Ciao a tutti! mi sono iscritta a questo forum vedendo che è piuttosto frequentato.
Sono una ragazza 21enne.
Tempo fa ho fatto ricerche su internet e sono rimasta molto angosciata/sollevata trovando un nome che racchiude i miei problemi (la descrizione di wikipedia sembra aver estrapolato il succo dai miei diari): "Disturbo evitante di personalità". Lo so che ancora non mi è stato diagnosticato da uno specialista, ma ovvio che non ho potuto non notare che ogni singolo punto di questo "disturbo" lo rispecchio nel mio carattere a un livello tale che mi porta ad avere una vita non normale e triste, addirittura dai tempi della pubertà.
Per riassumere io vivo una vita di auto isolamento e sofferta solitudine perchè tra la gente mi sento costantemente in imbarazzo (più ci tengo e peggio mi sento -_-) e provo una grande vergogna, con il chiodo fisso di fare brutte figure (che gli altri pensino che sono un cesso, che sono strana, che sono idiota). All'apparenza appaio quindi eccessivamente timida, strana, misteriosa, sempre zitta (sennò balbetto) e forse trasmetto ansia con la mia tensione e i miei sorrisini nervosi del cavolo -_-. Insomma sono esageratamente INIBITA (tinca&tremante al tempo stesso con un gran mal di stomaco). A causa di questo malessere che provo ogni volta che sono in mezzo alle persone (specie dove c'è maggior interazione), in pratica evito di fare quasi tutto, perdo tempo, rimando le occasioni...e quando mi prefiggo un appuntamento in una data prestabilita cominciano a venirmi l'ansia e il mal di stomaco da giorni prima, alla sola idea che dovrò trovarmi in quella situazione a breve. Faccio un esempio. Dovrei andare a trovare delle persone che mi piacciono molto con cui ho fatto un lavoretto tempo fa. Mi hanno invitato ad andare lì con una ragione. Ebbene sono settimane che continuo a rimandare inventando scuse su scuse a me stessa! E questo nonostante io tenga molto a queste persone, nonostante abbia voglia di vederle! Quando le ho riviste in passato poi lì per lì stavo abbastanza bene, ma appena tornavo a casa cominciavo ad andare in paranoia, ripensando negativamente ai minimi dettagli e convincendomi con molto fastidio di aver fatto brutte figure. Con questo carattere non riesco a esprimermi come vorrei, non riesco a vivere come vorrei. E intanto mi lamento di questa situazione, soffro di solitudine di oppressione e di noia, e vivo praticamente di sogni a occhi aperti e fantasticherie senza il coraggio di affrontare la realtà, questo anche ogni volta che mi innamoro idealizzando qualcuno, senza mai avergli espresso il mio interesse.
Mi sto dicendo ora che presto (quando finalmente prenderò la patente, che fatica sto facendo anche per quella..) comincerò ad andare dalla psicologa. Spero che quella della patente non sia solo una scusa che invento a me stessa per perdere ancora tempo. L'anno scorso ci ho provato una volta ma ho fatto scena muta. Ma da quando ho letto di questo "disturbo" su internet mi sento maggiormente stimolata perchè è come se avessi possibilità di essere compresa in modo più semplice (dato che alla fine tutti i problemi sono legati tra loro a catena, derivanti dall'insicurezza e mancanza di autostima).
La cosa positiva (spero lo sia) è che mentre negli anni del liceo ero praticamente rassegnata e in una schifosa depressione, da qualche tempo mi sta venendo un bagliore di speranza di cambiamento *_*, cioè ho voglia di cambiare!
Solo che mi chiedo: è davvero possibile? questo è il mio carattere timido e ansioso da quando sono piccola. Quale terapia può modificare davvero un carattere del genere alla mia età???
Anche io avevo caratteristiche del disturbo evitante di personalità... ma credo fosse "solo" ansia e un pizzico di fobia sociale.
Mi sono curata, ho frequentato uno psicologo e gruppi d'auto-aiuto per i disturbi d'ansia.
Quale terapia ha modificato il mio "carattere" alla tenera età di 28 anni (praticamente una megera)?
Io ho fatto psicoterapia Gestalt, più i gruppi, come ho già detto.
Non è che il mio carattere si sia radicalmente modificato, però non ho più i sintomi del disturbo di personalità evitante, che poi l'evitamento è una conseguenza dell'ansia non per forza un disturbo di personalità.
L'evitamento lo mettono in atto tutti gli ansiosi!!!
Forza!!!
Se ne esce eccome!