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)))Cara federica,il tuo messaggio mi è molto di conforto....prima di tutto devo dirti che non ho mai preso farmaci,xo da qualke giorno sono in cura presso uno psicoterapeuta privato che mi ha assicurato che verremo alla radice del mio problema..speriamo...dato che il vecchio psicoterapeuta(ente pubblico)è stato un totale fallimento...a volte mi sorprendo di come sia scandalosa l'assistenza sanitaria pubblica italiana...per il resto,hai perfettamente ragione...è diventato cosi assurdo...non ci capisco più nulla,non so distinguere piu cosa sento realmente e cosa invece è frutto della mia ansia...non so più se amo o meno la mia ragazza...non so più se credo in Dio o meno...non so piu nulla...ho perso l'orientamento e l'equilibrio nella vita....spero solo di riuscire a capire realmente cosa c'è dietro questa nube oscura dove da un anno ormai vago confuso...e spero che anche tu riesca a sconfiggere questa situazione....ti mando un abbracciociao luke
i tuoi pensieri secondo me sono amplificati al 200% dall'ansia. i pensieri ossessivi funzionano così..nascono,poi si "gonfiano" man mano... il problema è che quando siamo in preda al vortice non ci rendiamo conto di quanto siano irrazionali.
soffri di questo disturbo da un anno hai detto... ti curi in qualche modo? prendi farmaci?
io ne soffro da circa 7 mesi.. comprese depersonalizzazione e derealizzazione.. solo da due ho iniziato a prendere un antidepressivo e sto meglio... la depers non è ancora del tutto sparita ma diciamo che c'è solo se ci penso...
prima di fare questa scelta anche io stavo male... mille pensieri ossessivi e angoscianti... anche io ho pensato spesso a cosa succederebbe se non fossi più innamorata de lmio ragazzo ecc ecc. Quando si è ansiosi tutto, tutto,tutto diventa o può diventare oggetto di "viaggi mentali" della madonna)))
innanzitutto, spassionatamente, ti dico che cercare rassicurazioni non fa altro che amplificare questi tuoi pensieri... non ti servono rassicurazioni, ti serve una cura. una volta che l'avrai iniziata, fidati che questi pensieri diventeranno così distanti da te che quando ci penserai probabilmente ti dirai: ma dove stavo con la testa?!?!
più che altro è anche per il tuo rapporto... solo a mente lucida puoi davvero capire se ami una persona o no... non lasciare che sia l'ansia a parlare per te..
un abbraccio
Hei ciao soffro anche io di attacchi di panico e depersonalizzazione, io ci soffro tanto perchè davvero non riesco proprio piu convincerci mi rovino le giornate.
Ne vorrei tanto uscire, ogni tanto per non pensarci inizio a pensare ad altro, ma la derealizzazione è più forte di ogni mio pensiero e mi attacca.
Per calmare un attacco di panico mi fermo in un punto chiudo gli occhi e inizio a cantare una canzone in mente un po mi aiuta, poi ovviamente devo scappare subito a casa perchè mi vengono le crisi di pianto!
ciao liuke mi dispiace vederti ancora qui con i medesimi problemi di mesi fa, io ne sono uscito vittorioso !!!
Devi capire che sono pensieri e prendili per tali, pensieri che non provengono da te !!!
ho fatto psicoterapia ma ho mollato e sto continuando con i farmaci....
non ti chiedo di assumerli ma ti consiglio solo che se non ti trovi bene con il tuo psicoterapeuta cambialo !!!!
dopo qualche mese se funziona la psicoterapia devi stare meglio

Ciao Luke, come dire io soffro della stesa identica problematica, fortunatamente da poco, circa un mese e in maniera piu lieve ma capisco perfettamente quello che provi, il disagio, la paura, la stanchezza e i sensi di colpa magari (almeno a me succede).
