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sempreconme

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1

venerdì, 22 gennaio 2016, 21:07

Ho tanta paura- nel baratro

Ciao a tutti, sono nuova, mi chiamo Chiara e ho 27 anni.
Spero davvero tanto di riuscire a trovare un po' di conforto qui, perchè ho toccato il fondo e mi trovo a fare pensieri che mi spaventano molto.
cercherò di essere breve, almeno in questo primo messaggio: ho iniziato con il primo attacco di panico (classico simil infarto) nel 2010, poi da lì il baratro; un primo periodo di clausura totale, nemmeno il bagno da sola riuscivo a fare. Mi sono rivolta ad una psicoterapeuta che dopo poche sedute ha detto che non avevo bisogno di lei. Ho affrontato tutto da sola e mi sono risollevata per un po'.
Dopo poco l'ansia non si manifestava più con i classici sintomi (o almeno, c'erano ma tenuti sotto controllo) ma con cistiti ricorrenti, dolori ai reni, alla schiena..tutti gli accertamenti davano esiti negativi.
Ora da un infinito anno mi trovo invece con una nausea costante che mi sta uccidendo: la prima cosa che sento appena apro gli occhi e l'ultima quando li chiudo.C'erano stati episodi simili negli anni passati, ma sporadici.
Mi sono ritrovata a stare peggio di prima, ora sono totalmente carcerata in casa, non riesco più a fare nulla, e come se non bastasse l'uomo che avevo accanto (medico per altro) dopo un anno mi ha lasciata l'altro giorno,di punto in bianco, come un sacco della spazzatura perchè non riusciva a starmi accanto nonostante le tante belle parole. Ho cercato aiuto in tanti specialisti ma nessuno mi ha dato risposta.
Sono stata lunedì da una nuova psichiatra-psicoterapeuta ed ero fiduciosa, ma dopo la mazzata finale di quell'uomo sto passando dei giorni senza mangiare nè bere, non riesco. E penso che se avessi sufficiente coraggio, mi toglierei sicuramente la vita. Vivo da mesi con il desiderio di non svegliarmi più.
La relazione, se ci penso razionalmente, è il minimo: la causa che mi fa fare questi pensieri è proprio questa sintomatologia che non accenna a migliorare con niente (farmaci appositi, plasil ecc... cerco di evitare gli psicofarmaci che mi sono stati prescritti solo al bisogno perchè comunque non sortiscono nessun effetto se non quello di rimbambirmi) e che mi porta a non avere rapporti con la realtà. Ho fermato il mio lavoro essendo libera professionista, in città ho solo un'amica, gli altri pochi sono sparsi per il paese e all'estero. Non mi capacito di come possa avermi lasciata così, nel momento del bisogno dicendo che lo irritavo, che si annoiava e che per quanto ci abbia provato non è cambiato nulla. Mi ha trattata da paziente sbagliando, non cercavo questo in lui. E non ha accettato il fatto che cercassi aiuto altrove.
La morale è che non ho nulla da fare, la depressione mi sta divorando, la nausea è sempre più forte ed alterno momenti di flebile fiducia ad altri di totale rassegnazione in cui, se avessi il coraggio, mi toglierei la vita.
Io, che sono sempre stata una trascinatrice allegra, solare, pronta ad aiutare gli altri e con mille interessi. Non è rimasto nulla, se non la maledetta nausea o cistite.
Grazie a chiunque vorrà rispondere, ne ho bisogno.

Shardana

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2

sabato, 23 gennaio 2016, 18:01

Conta che per fare effetto gli antidepressivi vanno usati continuativamente per almeno 2 settimane fino alle 3 4 per funzionare. Fidati del tuo psichiatra, prendili... E tieni stretti i denti per un pò. Funzioneranno.

sempreconme

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3

sabato, 23 gennaio 2016, 21:53

Grazie per aver risposto Shardana! La mia psichiatra non ha voluto darmi una terapia giornaliera perchè ritiene possa solo portarmi ad una dipendenza sfocalizzandomi dall'origine del problema, abbiamo fatto solo una seduta quindi forse non ha ancora un quadro generale delle situazione ed è per questo che ha preferito aspettare prima di decidere il da farsi. In ogni caso l'alprazolam per "le emergenze" non funziona molto.
Mi fa un enorme piacere avere rassicurazioni da parte vostra e sapere da persone che ci sono già passate che è possibile uscirne! Mi demoralizza molto il fatto che nessuno presenti una sintomatologia simile alla mia, cioè di nausea costante..ma si sa, il corpo è strano!
Ti ringrazio ancora enormemente per la risposta :D cerco di tenere duro!!

