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FourthDimension

Non registrato

1

lunedì, 11 febbraio 2019, 23:24

Derelizzazione 24 ore su 24: ne sto uscendo...

Ciao a tutti,
sono un ragazzo di 21 anni che, ufficialmente, da metà dicembre 2018 soffre di forte derealizzazione e depersonalizzazione 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.
Il tutto accompagnato da pensieri esistenziali di ogni genere.

Sono una persona che è sempre stata 'precoce' negli studi, nelle domande, nel modo di affrontare la vita. Estremamente analitico in ogni aspetto. Super razionale.
Amo lo studio e ho seguito, nello studio e ora nel lavoro, un percorso altamente scientifico. Ma ho un carattere molto malinconico, positivo ma tendente alla depressione.

Il tutto è cominciato durante un periodo di forte stress:
trasloco in atto, prima volta fuori da casa dei miei, situazione che oltretutto coincide con l'avvio di una nuova convivenza;
ore su ore di lavoro con scadenze al limite;
pressioni per qualche debito qui e la e pesanti spese da sostenere;
forti liti con la mia ragazza per questioni passate;
situazione familiare non proprio 'amorevole'.

Preciso che mi sentivo stanco, si, ma carico. E molto carico, potevo fare quello e anche di più. Mi sentivo bene perchè sentivo di star dando il meglio.

Nei mesi precedenti (settembre, ottobre, novembre) avevo avvertito delle strane sensazioni, insolite.
Mi sentivo claustrofobico all'aperto, vedevo il cielo come un 'muro' (non ho mai sofferto di claustrofobia) e, successivamente, guardandomi intorno, avevo cominciato a pormi questioni di questo tipo:
"Non posso dire che una cosa sia bella, se il bello è un concetto umano ed io sono un essere umano. Non ho altre realtà di confronto e pertanto il bello non esiste, tutto è come appare".
Mi stavo letteralmente spegnendo.

Poi, la cosa sembrò risolversi da se, ho sempre avuto un buon feeling e controllo di me stesso (ne sono ossessionato, ho la fissa di dover essere in grado di fronteggiare tutto ed avere 'mentalmente' le spalle grosse) finchè, appunto a metà dicembre, mentre stavo facendo un banalissimo lavoro nella casa nuova, mi guardo intorno:
Nulla era più reale. Tutto era una finzione, una proiezione. Io stesso non ero reale.
"La realtà non esiste. Se fosse tutto un sogno? Piano. Chi può dimostrarmi che io, le cose che vedo, che sento, non siano una mia illusione? Sono io che penso? Chi sono io?".

Pensai subito al suicidio: un suicidio razionalissimo. Il mio carattere razionale mi spingeva verso lì.
"Se nulla esiste devo svegliarmi da questa illusione, odio le illusioni."

A quel punto, salgo in macchina e con una difficoltà estrema percorro i 5 km che mi separano dal più vicino Pronto Soccorso, dove mi incontra una psichiatra.
Diagnosi di episodio dissociativo da ansia, con derealizzazione e depersonalizzazione.

Mi prescrisse delle gocce di En (una benzodiazepina) e un antipsicotico a basso dosaggio (Trilafon, perfenazina).
Non ero mai entrato a contatto con nessuno psicofarmaco e ne ero spaventato, oltre che riluttante.

Mi ero aggrappato alla parte di mè che diceva "Hey, quello che pensi è errato, ti sta disturbando, non devi convincerti che sia tutto finto."
Ero letteralmente aggrappato al residuo di realtà che mi rimaneva in testa. Sentivo che se mi avessi mollato la corda, avrei perso il controllo.

La sensazione non passava mai, mai, mai. Dallo spavento avevo 3 attacchi di panico al giorno, per tutta la prima settimana.
L'antipsicotico Trilafon, dopo 10 giorni di un dosaggio così basso, comincia a dare effetti collaterali (tremori, forti rigidità muscolare) e su consiglio dello psichiatra, lo interrompo.
Continuo quindi solo con le benzodiazepine, qualche goccia di En al mattino pomeriggio e sera, che mi accorgo riescono a rendere il problema 'vivibile'.

