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Riki96

Utente Fedele

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16

domenica, 02 aprile 2017, 17:33

E' evidente che sei una persona che sa il fatto suo e che non parla a vanvera, e seppur su alcuni punti ti do ragione, su alcuni continuo ad essere un po' scettico e continuo a preferire la "mia" versione. Riguardo al punto 11 hai ragione e rileggendo il mio post precedente mi sono accorto che ho fatto confusione scrivendo male ciò che volevo esprimere, quello che intendevo dire era che senza le medicine spesso ci si ritrova a lavorare con pazienti che non riescono a mantenere la giusta concentrazione, perchè troppo attenti alle somatizzazioni oppure in terapia si sentono tranquilli, ma non fanno altro che parlare ripetutamente di come si sentono a livello di sintomi, senza andare più a fondo e cercare di capire perchè si siano ritrovati in quella situazione. Personalmente io potrei auto diagnosticarmi una sociofobia, nel senso che io tra la gente provo forte disagio che spesso sfocia, anche se ora più difficilmente in sintomi vari (i classici derivati dall'ansia). E questo disagio credo che l'unico modo per debellarlo sia quello di lavorarci su tramite un percorso di psicoterapia, non si tratta di medicina giusta o medicina sbagliata, le medicine stanno già facendo il loro lavoro e anche molto bene oserei dire, tranne per qualche effetto collaterale da parte del brintellix, ma vabbè ci passiamo sopra, questo per cercare di farti capire cosa intendo dire quando affermo che gli psicofarmaci non curano direttamente l'ansia sociale o l'evitamento fobico, ma ne contrastano semplicemente gli effetti. Per sconfiggere ansia sociale, evitamento fobico e simili dovrebbero inventare medicine che ti conferiscano una maggiore autostima e sarebbe bellissimo, ma ahimè ancora non esistono. Per tutti gli altri punti, beh che dire... touchè, non posso far altro che trovarmi d'accordo con te. Anche tu sei simpatico/a e determinato/a, per quanto riguarda l'interazione, prego, fa sempre piacere parlare e fare nuove conoscenze.

Saluti! :hi:

Dhappiness

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17

martedì, 04 aprile 2017, 08:56

Ciao, io ho provato il brintellix prima da 5mg per poi aumentarlo progressivamente a 10 e a 20, ma su di me non ha avuto nessun tipo di effetto sulla mia depressione e ansia sociale. Provato per 3 mesi sempre affiancato da una terapia psicologica, peccato, per quel che avevo letto su questo farmaco sembrava dovesse fare miracoli....

oscarw

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18

mercoledì, 05 aprile 2017, 15:58

E' evidente che sei una persona che sa il fatto suo e che non parla a vanvera, e seppur su alcuni punti ti do ragione, su alcuni continuo ad essere un po' scettico e continuo a preferire la "mia" versione. Riguardo al punto 11 hai ragione e rileggendo il mio post precedente mi sono accorto che ho fatto confusione scrivendo male ciò che volevo esprimere, quello che intendevo dire era che senza le medicine spesso ci si ritrova a lavorare con pazienti che non riescono a mantenere la giusta concentrazione, perchè troppo attenti alle somatizzazioni oppure in terapia si sentono tranquilli, ma non fanno altro che parlare ripetutamente di come si sentono a livello di sintomi, senza andare più a fondo e cercare di capire perchè si siano ritrovati in quella situazione. Personalmente io potrei auto diagnosticarmi una sociofobia, nel senso che io tra la gente provo forte disagio che spesso sfocia, anche se ora più difficilmente in sintomi vari (i classici derivati dall'ansia). E questo disagio credo che l'unico modo per debellarlo sia quello di lavorarci su tramite un percorso di psicoterapia, non si tratta di medicina giusta o medicina sbagliata, le medicine stanno già facendo il loro lavoro e anche molto bene oserei dire, tranne per qualche effetto collaterale da parte del brintellix, ma vabbè ci passiamo sopra, questo per cercare di farti capire cosa intendo dire quando affermo che gli psicofarmaci non curano direttamente l'ansia sociale o l'evitamento fobico, ma ne contrastano semplicemente gli effetti. Per sconfiggere ansia sociale, evitamento fobico e simili dovrebbero inventare medicine che ti conferiscano una maggiore autostima e sarebbe bellissimo, ma ahimè ancora non esistono. Per tutti gli altri punti, beh che dire... touchè, non posso far altro che trovarmi d'accordo con te. Anche tu sei simpatico/a e determinato/a, per quanto riguarda l'interazione, prego, fa sempre piacere parlare e fare nuove conoscenze.