Io percepisco il tutto come un mare, io sono la spiaggia e questi pensieri mi travolgono come un'onda una volta piccola una volta enorme, è come se la mente cercasse di distruggere cio che di bello hai per buttarti in uno stanzino buio e lasciarti li!
L'ultima volta mi è successo poche ore fa, i pensieri si sono insinuati come tarli e ti portano a convincerti che sia quello il motivo del tuo malessere ma io credo che non sia cosi. Anzi ne sono sicuro! Quando l'ansia non mi attenaglia, ma la sento solo li latente pronta a fare capolino quando meno è opportuno, mi rendo conto delle "cassate" sul quale mi ero fissato e mi sento addirittura scemo e in colpa.
Ma non dobbiamo lasciar vagare la nostra mente a piede libero Luke. Io sono in cura da uno psicologo e porto sempre con me dello xanax nella giacca. Non l'ho mai usato, sono restio ma so che c'è e non sento vergogna nel pensiero che magari un giorno ne avro bisogno. Ma per ora voglio farcela da solo.....arrivare a capire il vero motivo del disagio che mi affligge seguendo un percorso e avendo piena fiducia in cio che sto facendo! Ce la possiamo fare non facciamoci distruggere da noi stessi non dobbiamo!
Sono stato un po lungo?
Ma ora un piccolo consiglio pratico, che io utilizzo e mi sembra funzioni.....
Quando sento che qualcosa non va, che sta arrivando il pensiero, l'ansia, penso al fatto che come è venuta passerà,che staro bene e inzio a organizzare cosa faro nei giorni o in ipotetiche vacanze....non provo felicità lo ammetto sarebbe forse troppo, ma mi impegna la mente e alla fine senza che te ne accorgi stai pensando a qualcosa di leggero e la cortina di pioggia si dirada
Forza Luke non sei solo!!!
E' un'esperienza che ho vissuto anche io da ragazzo, in un paio di circostanze, con sensazioni simili alle tue. Terrore di non essere più innamorato, e al tempo stesso stare male a quel pensiero come se fossi io a venire lasciato, senzazione quasi di estraneità da tutto, come se stesse accadendo a un altro, piccoli episodi o sciocchezze senza significato che diventavano una prova inequivocabile del fatto che non amavo più la mia ragazza...
Ognuno di noi è un caso a sè, ovvio, io ti posso portare solo la risposta che ho trovato per me a suo tempo. Soffrivo di scarsa autostima (carattere chiuso, combinavo poco in università, avevo la sensazione di non piacere alle ragazze), di conseguenza forte timore dell'abbandono, che in qualche modo la mia psiche cercava di anticipare (dicendomi che non ero più innamorato) in modo tale da procurarmi si un dolore, ma un dolore "non subìto" (decidevo io, e non lei, che non ero più innamorato), e di cui quindi avevo comunque in qualche modo il controllo.
E' purtroppo "normale", penso, non riuscire ad essere spontanei nello stato d'animo che descrivi, spesso l'unico pensiero - ossessivo - che ha spazio è "sono innamorato o no?" "Cosa provo in questo momento?" "Che cosa provo ora mentre lei sta dicendo/facendo questa cosa?". Alla lunga, per me quel "lei" diventava quasi un'astrazione, come se fosse un concetto o un'idea scollegata dalla persona. Io ero arrivato addirittura a domandarmi che cosa avrei provato se fosse morta, e la sensazione immediata era che non avrei provato nulla; impossibile, evidentemente, e non era assolutamente vero, ma lo stato d'animo in quel momento era quello che mi suggeriva. Con gli anni, la maturazione personale e la consapevolezza del mio valore di persona non mi è più accaduto; di quando in quando ha provato a ripresentarsi, quel pensiero ossessivo, perché ovviamente quando passi anni roso dal suo meccanismo dei segni restano, ma è durato lo spazio di un minuto. Questo solo per dirti che se sei disposto a lavorare un pò su te stesso la tua vita sentimentale non è "condannata" ad essere sempre così, come a volte ero giunto a pensare io.
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