Rename

Giovane Amico

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4

sabato, 23 gennaio 2016, 23:21

Ciao Chiara, benvenuta! :)
Ti tranquillizzo: ho sofferto e soffro anche io di nausea. Più tanti altri sintomi che ciclicamente si ripetono, con intensità più o meno forte.
Questa nausea ti impedisce di mangiare (mi riferisco in generale, rispetto a prima; ora probabilmente dopo che questa persona ti ha lasciato è possibile che l'ansia sia salita ancora di più e ti tolga l'appetito)? Hai fatto gli accertamenti del caso? Io feci una gastroscopia, e risultò tutto nella norma. Da lì non mi è passata, ma si è molto ridotta e io mi sono tranquillizzato.
Non lasciare ciò che facevi, sforzati di coltivare i tuoi interessi anche se risulta faticoso adesso. Più il nostro cervello si attiva verso altri pensieri, più si riesce a tenere a bada l'ansia!
Ti dico anche che la mia ex mi lasciò per un motivo simile (uno fra gli altri, a dire il vero): a detta sua ero malato (mentalmente) e lei non poteva stare con una persona malata e poco attiva.
Quindi guarda, siamo in molti sulla stessa barca! :) Se vuoi parlare sono qui!
La Morte si alzò[...]accese un fiammifero, lei che avrebbe potuto distruggere il foglio di carta con lo sguardo,[...]tornò a letto, si abbracciò all'uomo e, senza ben capire quello che le stava succedendo, Lei che non dormiva mai, sentì che il sonno le faceva calare dolcemente le palpebre. Il giorno seguente non morì nessuno.

Shardana

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5

sabato, 23 gennaio 2016, 23:26

Figurati. Poi magari non ne hai bisogno... Non so. Carino questo tipo comunque "lo irritavo lo annoiavo". Complimenti.
Ma sei sicura sia ansia?
Comunque per l'esperienza che ho il cervello non vive razionalmente. L'ansia è spesso una risposta a emozioni che teniamo nascoste.Il consiglio che ti do è quello di viverti appieno il dolore, la tristezza, la rabbia per questo simpaticone e cercare di riprendere a vivere, anche lottando contro questi sintomi.

AndreaC

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6

sabato, 23 gennaio 2016, 23:47

Ciao, da quello che scrivi si vede che stai proprio male, mi dispiace.

Guarda, fai lo sforzo di leggerti questo link, si tratta di una ragazza che chiede aiuto e che sta davvero male, ha molti dei tuoi sintomi, direi addirittura che fisicamente stia peggio di te, leggi quello che le viene consigliato di mangiare e prova a seguire una dieta specifica per il tuo problema :

http://valdovaccaro.blogspot.it/2013/07/…che-non-mi.html


Ti faccio i miei auguri di cuore

sempreconme

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7

domenica, 24 gennaio 2016, 00:32

@Rename Grazie per la risposta, sei molto gentile! A parte i 3 giorni di buco totale dopo la rottura ora mi sto sforzando di mangiare perchè essendo molto alta e magra di costituzione tendo a diventare uno scheletrino in fretta ed è l'ultima cosa che voglio...Sto pensando di fare una gastroscopia per tranquillizzarmi, sia mai che con "carta canta" in mano mi dia una calmata, anche se non penso di avere qualcosa fuori posto. La cosa buffa è che sia che abbia lo stomaco vuoto, che mangi leggero o che mangi sassi la nausea è sempre presente, ed automaticamente appena esco di casa diventa insopportabile.Quindi nonostante la buona volontà ed il desiderio di tornare ad uscire normalmente non riesco..è questo che mi manda ai matti! se riuscissi almeno a calmare questo fastidio riuscirei a lavorarci meglio..Mi sono sforzata molte volte ma alla fine mi trovavo nel retro del locale o ristorante di turno, con i sudori freddi e questi conati inutili.
Va da sè che per cercare di non pesare sugli altri mi sono sempre più chiusa..
Mi sa proprio di sì comunque..siamo in parecchi :-/

