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mara

Utente Fedele

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1

lunedì, 30 giugno 2008, 10:30

buongiorno a tutti, oggi vorrei aprire con una riflessione che mi piacerebbe condividere con tutti voi, nessuno escluso.
a giugno sono stata da una psicologa che mi ha proposto di fare una cura con dei farmaci e mi ha consigliato una brava psichiatra. mi ha proposto di andare al centro di igiene mentale della mia città, io le chiesi se conosceva una struttura privata perchè il cim da noi viene visto(sicuramente sbagliando) come una sorta di centro per i matti nel senso più dispregiativo del termine. gli ho spiegato la mia resistenza e lei giustamente mi ha detto che sbagliavo, che lei conosceva questa dottoressa lì dentro, che non esercita privatamente ma che è molto coscenziosa e brava. ora la psichiatra non l'ho ancora chiamata e ci sto riflettendo su: sono già 2 mesi che ci penso quasi! inizialmente non capivo perchè mi avesse proposto la terapia farmacologica, pensavo che bastasse fare degli appuntamenti con lei e cercare di capire il perchè delle mie problematiche.
ora. so bene che ho bisogno di uscire da questo tunnel, però non mi vedo poi così grave, magari lei con la sua esperienza ha letto qualcosa di più.
certo il colloquio è stato un pò imbarazzante: entro nello studio e prima ancora di dire ciao....apro i rubinetti!!!
lei mi dice: cominciamo proprio bene!!!(in tono scherzoso)
poi dopo comincio a parlare, in un'ora gliene ho dette mille di cose! inizio con la mia famiglia dicendo che siamo tutti molto legati se non fosse per mio padre che dopo essersi sposato nuovamente è poco presente nelle nostre vite se non fosse per me che vado a casa sua a trovare nonno. certo, la famiglia mi ha complicato molto le cose, le dico della separazione dei miei , della guerra che si sono fatti mia madre e mio padre(avete visto il film "la guerra dei roses"?diciamo che stiamo lì)che mio padre anche quando i miei stavano insieme a casa non c'era mai, mia madre ha conoscituo un altro uomo e dalla loro unione è nato mio fratello, poi ovviamente si sono separati. mia sorella più grande è venuta a vivere con mia madre e mio fratello e con me in un'altra casa (anche questa è stata la conseguenza della separazione per colpa attribuita a mia madre, all'epoca esisteva e anche se mio padre aveva 8 appartamenti noi siamo andati comunque in affitto)mentre l'altra sorella è rimasta con mio padre odiando mia madre per diverso tempo.
le parlo del mio primo amore, storia bellissima che non dimenticherò mai,di come sia finita male (tanto che ora si è sposato con una rumena!)del mio attuale fidanzato con cui sto da 8 anni e che amo molto e mi fa sentire molto amata, della nostra convivenza di 2 anni (io avevo 16 anni, a 18 sono tornata a casa perchè rivolevo la mia famiglia) del mio bel rapporto con mia madre, dei primi segnali d'ansia riscontrati proprio quando convivevo col mio fidanzato, della morte di un mio amico quasi 3 anni fa che mi ha piegato in 2 e via dicendo...gli ho detto quali sono i miei problemi attuali: paura di partecipare ad eventi programmati dove non mi sento a mio agio, paura di allontanarmi troppo con la macchina, tipo un'ora e mezzo di tragitto è troppo perchè se mi sento male voglio tornare subito a casa, enorme enorme fobia delle analisi del sangue tant'è che sono 10 anni che non faccio un controllo, neanche se ne ho bisogno. la mia ansia è a comando, cioè se faccio le cose che voglio fare non mi viene ma se mi sono imposte sì. attacchi di panico ne ho avuti diversi l'anno scorso, per il momento sembra di no, ma mi rendo conto che mi limito molto in tante cose.
ora sono propensa ad iniziare una terapia farmacologica perchè come vi dicevo non posso aspettare, a causa del mio lavoro che mi porta spesso ad andare a seguire corsi anche fuori o a contattare persone per collaborazioni e a casusa della mia voglia di vivere e tornare quella di un tempo.voi cosa ne pensate?
p.s credete che i farmaci possano curare anche le fobie?
cosa strana, quando mi viene l'ansia penso alla mia fobia e mi sento mancare.
grazie a tutti coloro che vorranno aiutarmi a capire o semplicemente dire la loro.mara
Luna come sei lontana,
così silenziosa e vana... ma qui ruggisce il cuore della bestia umana.
fai luce solitaria finchè chiaro appare il giorno ma adesso se sei la luna di questa terra...
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arcobaleno

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2

lunedì, 30 giugno 2008, 11:04

Cara mara, io mi curo con farmaci e vedo uno psicologo ma ho un'altro problema.
Secondo me è giusto tu segua i consigli delle persone alle quali ti sei affidata, sono loro che devono far la diagnosi e prescrivere la cura.
Ci saranno tempi di reazione (sia nella cura psicologica che farmaceutica), controindicazioni, effetti che sono da controllare per vedere se adatta e ricorrere ad eventuali correttivi, il tutto però ponendo fiducia nelle persone che ti seguono, altrimenti se non sei daccordo con loro devi sentire il parere di un'altro.
Entrambe le persone che mi seguono mi sgridano se non seguo alla lettera le loro disposizioni, se capita che sgarro, nonostante li paghi privatamente entrambi, dicono che perdo tempo.
Dunque fai la tua scelta, sii coraggiosa verso un miglioramento della tua vita.

