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whitespirit

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Posts: 1

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Data di registrazione: martedì, 13 marzo 2018

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1

martedì, 13 marzo 2018, 12:12

DAP cause

Ciao a tutti e grazie per l'ingresso al forum. Ho 57 anni e dall'adolescenza con il panico mi sono "incontrato" spesso. Ho fatto tutti i percorsi possibili ed ho affrontato momenti in cui le moderne terapie non esistevano nemmeno, a parte le benzodiazepine. Dopo questi 40 anni di onesto panico... non ho nulla da chiedere e nulla da dire a parte un laconico "è andata così",ma una convinzione in me rimane... IL DAP può avere un'eziologia unicamente Neurobiochimica. Perché ne sono così certo, perché lo sento nei meccanismi di genesi all'interno di me. Che ne pensate? Grazie... Fabio.

paco67

Giovane Amico

Posts: 222

Activity points: 785

Data di registrazione: mercoledì, 05 luglio 2017

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2

mercoledì, 14 marzo 2018, 09:38

caro fabio ,
si , mi trovi concordante sulla tua teoria .
in alcuni momenti ho come l'impressione di essere cosi' e non di essermi ammalato di ansia ...
ho 51 anni e da dieci sono in questa situazione di prigionia senza sbarre .
forse e' andata cosi'...

oscarw

Utente Fedele

Posts: 464

Activity points: 1.616

Data di registrazione: sabato, 20 aprile 2013

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3

venerdì, 16 marzo 2018, 17:43

Ho 34 anni, metà dei quali in compagnia di ansia e panico.
Sono sempre stato un sostenitore della causa biochimica, come dici tu lo sento dalle dinamiche con cui si estrinseca il malessere.
Ho percorso diverse strade, cure farmacologiche, psicoterapia, yoga, mindfulness, e posso dire con certezza che solo il farmaco interrompe del tutto il malessere, ma il suo costo per me è stato troppo elevato.
Affermo con convinzione che il panico ha rovinato la mia vita in tutti i settori dell'umano vivibile, vado avanti conscio di non poter avere una vita normale, come dici te "è andata così ".

4

sabato, 17 marzo 2018, 00:07

Ciao a tutti e grazie per l'ingresso al forum. Ho 57 anni e dall'adolescenza con il panico mi sono "incontrato" spesso. Ho fatto tutti i percorsi possibili ed ho affrontato momenti in cui le moderne terapie non esistevano nemmeno, a parte le benzodiazepine. Dopo questi 40 anni di onesto panico... non ho nulla da chiedere e nulla da dire a parte un laconico "è andata così",ma una convinzione in me rimane... IL DAP può avere un'eziologia unicamente Neurobiochimica. Perché ne sono così certo, perché lo sento nei meccanismi di genesi all'interno di me. Che ne pensate? Grazie... Fabio.
Non so se il DAP può essere di esclusiva origine "naturale". Quello che so è che le cause possono essere parecchio difficili da individuare o così eterogenee da non essere identificabili (e quindi contrastabili) con precisione.

In natura il panico è una condizione utile. Il Disturbo da Attacchi di Panico è quando questa condizione utile si presenta in modo apparentemente casuale, immotivato e genera (serissimi) problemi di vita.

A livello inconscio le cause del panico "normale" e del DAP sono le medesime: grave pericolo per la propria vita o per la propria integrità. Il panico "motivato" è quello durante un terremoto, quello che proviamo quando veniamo a sapere della scomparsa di una persona cara, oppure quando ci rendiamo conto di perdere repentinamente la nostra condizione di vita (lavoro, debiti, matrimonio fallito, etc.).
Si tratta di panico "funzionale" perché alla base c'è una causa e lo stato fisico (devastante) in cui cadiamo serve a "darci una scossa", a impedire di svenire, impedire di perdere il controllo (paradossalmente facendocelo perdere).


E' importante conoscere i dettagli di cui sopra, altrimenti non sarà chiara nemmeno la conclusione qua sotto.


