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Davidino

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1

martedì, 31 luglio 2012, 23:39

Fin dove arriva l'attacco di panico?

Eccomi di nuovo a scrivere le mie domande. Vorrei sapere una cosa specifica...l'attacco di panico in che cosa può sfociare? Cioè, che cosa c'è dopo la tachicardia, sudorazione alle mani, sensazione di impazzire? Il dopo è un qualcosa che non conosco e mi spaventa. Grazie e un saluto a tutti :hi:

2

mercoledì, 01 agosto 2012, 00:26

Anche gli attacchi di panico sono molto soggettivi. Le paure più gettonate appunto, sono quelle di impazzire, perdere i sensi, perdere il controllo di se, morire, morire per infarto eccetera..

In genere dopo il picco i sintomi vanno scemando, lasciando posto a una stanchezza psicofisica molto intensa.

La "paura" non è una sensazione studiata per farci del male, anche se i sintomi sono molto spiacevoli. Quindi sono ""rari"" i casi in cui si finisce in ospedale. Anzi molto spesso le persone ci vanno spinte dai sintomi stessi dell'attacco di panico perché interpretati male, esempio scambiare tachicardie con infarti. Quindi panico su panico, e il malcapitato a questo punto ci metterà molto di più per calmarsi.
"così sono partito per un lungo viaggio, lontano dagli errori e dagli sbagli che ho commesso"

Paris76

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3

mercoledì, 01 agosto 2012, 00:43

Dopo ogni attacco sono stanca,spossata,e ho una gran voglia di piangere

danielahoney

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4

mercoledì, 01 agosto 2012, 14:00

dopo l'attacco c'è molta stanchezza...poi dipende da quanto è forte...

The Heart

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5

mercoledì, 01 agosto 2012, 14:15

Si spiega dannatamente bene questa Juniz.

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6

mercoledì, 01 agosto 2012, 14:48

non c'è un dopo,o un oltre,quando arrivi al limite di sopportazione lo avverti,io sono rimasto anche 1 ora oltre al limite di sopportazione,e ho capito che non potevo impazzire xchè il mio corpo per quanto esausto aveva energia infinita per sopportare per quanto la mia mente diventava sempre più debole,e probabilmente l'ultimo aiuto che può dare il corpo è svenire.in quei casi conviene prendersi un calmante o come ho fatto io un paio di bicchieri di vino che per quanto sconsigliati sono secondo me la soluzione più veloce,la morte non esiste,a meno che non hai già di tuo problemi cardiaci che possono provocare un infarto,ma lo escludo nel 99,99 % dei casi.
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Davidino

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7

mercoledì, 01 agosto 2012, 14:59

Capito fede, io quando l'attacco di panico aumenta e tutti i sintomi sono al massimo, sono sempre riuscito con gran fatica a ristabilirmi..e come avete ben detto, dopo mi sento stanco, tristissimo, gambe molli, sensazione di essere stati sconfitti. Quello che volevo sapere è se non riuscissi a calmarmi? Appunto si potrebbe svenire. Io credevo anche che ci si potesse mettere a correre nel disperato tentativo di scappare da non si sa cosa. :dash:

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8

mercoledì, 01 agosto 2012, 16:05

Capito fede, io quando l'attacco di panico aumenta e tutti i sintomi sono al massimo, sono sempre riuscito con gran fatica a ristabilirmi..e come avete ben detto, dopo mi sento stanco, tristissimo, gambe molli, sensazione di essere stati sconfitti. Quello che volevo sapere è se non riuscissi a calmarmi? Appunto si potrebbe svenire. Io credevo anche che ci si potesse mettere a correre nel disperato tentativo di scappare da non si sa cosa. :dash:


c'è gente che sviene,ma non è che lo decidi tu,io ho sempre sentito i miei sintomi dal 1 sec all'ultimo senza mai svenire,e forse in certi momenti l'avrei desiderato...correre? se hai ancora un buon controllo del tuo corpo potresti provare,d'altronde si dice,o scappi,o combatti,però penso più in senso metaforico,forse la cosa migliore e più difficile da farsi è provare a rilassarsi e se non ci si riesce da soli bisogna per forza pensare ad un aiutino..
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dennys79