michi

Giovane Amico

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3

lunedì, 30 giugno 2008, 12:03

Ciao mara io non sono un'esperta ma, dati i tuoi trascorsi, la tua terapeuta saprà benissimo quale percorso seguire....per quanto riguarda le fobie c'è da capire se sono una causa dell'ansia, e credo che con lei capirai anche questo.
Sai, l'ansia gioca brutti scherzi...spesso quello che ci provoca l'attaco di panico ci spaventa sempre più e noi comicniamo ad EVITARE, luoghi, azioni....io lavorerei sulle fobie assieme alla terapeuta perchè i farmaci non fanno miracoli...!!
Cmq in bocca al lupo per il tuo percorso...armati di pazienza perchè con l'ansia ce ne vuole tanta!! :D
Michela

mara

Utente Fedele

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4

lunedì, 30 giugno 2008, 12:10

grazie michi, grazie arcobaleno, siete molto care.voi avete riscontrato dei benefici con la terapia farmacologica?un abbraccio
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michi

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5

lunedì, 30 giugno 2008, 12:35

Io non ho mai preso farmaci!! Il medico di base mi aveva prescritto il lexotan, un ansiolitico, ma io mi sono rifiutata di prenderlo! Attenzione però: la mia situazione in confronto alla tua è una sciocchezza, nel senso che io sono stata sopraffatta dall'ansia perchè ho traslocato e sono andata a convivere con il mio ragazzo....adesso sono circa due settimane che non ho attacchi di panico, li ho curati con il training autogeno però....si trattava di una situazione più stressante del solito.....
Nel tuo caso..non so, il terapeuta credo sia fondamentale i farmaci ........dipende da te e da quanto è grave la tua situazione!
Ad ogni modo sta tranquilla, durante il tuo percorso verso laguarigione devi SPERIMENTARE tutto anche i fallimenti e le ricadute...e ricorda molto dipende da TE e dalla tua voglia di tornare quella che eri prima.
in bocca al lupo ;)
Michela

misteryo

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6

lunedì, 30 giugno 2008, 13:14

Riporto...:

Gli antidepressivi di "nuova generazione" o SSRI sono spacciati per farmaci sicuri, affidabili,privi di effetti collaterali, assuefazione, dipendenza. Il farmaco perfetto in pratica...strano che l'industria farmaceutica non l'avesse ancora scoperto...
Peccato che questo lusinghiero giudizio è frutto del marketing delle case farmaceutiche spacciato per studioscientifico, e che molte delle "proprietà" di questi farmaci siano pressocchè inventate o fasulle:

1) Gli SSRI agiscono sulla ricaptazione selettiva della serotonina: questo meccanismo d'azione, mai del tutto spiegato, basato sulla compensazione di un deficit del neurotrasmettitore specifico, sarebbe più "naturale" e renderebbe questi farmaci diversi dai vecchi "eccitanti"; in realtà che gli SSRI non siano dei meri eccitanti è tutto da dimostrare.Ma soprattutto è tutto da dimostrare che la depressione sia conseguenza e non causa di questo deficit.

2) Gli SSRI NON sono privi di effetti collaterali: il più significativo è l'incremento dell'ideazione suicidaria,se vi sembra poco; gli altri sono considerati secondari rispetto alla patologia curata,ma non per questo lievi, disfunzioni sessuali, per esempio, tremori, rigidità muscolare, sbalzi di umore (che strano...un paradosso...)...come dire, tra i due mali si sceglie il minore...

3) Gli SSRI danno assuefazione per un motivo molto semplice: sono farmaci.

4) Gli SSRI NON danno dipendenza, è vero...perchè adesso la chiamano "sindrome da dismissione": alla sospensione anche graduale del trattamento, c'è un rebound più o meno significativo che rende spesso difficile e talvolta impossibile l'interruzione del trattamento.

Aprikose

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7

martedì, 01 luglio 2008, 08:24

misteryo innanzitutto ti invito a citare sempre la fonte, quando prendi spunto da altri siti...in secondo luogo vorrei puntualizzare una piccola cosa: non è che gli SSRI aumentano l'ideazione suicidaria, è che alcuni pazienti depressi al culmine della depressione non hanno energia mentale sufficiente per programmare il proprio suicidio, mentre nel momento in cui assumono farmaci e si sentono meglio sì...e finiscono per commetterlo o provarci. Questo non dipende dal tipo di farmaco, SSRI, TCA ecc...ma dall'aumento di benessere dell'individuo. Per cui non ha molto senso prendersela col farmaco ;)