Saluti! :hi:

Quando parli di effetti collaterali ti riferisci alle disfunzioni sessuali?

Riki96

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19

mercoledì, 05 aprile 2017, 16:33

No, Oscar se non sbaglio te ne avevo già parlato, disfunzioni sessuali non ne ho mai avute, nemmeno dopo l'utilizzo di questo farmaco, mi riferisco più alla nausea e al vomito.

oscarw

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20

mercoledì, 05 aprile 2017, 17:44

No, Oscar se non sbaglio te ne avevo già parlato, disfunzioni sessuali non ne ho mai avute, nemmeno dopo l'utilizzo di questo farmaco, mi riferisco più alla nausea e al vomito.

Quindi ce l'hai ancora ora? Di solito questi disturbi vanno via dopo la fase iniziale.

Riki96

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21

mercoledì, 05 aprile 2017, 21:12

Si, tutt'ora mi ritrovo la nausea che due o tre volte è sfociata con il vomito.

Snim

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22

domenica, 28 maggio 2017, 14:37

Brintellix

Io la uso da diversi mesi ormai, prima da 5 mg e recentemente da 10 mg. Devo dire che come hai detto tu, a parte un po' di nausea e bruciori di stomaco i primi tempi, poi tutto è andato per il verso giusto. Non ho ancora sperimentato problemi a livello sessuale, un punto forte di questa molecola è proprio che al contrario degli SSRI non da problemi a livello sessuale. Per quanto riguarda il dormire invece stando a quanto dice la mia psichiatra potrebbe dare qualche problema, infatti io la prendo a pranzo per sicurezza, ma non è detto che sia veramente così, io mi faccio influenzare particolarmente, ma magari dormi comunque beato come un ghiro. In più è una molecola modulare che quindi ha funzione sia antidepressiva sia ansiogena, anche se di fatto però è un antidepressivo.
Salve uso brintellix da due giorni per forte ansia e depressione ... Vorrei maggiori informazioni

Riki96

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23

lunedì, 29 maggio 2017, 11:29

Di che tipo? Credo di aver detto già tutto quel che c'era da dire a riguardo. Per qualsiasi domanda specifica basta chiedere, sarò lieto di rispondere.

24

lunedì, 29 maggio 2017, 19:13

Farmacologicamente parlando è molto simile ad un SSRIs. Fa parte di quella nuova classe di farmaci chiamata SARI, cioè modulatori e stimolatori della serotonina. Il meccanismo di azione sembra quello dell'inibizione del reuptake della serotonina e l'antagonismo e agonismo su vari recettori serototinergici. Si pensa che possa avere una minore incidenza di effetti collaterali sessuali rispetto agli SSRIs classici. Ma è una molecola troppo recente per trarre conclusioni certe. Secondo me da come è strutturato farmacologicamente il farmaco, gli effetti collaterali saranno molto simili a quelli di un SSRIs classico, ma naturalmente spero che siano inferiori, non l'ho mai provato personalmente.
No one knows a prescription drug’s side effects like the person taking it.

Make your voice heard.

Snim

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25

lunedì, 12 giugno 2017, 18:31

Brintellix

A che dosaggio lo stai assumendo ... io a 20

Riki96

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26

lunedì, 12 giugno 2017, 19:53

Lo prendo da 10 mg

zibibbo

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27

martedì, 13 giugno 2017, 00:28

Tra l'altro se ne stanno sperimentando di innovativi , ad esempio l'NSI -189 a Boston , ho letto le pubblicazioni su riviste scientifiche accreditate Internazionalmente, ad esempio la rivista Molecular Psychiatry.


Come fai a conoscere quella molecola?
So di gente che la sta prendendo anche se è ancora in fase I.