Ma tutto continuava, continuava e non mi mollava mai. Inoltre, i miei pensieri esistenziali erano più forti che mai.
Mi chiedevo:
"Stanno provando a farmi stare meglio regolando la quantità di neurotrasmettitori nel mio cervello. Diamine, so come funziona, so che è così e che potrebbe funzionare, sicuramente.
Del resto noi siamo i nostri cervelli. Ma se siamo solo chimica allora ha senso parlare di 'scopo della vita'? Vi è un significato o è veramente solo un sogno, una finzione? Sono un ammasso di reazioni chimiche mirata a fare cosa? E' tutto fine a se stesso". E tornarono i pensieri suicidi...

Riuscii a scacciarli pensando che se era veramente tutto fine a se stesso, lo era anche il suicidio. E' il sucidio la cosa più umana che possa esistere. Il togliersi la vita.
E' sarebbe quindi stato incoerente commettere un qualche tipo di suicidio di carattere razionale; sarebbe stato incoerente con quanto finora avevo realizzato e capito.

Smisi di lavorare e mi misi in mutua, cercavo di dormire il più possibile, la luce mi dava fastidio e guardare fuori era un incubo. Guardavo gli altri e li vedevo come automi, pensando di essere l'unico sveglio, l'unico a capire. Il tutto accompagnato da una tristezza costante per la coscienza di avere un problema da cui sentivo che era impossibile uscire. Piangevo ed avevo attacchi di panico.
Il timore di una psicosi o di una schizofrenia si stava facendo strada, aspettavo solo di vedere le allucinazioni.

Ma il mio più grande problema era che la realtà stessa per me era un'allucinazione.

Mi prescrissero un antidepressivo SSRI, la Paroxetina. Rifiutai di prenderla perchè non mi reputavo depresso e per la paura degli effetti collatterali, specialmente quelli legati al suicidio.
Cambiarono con qualcosa di più leggero: Xanax a rilascio prolungato, 0.5mg 2 volte al giorno più un altro SSRI, il Cipralex.

Presi solo lo Xanax e per due settimane sono tornato a lavorare. La sensazione non passava, ma con lo Xanax e la distrazione la tenevo a bada.
Finchè, la settimana scorsa, il baratro. Il baratro più totale. Qulasiasi sollievo sparì e la sensazione cambiò forma divenendo una convinzione.
Avevo forse mollato quella corda a cui mi ero aggrappato per rimanere nel reale? Forse. Ho tenuto botta 3 giorni e poi mi sono diretto nuovamente in pronto soccorso.

Chiesi di aiutarmi perchè altrimenti non sarei durato a lungo; stavo rovinando la mia vita e quella di chi mi stava accanto.
Allora mi ha visitato una psichiatra, diversa dagli altri, più attenta:
mi ha prescritto di nuovo alcune gocce di En ed un altro farmaco antipsicotico, chiamato Serenase (aloperidolo, detto anche Haldol) a dosaggio bassissimo, con una posologia di 0,7 mg, cioè 7 gocce al giorno (2+2+3), sapendo degli effetti collaterali che già avevo avuto con Trilafon seppur fosse anch'esso a basso dosaggio.

La sera del primo giorno di cura, in preda all'ennesima crisi di pianto e convintissimo che mai ne sarei uscito, che ero pronto a farla finita, pregando la mia ragazza di uccidermi piuttosto di farmi rincoglionire in qualche casa di cura, prendo le 3 gocce.
Le ultime della giornata.

A quel punto, silenzio. Tutto cambia. Rivedo per un po' le cose com'erano, ritorna un po' d'ordine e penso "Cazzo! Avevo tutto questo per della dopamina in più?"

Immediatamente, tutto sembrò superficiale. Un brutto sogno. Ero felice, sentivo tangibilmente la situazione migliorare e già facevo fatica a ricordare cosa significa essere totalmente depersonalizzati. Ma dovetti mantenere la calma perchè, ovviamente, non ero guarito. Era solo un assaggio di cosa poteva significare guarire.

