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stay75

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1

sabato, 19 marzo 2011, 13:02

ciao a tutti soffro di ansia anticipatoria attacchi di panico e depressione

ciao a tutti..ho scoperto per caso questo sito e l'ho trovato subito molto interessante.vi posto la mia esperienza cercando di essere il piu' concisa possibile.ho 35 anni e da circa 15 anni soffro di ansia e conseguente depressione.in tutti questi anni ho cambiato parecchie cure e incontrato diversi psicologi ma il mio problema e' sempre presente a periodi alterni.ho sempre pensato di riconoscere i miei sintomi e bene o male di riuscire con l'aiuto di psicofarmaci a controllarli finche'....a dicembre 2010 sul posto di lavoro(svolgo un lavoro che richiede manualita' e son sempre in movimento)ho comiciato ad avvertire forti vertigini,sudorazione esagerata,paura di svenire,tachicardia,sensazione di vomito e fastidio e disagio verso le persone che avevo intorno.premetto che 5 minuti prima non avevo niente.probabilmente questo e' stato il mio primo vero attacco di panico e da li' e' iniziato il calvario.questa cosa si e' ripetuta di nuovo prima in maniera saltuaria poi e' diventata una cosa quotidiana quasi automatica.mi sono messa in malattia 2 settimane fa perche' la mia permanenza sul lavoro per me era diventata insostenibile;sono tornata dal mio neurologo che mi ha aumentato la cura antidepressiva da 50 a 75 mg noritren e cambiato la cura ansiolitica(da en a prazene)in piu' tavor sublinguale al bisogno che prendevo anche prima quando la mia ansia era pesante.ora il mio problerma e' che lunedi' dovrei rientrare al lavoro e son gia' 3 gg che sto male,penso che non ce la faro' mai e che non riusciro' a stare li'sul posto di lavoro,penso gia' che mi torneranno quei maledetti sintomi che mi faranno stare malissimo.il cambio della cura per ora non ha nessunissimo effetto su di me anzi ho l'impressione che il prazene mi faccia venire una gran sonnolenza ma che non tenga a bada assolutamente la mia ansia,sono veramente in crisi..mi rendo conto a livello razionale che non posso perdere il posto di lavoro ma purtroppo qndo penso di tornare mi prende un'ansia pazzesca,non so cosa fare,come comportarmi(premetto che al lavoro non sanno niente dei miei disturbi ho fatto passare la cosa come se fossero stati dei forti attacchi di cervicalgia avendo io un'ernia cervicale)...purtroppo vivo nell'angoscia del posto dove mi e' capitato il primo reale attacco e poi tutti i successivi...aiutatemi per favore... :hail:

kichibia

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2

sabato, 19 marzo 2011, 14:54

Ciao, ho le tue stesse paure. Io è dal 2002 che soffro di disequilibrio, dal 2006 assumo psicofarmaci e sono 3 anni e qualche mese che sono in cassa integrazione. Gli ultimi tempi sono stata male a lavoro e adesso che non ho quasi più forze per reagire il solo pensiero di dover tornare a lavoro mi causa forte ansia; probabilmente non sono ancora pronta a riprendere il lavoro, ora come ora non me la sento. Credo di capire le sensazioni che provi, tu prova ad andare al lavoro ma se non ti senti bene chiedi un periodo di stop... purtroppo per chi soffre di ansia e di attacchi di panico è molto difficile non identificare il luogo dove si è stati male come quello che causa il nostro malessere anche se non è così, quindi adesso immagino che per te sia un peso il solo pensiero di rientrare... Un abbraccio e facci sapere

stay75

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3

sabato, 19 marzo 2011, 16:25

ti ringrazio per la risposta...la mia impressione e' che queste due settimane di stop lontana dal lavoro non abbia fatto nient'altro che peggiorare la situazione,in pratica non sono uscita di casa se non per andare dal medico e piccole altre cose.ora il lavoro lo vedo come un mostro,tra l'altro e' un ambiente di sole donne dove spesso le persone che non fanno malattia tendono a giudicare chi ne fa figuriamoci io che rientro dopo 2 settimane!loro non sanno qual'e' il mio problema,io penso non meritino la mia fiducia di modo che io mi possa confidare e far capire loro che il problema reale e' l'ansia e il panico e non la cervicalgia...ho paura di tutto..di rientrare lunedi' e di dover dire di nuovo vado a casa perche' mi gira la testa e non sto bene,ho paura del giudizio della gente,ho paura di star di nuovo male,la vivrei come l'ennesima sconfitta..ho pensato di starmene ancora a casa ma temo non farei nient'altro che peggiorare la cosa...cerchero' di affrontare...in qlche modo...spero anche nei vostri consigli..

