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Alyxa10

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1

domenica, 12 aprile 2015, 21:14

Ciao a tutti, sono nuova e vorrei condividere la mia storia con voi

Ciao a tutti :)


Volevo condividere con voi la mia storia e spero qualcuno mi possa dare qualche suggerimento.
Da quando sono ragazzina, in particolare età scuola media, vivo momenti in cui mi sembra di perdere l'automatismo della vita, non so spiegarlo meglio di così...Comincio a pensare che sono viva, che le persone a cui voglio bene anche, ma questo vuol dire che un giorno moriremo. Inizia a montare l'ansia, il calcolo di quanta vita ho già vissuto, pensieri come "è tutto troppo breve, non ce la faccio a sopportarlo" e tipicamente dopo mi assalgono i conati di vomito.
Da ragazzina mi confortavo pensando ai miei genitori, che si sarebbero presi cura di me e "rimandavo" il problema. Ho avuto 3 momenti così, periodo scuola media, attorno ai 17 anni (in questo caso ho avuto un paio d'anni di attacchi di panico), a 22 anni e adesso che ne ho appena compiuti 30. Sia a 17 anni per breve periodo che a 22 sono andata da una psicoterapeuta, la stessa, e dai 22 a oggi vado ancora da lei. Fino a un mese fa stavo benissimo: un nuovo amore, un po' di caos a trovare lavoro, ma mille pensieri di spostarmi eventualmente dall'Italia (il mio fidanzato è all'estero), mille progetti e pensieri positivi sul farsi una famiglia e una vita. A inizio marzo sono anche riuscita a prendere un aereo da sola, fatto impensabile anni fa! Insomma, felice...Poi improvvisamente scatta il processo che vi ho detto, come unico evento esterno posso citare l'incidente aereo in Francia, a me pare da lì si sia innescato un processo senza fine di angoscia crescente. Ora passo delle giornate ossessionata dal tempo che passa e dalla paura di morire, zero momenti sereni. Mi sembra che il lavoro terapeutico sia stato inutile...ho chiesto alla mia terapeuta di mettermi in contatto con qualcuno che potesse eventualmente darmi dei farmaci di supporto e la prossima settimana andrò da questa psichiatra, ma sono davvero affranta. Il tema che nelle sedute emerge è che il mio nodo centrale è il controllo... Sono ovviamente anche ipocondriaca. Qualcuno ha avuto esperienze simili? Non ho pace un momento e la sera è il momento peggiore...

vilervega

Giovane Amico

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2

lunedì, 13 aprile 2015, 09:51

Ciao Alixia....a me tutto è iniziato a gennaio....prima mai avuto nemmeno un piccolo sintomo di ansia.....Per fortuna ora ne sono quasi fuori, una cosa che mi ha aiutato è stato pensare al fatto che tanto prima o poi toccherà a tutti, parenti amici figli tutti prima o poi dobbiamo morire ed è una cosa naturalissima...ho sempre pensato che si può morire felici una volta vissuta una vita dignitosa e avendo sistemato i figli, il periodo su questa terra finisce al termine e siamo pronti a lasciarla per ricominciare di nuovo in un altro corpo un altra vita. Inoltre ho capito anche che se passo le giornate preoccupandomi di morire o delle malattie non faccio altro che smettere di vivere e pertanto quel "poco" che dici tu che ci resta da vivere diventa un inferno fatto di angoscia e ansia...Il segreto sta nel vivere alla giornata. Pensa solo all ora e all adesso, pensa a cosa aspettarti da questo giorno e non preoccuparti del domani. Non ha senso preoccuparsi della morte che giungerà tra 40, 50 o 60 anni, pensa a oggi che come diceva una grande film "Domani è un altro giorno"

Alyxa10

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3

lunedì, 13 aprile 2015, 11:08

Ciao vilervega :) Lo so, tutto quello che dici è quello che razionalmente mi ripeto sempre durante queste crisi, ma emotivamente o inconsciamente non funziona :( Credo sia un disturbo ossessivo comunque, perché non c'è modo di togliermi questi pensieri dalla testa. In questo caso la situazione si sta accompagnando anche a una crisi spirituale diciamo così, forse perché essendo adulta vorrei arrivare a un punto in cui trovo la mia risposta e mi piacerebbe fosse una prospettiva di speranza. Non posso pensare di essere qui per caso e che la mia vita e quella degli altri inizi e finisca qui...vivo nell'angoscia.

maya79

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4

martedì, 14 aprile 2015, 18:48

Ciao vilervega :) Lo so, tutto quello che dici è quello che razionalmente mi ripeto sempre durante queste crisi, ma emotivamente o inconsciamente non funziona :( Credo sia un disturbo ossessivo comunque, perché non c'è modo di togliermi questi pensieri dalla testa. In questo caso la situazione si sta accompagnando anche a una crisi spirituale diciamo così, forse perché essendo adulta vorrei arrivare a un punto in cui trovo la mia risposta e mi piacerebbe fosse una prospettiva di speranza. Non posso pensare di essere qui per caso e che la mia vita e quella degli altri inizi e finisca qui...vivo nell'angoscia.


