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danielegb

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1

giovedì, 27 agosto 2015, 10:39

la giusta domanda

E' un periodo dove sento la necessità di avere risposte, ma la cosa più difficile non è rispondere una domanda, ma trovare la domanda giusta.

mi sono sempre chiesto "perché io sto male?" ma la domanda va ampliata in "perché noi stiamo male?"
per noi intendo tutti quanti, non limitiamoci a vedere un problema in noi, ma portiamolo ad un livello globale.

Ognuno di noi fa parte di qualcosa, siamo un tutt'uno con il mondo, se è malato il mondo lo siamo anche noi, se lo siamo noi lo è il mondo.
Non ha senso pensare in modo individuale.

ditemi, conoscete qualcuno che sta veramente bene? nel senso di essere in pace con se stessi.
io no, siamo tutti "malati" solo che ognuno sfoga i modi diversi, chi ansia, altri depressione , violenza, ecc.

Credo che per trovare la soluzione bisogna scavare molto, ricercare i problemi psicologici aiuta è vero, ma è solo il primo strato e ci porta fuori dalla verità.

Bisogna andare oltre, è l'unica via d'uscita.

Forse con percorsi meditativi, chi ha esperienze in merito?

Purple Haze

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2

giovedì, 27 agosto 2015, 10:43

Bravo daniele, un altro bel thread!

tra un po' ti rispondo
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diana33

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3

giovedì, 27 agosto 2015, 11:01

Faccio fatica a articolare un discorso fatto bene e quindi forse risulterò la più banale.
tutti hanno problemi, credo sin dalla notte dei tempi, ma forse è proprio quella forza di reagire e di vedere le cose belle che manca.

Io credo che la famiglia di origine sia il fulcro di tutto: sono le prime persone con cui entriamo a contatto, che ci plasmano.
Ho riscontrato che chissà come mai in tutte le problematiche la famiglia è sempre la causa principe.

Proprio per confutare questa tesi ieri ho sentito una mia amica, che mi ha raccontato la vera storia della sua famiglia.
Non entro nei particolari ma io forse nel mio mondo fatato, non ho mai avuto a che fare con vere storie di povertà, violenza, menefreghismo.
è stata un doccia fredda per me. sapevo che c'era qualcosa che non va, ma non immaginavo...
Questa mia amica ha dovuto lottare tanto(mi ha detto cose terribili che io non posso neanche immaginare) e lotta tutt'ora. Adesso si è creata una bella famiglia, con marito e figlia nonostante problemi (non cavolate, problemi davvero seri), vorrebbe realizzarsi, tornare a studiare. Vive le cose con speranza e ottimismo che mi fa riflettere.
Io al contrario ho sempre avuto una vita agiata e nonostante tutto, non riesco a vedere un briciolo di speranza.

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "diana33" (27/08/2015, 11:09)


Purple Haze

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4

giovedì, 27 agosto 2015, 11:15

Citato

"perché io sto male?"


Già è difficile rispondere a questa domanda...cosa ti sei risposto?

Citato

ditemi, conoscete qualcuno che sta veramente bene? nel senso di essere in pace con se stessi.


Credo non si possa stare sempre veramente bene, ma soltanto in alcuni momenti...certo che tra chiedersi "perché sto male?" e "perché non sto veramente bene?" c'è molta differenza

Conosco persone che, di solito, non stanno male

Citato

siamo tutti "malati" solo che ognuno sfoga i modi diversi, chi ansia, altri depressione , violenza, ecc.


mah, non esageriamo...un grado di malattia c'è in tutti sì, ma in diversi il grado è accettabile...così come sono accettabili gli sfoghi

Citato

mi sono sempre chiesto "perché io sto male?" ma la domanda va ampliata in "perché noi stiamo male?"


il metodo più efficace mi sembra quello induttivo: ognuno dice perché sta male, e poi si arriva alla causa del male...ma anche altri metodi sono ben accetti...