Ing

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4

sabato, 19 marzo 2011, 18:21

ho pensato di starmene ancora a casa ma temo non farei nient'altro che peggiorare la cosa...cerchero' di affrontare...in qlche modo...spero anche nei vostri consigli..

Hai pensato benissimo...

Ti posso capire, mi è capitata la stessa cosa all'università l'anno scorso...e non ci sono andato per tutto il resto dell'anno. E' stato il più grave errore ch'io potessi mai commettere.
In realtà, se ci pensi, il collegamento "automatico" lavoro->panico è tutto soggettivo:
potrebbe diventare lavoro->stare bene...dipende tutto da te.
Certo per ora tenderà a vincere lavoro->panico perchè la paura di rivivere quei momenti è grande ma tu non darti per vinta.
Dopo i primi minuti di smarrimento vedrai che non ti succede nulla se non pensi al peggio..e tutto andrà bene. Affronta questa giornata e ne riparliamo...ok?! ;)
Tutto sembra impossibile fino a quando non arriva un folle e dimostra che si può fare ;)

Sono tutti bravi quando si sta bene...ma, quando si sta male, solo i migliori superano il momento!!!

ermes

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5

sabato, 19 marzo 2011, 20:36

quanto ti capisco, ho lo stesso problema... Andare al lavoro ogni giorno è un problema, ma lo diventa ancora di più se passa anche solo più di un giorno di lontananza... Cmq restare a casa non fa altro che peggiorare la situazione, fidati

stay75

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6

domenica, 20 marzo 2011, 15:11

grazie ragazzi per le risposte....oggi e' una giornata pesantissima...mi sto preparando psicologicamente a domani ma la mia preparazione e' del tutto negativa!dentro di me mi dico che ce la dovro' fare ma il mio fisico non risponde,mi tremano le gambe ho una mega tachicardia e un gran senso di nausea..non ho mangiato niente altrimenti la nausea si trasformerebbe in vomito..qndo sono cosi' tesa non riesco a mangiare e se lo faccio poi sto male come un cane.vorrei trovare una soluzione a tutto questo...nonostante la mia cura farmacologica il mio corpo non reagisce,forse ormai gli ansiolitici (talmente ne ho presi tanti)non mi fanno piu' niente!fuori la giornata e' stupenda ma a me da fastidio il sole e il pensiero di stare in mezzo alla gente mi angoscia...vorrei tanto aiutarmi da me trovare la forza dentro di me..quella forza che non ho e che mi fa vivere davvero male.

kichibia

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7

domenica, 27 marzo 2011, 13:08

Ciao Stay, abbiamo passato una settimana senza forum perchè era in fase di aggiornamento quindi non abbiamo più saputo se ce l'hai fatta a lavoro... come sono andati questi giorni?
Un abbraccio

stay75

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8

giovedì, 31 marzo 2011, 23:29

ciao kichibia...ce l'ho fatta..sono tornata al lavoro,ho avuto momenti di panico ma ho cercato di tenere duro aiutandomi con il mio tavor sublinguale nel momento in cui capivo che non contenevo piu' l'attacco.da domani sono in ferie per 10 gg non so dire se questo possa essere ora un bene o un male in qnto credo al mio rientro dovro' ricomiciare di nuovo tutto d'accapo i colleghi stare in mezzo alla gente e tenere duro.

kichibia

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9

giovedì, 31 marzo 2011, 23:41

allora ci volevano proprio un po' di ferie... mannaggia come ti capisco, il lavoro è la prova più difficile per me, ho un casino paura di rientrare, e quando sarà, mi sa che mi portero' anch'io un ansiolitico dietro... odio questi attacchi e soprattutto odio vedere allo specchio una persona che ha paura di se stessa. Ciao un abbraccio

