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RKC88

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domenica, 11 gennaio 2015, 17:17

Incubo infinito, dura uscirne

Ciao a tutti, cercherò di essere conciso nel riportarvi la mia storia. Sono un ragazzo di 26 anni, sono uno sportivo da sempre, ansioso fin dalla nascita. Figlio di una madre apprensiva e insicura, di un padre ansioso-pessimista, trascorro tutto sommato una tranquilla e spensierata infanzia, anche se, era comunque presente un sentimento di paura e angoscia pronto a mettere radici profonde al mio interno. La mia adolescenza è burrascosa e ribelle, ed è qui che l'ansia comincia ad affacciarsi ogni tanto, in punta di piedi, silenziosa. Ogni tanto giungevano pensieri fissi, qualche ossessione qua e là, ma io non diedi mai tanta importanza e peso alla cosa. Più che altro, il fatto di avere due genitori ansiosi, non in grado di tranquillizzarmi in momenti del genere, fece in modo che mai ne parlai con nessuno, e di certo non avevo le capacità e le risorse per gestire cose del genere. Finche una sera d'estate di 5 anni fa, durante una lite con la mia ragazza, venni assalito da un forte attacco di panico. Fu necessario l'intervento dell'ambulanza. Mi cadde il mondo addosso, precipitai in un pozzo nero e profondo in cui la paura e il terrore facevano da padroni. La mia famiglia entrò nel panico con me, e caddi in una profonda depressione. Passai un mese nero, con attacchi di panico, umore depresso, apatia, incubi, crisi di pianto. Con l'aiuto di una terapia farmacologica, riuscii a uscirne. Passò un anno, tutto sommato di buon umore, anche se gli attacchi di panico non scomparvero del tutto, soprattutto nelle situazioni in cui l'ansia saliva. Decisi così, di intraprendere un percorso di psicoterapia con un terapeuta della zona. Per il primo anno riuscii a gestire meglio gli attacchi fino a farli scomparire, poi 3 estati fa buio totale di nuovo. Venni assalito da pensieri fortissimi, paura di fare male ai miei cari, a me stesso, di non amare più la mia ragazza, paura di impazzire. Questa volta fu necessaria un'altra terapia farmacologica che risolse bene o male tutto per un inverno. Poi l'estate successiva di nuovo giù con nuove fissazioni. Durante l'inverno feci l'errore di fare letture di filosofie orientali, spiritualità tipo libri di Osho... E le mie nuove fissazioni sono iniziate da li: domande esistenziali, domande su chi sono veramente, il terrore di come dicono quei libri di essere un 'addormentato' e che la vita ha senso solo se si ricerca l'illuminazione, Osho che dice l'Ego non siamo veramente noi ma dobbiamo cercare la nostra vera essenza, il buddismo che dice di non attaccarsi sentimentalmente perché allontana dal nirvana. Da li sono partiti questi trip SENZA SENSO che non mi fanno più vivere, ogni cosa che faccio mi arriva il pensiero intrusivo contenente la frase di qualche santone, che mi fa precipitare in ansia. E' come se mi fossi autoconvinto che hanno la ragione assoluta loro e io son un coglione ( quest'ultimo probabile :dash: ), e dunque ogni pensiero o azione scatena questo conflitto in me. Non so a chi appellarmi, mi sento solo, mi vergogno a raccontare questo genere di pensieri. Mi sto rassegnando a dover convivere per sempre con questi pensieri e questa angoscia, nell'infelicità. Non riesco a vivere in maniera spensierata e fregarmene di tutti questi trip mentali. Ogni pensiero lo analizzo invece che lasciarlo fluire, e non riesco a fare diversamente. Attualmente non sto facendo nessuna terapia farmacologica perché comunque ho visto che non curano in maniera definitiva ma danno un'aiuto palliativo di cui obiettivamente non so che farmene. Sarei lieto se qualcuno potesse tranquillizzarmi o raccontarmi se ha avuto esperienze simili alle mie. :sos:
Grazie per la lettura. A presto.

beautiaddicted

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2

mercoledì, 14 gennaio 2015, 14:31

Ciao mi sembra un disturbo ossessivo compulsivo
Riprendi la terapia e non vergognarti, racconta tutto al terapeuta. Purtroppo per esperienza personale ti dico che il contatto con genitori ansiosi ti porta inevitabilmente ad esserlo . Diventa un automatismo

3

mercoledì, 14 gennaio 2015, 15:48

Ciao,
un po' mi riconosco nel tuo racconto, abbiamo anche la stessa età, anche io ho genitori insicuri e iperansiosi che mi hanno danneggiato, anche io ho sofferto di attacchi di panico e depressione, che ho curato con psicofarmaci e psicoterapia e, in parte ho risolto, e anche io come te sono convinto di essere afflitto da pensieri ossessivi, anche se né il mio psichiatra né la mia psicoterapeuta ne hanno fatto mai cenno...ma ne sono sicuro in quanto so che posso essere perseguitato da un pensiero fisso per mesi, anche per anni....
Dicevo che ho risolto in parte i miei problemi, poiché sono riuscito ad eliminare gli attacchi di panico, ma non l'ansia e neanche la depressione, che a volte ritornano e difficilmente ci riesco a convivere...tutto ciò a causa del mio continuo ruminare.

