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MikeOttantanove

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1

sabato, 20 dicembre 2014, 17:42

Fulmini e rumori: paure maturate da adulto

Ciao a tutti,

mi chiamo Mike e sono felice di aver trovato questo forum. È la prima volta che scrivo, e lo faccio per chiedervi come affrontare (e soprattutto come spiegare ad uno specialista) un problema che pare divenire sempre più grave.

Ho 25 anni, e dopo averne trascorsi 20 senza avere timore alcuno dei fulmini, 5 anni fa mi sono ritrovai a vivere un'esperienza traumatica nel veder cadere un fulmine a pochi metri da me in piena notte e mentre ero completamente solo ed isolato.

Ho un vago ricordo dell'episodio, ma sicuramente mi ha segnato perché sono stato in situazioni analoghe in precedenza ma che non mi avevano scosso al punto da vivere nelle condizioni in cui mi ritrovo adesso

Difatti, da cinque anni, la sera (e solo la sera) non esco se ci sono o se sono previsti fulmini anche in lontananza nella mia zona. E questo, potete immaginare, mi preclude molte attività, mentre quando devo uscire "per forza" da casa o dall'ufficio ed è già buio ho sempre un senso di ansia crescente che sta diventando davvero insopportabile e, soprattutto, incomprensibile ai più.

Dico incomprensibile perché ho potuto verificare, visto che con il temporale esco tranquillamente (o quantomeno con minore premura ed ansia) se è giorno, che la mia paura non è del fulmine inteso nel senso della sua pericolosità, ma del " flash" improvviso. Stessa cosa dicasi per quanto riguarda taluni suoni e tutto ciò che ha come comune denominatore cose che devono accadere ma non so precisamente in quale istante esatto. Mi spiego meglio.

Soprattutto negli ultimi due anni, sebbene in misura minore rispetto ai fulmini, avverto un'ansia crescente quando devo aspettare una telefonata (sapete, quando ti dicono: "Oh, ti chiamo tra 5 minuti!") o che suoni il campanello quando aspetto una visita, cioè quando so che deve esserci quel rumore forte ed improvviso ma non so in quale istante preciso. Vorrei potermi spiegare meglio, ma mi è difficile davvero.
Altro esempio: quando incontro un cane randagio per strada sono tranquillissimo: pensate, se invece il cane si trova dietro ad un cancello, la probabilità che possa abbaiare all'improvviso mi spaventa e mi mette ansia (molta più rispetto a quando, ad esempio, sta già abbaiando prima che io gli passi davanti).
Stessa cosa se ad una festa di bambini ci sono dei palloncini che potrebbero scoppiare improvvisamente, oppure quando stanno per stappare dello spumante: vedo maneggiare la bottiglia ma non so quando precisamente avverrà lo scoppio.

Di contro, nessun timore per i fuochi pirotecnici che, invece, "si vedono" mentre scoppiano e quindi me l'aspetto.

Cos'è 'sta roba tecnicamente? Come la devo spiegare ad uno specialista e quindi affrontare? Aiutatemi! Rileggendo quello che ho scritto trovo tutto questo ridicolo, ma purtroppo è vero. Mi auguro che non ci sia nessuno che condivida con me questa "patologia", ma se ci fosse mi auguro ne sia uscito e possa darmi qualche dritta.

Un saluto ed un abbraccio a tutti, grazie mille davvero! :)

danielegb

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2

lunedì, 22 dicembre 2014, 11:08

ciao,

deve essere una brutta sensazione, la causa è stato effettivamente quanto ti è successo 5 anni fa.
Hai sviluppato una vera e propria fobia, e secondo me devi cercare assolutamente di risolverla, altrimenti rischi che tutti i comportamenti di evitazione possa tramutare tutto il ansia e affini. Non penso che sia già il caso da quanto scrivi.

Quando ti è successo 5 anni fa cosa hai pensato sul momento? quale è stata la tua paura?
e quando ora sei nella situazione di avere paura di improvvisi suoni forti, cosa provi?

Essere stato sfiorato da un fulmine hai abbinato il pericolo di morte (in quel momento reale) con suoni forti.
Quindi i suoni forti improvvisi per te significano pericolo di morte e di conseguenza cerchi di evitare queste situazioni.

Parlarne con uno psicologo penso possa farti bene, almeno per capire se e come intraprendere una strada.

MikeOttantanove

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3

lunedì, 22 dicembre 2014, 12:54

Ciao DanieleGb e grazie per la risposta.

È proprio questo il punto che non riesco a spiegare: non è la luce improvvisa o il rumore forte improvviso a spaventarmi, ma è il fatto che possa accadere quel flash o quel rumore ad inquietarmi considerevolmente, al punto da non uscire di casa se ci sono lampi anche in lontananza, o a non riuscire a pensare ad altro che alla telefonata (cioè allo squillo del telefono) che deve arrivarmi perché il mio amico ha detto "ti chiamo tra cinque minuti", ad esempio.

Io vorrei andare da uno psicologo, ma temo di non sapermi spiegare bene e far passare questa mia singolare patologia per una più comune fobia dei fulmini (quando non è esattamente così)!