LiberaMente

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10

venerdì, 01 aprile 2011, 17:36

Ciao a tutti,
ho letto i vostri post e sono felice di vedere che le cose alla fine sono andate per il meglio.
A Stay, in particolare, volevo chiedere una cosa: ti rendi conto di quanto coraggio hai avuto alzandoti il mattino del rientro al lavoro e presentandoti come se nulla fosse anche se avevi un mattone al posto dello stomaco? Non è cosa da tutti, ricordatelo la prossima volta che dovrai superare un ostacolo del genere.
Io conosco quella sensazione(purtroppo), la conosco bene e sono fermamente convinta che le violenze che ci facciamo per essere come gli altri non possono essere fine a se stesse.
Mi spiego meglio; io ho attacchi di panico frequentissimi quando sono costretta ad aspettare, badate qualunque cosa io sia costretta ad aspettare, quindi si passa dalla fila alle poste (40 minuti per un bollettino) che diserto poco prima che sia arrivato il mio turno odiandomi non appena passo la soglia e sentendomi una merda, alla temutissima colonna di traffico che mi fa impazzire il cuore fin quando non riesco a fare inversione o comunque a far muovere quella maledetta macchina verso strade più libere.
La fatica enorme che faccio, che facciamo, per superare questi momenti fa in modo che la volta successiva l'attacco sia un po' meno grave o un po' più sopportabile.
Davvero non so che accidenti ci abbia preso ma dobbiamo lottare con unghie e denti per ottenere cose che per gli altri sono scontate e fatichiamo a farcene una ragione, io ho cominciato a stare un po' meglio da quando ho deciso di subire passivamente quello che il mio corpo impazzito mi faceva provare, ho pensato ok se devo morire per pagare la bolletta dell'acqua così sia, ho smesso di lottare e piano piano sono stata meglio ed ho superato quella sensazione.
Certo, resta solo da sperare che il prossimo attacco non mi capiti di nuovo lì altrimenti ricomincia tutto da capo.
Se scrivo è perchè non mi capacito di quanta gente sia nella mia situazione incastrata in una realtà paradossale dove quello che dovrebbe farci star bene, appagarci diventa un incubo.
Avevo un'attività commerciale, una volta sotto le feste di Natale ero sola e dovevo servire un sacco di gente che non si decideva mai su quello che voleva acquistare, ho avuto un attacco di panico talmente forte che mi è venuta la febbre (svanita dopo due ore dalla chiusura) eppure avrei dovuto essere felice del fatto che gli affari andassero bene...
Ok adesso la smetto di consumare spazio anche se potrei continuare tutto il giorno, vi saluto dicendo che sono straconvinta che ci lasceremo tutto questo alle spalle e con tutta la gavetta che abbiamo fatto a soffocare panico ed emozioni potremmo arruolarci negli incursori, un abbraccio virtuale a tutti i desperados come me ci vediamo sulla S Marco
:hi:
dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare;
il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare;
la saggezza per distinguer le une dalle altre....

stay75

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11

domenica, 03 aprile 2011, 14:44

grazie liberamente...mi rendo conto anche io che siamo in tanti ad avere questi problemi.ho letto il tuo post con molta attenzione.anche io cerco sempre di combattere questa ansia con tutta me stessa,a volte cerco di superare ostacoli con una carica ansiogena tremenda,magari li supero ma il risultato conseguente e' che dopo il superamento dell'ostacoolo mi sento spossata come se avessi lavorato 15 ore filate senza mai fermarmi.ci sono cose che in questo momento proprio non riesco a superare>(vedi l'altro mio post)che e' quello di andare al ristorante,pensa che martedi' avrei un pranzo tra colleghe e sto cercando una scusa pronta per disdire il pranzo!proprio non ce la faccio mi sento masle al pensiero di stare li' seduta con altre 6 o 7 persone a pranzare e allo stesso tempo sto male perche' mi dico che queste dovrebbero essere cose tra virgolette normali e io non riesco a superarle!non posso rischiare di andarci so che non riuscirei a contenere l'ansia e non vorrei finire a dover scappare dal ristorante facendo cosi' una benemerita figura di cacca.scusate l'espressione!mi continuo a dire che un giorno riusciro' a combattere tutti questi mostri ma quel giorno sembra non dover mai arrivare!son proprio giu'