Io so che gli attacchi di panico sono la conseguenza di una scissione tra mente e corpo, o meglio tra conscio e inconscio, in poche parole ti stai muovendo nella tua vita dando ascolto quasi esclusivamente alle tue emozioni e ai tuoi stati d'animo (di origine inconscia) non passandoli al vaglio della ragione (parte conscia)...ciò genera dentro di te un conflitto che infine somatizzi con gli attacchi di panico...ora, come potresti aggiustare il tiro, io non sono in grado di dirtelo e neanche mi azzarderei a farlo, visto che non sono né uno psicologo, né uno psicoterapeuta....

Potrei provare a dirti come la penso riguardo alle filosofie orientali, alle quali un tempo mi stavo avvicinando anche io...fossi in te mi chiederei: si, sono teorie motivanti, coraggiose e per alcuni aspetti condivisibili, ma in una società come la nostra, che per filosofia di vita e cultura è opposta a quella orientale, hanno un senso, hanno un'utilità? Io non ne vedo alcuna, in quanto tutte le filosofie orientali, in genere, predicano un ritiro quasi totale dalla vita sociale e materiale...è possibile ciò nella nostra società? assolutamente no, se dovessi condividere tutto delle filosofie orientali finiresti per vivere come un alienato. Ragione per cui, me ne allontanai.

Tu potresti pensarla diversamente, ma ho voluto darti giusto uno spunto di riflessione.

Ora, per quanto mi riguarda, mi affliggono pensieri fissi differenti dai tuoi...ma condivido il fatto che è dura uscirne, ma non bisogna perdersi d'animo.

RKC88

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4

mercoledì, 14 gennaio 2015, 23:45

Grazie per le vostre risposte! In queste condizioni anche un piccolo supporto può fare la differenza. Per quanto riguarda la terapia, non vorrei riprenderla perché sono giovane e rischia di diventare un qualcosa a cui aggrapparsi per sempre. Adesso come adesso mi sembra di non vedere la luce, mi sento disperato senza un briciolo di speranza. Rafiki mi dispiace anche tu abbia pensieri ossessivi, a me in questi giorni condizionano tutta la giornata, dalla mattina alla sera e mi sembra proprio di impazzire.

Questo post di "Ryunio" (venerdì, 16 gennaio 2015, 16:56) è stato cancellato dall’utente "ramon" (venerdì, 16 gennaio 2015, 20:22).

Ryunio

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venerdì, 16 gennaio 2015, 20:01

Ciao! Anche io ho 26 anni.
Posso capire benissimo quello scrivi, lo sto vivendo anche io da circa un anno. A Febbraio dell'anno scorso dopo un violento attacco di panico che mi ha fatto finire in ospedale, è iniziato l'incubo. Ho sofferto di panico e ansia in tarda adolescenza, poi "magicamente" andando via di casa a 19 anni tutto è scomparso, per riapparire violentemente a febbraio. Sono dovuta tornare a casa e interrompere gli studi. Ho fatto una terapia farmacologica per 6 mesi e parallelamente una psicoterapia, che sto portando avanti tuttora. Eh si, credo anche io che questa sofferenza profonda affondi le sue radici in questioni familiari. In questi mesi sono caduta e ricaduta ma non ho smesso mai di rialzarmi. Di sfidarmi ogni mattina ad alzarmi dal letto ed affrontare una nuova giornata anche quando sembrava impossibile, che fosse tutto finito. Conosco tutto, la paura, l'ansia, i pensieri negativi, il senso di irrealtà. Posso capirti profondamente.
Ho deciso di risponderti perché nel tuo messaggio accenni al Buddismo e alle filosofie orientali.
Ecco, io sono buddista :) La mia fede in questi mesi è stata davvero la mia ancora di salvezza. Non è stato un rimuginare su questioni esistenziali, ma una continua lotta nel trasformare la disperazione in speranza. Questo è il lavoro della fede, e il Buddismo in questo, anche nella preghiera, è molto concreto e benefico. E' uno strumento potentissimo che mi dà la forza di non arrendermi mai, di ricominciare ogni giorno da capo andando fino in fondo. Chi più ha sofferto, più diventerà felice. Non sono parole fatte, è una realtà, perché le cose non accadono a caso, e se non smettiamo di lottare non solo trasformeremo la nostra sofferenza in gioia e piena soddisfazione, ma capiremo il significato profondo di quello che ci è accaduto. Mi sento davvero fortunata ad avere questa fede e dei compagni di fede che mi sostengono costantemente. Ecco, non mi sono mai sentita sola in questa lotta. Quanto vorrei che tutte le persone che stanno soffrendo come me potessero conoscere questa pratica!
Sappi che non sei solo neanche tu, e che se vuoi approfondire e confrontarti io ci sono.

Questo post di "Ryunio" (giovedì, 05 febbraio 2015, 15:36) è stato cancellato dall’utente "Simona C." (sabato, 07 febbraio 2015, 22:48).