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skoll90

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1

domenica, 24 giugno 2018, 14:43

Mi presento: ansia e panico dopo lutto

Salve,
sono un ragazzo di quasi 28 anni che vive al sud.
A marzo scorso ho subito forse il lutto più doloroso che si può vivere. E' venuta a mancare mia madre per una brutta malattia all'età di 54 anni.
Da marzo a novembre ho vissuto senza avvertire malessere, tutto sommato bene (non ho pianto al funerale, mi tenevo tutto dentro, volevo essere forte per gli altri).
A novembre decido di partire da solo per un viaggio a piedi e da lì inizia la mia odissea. Vomito, mal di stomaco, tutti i possibili sintomi gastrici ed intestinali del mondo che mi fanno pensare prima ad una intossicazione, quindi a problemi come reflusso (per cui sono in cura) ed intestino irritabile.
Tornando e col tempo inizio a capire (anche sotto suggerimento delle persone vicine e dei medici) che forse i miei sintomi possono essere dovuti al lutto.
Uno dei sintomi particolari è la sensazione di svenimento e la paura di svenimento che mi porta ad evitare certi ambienti per la paura di star male in pubblico.
Prendo Valpinax e Debrum in due differenti periodi e con queste blande benzodiazepine la situazione va meglio. Quando smetto però peggiora.
Ultimamente ho aggiunto un sintomo nuovo, o meglio la sensazione di svenimento si è aggravata: sudorazione fredda, confusione, paura di perdere il controllo. E' questo il sintomo che mi preoccupa di più e mi condiziona. Una volta di sera con alcuni amici ho dovuto sdraiarmi per terra perché sentivo di stare per svenire (sudorazione fredda, nausea, debolezza). Un altro giorno, giusto ieri, vado al bar a prendere un panino e mentre aspetto inizio a sentirmi male, tanto che sono dovuto praticamente fuggire (ho davvero grandissimo timore a svenire se ci sono altre persone). Questi attacchi sono durati poco anche se mi lasciano un pò spossato.
Tengo Tavor sublinguale 1mg nel portafoglio (consigliato dal medico di base) in caso di bisogno e non lo ho mai preso.
Prima del lutto non avevo mai avuto problemi di questo genere. Vi scrivo anche per chiedervi qualche consiglio su come migliorare questa situazione in quanto vorrei poter riprendere la vita di un tempo: uscire con gli amici senza timori di star male o svenire, fare ciò che facevo un tempo senza ansia. Anche a lavoro mi capita di star male. Dal punto di vista relazionale ho una bella relazione di 5 anni e diversi amici che mi vogliono bene e mi aiutano. Anche con i familiari ho un ottimo rapporto. Leggendo su Internet i miei sintomi non sembrano quelli di un attacco di panico classico: non ho tachicardia, né paura estrema, quanto piuttosto inizio ad avere la testa leggere, sudorazione e mi parte il panico di poter svenire. Purtroppo questo timore mi sta portando, come dicevo, ad evitare certe situazioni (luoghi affollati e posti pubblici magari con sconosciuti).
Dimenticavo di dire che ho sviluppato anche una ipocondria abbastanza forte (per lunghe settimane sono stato convinto di avere brutte malattie in particolare legate al male che ha avuto mia madre, un cancro metastatico a livello gastrico).
Vi ringrazio tutti per la lettura e per le eventuali risposte.

amanitafalloide

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2

domenica, 24 giugno 2018, 16:11

La tua storia è identica alla mia.
Ho 25 anni e l'anno scorso ho perso mio padre per un tumore... Nel giro di pochi mesi. Oltre all'immenso dolore si è aggiunto il trauma di una morte così brutta e così insensata. Ero ipocondriaca già da prima, diciamo un'ipocondria "lieve", che non mi precludeva nulla. Dalla diagnosi in poi, è stato un crescendo di ossessioni.
I primi sei mesi dalla morte sono trascorsi " tranquilli ". Certo, ero triste se ci pensavo, ma non depressa. Riuscivo a portare avanti con entusiasmo il lavoro, la mia relazione e tutto. Neanche piangevo. Poi ho capito che stavo solo cercando di evitare il tutto. Ed è partito il primo attacco di panico, pochi mesi fa. E poi un secondo, un terzo... Poi è arrivata l'insonnia. Ho i tuoi stessi sintomi, inclusa paura di svenire. E poi stanchezza, vertigini, mal di testa, uuuh... tutti.
Ho fatto tantissime analisi e visite, sai. Sono stata in ospedale... Ho speso un mucchio di soldi per sentirmi dire che non ho nulla, a parte l'ansia.
Si supera? Non lo so, ci sono dentro da poco, so solo che in pochi mesi mi ha sconvolto la vita.
Sto in psicoterapia. Mi hanno prescritto anche i farmaci ma non lo so se li prenderò.
Ci sono giorni bruttissimi ma vedo anche dei miglioramenti. Cerca di non isolarti, lo so che è difficile. Ma se resti chiuso in casa l'ansia si prenderà tutto.
Se vuoi parlare di qualsiasi cosa io ci sono.