Ad oggi, dopo 5 giorni, la situazione è migliorata ancora, e di molto. Mi è tornata la voglia di lavorare, di vivere, di sentire il reale.
Questo farmaco fa il suo 'porco effetto', e dico così perchè c'è poco da fare: non ho mai amato farmaci (se prendo un aspirina con la febbre è già fanto) ma siamo esseri umani, macchine (lo dico da programmatore...) che funzionano secondo logiche rigide e per molti aspetti incomprese. Un neurotrasmettitore presente in quantità industriali, qualunque sia il motivo (carattere, stress, problemi di varia natura) può realmente scombussolare tutto e condurre alla follia.

Credo all'anima, ma è pur vero che noi SIAMO i nostri cervelli. Se l'hardware non funziona bene, non c'è niente da fare.
Una psicoterapia avrebbe fatto meglio? Probabilmente agirebbe allo stesso modo del farmaco ma in maniera molto più lenta e graduale.
Sicuramente agisce sui neurotrasmettitori (fin qui siamo tutti d'accordo), ma senza una stampella immediata come un antipsicotico (nel mio personale caso) probabilmente avrebbe solo fatto peggio. Senza una stampella che ti aiuta a ritornare nel reale, a riavere sottomano un minimo di controllo, le uniche cose che hai in testa sono le stesse che citavo all'inizio:
"La realtà non esiste. Se fosse tutto un sogno? Piano. Chi può dimostrarmi che io, le cose che vedo, che sento, non siano una mia illusione? Sono io che penso? Chi sono io?".

Che frullano, frullano e ti corrodono la mente fino a renderti schiavo.

Le cose in cui ho creduto, credo e in cui dal cuore vi dico credere sono poche, ma essenziali:
fidatevi di un aiuto farmacologico, ma insistite su un aiuto che vi serva veramente, prima di provare terapie lunghe che danno dipendenze, tolleranze, sintomi da sospensione ed effetti collaterali pesanti. Io ho cambiato 4 psichiatri.
Pensate obbiettivamente: la mia ragazza mi ha chiesto (quasi ironicamente) come posso davvero essere così egoista da pensare tutto che sia una MIA illusione.
Abbiate la volontà di ferro di voler rimanere ancorati qui, alla realtà, alle altre persone. Non isolatevi, se potete. Fate una telefonata ogni tanto.
Guardate delle foto. Uscite per una passeggiata, anche breve. Sentite il vento, il freddo.
E non fatevi trascinare dai pensieri esistenziali: amateli, non tutti riescono a pensare così. Amateli e contemplateli ma siate sempre critici, un po' come farebbe un giornalista.

Ma soprattutto, credete in voi. In chi siete stati.
Non cercate delle risposte perchè altrimenti rimarrete derealizzati e depersonalizzati a vita: risposte per quesiti come questi non ce ne sono e mai ce ne saranno (forse).
E' tutta un'illusione? No, perchè tutti conosciamo il senso di realtà, altrimenti non saremmo qui a scrivere e leggere.
Ma allora è tutta realtà? Neanche. E' ciò che conosciamo e che collettivamente chiamiamo realtà. E quindi fermiamoci lì: al concetto collettivo. Di pensare troppo, secondo me, s'impazzisce.

Smettiamola di ragionare da automi e diamo sfogo all'emozione, diamo sfogo all'incomprensibile.
E' l'unica maniera di sopravvivere. Ed io, fino a due mesi fa, da 'pietra' fredda quale ero, mai l'avrei detto.

Questo disturbo, probabilmente, è una fortuna. Per quanto sembri un'ossimoro, è una fortuna che ti cambia.
Tenete duro...e credeteci.

M.

2

martedì, 12 febbraio 2019, 15:20

Ciao, ho appena letto la tua situazione e sono contento che tu abbia avuto degli effetti positivi. Io purtroppo mi ritrovo nella tua stessa situazione iniziale, con l’aggiunta che non riesco a fare praticamente più nulla perché anche solo a stare in piedi per 5 minuti faccio fatica, sono instabile, mi sembra di perdere l’equilibrio continuamente. E sono in terapia da una psicologa da metà Agosto. Purtroppo continuo a stare così e sento che sto buttando i giorni, mesi. Ad Aprile compio 20 anni e sento di non aver concluso nulla, e ancora peggio so che passerò un compleanno che non mi piacerà affatto. Purtroppo c’è chi ha la forza di reagire come te, e chi, come me che mi sono sempre creduto una persona forte, non ho la forza di reagire. Non riesco a trovarla e tutto questo mi pesa davvero tanto.

windrew

La vita è attaccata ad un filo sottile che va tenuto stretto.