Ha sicuramente un meccanismo d'azione innovativo (aumento del 20% del volume ippocampale, NEI TOPI), ma dovremmo attendere la fase III (ovvero almeno il 2020..) per sapere se è superiore alle terapie standard in termini di efficacia

scusate l'OT

leah

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28

martedì, 13 giugno 2017, 00:48

brintellix

Salve. ho trovato queste informazioni su tuttoscienze della STAMPA riguardanti la nuova molecola vortioxetina (Brintellix), qualcun altro la assume? Come si è trovato? Grazie a chi risponderà.



Non tutte le depressioni sono uguali. È come se ci si trovasse di fronte a una scala che va da uno a 10: sul gradino più basso le forme transitorie di demoralizzazione e tristezza «che fanno parte della vita». In cima quelle più gravi, che racchiudono «quel 30% di pazienti refrattari alle terapie e colpiti da una forte sintomatologia somatica». È soprattutto a loro che si è pensato nello sviluppo della vortioxetina, il primo nuovo antidepressivo a sbarcare sul mercato dopo 15 anni. Messo a punto da Lundbeck, e presentato ieri a Milano, nasce da una scoperta importante: oltre a regolare il flusso della serotonina nella corteccia e nell’ippocampo, per chi è depresso è importante evitare le ricadute cognitive (concentrazione, memoria e attenzione), oltre che ridurre l’aumento di peso e le disfunzioni sessuali che spesso condizionano l’aderenza alle terapie. E, di conseguenza, ostacolano i percorsi di guarigione. Il farmaco - che sarà inserito in fascia A, quindi a carico del Servizio Sanitario - conferma l’abbandono della «teoria serotoninergica» a vantaggio di una valutazione più complessiva dei meccanismi molecolari alla base della depressione. La vortioxetina, infatti, contribuisce a mantenere «alti» anche i livelli di altri neurotrasmettitori: acetilcolina, dopamina e noradrenalina. Per il paziente le conseguenze saranno significative: terapie efficaci in minor tempo e miglioramento della qualità della vita.



A oggi si sa che la depressione è innescata da tre fattori: una componente genetica, la riduzione di alcune aree cerebrali e l’attività del sistema immunitario. È su quest’ultimo che si pone più attenzione: molti studi evidenziano come un perdurante stato di infiammazione - considerato una risposta difensiva da parte dell’organismo - sia determinante nell’innesco di molte condizioni depressive. I riflettori sono puntati sul cortisolo. «È un ormone secreto dalle ghiandole surrenali, i cui livelli restano elevati in situazioni di stress - conferma Giovanni Biggio, ordinario di neuropsicofarmacologia all’Università di Cagliari -. In queste condizioni i neuroni perdono il loro trofismo, viene inibito il processo di rinnovamento del tessuto cerebrale e calano le connessioni. Una rete neuronale “sfibrata” porta il cervello a ridurre la capacità di reazione agli stimoli e a rispondere in modo continuativo solo a quelli negativi».



Ciò non significa che ci si curerà con gli antinfiammatori. La strada è però considerata di grande interesse per l’individuazione di marcatori in grado di affinare la diagnosi. In media ogni italiano attende due anni prima di «scoprirsi» depresso. Sono troppi e così spesso la risposta alle terapie perde d’efficacia.

zibibbo

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29

martedì, 13 giugno 2017, 11:08

All'università la prof di biologia molecolare ci spiegò che oramai si ritiene che la maggiorparte delle patologie croniche e degenerative abbiano una forte causa infiammatoria.

L'infiammazione danneggia i tessuti e impedisce loro di ritrovare l'omeostasi.

Oltre un certo limite il danno diviene irreversibile.

Una conseguenza tipica dell'infiammazione cronica è infatti la fibrosi, ovvero la sostituzione di tessuto funzionale con tessuto cicatrizale,non funzionale.

Sul Brintellix, da quel che sapevo, i risultati sull'ansia furono deludenti. Qualcuno ne sa qualcosa?

Riki96

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30

martedì, 13 giugno 2017, 12:10

Io posso dire che da quando lo assumo (circa un anno ormai) non ho più avuto episodi d'ansia molto elevata, anche se c'è da dire che oltre al brintellix assumo anche lo Xanax. Personalmente credo di poter dire che parlando d'efficacia, effettivamente lo è, peccato solo per la nausea, i bruciori di stomaco che qualche volta almeno nel mio caso sono sfociati col vomito, tutte cose che non fanno altro che innervosire il paziente che lo assume ed alimentare sensazioni negative quali la depressione.