...mi ricordo che in un testo che ho scritto alle superiori ero arrivato alla conclusione che il male era causato dalla relatività dei pensieri :D

Citato

Forse con percorsi meditativi, chi ha esperienze in merito?


sì, sarebbe interessante sapere se esperienze di questo tipo possono essere risolutive...io credo di no
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5

giovedì, 27 agosto 2015, 12:07

Sapete cosa stavo pensando?che in assoluto questi disturbi vengono visiti come una cosa "negativa"...in realtà sono i segnali che c'è qualcosa che non va.
eppure la società occidentale europea li demonizza, paragonandoli alla "pazzia"o altre cose.

eppure paradossalmente c'è chi ignora certi segnali oppure, maagri nella mia stessa situazione, ci sta bene, vive una vita tranquilla.
com'è strano l'essere umano.

Una cosa che ho notato che aiuta molto è come dice purple haze, la ricerca delle cause, ma anche il confrontarsi aiuta.

La società mette all'angolo chi ha certi disturbi(per ignoranza)....la persona tende a isolarsi,a sentire solo come sue certe cose.

Non ha senso pensare in modo individuale...io lo interpreto in modo diverso...condividere forse è un buon aiuto per guarire, per esempio questo forum ne è la prova, molto più di altri mi sta aiutando a capire certe cose.

Purple Haze

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6

giovedì, 27 agosto 2015, 12:26

Citato

Sapete cosa stavo pensando?che in assoluto questi disturbi vengono visiti come una cosa "negativa"

Citato

la società occidentale europea li demonizza, paragonandoli alla "pazzia"o altre cose.


credo che il "male" di cui parla daniele vada al di là dei disturbi di cui parli tu

Citato

in realtà sono i segnali che c'è qualcosa che non va.


certo

Citato

Non ha senso pensare in modo individuale...io lo interpreto in modo diverso...condividere forse è un buon aiuto per guarire


mi sembra che qua "non pensare in modo individuale" vada inteso come trovare una causa e una soluzione comune al male che gli uomini sentono. Condividere può essere una soluzione...ma in senso ampio...non semplicemente dirci a vicenda i problemi che abbiamo...ma, concretamente, come possiamo condividere?
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danielegb

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7

giovedì, 27 agosto 2015, 12:42

Già è difficile rispondere a questa domanda...cosa ti sei risposto?


la risposta che ho trovato è che non sto bene perché non riesco a connettermi con il Tutto.

Conosco persone che, di solito, non stanno male


perché si crede normale uno stato di sofferenza.


ero arrivato alla conclusione che il male era causato dalla relatività dei pensieri


Bel punto di partenza :thumbup:

sì, sarebbe interessante sapere se esperienze di questo tipo possono essere risolutive...io credo di no


al contrario penso che sia possibile, solo un esperienza personale può dirlo

eppure la società occidentale europea li demonizza, paragonandoli alla "pazzia"o altre cose.


non solo la società occidentale, ma mondiale. ovunque è cosi, l'essere umano rifiuta ciò che non comprende e fa paura.
oppure cerca di dare spiegazioni razionali.

rifiutare che una persona possa stare male per questo genere di problemi vuol dire negare l'esistenza, perchè fa paura.

come accade con la morte o altri tabu, non se ne parla perchè vuol dire ammetterne l'esistenza.
Ma è proprio il fatto di non parlarne ed affrontarle che diventano negative.


La mia sensazione è di vivere in una stanza con le pareti piene di aghi e io sono un palloncino, solo che per non scoppiare devo trasformarmi in una sfera a mia volta con aghi.
appena torno palloncino ho il terrore di scoppiare, quindi non so più cosa sono.

Eppure so che è giusto sentirsi palloncino, forse le pareti piene di aghi sono solo un illusione, non esistono.

per questo che è indispensabile capire chi e cosa siamo.

diana33

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8

giovedì, 27 agosto 2015, 12:43

io credo che una causa/soluzione universale non esiste. perché siam tutti diversi.

Nel senso forse daniele intende il male derivato da ricerca di una felicità duratura(forse è questo ciò che ricerca l'essere umano un modo spasmodico...stare bene).
forse la felicità duratura c'è solo quando non si fa nulla(ma anche li salta fuori altro), perché la vita ci mette sempre incontro a degli ostacoli sempre diversi.
però c'è anche di mezzo la relatività dell'essere umano.
ognuno di noi ha esperienze diverse e quindi un concetto di felicità diversa: magari ciò che fa bene a me non è detto che faccia bene a te o a qualcun altro.
condividere concretamente non lo so perché nella mia esperienza c'è solo la condivisione della parola, ma già questo ha dato dei frutti.

forse la vera felicità perpetua non ci sarà mai(a causa della "vita"), ma magari un minimo di felicità in qualcosa è già un buon passo.