Già, c'è uno sfondo ossessivo. La tua storia assomiglia molto alla mia: all'età di 26 anni ho avuto il mio primo episodio di disturbo d'ansia, ero molto spaventata, terrorizzata direi. Queste esperienze mi ricapitavano in media ogni paio d'anni: imputavo la cosa allo stress procuratomi dal mio lavoro di tipo intellettuale e dalla mania del controllo che da sempre mi accompagna. Pensavo al senso della vita, alla morte, alla paura di perdere le persone che amo. Mi sono fatta aiutare dalla psicoterapia e dai farmaci e ogni volta ne uscivo. Il problema è ricomparso a gennaio di quest'anno e ancora ci sono dentro con entrambi i piedi. La paura della morte si è trasformata in qualcosa di più profondo, ossia mille dubbi esistenziali: esisto? come mai sono in questo corpo e non in un altro? gli altri ci sono? qual è l'origine di tutto? Tutte queste domande senza risposta mi generano un'angoscia che non ti so spiegare. Tu, dal mio punto di vista, sei ancora in una fase "positiva": la paura della morte ti fa apprezzare di più la vita e i momenti passati con i tuoi cari. Non dai nulla per scontato e questo ti fa cogliere tutte le sfumature. E' una cosa bella e preziosa. Nel mio caso, invece, sono andata un po' oltre: è la vita a farmi stare male, non la morte; a volte vedo la morte come una via di fuga dalla sofferenza che le mie ossessioni mi procurano.
Quindi considera la tua paura come un segno dell'enorme voglia di vivere che hai!
Un abbraccio

vilervega

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5

martedì, 14 aprile 2015, 23:04

Anche io ho attraversato una crisi spirituale...ora sono convinto che ci reincarneremo...e vedo tutto sotto jn altra luce...non è un cammino semplice perché dobbiamo rivalutare tutto quello in cui credevamo ma alla fine vedi tutto sotyo un altra prospettiva...io ho 2 bimbi...fossi ststo solo sarei potuto morire domani ma è proprio la loro presenza che mi fa venire il terrore di morire prima del tempo

Alyxa10

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6

mercoledì, 15 aprile 2015, 00:13

Ci sono dei punti in comune con te Maya, perchè anch'io negli anni di analisi sono arrivata a capire che il controllo è un argomento cruciale per me, tanto è vero che ho sempre avuto l'incubo di fare le anestesie totali ad esempio, ed è evidente come in tutti questi temi (morte, perdita coscienza, ipocondria) ci siano elementi ricorrenti. Il punto è che non so cosa farmene di questa comprensione se poi nei fatti non cambia niente e sto male. Sicuramente c'è un aspetto positivo come dici, perché davvero io amo la mia vita, è questo quello che paradossalmente mi angoscia, per me è per le persone a cui voglio bene :(
Più che rivalutare quello in cui crediamo dovrei credere in qualcosa...cioè non mi sono mai definita un'atea, ho sempre pensato alla presenza di qualcosa di spirituale ma che non riesco a definire. In questi giorni ho letto tantissime cose, dalle profezie di Lourdes a Medjugorie, esperienze pre-morte, persone che affermano di vedere angeli (chi mi sembra un millantatore, chi invece mi chiedo perchè dovrebbe esserlo), teorie reincarnazione (Weiss credo)...ma non è cambiato molto, anche perchè ci sono elementi che sembrano validi nei vari casi ma inconciliabili, esempio la reincarnazione e il Cristianesimo, ammesso che non si possa considerare la reincarnazione una sorta di Purgatorio...
Insomma, la sto attraversando profondamente questa crisi, credo sia l'unico modo perché non ritorni nuovamente in modo prepotente...ma dormire è dura, e la mattina mi alzo sistematicamente con i conati :(

vilervega

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7

mercoledì, 15 aprile 2015, 10:57

A me weiss ha aperto un mondo...il cristianesimo accettava la reincarnazione. .anche gesu ne parlava poi fu tolta di mezzo con l editto di Costantino. ..nonostante ciò 2 miliardi di persone ci credono...sarà un caso?

Alyxa10

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8

giovedì, 16 aprile 2015, 00:54

Effettivamente a questa storia del caso ci credo poco in generale...Ho letto altre discussioni su questi argomenti sul forum e sarà per la mia attuale ansia, ma sinceramente alcune posizioni strettamente materialistiche mi lasciano perplessa. Però continuo ad arrovellarmi e stancarmi mentalmente senza pace, perché niente mi dà davvero speranza...rimpiango i giorni spensierati :(
Ma secondo voi è giunto il momento a questo punto di prendere in considerazione un supporto farmacologico? Non ho mai voluto, però non posso stare così...Seconda cosa, come ho detto vado da anni da una psicologa, ma ho letto che l'ideale in questi casi sarebbe una terapia cognitivo-comportamentale, che non è quella che sto seguendo. Che fare a questo punto?

vilervega

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giovedì, 16 aprile 2015, 14:41

Io i farmaci mai presi, li considero un mascherare un problema che devo risolvere io da solo...la cognitivo comportamentale è udeale per noi

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ansia, ipocondria, ossessione