Quando il panico si manifesta apparentemente senza motivo e per lunghi periodi di tempo: di solito si tratta di rari episodi di vero panico e frequenti episodi di ansia anticipatoria o "paura della paura".
Più il soggetto è sensibile e ansioso e più forti e frequenti saranno queste sensazioni accessorie.

Un motivo alla base del panico però c'è sempre e spesso si cela bene e profondamente sotto mentite spoglie.

Ho conosciuto/letto di persone che soffrivano di DAP:
- a causa dell'ambiente lavorativo (niente di gravissimo, ma subito costantemente per anni).
- per via del modello educativo dei genitori: basato sul senso di colpa e sulla vergogna (atteggiamenti passivo-aggressivi instabili).
- per aver sposato la persona sbagliata
- per non aver sposato la persona (reputata) giusta e non esser riusciti a dimenticarla
- per via dei sensi di colpa dati da particolari situazioni che (agli occhi del soggetto) avrebbero causato morte o dolore a qualcuno di caro.
- per aver subito un trauma da piccoli. Episodio completamente rimosso dalla memoria cosciente, ma ben presente nel profondo.
- per aver subito un momento di estremo imbarazzo in pubblico.
- per aver avuto una diagnosi errata che prospettava morte certa.
- per non aver trovato il compagno/la compagna che si aspettano (e che generalmente non esiste).
- per non aver avuto figli
- dopo la nascita dei figli per relative paure
- etc.

Ma può anche essere che la causa sia la somma di una miriade di fattori ansiogeni che presi singolarmente (ma anche a gruppi di 5 alla volta) non significano nulla o non bastano.

Ci sono condizioni di vita che possono arrivare a causare il DAP come "banale" strumento di difesa del nostro inconscio che ci comunica di "fare qualcosa, qualsiasi cosa, ma uscire da questa condizione logorante".

Molto spesso è il soggetto stesso a negare spudoratamente l'esistenza delle sue personali cause al DAP, poiché ammettendone l'esistenza dovrebbe farle emergere. Ripescare certi ricordi/consapevolezze dall'oblio della mente può far più paura che vivere costantemente nel DAP.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

5

sabato, 17 marzo 2018, 23:42

Aspetti biochimici e aree neuroanatomiche sono coinvolte nel "crearsi" dell’attacco di panico. Esistono sostanze che mettondo in contatto tra loro le cellule nervose.
Neurotrasmettitori
In un attacco di panico si descrivono coinvolti diversi sistemi di neurotrasmettitori che si influenzano "tra loro". I farmaci riducono la sintomatologia agendo su questi "meccanismi" dell’attacco di panico :
per vie diverse, o direttamente attraverso farmaci che influenzano circuiti neuronali che usano neurotrasmettitori diversi :dalla noradrenalina, alla serotonina e gaba o indirettamente attraverso interventi psicoterapici che modificando gli aspetti cognitivi ed emotivi vanno anch’essi ad influenzare l’equilibrio dei vari neurotrasmettitori. Osservando con tecniche di neuroimaging (PET) si è potuto valutare come varia il metabolismo nelle diverse aree cerebrali durante l’attacco di panico. Qui si va per ipotesi , la prevalente vede partire il comando che porta alla manifestazione dei sintomi di ordine fisico come tachicardia, sudorazione, tremore,da una zona del cervello denominata “locus coeruleus”:
La stimolazione del "locus coeruleus" determina un grande rilascio del neurotrasmettitore noradrenalina che va ad agire in senso eccitatorio sui vari organi portando all'attacco di panico. Secondo un'ipotesi, sostenuta dai biologi, si ritiene che i recettori presenti in questa zona, siano particolarmente sensibili a causa di fattori ereditari. Questi recettori si attivano, rilasciando noradrenalina, ogni volta che aumenta la quantità di anidride carbonica nel sangue. Nei soggetti che soffrono di attacchi di panico questi. recettori si attivano non solo quando l’aumento di anidride carbonica è reale ma anche in altre condizioni non motivate . Che però è stata scomfutata dagli studi sui gemelli omozigoti :Qualcosa interviene in questo meccanismo, e non dipende dall'eriditarietà, ma dagli eventi subiti nel corso della vita.Quest’ipersensibilità dei recettori del locus coeruleus quindi è determinata oltre che da fattori biologici anche da fattori psicologici legati ad esperienze relazionali di ansia di separazione vissute nell’infanzia. La cura dell’attacco di panico tiene conto della dimensione biologica, attraverso l’utilizzo di farmaci e di quella psicologica, attraverso le psicoterapie.. SI è valutato anche che esista una riduzione, nella corteccia prefrontale occipitale e temporale, dei recettori benzodiazepinici. Le benzodiazepine sono sostanze che aumentando la disponibilità di neurotrasmettitori come il gaba, la serotonina e l’adrenalina, che hanno la funzione di diminuire l’attivazione del locus coeruleus.
No Whitespirit: non eziologia esclusivamente biochimica.
Avete tutti scritto notazioni importanti.
Nelle terapie combinate, ne va tenuto debito conto.
*Parte dei vostri dubbi son compresi nelle vostre risposte.
Cioè : son intervenuti successivamente ad una certa età e non contestualmente alla nascita.
Purtroppo evolvendosi contestualmente alla persona ne diventa "come parte di essa".
Il che rende praticamente impossibile dirimere il se privo di questo male dal se pervaso da questo male.
Ci si immagina cosi e basta.
Ma non è cosi.
Il che è positivo per due motivazioni:
Si può agire su quelle cause
Si possono assumere farmaci
Se fosse solo "biochimica", si potrebbe solo agire su un solo versante.
Il che non porterebbe a grandi risultati.
Gli argini son almeno due
Tantissime motivazioni e non solo ,ve le ha descritte bruce0wayne.

