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) Difficilmente resto a contemplare il soffitto o a rilassarmi, perché se mi rendo conto di essere in trappola la mente comincia a fare i suoi trip pericolosi. Domani sarò sul treno, cosa penserò? Che finalmente posso finire il romanzo di King che non ho mai il tempo di finire... meglio ancora, tento di stancarmi e dormire poco, così in aereo letteralmente crollo di sonno e mi abbiocco prima di formulare alcun pensiero catastrofico. A Berlino me la sono vista brutta, recentemente. Avevo mal di stomaco, ero in un ristorante thai piuttosto elegante, circondata da persone in abito da sera, e dovevamo tornare all'hotel con tre cambi di metropolitana e tram. Improvvisamente mi sono detta che ero lontana da casa, a dieci km dalla stanza e che il giorno dopo avrei dovuto svegliarmi all'alba per raggiungere l'aeroporto... momenti infelici
e se non bastasse, parto lo stesso e butto giù il Tavor. E mal che vada un medico lo si trova anche a Ushuaia...
e ti dico, ho attraversato mezza metropoli di corsa per farcela, con mia madre in camera che delirava e quasi telefonava alla
dandomi per dispersa. Quando sei lontana da casa, pensa ai casi persi come me (che ti sembrerò forte, ma sono un'ansiosa a livelli stellari, da reparto neuro e sedativi in vena) che ce la fanno e risponditi 'ce la faccio anche io, anzi, farò meglio!'Date of registration: Mar 28th 2009
Location: Italia
Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.
Come mettere in secondo piano la paura e fare questo benedetto passo in avanti? Qualcuno di voi si è mai trovato nella mia stessa situazione?
Grazie a chi vorrà rispondermi.
Sì, sono in cura da uno psichiatra, ma lo vedo raramente e non mi è di grande utilità. Gli psicologi, poi, mi danno i nervi. Tengo duro e ne esco da me, anche se non sempre è facile...
, checchè ne dicano gli esperti!
Sono ancora molto indietro, un viaggio ora sarebbe un'utopia.
. Quando la psicologa mi chiedeva "nell'episodio in cui sentivi che ti saliva l'ansia, come ti comportavi?" e io (convinta anche che fosse la risposta più giusta!) "cercavo di distrarmi, di pensare ad altro, di parlare con chi mi stava vicino, etc., sperando che passasse". Lei invece mi ha spiegato che non devo combattere l'ansia, ma lasciare che questa mi faccia "compagnia". La devo accettare. Non vederla cioè come una nemica con cui combattere o da cui distrarmi, ma una sensazione che ora ho e che affrontando le mie paure man mano sparirà. Ossia, mi dice che è impossibile vincere contro un'ombra, perché questa avrà sempre la meglio. Ma devo dire "ok, tu ora ci sei, e ti accetto. Però devo comportarmi come se tu non ci fossi e darti poco peso". E' un pò complicato, lo so...e impegnativo! Però devo dire che la distrazione che inizialmente mi aiutava, poi non ci riusciva più. Vedremo se questo metodo mi ripagherà lo sforzo che sto facendo per risolvere questo problema!
. Conciso, ma ricco di spunti. Grazie della tua opinione.Come mettere in secondo piano la paura e fare questo benedetto passo in avanti? Qualcuno di voi si è mai trovato nella mia stessa situazione?
Grazie a chi vorrà rispondermi.
Sì, sono in cura da uno psichiatra, ma lo vedo raramente e non mi è di grande utilità. Gli psicologi, poi, mi danno i nervi. Tengo duro e ne esco da me, anche se non sempre è facile...
Questa e' la differenza. Se uno non e' in grado di farlsela da solo, lasci perdere.
Invece che viaggiare stai a casa a guardare la televisione. Invece che uscire a fare conoscenze stai davanti a un computer. Invece che vivere, guarda gli altri che lo fanno. Invece che fare l'amore con qualcuno, maturbati da sola.
Cosi non corri rischi e non provi ansie.

Una volta avrei letteralmente perso la testa dalla rabbia, finendo in un crescendo di ansia e nervosismo e con una litigata... oggi ci ho riso sopra, dicendomi che non doveva avere un bell'aspetto tutto sommato. Per un po' resta la sensazione di camminare sul filo ed essere in equilibrio precario (tratterrò l'ira? sarò così forte?), poi passa, passa sempre. E non lascio più che ad un giorno negativo segua giorno negativo. Mesi fa questo mi ha portata all'esaurimento, credevo che veramente fosse la fine. Ogni giorno trascorso senza paura getta le fondamenta per quello dopo, e ci si sente più forti e orgogliosi di sé.
Io so che non guarirò mai perché è nella mia indole, e che continuerò a credere di essere stata avvelenata al ristorante al primo mal di pancia, ma mentre prima correvo all'ospedale distruggendo la vita di chi mi stava accanto, adesso vado a fare due passi e rido della mia stessa stupidità nell'aver creduto alla catastrofe. A volte non riesce, e passo una notte infernale, ma gli allarmismi hanno stufato me per prima. Diciamo che se la paura bussa, le apro uno spiraglio e quando la identifico, le sbatto la porta in faccia... poi Faust, non è comunque così facile. Date of registration: Mar 28th 2009
Location: Italia
Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.
poi Faust, non è comunque così facile.
poi Faust, non è comunque così facile.
Non ho detto che è facile.
Una persona normale prova ansia quando c'è un motivo. Risolto il problema l'ansia se ne va.
Una persona patologica prova ansia anche quando il motivo non c'è.
Alcuni riescono ad irrobustirsi, risolvere i nodi infantili e passare oltre.
Altri non ce la fanno e ne ne fanno un modo di vivere, che da anche soddisfazioni. E si , perchè una persona che ha paura di tutto, si contornerà di babbi e mamme pronte a rassicurarla, servirla, consolarla, sostituirla, e lei non avra bisogno di fare nulla in cambio, perche non puo'. E' ansiosa, e ha paura. Cosa pretendi da lei.
Cosi potrà vivere la sua vita di infante lunga e piena di soddisfazioni. E si, perchè spesso queste persone, trovano un corrispettivo che non vede l'ora di avere qualcuno da sostenere, aiutare e accudire, per semtirsi potente e realizzato, per cui e' possibile anche un vita complementare, fatto di un malato cronico e un infermiere a vita. Un vero sogno d'amore.
Date of registration: Mar 28th 2009
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Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.
Non condivido questo genere di interpretazioni semplicistiche e che scaricano tutta la responsabilità sulla persona sofferente.
Mi ricordano realmente quelle di Eric Berne: ciniche, distaccate, fredde.
Non crederei mai che, se tu avessi un problema, saresti aiutato da una risposta così.
Ciao Marianna!Ciao Sole di primavera,
quanto ti capisco.... in passato stavo con un ragazzo con questi sintomi e non capivo davvero cosa si provava. ora che ci sono dentro... capisco molto--- sempre scappata come te dalle paure e dall'ansia... se ti va possiamo confrontarci credo che non possa fare altro che bene![]()
agorafobia, breve, fobie, panico, paura, strategica, terapia
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