amanitafalloide

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3

domenica, 24 giugno 2018, 16:15

ah dimenticavo, neanche i miei sintomi sono da attacco classico.
Solo una volta ho avuto la tachicardia fortissima col cuore che me lo risentivo anche dentro alle orecchie. Normalmente inizio a sentirmi instabile e barcollante, "debole" come se dovessi svenire. Allora mi prende la paura e inizio a respirare male... mi gira la testa, me la sento leggera tipo che sbando... E poi le vertigini. La paura di svenire è costante in me. Per questo mangio sempre cose zuccherate, evito gli sforzi fisici eccessivi eccetera...

skoll90

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4

domenica, 24 giugno 2018, 16:41

La tua storia è identica alla mia.
Ho 25 anni e l'anno scorso ho perso mio padre per un tumore... Nel giro di pochi mesi. Oltre all'immenso dolore si è aggiunto il trauma di una morte così brutta e così insensata. Ero ipocondriaca già da prima, diciamo un'ipocondria "lieve", che non mi precludeva nulla. Dalla diagnosi in poi, è stato un crescendo di ossessioni.
I primi sei mesi dalla morte sono trascorsi " tranquilli ". Certo, ero triste se ci pensavo, ma non depressa. Riuscivo a portare avanti con entusiasmo il lavoro, la mia relazione e tutto. Neanche piangevo. Poi ho capito che stavo solo cercando di evitare il tutto. Ed è partito il primo attacco di panico, pochi mesi fa. E poi un secondo, un terzo... Poi è arrivata l'insonnia. Ho i tuoi stessi sintomi, inclusa paura di svenire. E poi stanchezza, vertigini, mal di testa, uuuh... tutti.
Ho fatto tantissime analisi e visite, sai. Sono stata in ospedale... Ho speso un mucchio di soldi per sentirmi dire che non ho nulla, a parte l'ansia.
Si supera? Non lo so, ci sono dentro da poco, so solo che in pochi mesi mi ha sconvolto la vita.
Sto in psicoterapia. Mi hanno prescritto anche i farmaci ma non lo so se li prenderò.
Ci sono giorni bruttissimi ma vedo anche dei miglioramenti. Cerca di non isolarti, lo so che è difficile. Ma se resti chiuso in casa l'ansia si prenderà tutto.
Se vuoi parlare di qualsiasi cosa io ci sono.


Ti ringrazio molto per il messaggio. Sembra che le nostre storie sia per certi versi così simili.
Ho vissuto il periodo della malattia (circa 9 mesi) ed i successivi mesi cercando di essere forte e di andare avanti. Stavo "bene". Poi decido a novembre per l'appunto di partire (un viaggio particolare, il Cammino di Santiago, 800km a piedi che ho comunque portato a termine) e dalla sera prima della mia partenza inizia un inferno che per alcune cose è migliorato e per altre no. E' migliorato perché ora so che non ho nulla di che fisicamente ma che i miei problemi sono mentali/psicologici. Peggiorato perché dall'ansia mi pare che sto arrivando ad avere attacchi di panico o similari. Cerco di non isolarmi e purtroppo non è facile perché la paura di fare la figura della persona debole che sta male e perde il controllo mi causa malessere. Avevo provato a contattarti privatamente ma purtroppo essendo nuovo il forum non me lo permette. Ti posso chiedere che farmaci ti sono stati prescritti e che tipo di psicoterapia stai facendo? (anche in privato se vuoi contattami, penso che tu lo possa fare).
L'insonnia...me la ero dimenticata. In particolare dopo che smetto con le benzodiazepine mi capita l'insonnia terribile che dura giorni, ma anche prima mi era capitata. Io ti dirò che ho notato che quando faccio sport, soprattutto cardiovascolare, sto meglio, soprattutto dopo.

