Da numerosi anni, forse da sempre causa storia familiare, soffro di comportamenti compulsivi dovuti a impossibilità di scaricare ansia e depressione diversamente. Sono stato per anni sull'orlo dell'alcolismo, pesavo 120 chili su un'altezza di un metro e 75, e questo nonostante anni di colloqui con uno psicologo del SerT al quale mi ero rivolto.
Nell'Autunno del 2007, causa forse un ricovero ospedaliero (dovevo installare una artroprotesi), il meccanismo che mi portava a bere e a mangiare quasi ogni giorno in maniera incontrollata, pare essersi spezzato. Sono riuscito a perdere quasi 40 chili nel giro di un anno, ho quasi completamente smesso di bere (non necessariamente alcolici, il mio problema di compulsività riguardava qualsiasi bevanda riuscissi a ingurgitare, dalla Coca Cola in poi), ma ogni tanto ho delle ricadute, dovute, ho scoperto, alla rottura della mia routine quotidiana. Ieri, ad esempio, sono uscito con un amico per fare qualche acquisto in un paese vicino a quello dove vivo, abbiamo mangiucchiato qualcosa, bevuto una birra, poco danno, ma questo ha innescato un meccanismo distruttivo che mi ha portato, una volta a casa, ad abbuffarmi di cibo in maniera incontrollata (ho divorato quasi un chilo di formaggio, mezzo chilo di biscotti secchi, un piatto enorme di tortellini con panna, bevuto tre birre grandi).
Non è la prima volta che succede, quando spesso la routine in questa maniera, anche perché, l'accettare uno snack mi porta poi a considerazioni del tipo "tanto sono andato fuori delle calorie previste, quindi diamoci giù"...
Premetto che cerco di seguire una dieta che non superi le 1400-1800 calorie giornaliere, pur non privandomi di nulla di ciò che amo, dal ragù sulla pasta, alla carne col grasso attaccato, passando per le patate fritte e non negandomi nemmeno un mezzo bicchiere di vino a pasto (non abitualmente, solo quando il cibo è molto grasso o pesante da digerire). Attuo la dieta pesando ogni singolo cibo, frutta, e talune verdure come le patate, compresa, oltre ai vari condimenti quali olio di oliva o burro o salse per condire (smetana, guacamole, usate grosso modo una volta la settimana e mai in quantità abnormi), e sommando calorie, grassi, proteine e carboidrati (mi baso sulla tabelline che trovo sull'web, ovviamente). Cerco di controllare la fame bevendo molto the (generalmente verde aromatizzato, oppure the particolari come il Lapsang o il Pu-erh) e, alla sera, karkadè o rooibos per evitare la teina, e senza zucchero, ovviamente. Cerco di bere anche almeno una bottiglia di minerale leggermente frizzante al giorno (diversamente berrei quella del lavandino, ma la frizzante mi dcà l'impressione di tacitare la fame repressa).
Da considerare che assumo comunque terapia per un ictus pregresso, in questo periodo anche per l'allergia stagionale.
È evidente che si tratta di un problema di ansia scatenato dalla rottura della routine, ho valutato svariate strategie per combatterlo, dallo stare senza accettare snacks o cose simili (salvo poi abbuffarmi al ritorno al casa), al cercare di dirmi che una piccola violazione non uccide la linea e quindi tentando di mangiare normalmente in casa, ma alla fine ci casco.
È altrettanto chiaro che serve, probabilmente, una terapia farmacologica da associare, magari, a una psicologica (ma non ho molta fiducia negli psicologi, al SerT ho fatto quattro anni di chiacchiere senza cavare un ragno dal buco, e questo senza sminuire il lavoro degli psicologi, ci sono persone con le quali funziona, così come ci sono persone con le quali funzionano i gruppi di auto aiuto, alcolisti o mangiatori anonimi, eccetera - con me NO).
Che mi consigliate? Se servono ulteriori informazioni su età, terapia corrente, eccetera, ditemi come le posso fornire.