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9

giovedì, 27 agosto 2015, 12:55

@ daniele

Citato

la risposta che ho trovato è che non sto bene perché non riesco a connettermi con il Tutto.


questa risposta me la sono data circa 1 anno dopo aver detto che il male è causato dalla relatività dei pensieri

...da qui però si ritorna al discorso di "Vorrei farvi una domanda": come ci si connette con il Tutto? :D

@ diana

Citato

io credo che una causa/soluzione universale non esiste. perché siam tutti diversi.


ok, però siamo tutti uomini...delle cose in comune le abbiamo

Citato

magari ciò che fa bene a me non è detto che faccia bene a te o a qualcun altro.


sì, nel particolare è così...però forse c'è un denominatore comune della felicità

Citato

nella mia esperienza c'è solo la condivisione della parola


ma già questa non sempre riesce, non trovi?
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10

giovedì, 27 agosto 2015, 13:09

questa risposta me la sono data circa 1 anno dopo aver detto che il male è causato dalla relatività dei pensieri

...da qui però si ritorna al discorso di "Vorrei farvi una domanda": come ci si connette con il Tutto?


è da qui nasce la mia ricerca, come ci arrivo? è veramente cosi?


Citato

ok, però siamo tutti uomini...delle cose in comune le abbiamo


siamo fatto tutti nello stesso modo, abbiamo in comune probabilmente il 90% di tutto, a partire dall'aspetto materiale (cellule, ecc.) a quello non materiale (energia). e molto probabilmente è anche in comune con tutto ciò che esiste nell'universo, dal sasso alla singola goccia dell'oceano.

il 10% che è diverso sono i nostri pensieri, quindi dobbiamo trovare la connessione non tramite i pensieri.

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11

giovedì, 27 agosto 2015, 13:26

Citato

è veramente cosi?


se è veramente così non lo so, però effettivamente anche a me sembra che la soluzione ultima sia quella che dici tu

ci possiamo chiedere: "perché dal Tutto siamo separati?" ed ecco la risposta

Citato

il 10% che è diverso sono i nostri pensieri



Citato

quindi dobbiamo trovare la connessione non tramite i pensieri.


eh, il ragionamento ci sta...però non facile da praticare la cosa!

potremmo anche però fare in modo che i pensieri diventino comuni fra noi...avevo pensato tempo fa a questa espressione "guardo te e vedo me"...cioè se io ti dico ciò che penso, mi apro a te il più possibile...poi tu puoi essere come un mio specchio...ci possiamo unire attraverso la condivisione dei pensieri...e magari anche con la condivisione dei beni...un comunismo delle idee in primo luogo...che dovrebbe essere naturale, non forzato

ovviamente poi c'è da accettare le idee degli altri e da avere la capacità di sentirsi nei panni degli altri, di un uomo così come di un fiore
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12

giovedì, 27 agosto 2015, 13:41

eh, il ragionamento ci sta...però non facile da praticare la cosa!


indubbiamente, perchè ormai abbiamo perso questa capacità che a mio parere è dentro di noi, innata.

quante volta hai sentito la frase "mi sono sentito tutt'uno con la natura", e magari ti è capitato direttamente. credo più o meno a tutti.
Quella sensazione che appartieni a qualcosa di più grande e non unicamente come un organismo a se.

in quel momento stiamo comunicando con il Tutto in modo involontario, come se stessi parlando con qualcuno in una lingua a te sconosciuta e improvvisamente ti rendi conto che l'altro ha capito una parola, ma non sai ne cosa ne come hai fatto, è stato un caso e riuscire a riprodurlo è difficile.

Eppure questa capacità esiste, l'abbiamo però persa nei secoli di egoismo umano.

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13

giovedì, 27 agosto 2015, 14:06

Citato

ndubbiamente, perchè ormai abbiamo perso questa capacità che a mio parere è dentro di noi, innata.

quante volta hai sentito la frase "mi sono sentito tutt'uno con la natura", e magari ti è capitato direttamente. credo più o meno a tutti.
Quella sensazione che appartieni a qualcosa di più grande e non unicamente come un organismo a se.

in quel momento stiamo comunicando con il Tutto in modo involontario, come se stessi parlando con qualcuno in una lingua a te sconosciuta e improvvisamente ti rendi conto che l'altro ha capito una parola, ma non sai ne cosa ne come hai fatto, è stato un caso e riuscire a riprodurlo è difficile.