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3

martedì, 12 febbraio 2019, 15:57

La tua testimonianza deve fare riflettere chi, pur stando ''male'', preferisce attendere gli eventi. Se qualcuno sta male dovrebbe farsi aiutare se non riesce a farcela da solo, in fondo ognuno è medico di se stesso fino ad un certo punto... E grazie! Willy, se dovesse servire, anche una drastica terapia farmacologica con ricovero non dovrebbe spaventarti....Non state troppo male se potete alleviare il vostro dolore e, soprattutto se siete giovani, la vita è un regalo che non prevede il bis. :-TX
se vi è un problema, in quanto tale, ha una soluzione, altrimenti è un dato di fatto con cui convivere

FourthDimension

Non registrato

4

martedì, 12 febbraio 2019, 20:20

Ciao, ho appena letto la tua situazione e sono contento che tu abbia avuto degli effetti positivi. Io purtroppo mi ritrovo nella tua stessa situazione iniziale, con l’aggiunta che non riesco a fare praticamente più nulla perché anche solo a stare in piedi per 5 minuti faccio fatica, sono instabile, mi sembra di perdere l’equilibrio continuamente. E sono in terapia da una psicologa da metà Agosto. Purtroppo continuo a stare così e sento che sto buttando i giorni, mesi. Ad Aprile compio 20 anni e sento di non aver concluso nulla, e ancora peggio so che passerò un compleanno che non mi piacerà affatto. Purtroppo c’è chi ha la forza di reagire come te, e chi, come me che mi sono sempre creduto una persona forte, non ho la forza di reagire. Non riesco a trovarla e tutto questo mi pesa davvero tanto.

Vedi Willy, tutto quello che dici dimostra che sei sano (ovviamente) e che le chiavi per uscirne sono in mano tua. Se tu fossi veramente un caso perso, mi si conceda il termine, saresti convinto che il mio messaggio stesso a cui TU hai risposto sia un'illusione esattamente quanto lo è il mondo che ti circonda. E invece no, non lo fai. Sai che parliamo di un problema e sai che è una sensazione....lasciala scorrere e non la ostacolare. Il problema non deve diventare la causa del problema...altrimenti la strada si fa ancora più in salita.
Ti sei rivolto a qualcuno? Uno psichiatra? Come dicevo, sono rimasto stupito io stesso di quanto uno squilibrio chimico possa condurre al delirio. Eppure, succede. E non importa quanto sei forte...certe volte un aiuto farmacologico è necessario tanto quanto lo è la Tachipirina...certo potresti farti 10 docce fredde al giorno e coprirti la fronte di ghiaccio...ma fino a quando ha senso farlo, se sai che esistono dei farmaci che possono aiutarti a superare il disagio? Sottolineo...aiutarti .. non esiste la bacchetta magica..

Questo post è stato modificato 1 volta(e), ultima modifica di "FourthDimension" (12/02/2019, 21:00)


5

mercoledì, 13 febbraio 2019, 13:31

Il problema è che io all’inizio ero contro ogni tipo di psicofarmaco o cose varie, anche se è un pensiero stupido perché ho fatto la stronzata di assumere droghe senza pormi nessun problema e ora che si tratta di un qualcosa che potrebbe servire per aiutarmi mi facevo paranoie.
Passata questa fase in cui mi sono convinto, e anche grazie al forum che mi ha fatto notare la cosa di cui ho parlato sopra, ho deciso che se ce ne fosse il bisogno sarei pronto ad intraprendere un percorso farmacologico. La mia pisocologa ha parlato con la psichiatra e ritengono non sia il caso di provare questa strada per adesso, però io continuo a sentirmi sempre più oppresso da questa situazione e lo xanax funziona solo come “tampone” per qualche ora ma solo perché mi tranquillizza. Io non so se per queste sensazioni ci sia qualche farmaco che possa alleviarne i sintomi con il tempo. Però credo che proverò a chiedere un altro colloquio con la psichiatra perché non posso andare avanti così a buttare la mia vita. Chi la vede da fuori pensa sia facile e dice di reagire ma chi è dentro come me sa che da soli non è affatto facile.

