Salve a tutti. Mi sono appena iscritta perchè ho necessità di chiedere un vostro suggerimento.
Vi espongo in breve il mio problema. Al momento ho 28 anni,ho un lavoro che non amo,ma l'essere circondata da colleghi piacevoli me lo rende meno pesante,in più sto per laurearmi.
Quando avevo 17 anni ho avuto un primo attacco di panico,a scuola. Non sapevo cosa fosse sicchè ho fatto tutte le analisi del caso ed è risultato che ero sana come un pesce.
Intorno ai 23 anni ho iniziato una terapia breve strategica perchè i miei attacchi di panico si erano intensificati.
Purtroppo non sono riuscita a trarre il benchè minimo giovamento,così interrotta la terapia dopo 14 sedute, mi sono messa un po' "l'anima in pace" ed ho iniziato trainig autogeno ed esercizi di mindfulness scaricati da internet,sperando in un minimo di aiuto.
Negli anni successivi ho avuto solo attacchi sporadici,fino a che,a maggio di quest'anno,ho avuto una banale reazione allergica che mi ha irritato molto la gola,questo ha scatenato un attacco di panico di quelli che non ti lasciano scampo...da quel giorno,nonostante le rassicurazioni dell'allergologo,non riesco a togliermi dalla testa l'idea che mi verrà prima o poi una reazione anafilattica seria e che metterà in pericolo la mia vita..quindi devo sempre controllare tutto.
Così,senza aspettare troppo,rendendomi conto dell'assurdità del mio timore,ho chiesto aiuto ad una psicologa (cognitivo-comportamentale) e la prima cosa che ha detto è stata di accettare il fatto che i miei attacchi forse non spariranno mai. questo mi ha messo ancora di più a disagio,ma le ho comunque dato fiducia perchè ho pensato che magari quello era il suo modo di approcciare al problema.
..le ho detto che i sintomi fisici li gestisco,non ho tachicardia o altro...quello che non controllo sono i pensieri catastrofici.
e lei non mi dice nulla. dice che passerà,che facendo training autogeno e continuando a rilassarmi piano piano imparerò a conviverci.
quindi vi prego,almeno voi,ditemi che c'è una strada per risolvere il problema.
che poi ?...qual è il problema? l'ipocondria o gli attacchi di panico?...o forse nessuna delle due?
di cosa dovrei parlare con la psicologa?...e perchè lei mi lascia tutto questo spazio? è normale gestire così le sedute?
...so che avete pochi elementi per aiutarmi,ma magari qualcuno di voi ha un parere da condividere.
un saluto a tutti.