sempreconme

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8

domenica, 24 gennaio 2016, 00:42

@shardana

(non se sia giusto rispondervi con la citazione "@" ,non sono praticissima ':) )
Purtroppo sono sicura sia ansia perchè questa sintomatologia ha una "vita" tutta sua; posso iniziare la giornata con la nausea, poi può sparire per un paio d'ore e nel mentre avvertire un forte dolore ai fianchi, poi torna di nuovo...addirittura a volte, quando ancora mi sforzavo di uscire per delle commissioni (ovviamente solo di mattina e a stomaco vuoto perchè così almeno nella mia testa mi dicevo "ciccia, se hai la pancia vuota,cosa vuoi vomitare?"), cercavo di ignorare la nausea e non appena ci riuscivo taddddaaaan iniziavo a sudare freddo ed avere la tachicardia...
Come se avessi un omino dentro di me che gioca con vari pulsanti fino a che non riesce a mettermi k.o.
il motivo va assolutamente ricercato, però nonostante i buoni propositi a volte è talmente invalidante che mi porta a deprimermi..ed onestamente la cosa mi fa incazzare: ok l'ansia, ma anche la depressione no mannaggia!
Per quanto riguarda il simpaticone, devo dire che sul momento sono rimasta devastata, poi pensando alle varie dinamiche e alla sua vita, effettivamente forse ci ho solo guadagnato...

sempreconme

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9

domenica, 24 gennaio 2016, 00:53

@AndreaC.

Grazie Andrea! ho letto il link che mi hai mandato ed ho trovato qualche spunto interessante.
Devo dire che ultimamente mi sono molto interessata alle teorie di Lise Bourbeau che conduce le sue ricerche nel campo delle cause metafisiche delle malattie. e cavolo, ci azzeccano spaventosamente. Anche la mia psichiatra è aperta a questo "mondo" per questo l'ho scelta.
Il passo sta sempre nel dire "ok, ho questo problema per motivo X,Y, Z, ma adesso...come stracacchio lo risolvo?" ed è questa la parte difficile che mi atterrisce. Non hai idea delle volte in tanti anni di dolori in cui speravo mi trovassero qualcosa di "fisiologicamente concreto", almeno così, anche a costo di finire sotto i ferri avrei risolto poi il problema..invece no, sana come un pesce! (sulla carta)

AndreaC

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10

domenica, 24 gennaio 2016, 01:43

Poi mi informerò meglio su Lise Bourbeau, ho dato un'occhiata e ho visto un suo libro che si chiama "Sono Dio, Caspita!".
Un titolo fantastico !!
Cmq ho scoperto, informandomi, di quanto sia importante adottare una dieta adatta al nostro organismo.
L'essere umano condivide con lo scimpanzè il 98% del Dna e, sia lo scimpanzè, sia il gorilla, si nutrono quasi esclusivamente di frutta, verdura e bacche.
Noi abbiamo il loro stesso apparato digerente, non siamo dei carnivori.

Quindi non abbiamo bisogno di proteine animali per stare bene, anzi, il nostro sangue diventa sempre più acido se ci nutriamo ad esempio di carne che, semplicemente, non siamo progettati per mangiare.
Ci sono individui che non accusano nessun disturbo fino a subito prima di ammalarsi mentre altri accusano immediatamente i sintomi di una dieta incompatibile col nostro organismo. Vedi i celiaci.
Anche il glutine fa malissimo, a quanto pare, a tutti gli esseri umani, compresi quelli che, apparentemente, lo mangiano senza problemi.