Detto questo, sapete come la penso: in alcuni periodi e in stati particolarmente gravi i farmaci sono utili, ma servono a tamponare i sintomi per proseguire con una psicoterapia concomitante.

mara anch'io penso che dovresti ascoltare i consigli di chi si prende cura di te. Per quanto riguarda le fobie, alcune psicoterapie necessitano della presenza del sintomo ansioso per aiutare il paziente a sconfiggerle, mentre altre richiedono una diminuzione dei sintomi data dagli psicofarmaci...non ci sono indicazioni particolari, dipende da caso a caso...
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8

martedì, 01 luglio 2008, 08:50

Smettere sarà dura...dico solo questo...
Non so se è più il corpo o la mia testa che continua a chiederli...forse entrambi...

simy

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9

martedì, 01 luglio 2008, 09:51

io sono solo all'inizio e nn sò dare quandi aiuti.

xò mia zia ha sofferto di uno stato depressivo VERAMENTE FORTE, lie quando era in giro era persa, diceva cose assurde, si comportava in modo assurdo, chi la vedeva la poteva scambiare x pazza.

eppure ce l'ha fatta, ha usato anche i farmaci ma poi con un'assistenza adeguata piano piano li ha tolti, adesso sono anni che nn ne fa + uso ed è GUARITA COMPLETAMENTE.

La sua depressione è stata una conseguenza di situazioni drammatiche che ha vissuto, xò ripeto ha trovato una struttura PERFETTA x il suo caso, nn saprei spiegare il tipo di terapia che ha seguito ma sono certa che prendeva anche dei farmaci, anche x' adesso che ne parlo con lei del mio problema mi dice che servono e a lei sono serviti x farla tornare alla realtà, x farle affrontare certe cose con lucidità.

mara

Utente Fedele

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10

martedì, 01 luglio 2008, 10:03

scusate se continuo a focalizzare l'attenzione sui miei problemi però solo voi in questo momento potete aiutarmi ad avere una visione più chiara delle cose. vi faccio una domanda:

ma se io decidessi di prendere i farmaci però ho paura e non posso fare le analisi del sangue(è la fobia che sto cercando di sconfiggere e credo che sia collegata con la mia ansia)come faccio a controllare i miei valori e vedere se questi farmaci mi comportano dei veri disturbi? è un problema non trovate?
helpppppp!!!!
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Aprikose

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Località: il pianeta delle Fate

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11

mercoledì, 02 luglio 2008, 07:48

Direi di sì. Forse sarebbe il caso di curare la fobia senza farmaci, prima.
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micione

Giovane Amico

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12

mercoledì, 02 luglio 2008, 09:11

Questo studio uscito da poco è molto interessante, anche se sicuramente sarà stato odiato da qualche psichiatra
ecco il link
http://www.opsonline.it/psicologia-12086-articolo-psicologia-antidepressivi-placebo.html

mara

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13

mercoledì, 02 luglio 2008, 09:36

anch'io credo sia un problema allora non capisco perchè la mia psicologa mi ha detto di prendere i farmaci sapendo benissimo che non farò mai le analisi. davvero, non capisco.aiutatemi!!!
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arcobaleno

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14

mercoledì, 02 luglio 2008, 12:29

Citato da "mara"

anch'io credo sia un problema allora non capisco perchè la mia psicologa mi ha detto di prendere i farmaci sapendo benissimo che non farò mai le analisi. davvero, non capisco.aiutatemi!!!

Mara cara, dire "mai" significa che già in partenza dai per scontato che le terapie, psicologica, farmaceutica non serviranno a niente perchè non ti permetteranno di superare la tua fobia.
La convinzione di voler guarire, è una grande risorsa, dona una grande forza, mette in moto meccanismi positivi, anche quando sembra di non aver la forza di muovere un dito.
Così è per tutto nella vita, se io sto eseguendo un lavoro con la convinzione che non porterà nulla di buono, è impostato male, è fallimentare ma, il mio titolare me lo impone, lo eseguirò senza slancio, creatività, non porterterò nulla di mio per la buona riuscita anzi, rischio anche senza rendermene conto di portarlo alla deriva.
Viceversa, se accetto un compito con entusiasmo, magari ho paura di non farcela, ma ci credo, metterò in campo una positività che potrà essere foriera di nuove idee, creativa, si dipaneranno nodi, si supereranno scogli, perchè io vedo davanti a me come obiettivo la riuscita e non il fallimento.
ciao

mara

Utente Fedele

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15

mercoledì, 02 luglio 2008, 13:36

ciao arcobaleno,grazie del tuo intervento però mi sono spiegata male.volevo dire che se ho questa grossa fobia e sono 10 anni che non faccio analisi per questo motivo, di certo non la supero per farmi prescrivere i farmaci.voglio prendere i farmaci ma ora non posso propreio fare le analisi, non sono davvero in grado.la fobia è una cosa irrazionale e di conseguenza se pure ragiono e dico che mi serve, non le faccio uguale.
forse la mia psicologa non crede che debba fare le analisi per prendere i farmaci, poi magari con la terapia e i farmaci riesco a vincere la fobia. che ne pensate?
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