Eppure questa capacità esiste, l'abbiamo però persa nei secoli di egoismo umano.


credo di capire quel che dici

però non è facile, in questa società, unirsi al Tutto e non essere egoisti...non trovi?

ognuno vive per sé...basta vedere l'importanza che hanno i soldi...il lavoro svolge un ruolo fondamentale nella vita delle persone, e quasi nessuno lavora veramente per altri, bensì si lavora per guadagnare i nostri soldi...questo perché ci si trova a far lavori che non amiamo

la società ci impone degli stili di vita che non mirano all'unione col Tutto, ma al "progresso"

si vive nelle città, che sono in sé la negazione della natura e il dominio su di essa

fin da bambini si viene educati a comportarsi per diventare dei buoni ingranaggi nella macchina per il "progresso": obbedisci, vai a scuola, studia l'inglese e l'informatica...pensa a farti una posizione...e se le cose non ti vanno bene, per non pensare ai problemi, guarda la tv o gioca ai videogiochi...

secondo me se ci dicessero "fate quel che volete" ci sarebbe armonia, ci sarebbe cooperazione e non competizione

in tutto o quasi c'è competizione invece, si vuole dimostrare di essere i migliori e in questo modo ci stacchiamo dal Tutto

ci vorrebbero delle persone illuminate che mettano in atto una rivoluzione sia delle idee, sia politica e fattuale

non ha senso una Repubblica fondata sul lavoro, ha senso che sia fondata sull'amore...e nemmeno ha senso che ci sia una legge per dirlo
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14

giovedì, 27 agosto 2015, 14:35

la società ci impone degli stili di vita che non mirano all'unione col Tutto, ma al "progresso"


il progresso può anche starci, se in armonia con tutto, solo che siamo spinti a raggiungere questo progresso correndo e da soli, il primo che arriva vince, gli altri cavoli loro. in questo modo è vero che il progresso è molto più rapido, ma lascia anche molti morti sul percorso.
Il progresso deve avanzare in modo naturale, senza sforzi, e sopratutto tutti insieme, aiutando chi rimane indietro.

secondo me se ci dicessero "fate quel che volete" ci sarebbe armonia, ci sarebbe cooperazione e non competizione


Forse al giorno d'oggi no, regnerebbe il caos con questa mentalità, nel caso fossimo tutti più "illuminati" allora si.


ci vorrebbero delle persone illuminate che mettano in atto una rivoluzione sia delle idee, sia politica e fattuale


si, ma se persone illuminate esistono se ne guardano bene di entrare in questo pericoloso gioco, il buio al momento è più forte e presente della luce

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15

giovedì, 27 agosto 2015, 14:56

Citato

il progresso può anche starci, se in armonia con tutto, solo che siamo spinti a raggiungere questo progresso correndo e da soli, il primo che arriva vince, gli altri cavoli loro. in questo modo è vero che il progresso è molto più rapido, ma lascia anche molti morti sul percorso.
Il progresso deve avanzare in modo naturale, senza sforzi, e sopratutto tutti insieme, aiutando chi rimane indietro.


il progresso ci può stare, ma non deve essere la priorità come è adesso

Citato

Forse al giorno d'oggi no, regnerebbe il caos con questa mentalità, nel caso fossimo tutti più "illuminati" allora si.


bisognerebbe lasciar liberi i bambini, se lasciamo liberi gli altri succede quel che dici tu, adesso

Citato

si, ma se persone illuminate esistono se ne guardano bene di entrare in questo pericoloso gioco, il buio al momento è più forte e presente della luce


io e te siamo abbastanza illuminati da vedere il buio, se tutti vedessero il buio tutti si comporterebbero in modo da fare luce...ma pochi vedono il buio

noi possiamo essere rivoluzionari, peccato che siamo pochi...ed è difficile vivere vedendo cose che la maggior parte delle persone non vede...la maggior parte della gente si accontenta della sua vita mediocre
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