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9

mercoledì, 01 agosto 2012, 16:55

Dopo il primo violento attacco di panico quattro mesi fa, ho sentito il cuore a mille, la testa svenire , mani e braccia informicolate, nodo alla gola , dolori al petto, ventre, sudavo freddo. Sono rientrato a casa( fortuna ero nei paraggi) e ho provato a distendermi a letto per vedere se dormendo si calmavano i sintomi. Sbagliato, sono aumentati a dismisura! Ho cominciato a vagare alla cieca prima alla cieca prima in casa, poi fuori in strada sperando che passassi e che non fosse quello che pensavo : ictus da sforzo ischemico o qualcosa del genere. (infarto l'avevo gia' escluso pensando che sarei caduto a terra privo di sensi), ma non mi ha confortato il pensiero.....) Alla sera mi decido ad andare dal medico di famiglia e mi prescrive due tre gg di astensione dal lavoro e un ansiolitico. Poi e' iniziato il calvario tra esami , ricoveri al pronto soccorso ecc.! L'ultimo ho avuto il piacere di essere accolto nel nuovo polo ospedaliero di Cona (Ferrara) aperto da appena 5 giorni dopo la chiusura definitiva del nostro storico ospedale S. Anna vicino al centro della citta' di Ferrara appunto! Pure da apripista al reparto psichiatria mi fanno fare!

10

mercoledì, 01 agosto 2012, 17:07

Citato

. Quello che volevo sapere è se non riuscissi a calmarmi? Appunto si potrebbe svenire. Io credevo anche che ci si potesse mettere a correre nel disperato tentativo di scappare da non si sa cosa.
Considera che per svenire la pressione deve precipitare. Forse è più facile che tu abbia un collasso da calmo, dopo.
Mentre hai l'attacco la pressione è molto alta, il cuore pompa molto sangue alla testa e agli arti.

Correre? Se puoi, perché no? Considera che i muscoli della gambe sono pronti a scattare e l'adrenalina è in circolo, tutte conseguenze dei tremori e dell'indolenzimento degli arti dopo l'attacco.
Sarebbe un buon modo per scaricare.
Che tu abbia la necessità di correre/fuggire non è una cosa strana comunque. La paura è un meccanismo di difesa è in quel momento cruciale in cui ci sembra di morire, in realtà, la funzione principale è quella di scappare.

Purtroppo però questo sistema in chi ne soffre si attiva e disattiva senza pericoli reali.

Citato

Si spiega dannatamente bene questa Juniz.
Fabri questo si chiama viziare! :P
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Davidino

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11

giovedì, 02 agosto 2012, 01:12

Juniz sei stata chiarissima ed esauriente. Pero' mettersi a correre di punto in bianco per strada, magari mentre parlo con un amico, non mi sembra un opzione da considerare. Cioè, non puo' e nn deve succedere. Anche se ricordo gli attacchi di panico forti, quello era il pensiero più ricorrente: Scappa, corri. Se ero nei dintorni di casa, correre a casa. Se mi trovavo lontano, beh non saprei dirvi dove avrei voluto scappare :dash: Questa è forse la sensazione che più mi spaventa. Non tanto la tachicardia o sudorazione. Il voler scappare, è mostruoso!

12

giovedì, 02 agosto 2012, 03:11

Il voler scappare è una sensazione mostruosa in se, o lo diventa quando non è più possibile abbandonare una situazione senza suscitare disagio ai presenti?

Mi spiego meglio con due esempi:

Ti trovi in un luogo aperto, a pochi isolati da casa, sei con un amico molto fidato a cui potresti accampare una scusa senza avere troppi problemi se ne avessi bisogno, Ti viene un attacco di panico, pensi di scappare a casa e lo fai perché effettivamente puoi farlo.