FourthDimension

Non registrato

6

giovedì, 14 febbraio 2019, 20:33

Provaci...e vedi come va...
Ti sono vicino

7

venerdì, 15 febbraio 2019, 14:51

La tua testimonianza deve fare riflettere chi, pur stando ''male'', preferisce attendere gli eventi. Se qualcuno sta male dovrebbe farsi aiutare se non riesce a farcela da solo, in fondo ognuno è medico di se stesso fino ad un certo punto... E grazie! Willy, se dovesse servire, anche una drastica terapia farmacologica con ricovero non dovrebbe spaventarti....Non state troppo male se potete alleviare il vostro dolore e, soprattutto se siete giovani, la vita è un regalo che non prevede il bis. :-TX


Non credo ci sia il bisogno di un ricovero magari, però sento che a “tamponare” con lo xanax per qualche ora non risolvo nulla. L’altro giorno mi hanno aumentato le gocce da 10 a 20 e per qualche giorno mi svegliavo un po’ meglio per modo di dire. Nel senso che magari riuscivo a sedermi a tavola tranquillamente con i miei e mangiare qualcosa ma ora sono di nuovo la punto di prima che fin quando non prendo le gocce sono bloccato dall’ansia. E una volta prese le gocce non riesco lo stesso ad uscire ma sono solo un po’ più tranquillo.

windrew

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8

sabato, 16 febbraio 2019, 00:28

Se dovesse servire...poi ognuno è libero di stare male senza chiedere aiuto. Ci sono situazioni nelle quali NON CI SONO CURE...situazioni... prendere in mano il disagio prima che sia troppo tardi facendo una cura appropriata...per qualche settimana o pochi mesi...è sempre meglio che incorrere nel ''delirio psichico'' o nella dipendenza ad interim nella medicina psichiatrica... e ci sono malattie incurabili, quando si potrebbe, non curarsi è un delitto... é sufficiente affidarsi ad uno specialista che proporrà una terapia, poi non è detto sia subito quella giusta...sempre prestando attenzione a ciò che accade nel limite della lucidità che si riesce ad avere sotto l'effetto dei farmaci.
se vi è un problema, in quanto tale, ha una soluzione, altrimenti è un dato di fatto con cui convivere

9

sabato, 16 febbraio 2019, 13:23

Se dovesse servire...poi ognuno è libero di stare male senza chiedere aiuto. Ci sono situazioni nelle quali NON CI SONO CURE...situazioni... prendere in mano il disagio prima che sia troppo tardi facendo una cura appropriata...per qualche settimana o pochi mesi...è sempre meglio che incorrere nel ''delirio psichico'' o nella dipendenza ad interim nella medicina psichiatrica... e ci sono malattie incurabili, quando si potrebbe, non curarsi è un delitto... é sufficiente affidarsi ad uno specialista che proporrà una terapia, poi non è detto sia subito quella giusta...sempre prestando attenzione a ciò che accade nel limite della lucidità che si riesce ad avere sotto l'effetto dei farmaci.


Io appena ho iniziato ad avere questi problemi ho cercato su internet per capire un po’ cosa poteva essere, e mi sono reso conto che magari un aiuto di uno psicologo poteva servire infatti ho fatto la richiesta. Il problema è che sono andato da quelli dell’ASL e siccome hanno tanti pazienti ho dovuto aspettare da maggio fino ad agosto per avere il primo colloquio e in quei tempi sono peggiorato. Sono successe alcune cose e la situazione è peggiorata. Però proverò a parlarne di nuovo con la mia psicologa per valutare una cura farmacologica, siccome la scorsa volta hanno detto che per loro non è il caso di una cura farmacologica però io vedo che solo con la psicoterapia non ho miglioramenti. Appena torno dalla seduta sono tranquillo, mi sento più leggero e cose varie ma sono sempre così.