oscarw

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6

domenica, 18 marzo 2018, 14:17

Taigi, la psicoterapia aiuta ma non guarisce i casi legati più ad un aspetto biochimico, pure il mio psicoterapeuta ha affermato che la psicoterapia su determinati disturbi ha dei limiti, altro discorso per chi va in panico solo in determinate situazioni (colloqui, esami, prendere l'aereo, periodo stressante, ecc...), su quest'ultimi le percentuali di successo sono alte.
Anche se il primo attacco di panico è capitato a me intorno ai 16 anni, posso affermare che se bevevo la coca cola o il caffè avevo dei malesseri che poi in seguito si sono trasformati in panico.
Poi bisogna distinguere tra chi ha attacchi di panico e chi soffre di disturbo di panico, differenza importante.

Io ad esempio ho dei malesseri indipendenti da situazioni ansiogene, possono capitare in qualsiasi momento, l'unica cosa che si può fare è "subirli", non c'è tecnica che tiene, n'è stile di vita, sono dei veri e propri malesseri fisici, delle scariche di natura biochimica.

Ps. Questa la mia esperienza.

Anna808

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7

domenica, 18 marzo 2018, 15:06

io sono perfettamente d'accordo con bruce0wayne quando dice che "Aspetti biochimici e aree neuroanatomiche sono coinvolte nel "crearsi" dell’attacco di panico " ma l'attacco di panico secondo me ha origini più profonde, arriva da un malessere dell'anima della persona. I farmaci infatti guariscono dagli attacchi ma semplicemente bloccano le reazioni biochimiche del nostro cervello. Per guarire dall'ansia e dal panico bisogna lavorare molto più a fondo sulla nostra interiorità.

Edmea

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8

lunedì, 19 marzo 2018, 17:01

Come hanno già citato va distinto il disturbo di panico dagli attacchi di panico occasionali o inerenti a cause scatenanti recenti. Ansia e panico hanno diverse ramificazioni dall'ansia generalizzata a quella anticipatoria alla derealizzazione e depersonalizzazione a sintomi di conversione psicosomatici la vecchia isteria per intenderci. Non in ultime ipocondrie fobie e agorafobia. Credo che ci sia un misto di predisposizione o ereditarietà più esperienze traumi e sensibilità del tutto personali. Potrei dire che so quando sono iniziati in modo invalidante i miei disturbi ma se guardo al passato anche da piccola avevo ansie o momenti dissociativi.

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9

domenica, 06 maggio 2018, 15:22

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