repcar

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5

lunedì, 25 giugno 2018, 19:23

ciao....se mi posso permettere, sia da padre che da persona con problemi di ansia etc. e per aver perso il padre in giovane età (ne avevo 17) quando subentra un lutto così importante nella nostra psiche inizia il periodo di adattamento. Quando dici "non ho pianto al funerale", sei andato avanti "tranquillamente" non significa che la tua psiche non abbia lavorato e covato la lava che adesso esce preponderante come un vulcano. I periodi di adattamento non sono uguali per tutti, variano in relazioni a come si vivono, all'attaccamento, all'individuo etc. I primi tempi subentra rabbia, dolore, umore labile ma ripeto è normale, guai se non ci fosse e se questo non l'hai avuto nei momenti dovuti adesso sono emersi. In determinati soggetti, come il sottoscritto, nel tempo ed unitamente ad altri fattori, l'ansia è diventata per un periodo di tempo padrona. Personalmente ed intendo una mia riflessione se fai sport (e dici di farlo e ti senti anche bene), coltivi hobby, amicizie etc. con molta tenacia vedrai che ce la farai. Se puoi cerca di non utilizzare farmaci specifici, o almeno, sempre dietro prescrizione medica, qualche principio attivo per un determinato periodo di tempo. Le medicine che assumi sono per la componente ansiosa che hai in quanto lo stato ansiogeno ha come tuo organo bersaglio l'apparato digerente, sono simil-benzodiazepine, ma con caratteristiche e farmacocinetica totalmente diverse. Per ultimo ricorda che i farmaci non sono per tutti uguali, sono come un vestito fatto su misura, pertanto, anche se ti capisco, qualsiasi informazione data è di natura strettamente individuale. Sempre a disposizione ...... :thumbup:

amanitafalloide

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lunedì, 25 giugno 2018, 20:00

ciao, sì, mi sono stati prescritti.
All'inizio solo xanax , poi cymbalta ( un antidepressivo) e lexotan.
Però non ho il coraggio di iniziare con l'antidepressivo, e ho gradatamente tolto di mezzo anche le benzo.
Ora faccio solo psicoterapia... è che ho paura dei farmaci, sinceramente.

skoll90

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7

lunedì, 25 giugno 2018, 20:26

ciao....se mi posso permettere, sia da padre che da persona con problemi di ansia etc. e per aver perso il padre in giovane età (ne avevo 17) quando subentra un lutto così importante nella nostra psiche inizia il periodo di adattamento. Quando dici "non ho pianto al funerale", sei andato avanti "tranquillamente" non significa che la tua psiche non abbia lavorato e covato la lava che adesso esce preponderante come un vulcano. I periodi di adattamento non sono uguali per tutti, variano in relazioni a come si vivono, all'attaccamento, all'individuo etc. I primi tempi subentra rabbia, dolore, umore labile ma ripeto è normale, guai se non ci fosse e se questo non l'hai avuto nei momenti dovuti adesso sono emersi. In determinati soggetti, come il sottoscritto, nel tempo ed unitamente ad altri fattori, l'ansia è diventata per un periodo di tempo padrona. Personalmente ed intendo una mia riflessione se fai sport (e dici di farlo e ti senti anche bene), coltivi hobby, amicizie etc. con molta tenacia vedrai che ce la farai. Se puoi cerca di non utilizzare farmaci specifici, o almeno, sempre dietro prescrizione medica, qualche principio attivo per un determinato periodo di tempo. Le medicine che assumi sono per la componente ansiosa che hai in quanto lo stato ansiogeno ha come tuo organo bersaglio l'apparato digerente, sono simil-benzodiazepine, ma con caratteristiche e farmacocinetica totalmente diverse. Per ultimo ricorda che i farmaci non sono per tutti uguali, sono come un vestito fatto su misura, pertanto, anche se ti capisco, qualsiasi informazione data è di natura strettamente individuale. Sempre a disposizione ...... :thumbup:


Ti ringrazio davvero molto per il tuo messaggio che ho apprezzato. Un tempo mi tenevo tutto dentro, invece ora sto cercando piano piano di venirne fuori anche parlandone con gli altri. Purtroppo non ho soltanto attacchi all'apparato digerente ma anche problemi di insonnia e molta ipocondria. Spero di riuscire a farcela a poco a poco. Prima di quest'episodio non avevo mai vissuto situazione di malessere in questo modo ed ero solo leggermente ipocondriaco ed impressionabile (ad esempio mi era capitato, poche volte durante la vita, di arrivare quasi allo svenimento a sentire parlare di incidenti avvenuti a persone e cose del genere). Voglio vedere se riesco a risolvere i miei problemi magari senza farmaci specifici e magari con l'aiuto di psicoterapia.

skoll90

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8

lunedì, 25 giugno 2018, 20:31

ciao, sì, mi sono stati prescritti.
All'inizio solo xanax , poi cymbalta ( un antidepressivo) e lexotan.
Però non ho il coraggio di iniziare con l'antidepressivo, e ho gradatamente tolto di mezzo anche le benzo.
Ora faccio solo psicoterapia... è che ho paura dei farmaci, sinceramente.


Io ho attraversato la fase nella quale credevo di avere le peggiori malattie (tumori tipo quello di mia madre ad esempio) ma ora ho capito che i miei problemi sono praticamente esclusivamente psicologici e che alla mia (nostra) età, non possiamo avere nulla di che. Sicuramente anche tu arriverai presto a questa consapevolezza se non l'hai già fatto. Secondo me prima di prendere il Cymbalta io ti consiglio di consultare un altro psichiatra così da essere più serena a riguardo. Per qualsiasi cosa contattami perché magari ci sono passato pure io e posso darti una mano.