si vi ringrazio per i saggi consigli, soltanto che mi sembra tanto difficile credere che le cose siano realmente cosi, vorrei fuggire da questa realtà che mi sta facendo male.
Una cosa vorrei aggiungere Stefano.
Spesso quando parli con le persone che ti sono amiche, familiari, etc....anche gli psicologi, tendono a vedere più l'aspetto diciamo così....."clinico" del tuo problema.
Senza voler sminuire o accentuare, tutte le sensazioni che hai che ti tormentano sono "un'esagerata" sintomatizzazione di un disagio che potrebbe essere risolto facilmente, o cmq senza drammi particolari.
A volte è il nostro corpo che compica le cose.
Quando lasciamo un problema insoluto per mesi o per anni, lui reagisce in questo modo.
Tu mi parli di derealizzazione, io ti parlai della mia nevrosi, e della mia ansia attuale.
Clinicamente parlando si potrebbe dire che i nostri problemi sono lievi......altrimenti saresti tu (ed io) in ospedale tutti i giorni anzichè a colloqui una volta alla settimana dalla psicologa.
Quello che so, e che capisco quando tu scrivi, è quello che ho passato anche io.
Le percezioni e il disagio sono grandi, pesanti da sopportare.
Questo spesso non lo si sottolinea.
Per questo motivo mi sento molto vicino a te in quello che dici, nelle tue paure, nel tuo spiegare il voler "fuggire".
Io di questa sofferenza ci ho scritto un libro dentro di me.
Un libro scritto sulla pelle. Forse oggi sono contento di averlo scritto.
Questo è solo per dirti che ne uscirai, e un giorno ci penserai sopra, anche con qualche risata.