Ciao a tutti. Sono un ragazzo di 28 anni, soffro di depressione ansiosa da quando avevo 22. Tutto è iniziato facendo un lavoro abbastanza stressante, ero diventato ipocondriaco e insoddisfatto. Credevo di aver preso l'hiv ma la mia paura era infondata. Dopo mesi di preoccupazioni inizio a sentirmi male, non credevo fosse depressione e ansia, pensavo ad una malattia organica: stavo malissimo, mi sentivo stanco e stordito, confuso, come se mi avessero preso a bastonate in testa.
Dopo mesi vado da uno psichiatra e mi prescrive Citalopram e trittico, per 2 anni vado avanti così, mi sento meglio ma non guarisco definitivamente. Decido allora di andare da una psicologa, dopo 2 anni di lavoro con lei riesco a non prendere nessun farmaco stando anche bene.
A luglio dello scorso anno cambio città e lavoro, dopo 10 giorni ripiombo in depressione, mi sento peggio della prima volta, non chiudo occhio la notte, a lavoro mi trascino facendo una fatica tremenda, rischio il licenziamento.
Corro subito dallo psichiatra che mi prescrive prazene da 10 la mattina, cipralex da 20 la mattina, cipralex da 10 il pomeriggio, prazene da 10 la sera, trittico da 100 mg la sera e halcion da 0,125 per dormire.
Dopo mesi di sofferenza ho iniziato a stare bene, non avvertivo problemi. 10 giorni fa torno dallo psichiatra gli dico che sto meglio e mi dice di lasciarre la cura invariata e togliere 50 mg di trittico la sera: dopo alcuni giorni ho iniziato a sentirmi non bene, la testa vuota e stordita, gli chiamo e mi dice di tornare a prendere il trittico da 100.
Tra qualche mese tornerò da una psicologa per capire da dove proviene tutta quest'ansia se così si può chiamare, io posso raccontare solo i sintomi, poi se è ansia o altro non saprei definirlo. So solo che è un male oscuro che non mi permette di vivere.
Che idea vi siete fatti del mio racconto?
I farmaci che prendo attualmente sono troppi o sono normali per curare una depressione ansiosa?
Grazie a tutti