Grazie ancora, aspetto i vostri gentili pareri. :)

AndreaC

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4

lunedì, 22 dicembre 2014, 13:20

la causa è stato effettivamente quanto ti è successo 5 anni fa.
Dubito che la causa sia stata solo quel singolo episodio, credo che a monte ci sia stato per forza qualcos'altro che abbia reso precario un equilibrio che è come in parte crollato a seguito di questo ennesimo "trauma"

Parlarne con uno psicologo penso possa farti bene, almeno per capire se e come intraprendere una strada.
Io ti consiglierei un amico che ti conosca e che conosca bene i tuoi trascorsi perché personalmente ho conosciuto psicologi, psichiatri e sessuologi e mi hanno piuttosto colpito nelle loro disamine del nulla, la loro mente è come imprigionata negli schemini e nelle tabelle, alcune delle quali hanno senz'altro un valore, seppur approssimativo, analisi transazionale, adulto/bambino/genitore, il copione, la superstizione parentale, i feticci, le idiosincrasie, o la parte conscia/punta iceberg, ma quel valore non è possibile interpretarlo senza una elasticità mentale che la loro stessa professione preclude dalla loro forma mentis, specie nel caso degli psichiatri che se ti gratti una gamba ti hanno già diagnosticato non uno, non un paio, ma almeno tre diversi disturbi mentali con tre diverse pozioni chimiche per "curarti" senza mai guarirti, è possibile guarire dal nulla ?
E' come un fiore di plastica ? Può morire ? No, perché non è mai stato vivo

danielegb

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5

lunedì, 22 dicembre 2014, 15:34

la causa è stato effettivamente quanto ti è successo 5 anni fa.
Dubito che la causa sia stata solo quel singolo episodio, credo che a monte ci sia stato per forza qualcos'altro che abbia reso precario un equilibrio che è come in parte crollato a seguito di questo ennesimo "trauma"



si, effettivamente solo quello forse no, quella è stata la causa scatenante di una paura/problema precedente che però è stata concretizzata nel fulmine.

Per questo sarebbe interessante analizzare come ti sei sentito 5 anni fa quando Zeus ha cercato di fulminarti, quale è stata la prima sensazione avuta?

come consigliato da Andrea potresti prima parlare con qualcuno che ti è molto vicino, ma non escludere a priori l'aiuto professionale.

MikeOttantanove

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6

lunedì, 22 dicembre 2014, 16:09

AndreaC, DanieleGb

grazie per la vostra attenzione.

La prima sensazione avuta fu qualcosa di simile al senso di abbandono, che prepotentemente ritorna ogni volta che provo a spiegare la mia condizione e nessuno la capisce per com'è davvero. Ho provato anche a condividerla con un amico, cioè mi sono trovato nella situazione di dover affrontare un mezzo temporale in sua compagnia, cercavo di evitare i "flash" tenendo lo sguardo basso, e l'unica sua considerazione è stata: "Ma tanto sono lontani, non ti colpiscono", e non ha capito che non è la probabilità che possa colpirmi, ma è proprio il lampo in quanto evento luminoso e l'angosciante attesa che ve ne sia un altro ad agitarmi in maniera preoccupante.

Non so come spiegarlo...

danielegb

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7

martedì, 23 dicembre 2014, 16:16

penso che lo descrivi abbastanza bene.

quell'evento ti ha mosso qualcosa, ti sei sentito abbandonato oppure hai avuto paura che nel caso ti succedesse qualcosa eri solo?
come ti senti quando sei da solo in situazioni normali?

MikeOttantanove

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8

martedì, 23 dicembre 2014, 17:19

Mi sono sentito abbandonato perché ero lì assolutamente controvoglia (prima esperienza in cui dovevo sostituire il custode notturno di un affittacamere sul mare) e mi piaceva poco l'idea di essere responsabile di altre 10 persone in un posto lontano e immenso (un complesso balneare con delle stanze annesse nella zona opposta alla mia postazione, che - essendo lo stabilimento aperto solo d'estate - era "coperto" per modo di dire e comunque per raggiungere le camere bisognava fare un lungo tratto scoperto).

In situazioni normali, da solo, sto perfettamente a mio agio, anzi (ma questo non credo c'entri) meglio rispetto a quando sono in luoghi affollati!

danielegb

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mercoledì, 24 dicembre 2014, 10:37

penso che andare e parlarne con uno psicoterapista possa servirti, se poi non ti convince puoi sempre cambiare o smettere quando vuoi.
non devi preoccuparti di non riuscire a spiegarti, secondo me si capisce bene e probabilmente per chi è del campo di capirà ancora meglio.

non esitare.

MikeOttantanove

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10

sabato, 27 dicembre 2014, 21:37

Proverò a parlarne con uno psicoterapeuta, anche se mi appello a qualcuno che legge per capire ancora cosa sia ancor meglio di quanto già ottimamente avete fatto voi.

Grazie di cuore e spero abbiate trascorso tutti un buon Natale.

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