Ci sono bambini autistici ai quali, togliendo glutine e latticini dal proprio regime alimentare sono stati poi diagnosticati non più affetti da autismo.
La carne ad esempio ad una temperatura di 37 gradi va sempre in decomposizione nel nostro tratto intestinale, questo accade sia perchè i nostri succhi gastrici non sono sufficientemente acidi per scomporla, sia perchè il nostro tratto intestinale è, al contrario di quello dei carnivori, lungo e ricco di svolte, sprigionando veleni come la cadaverina che l'organismo tenta poi di smaltire andando in leucocitosi ad ogni pasto carneo, questo spiega Vaccaro.
Tutti questi insulti al nostro organismo finiscono inevitabilmente per farci ammalare e, prendere atto di questo, non può che migliorare la nostra vita.

Perciò sono assolutamente sicuro che se ti informerai e seguirai una dieta sana non potrai che stare meglio.
Ti posto questo link, è lungo, dura più di un'ora, ma ti assicuro che vale la pena guardarlo :

https://www.youtube.com/watch?v=iMvjf6l2Bqw

Ti faccio ancora i miei auguri.
Ciao : )

PierangeloLopopolo

Giovane Amico

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11

domenica, 24 gennaio 2016, 12:35

Sei coinvolta in un confronto difficile con te stessa. Prima di tutto ora ti è lontana e estranea l’idea che si tratti di un confronto, perchè ciò che dentro di te vuole portarti a te stessa, a porre al centro della tua vita e della tua premura la cura di te stessa, limitando fino all'estremo la tua iniziativa rivolta all'esterno, è incompreso e frainteso. Pensi a uno stato anomalo, ti è immediata e scontata l'idea che stai patendo disturbi e malattia, comunque un che di anomalo e contrario ai tuoi interessi, perchè invalidante. Qualcosa di te profondo vuole certamente invalidare ogni tuo tentativo di proseguire come prima e come se niente fosse, vuole azzoppare i tuoi tentativi di spingerti all'esterno, per farti stare il più possibile nella preoccupazione di ciò che ti è interno, tuo. Nulla oggi può essere da parte tua assunto e ripreso con gusto, anzi il disgusto e la nausea stanno prevalendo fino a non rendere gradito o gradevole nulla. Cosa vuole questo tuo ripetuto e insistito malessere? Cosa è così prioritario e imprescindibile da indurre la tua interiorità, il tuo profondo a metterti in simili condizioni di impellenza di richiami interni e di disgusto di ogni possibile accenno di iniziativa esterna? Bisognerebbe chiederlo a questa tua parte profonda, artefice e promotrice (non maligna) del tuo malessere. E' una parte di te, quella profonda, che il suo da dire ce l'ha e ha i suoi argomenti, il suo modo di proporli. Lo fa nei tuoi vissuti, nel tuo sentire, che però va saputo ascoltare ( ascoltare e non spiegare e commentare), il che richiede sviluppo di capacità riflessiva ( come vedere la tua immagine riflessa nello specchio ti fa vedere il tuo volto e ciò che esprime, che ti rivela, così la riflessione vera, che non c'entra con il rimuginare spiegazioni, può farti vedere l'intimo dei tuoi stati d'animo, dei tuoi vissuti), lo fa con straordinaria lucidità ed efficacia nei sogni ( notturni), autentica fucina di pensiero e veicolo di conoscenza di te stessa e di approfondita ricerca. Nulla succede per caso, ogni crisi interiore, qualsiasi forma assuma, peraltro sempre significativa, mai sgangheratamente malata, tende a produrre, a innescare un profondo cambiamento, a favorire un avvicinamento a se stessi, per capirsi finalmente, per prendere consapevolezza di come si procede e si sta in rapporto con se stessi, di quel che profondamente ci appartiene. Sono necessità di trasformazione e di crescita in direzione del diventare se stessi e del dare guida propria e consapevole alla propria vita, che la maturazione puramente anagrafica non dà e non consente automaticamente e nemmeno i consueti modi di apprendere, più vicini al pensato comune e funzionali all'adattamento e al conformismo che a sviluppo di propria autonoma capacità di pensare e di decidere. L'interiorità, il profondo sa farsi valere, sa porre con insistenza un problema. Pare sciagurato quel che fa quando blocca il corso "normale" dell‘esistenza, ma non è stupida e ancor meno è improvvida la sua azione e senza senno. Se compreso, se condiviso il suo punto di vista può dare il bene massimo della propria vicinanza a se stessi, della propria consapevolezza vera e fondata e della ritrovata propria autonomia. Può servire un aiuto per mettersi in sintonia e in dialogo col proprio profondo, promotore della crisi e capace, come già ti dicevo, di guidare a comprenderne le ragioni e le potenzialità, a viverle. Per imparare a trovare dialogo col tuo sentire a ascoltare e comprendere i tuoi sogni, per vivere il cambiamento che nasce dal conoscerti in stretto legame col tuo profondo può esserti necessario l'aiuto di chi sappia condurti a entrare in rapporto con te stessa. Non servirebbe a nulla fare indagini sul passato e attraverso ragionamenti individuare presunte cause. Giustamente tu dici trovare col ragionamento presunte cause lascerebbe inalterato ciò che senti e l'insieme del tuo rapporto con te stessa, con ciò che vivi dentro di te. Serve un dialogo e uno scambio aperto con te stessa, col tuo profondo per comprendere da parte tua nel vivo e puntualmente il senso della tua crisi e il suo scopo. Nulla succede per caso, la crisi interiore non è mai distruttiva, il problema è intenderne e condividerne l'intenzione e lo scopo. Pierangelo Lopopolo


