Ciao a tutti,
ho letto i vostri post e sono felice di vedere che le cose alla fine sono andate per il meglio.
A Stay, in particolare, volevo chiedere una cosa: ti rendi conto di quanto coraggio hai avuto alzandoti il mattino del rientro al lavoro e presentandoti come se nulla fosse anche se avevi un mattone al posto dello stomaco? Non è cosa da tutti, ricordatelo la prossima volta che dovrai superare un ostacolo del genere.
Io conosco quella sensazione(purtroppo), la conosco bene e sono fermamente convinta che le violenze che ci facciamo per essere come gli altri non possono essere fine a se stesse.
Mi spiego meglio; io ho attacchi di panico frequentissimi quando sono costretta ad aspettare, badate qualunque cosa io sia costretta ad aspettare, quindi si passa dalla fila alle poste (40 minuti per un bollettino) che diserto poco prima che sia arrivato il mio turno odiandomi non appena passo la soglia e sentendomi una merda, alla temutissima colonna di traffico che mi fa impazzire il cuore fin quando non riesco a fare inversione o comunque a far muovere quella maledetta macchina verso strade più libere.
La fatica enorme che faccio, che facciamo, per superare questi momenti fa in modo che la volta successiva l'attacco sia un po' meno grave o un po' più sopportabile.
Davvero non so che accidenti ci abbia preso ma dobbiamo lottare con unghie e denti per ottenere cose che per gli altri sono scontate e fatichiamo a farcene una ragione, io ho cominciato a stare un po' meglio da quando ho deciso di subire passivamente quello che il mio corpo impazzito mi faceva provare, ho pensato ok se devo morire per pagare la bolletta dell'acqua così sia, ho smesso di lottare e piano piano sono stata meglio ed ho superato quella sensazione.
Certo, resta solo da sperare che il prossimo attacco non mi capiti di nuovo lì altrimenti ricomincia tutto da capo.
Se scrivo è perchè non mi capacito di quanta gente sia nella mia situazione incastrata in una realtà paradossale dove quello che dovrebbe farci star bene, appagarci diventa un incubo.
Avevo un'attività commerciale, una volta sotto le feste di Natale ero sola e dovevo servire un sacco di gente che non si decideva mai su quello che voleva acquistare, ho avuto un attacco di panico talmente forte che mi è venuta la febbre (svanita dopo due ore dalla chiusura) eppure avrei dovuto essere felice del fatto che gli affari andassero bene...
Ok adesso la smetto di consumare spazio anche se potrei continuare tutto il giorno, vi saluto dicendo che sono straconvinta che ci lasceremo tutto questo alle spalle e con tutta la gavetta che abbiamo fatto a soffocare panico ed emozioni potremmo arruolarci negli incursori, un abbraccio virtuale a tutti i desperados come me ci vediamo sulla S Marco