tuo tempo.
Se vuoi ti posso raccontare che ho 36 anni, sono reduce da un divorzio, un figlio che non riesco a vedere, una seconda compagna ed una seconda figlia. Nonostante tutti i miei casini, la vita e' andata avanti. Nel frattempo gestistico una azienda di importazione e con l´economia come va adesso, torno a casa sfracellato fra preoccupazioni e sensi di responsabilita'.
Prima di andare a casa pero' cerco di fare quello che mi rilassa e mi piace. Una bella passeggiatina rilassante ad osservare, tutto quello che si muove attorno. A casa, cerco di tornare dunque sereno, pronto a godermi un attimo di felicita' nell´abbracciare la mia compagna e vedere la mia piccola.
Sai quante volte mi sento un padre inadeguato perche' sono molto indaffarato con il lavoro. Una scusa? Forse, ma se non vado a lavoro, alla lunga crolla tutto. Compreso la famiglia. Dunque con le responsabilita', sia lo studio o il lavoro, occorre conviverci. Nel miglior modo possibile.
Un abbraccio. Quando vuoi parlare sono sempre a tua disposizione.
Marco