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Giovane Amico

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12

domenica, 24 gennaio 2016, 13:27

Non c'è di che, siamo qui per confrontarci, sostenerci a vicenda e aiutarsi. :)
Comunque, penso che in questi l'esame possa sicuramente portare qualche tranquillità in più: se lì non risulta nulla, prima o poi la testa si sbloccherà e la nausea gradualmente diminuirà. A questo, ovviamente, va unita la psicoterapia :)
La Morte si alzò[...]accese un fiammifero, lei che avrebbe potuto distruggere il foglio di carta con lo sguardo,[...]tornò a letto, si abbracciò all'uomo e, senza ben capire quello che le stava succedendo, Lei che non dormiva mai, sentì che il sonno le faceva calare dolcemente le palpebre. Il giorno seguente non morì nessuno.

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mercoledì, 10 febbraio 2016, 23:08

RE: Ho tanta paura- nel baratro

Ciao a tutti, sono nuova, mi chiamo Chiara e ho 27 anni.
Spero davvero tanto di riuscire a trovare un po' di conforto qui, perchè ho toccato il fondo e mi trovo a fare pensieri che mi spaventano molto.


Solo quì puoi trovare l'aiuto che cerchi, però devi impegnarti a leggere.
Io sono il portavoce di Dio e il depositario della verità assoluta intanto ti dico 3 cose:
Il baratro che ti fa tanta paura è fondo circa 30 centimetri, dalla testa al cuore quindi.
Nessuno ha il diritto di togliersi la vita, capito nessuno ti ha dato quel diritto, non lo scordare MAI
Questa realtà è soltanto apparente per cui non è come ti sembra.

PS. Ho letto proprio ora una risposta alla tua lettera che contiene un errore che la persona che ti ha scritto non conosce e per questo ti ha detto che la parte cattiva di te è parte di te stessa; niente di più sbagliato infatti quella persona è caduta nell'inganno. La parte cattiva che è in noi NON E' noi stessi ma un nemico da tenere a bada
Ora ti chiedo: è più facile per te combattere contro te stessa, oppure è più facile combattere contro un nemico? ovviamente va conosciuto.
La gente non guarisce perchè gli viene detto che la causa di tutto il disagio è causato dalla persona stessa: e come fa a combattere contro se stessa? impossibile, capisci la differenza enorme che c'è?
Se il nemico che è dentro tutti noi, riesce a far credere che quello che causa lui è invece causato dalla persona stessa: quando lo scopri? MAI è ovvio.

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "ilprofeta1" (10/02/2016, 23:35)