Depersonalizzazione
La depersonalizzazione è l'esperienza di essere come in un sogno, di sentirsi distaccato, oppure di sentirsi un osservatore estraneo del proprio corpo o dei propri processi mentali.
L'esame di realtà viene mantenuto in modo adeguato, ma tale esperienza è spiacevole e viene accompagnata da ansia, panico, senso di vuoto.
La depersonalizzazione può manifestarsi con differenti sintomi, come avere il corpo intorpidito o privo di vita, di avere i piedi, le mani o altre parti non collegate al resto del corpo, la sensazione di osservarsi da distante (piuttosto rara).
In passato si considerava la depersonalizzazione come un sintomo correlato a disturbi psicotici, ma successivamente è stato appurato che tale esperienza può manifestarsi in persone sane, specialmente in età adolescenziale.
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La depersonalizzazione fu descritta per la prima volta da Dugas Ludovic (uno psichiatra francese) intorno agli anni '50. Oggi va compendiata con il concetto di derealizzazione.
La differenza fra i due stati è solo relativa al focus dell'attenzione: la depersonalizzazione implica un appannamento del senso del sè (persona); la derealizzazione un appannamento del senso della realtà.
I due fenomeni possono essere estemporanei e passeggeri o possono accompagnare stabilmente precise sindromi psicopatologiche come ansia generalizzata, attacchi di panico (D.A.P.), stress, disturbi ossessivo-compulsivi. Talvolta possono essere prodotti artificialmente mediante assunzione di droghe come la canapa e l'extasy.
Genericamente i due fenomeni possono essere descritti come episodi occasionali o persistenti di distacco o estraneamento da se stessi o dal mondo esterno. La persona che li sperimenta riferisce spesso frasi di questo genere: "Mi sembra di comportarmi come un automa", "E' come se fossi in trance ma facessi normalmente tutte le cose quotidiane", "E' come se una parte di me, del mio pensiero, fosse assente...". La ricorrenza, in tali descrizioni, del "Mi sembra" e del "Come se..." è tipica di chi vive uno stato di ansia "dispercettiva" (che altera le percezioni) e cerca di descriverlo.
Un altra nota: gli esami elettroencefalografici e psicologici (T.A.T., M.M.P.I.) e i colloqui clinici psichiatrici, forniscono di solito risultati nella "norma. Dunque, i due fenomeni, presi in se stessi, non sono in alcun modo da intendersi come neuropatologici o di rilevanza psichiatrica.
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http://www.psyche.altervista.org/depersonalizzazione.htm