LiberaMente

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12

venerdì, 08 aprile 2011, 12:12

Ehi non ci siamo mica.... perchè ti devi abbattere in questo modo?
La strada da seguire dovrebbe essere la rabbia non la tristezza.
Almeno a mio parere, non sono laureata in psicologia, ma ho un master in crisi di panico nei momenti meno opportuni :thumbsup:
Anche per me il ristorante è una menata terrificante, e so esattamente di che cosa parli quando dici che hai paura di dover scappare.
Però alla fine se scappi non importa, la cosa fondamentale è provarci, se hai confidenza con le persone che ti accompagnano capiranno....
Io sono rimasta stupita dal comportamento dei miei amici quando ho detto loro che non avevo più intenzione di uscire la sera perchè non m sentivo a mio agio, pensa che ogni sabato viene qualcuno a cena da me per evitare di lasciarmi sola se avessi continuato con le scuse probabilmente avrei perso tutti uno dopo l'altro.
Naturalmente i fatti tuoi non li puoi raccontare a persone di cui non ti fidi però non vergognarti del tuo problema non è una situazione che ti sei cercata semplicemente ti è successo.
Hai sorelle o fratelli? Amiche intime qualcuno che possa ascoltarti mentre spieghi quello che provi?
Te lo chiedo perchè a me è capitato di "ascoltarmi parlare" e capire molte cose che semplicemente pensando non mi erano chiare e poi il punto di vista di qualcun altro che ti conosce bene è fondamentale.
In conclusione... non avere paura di fare brutte figure... non ce lo possiamo permettere.... abbiamo già un sacco di cose a cui pensare.
Pensa che magari un giorno faremo una mega cena, inviteremo tutto il forum e via tutti a scappare a metà del pasto...a presto :assi:
dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare;
il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare;
la saggezza per distinguer le une dalle altre....

Dario.ce

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13

venerdì, 08 aprile 2011, 13:01

Ciao, sono nuovo del forum e degli attacchi di ansia e panico. Per me tutto è cominciato con tachicardie improvvise. Poco a poco ho cominciato a soffrire di ansia anticipatori. Da 2 settimane mi sono messo in malattia, perchè passavo le giornate pensando a quando mi sarebbe venuto il prossimo attacco o a cosa avrei fatto o a quanto tempo mancava alla prossima pausa/pranzo/ ora di andare a casa.

Il problema è che ho sintomi orrendi anche lontano dal lavoro. La mattina mi sveglio all'alba con ansia, se giro in macchina mi viene il reflusso o attacchi di fame terribili con sensazioni di svenimento. Se vado a camminare mi gira la testa a causa di contratture al collo...


In teoria lunedì dovrei rientrare, ma non ci penso proprio...mi prenderò un'altra settimana.

Sto rendendo la mia vita un inferno e anche quella di mia moglie.

La cosa che mi sconvolge di più è che quanto più ci provo, tanto più mi sembra di cadere in basso. Esco, ma poi sto male. Ci riprovo e sto peggio.


Sono felice che tu ce la stia facendo, perchè è una speranza anche per me.

Ing

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14

venerdì, 08 aprile 2011, 14:12

Ciao, sono nuovo del forum e degli attacchi di ansia e panico.

Ciao...ti consiglio di correre subito ai ripari: se sei nuovo all'ansia, con l'adeguata psicoterapia, puoi uscirne in brevissimo tempo senza sforzi esagerati.
Quello che mi sento di dirti è di cominciarla presto e di evitare di rimandare il rientro al lavoro: sarebbe una vittoria per l'ansia che ti mette in un circolo vizioso dal quale vedrai le cose sempre peggio (in pratica ti porterà a richiuderti in casa).
Se agisci subito, e non rimandi il lavoro, puoi scongiurare tutto questo...e, per inciso, ci siamo passati tutti ma parecchia gente ne sta uscendo.
Con un pò di pazienza e tanta forza di volontà si supera tutto, non temere ;)
Tutto sembra impossibile fino a quando non arriva un folle e dimostra che si può fare ;)

Sono tutti bravi quando si sta bene...ma, quando si sta male, solo i migliori superano il momento!!!

Dario.ce

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15

venerdì, 08 aprile 2011, 14:40

Grazie Ing, ho cominciato subito con una psicologa ma non sentivo benefici. Quindi ho cambiato e adesso lavoro con uno psicoterapeuta che mi sta rivoltando come un calzino (anche se abbiamo fatto solo 3 sedute). Per Il lavoro...per ora è un problema anche andare al supermercato per mezz'ora...