Sei in un altro luogo, questa volta un po' più lontano da casa quindi la necessità di doverci tornare ti crea di per se difficoltà, in più sei con persone che conosci poco e che in questo momento ti stanno parlando e richiedono la tua attenzione.
Ti viene un attacco di panico, cominci a pensare di scappare ma nel frattempo consideri tutte le eventualità: suscitare stupore andando via, costruire al più presto una scusa plausibile che ti giustifichi, pensare se magari vale la pena raggiungere casa che è già lontana..

Se in entrambi i casi, è una sensazione ugualmente orribile, vuol dire che hai una particolare sensibilità a quella sensazione e pazienza. Ognuno vive gli attacchi di panico a modo suo.

Se la necessità di scappare è maggiormente orribile nel secondo esempio, e strettamente legata all'esigenza di allontanarsi per un determinato motivo e cambia in base al modo e a luogo, è altra materia su cui lavorare.
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Davidino

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13

giovedì, 02 agosto 2012, 16:30

Il voler scappare è una sensazione mostruosa in se, o lo diventa quando non è più possibile abbandonare una situazione senza suscitare disagio ai presenti?

Mi spiego meglio con due esempi:

Ti trovi in un luogo aperto, a pochi isolati da casa, sei con un amico molto fidato a cui potresti accampare una scusa senza avere troppi problemi se ne avessi bisogno, Ti viene un attacco di panico, pensi di scappare a casa e lo fai perché effettivamente puoi farlo.

Sei in un altro luogo, questa volta un po' più lontano da casa quindi la necessità di doverci tornare ti crea di per se difficoltà, in più sei con persone che conosci poco e che in questo momento ti stanno parlando e richiedono la tua attenzione.
Ti viene un attacco di panico, cominci a pensare di scappare ma nel frattempo consideri tutte le eventualità: suscitare stupore andando via, costruire al più presto una scusa plausibile che ti giustifichi, pensare se magari vale la pena raggiungere casa che è già lontana..

Se in entrambi i casi, è una sensazione ugualmente orribile, vuol dire che hai una particolare sensibilità a quella sensazione e pazienza. Ognuno vive gli attacchi di panico a modo suo.

Se la necessità di scappare è maggiormente orribile nel secondo esempio, e strettamente legata all'esigenza di allontanarsi per un determinato motivo e cambia in base al modo e a luogo, è altra materia su cui lavorare.
La seconda situazione che hai raccontato mi spaventa molto...assomiglia molto a l'ultimo attacco di panico che ho avuto un mese fa. Infatti quando la dottoressa di famiglia torna dalle vacanze, dopo ferragosto, mi farò indirizzare da uno specialista. Non voglio più nascondermi

Fba

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14

giovedì, 02 agosto 2012, 18:46

La cosa che fa più paura durante un'attacco di panico è la sensazione che ciò che in quel momento dati pensando si ingigantiscono ancora di più facendoli sembrare reali, io ad esempio ho paura di fare del male a qualcuno, ai miei, ecc a volte mi capita che stanto vicino a loro vengo sopraffatto da questi pensieri, che partono dall'ansia per sfociare in panico, immagina in quel momento che caos ho nella mia mente, indescrivibile, poi con calma passa lasciando lo strascico con tanta confusione

alegna

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15

sabato, 04 agosto 2012, 13:57

Ho letto piu volte della sensazione di scappare,di correre durante un attacco di panico! Io se durante un attacco avessi la forza per fare questo sarei felicissima! Io quando sento che sto per avere un attacco di panico,mi chiudo,non mi muovo,mi viene solo quella sensazione di paura che qualkosa di brutto mi sta succendo,un infarto!! Mi viene voglia di andare al pronto soccorso a farmi un elettrocardiogramma... ora è da parecchio che non lo lascio sfogare perche piu o meno sto imparando a controllarlo... pero mi incuriosisce questa cosa di aver la sensazione di scappare.... non siete in preda alla paura che vi succeda qualkosa da un momento all altro? Vorrei capire perche io nn resco davvero a fare niente di fisico in quesi momenti.... anche se pensandoci bene,avere la forza di correre o saltare potrebbe mandarlo via prima... perche potrebbe scaricare tutta l adrenalina