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Pinupansiosa

Giovane Amico

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Monday, December 13th 2010, 11:42pm

Attacco d'ansia improvviso dopo mesi di serenità

Eccomi qui veramente demoralizzata stasera.
Dopo mesi di grande ripresa, complessivo senso di forza e molta meno ansia "palpabile", stasera è successo questo : un caro amico mi stava accompagnando a prendere il treno. Odio quella stazione dei treni, di sera è così cupa, buia e solitaria. Ma non ero da sola. Ebbene, dopo aver fatto le rampe di scale con una tensione sempre crescente (da uno stato di complessiva serenità e rilassatezza da cui provenivo), sono arrivata al binario a pochi minuti dall'arrivo del treno con uno stato d'ansia e tachicardia indicibili..scaturiti nella solita sintomatologia : fitte al petto, vertigini, senso di irrealtà, cuore a mille col terrore che si fermi da un momento all'altro.
E ora sono qui molto stordita . Mi chiedo : sarà sempre così? Tanti progressi (al punto che le gallerie non mi fanno più paura, posso starci anche ore che non mi danno senso di claustrofobia, i treni li vivo molto più serenamente, affronto i teatri e i luoghi chiusi affollati) e un passo all'indietro così lungo e così repentino? Ma perchè ;( E se un giorno mi succede mentre guido? ;(

This post has been edited 1 times, last edit by "Pinupansiosa" (Dec 14th 2010, 10:53am)


Ing

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Tuesday, December 14th 2010, 12:10am

Pinupansiosa stai tranquilla, credo sia abbastanza normale un ricaduta ogni tanto. L'importante è recuperare dalla memoria le tecniche utilizzate per uscirne le volte precedenti. E il gioco è fatto: il lavoro sodo l'hai fatto le altre volte ora devo solo riutilizzare gli stessi strumenti di cui ti sei dotata tempo fa. Non buttarti giù e pensa che come l'hai superata una volta così la supererai adesso.
Fatti forza e non demordere. ;)
Tutto sembra impossibile fino a quando non arriva un folle e dimostra che si può fare ;)

Sono tutti bravi quando si sta bene...ma, quando si sta male, solo i migliori superano il momento!!!

Pinupansiosa

Giovane Amico

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Tuesday, December 14th 2010, 10:56am

Grazie, in effetti le strategie che utilizzo sono servite e mi aiutano sempre , per questo tale attacco non aveva ragion d'essere. Però bisogna affrontarlo e superarlo sono d'accordo. Mi demoralizza il fatto che per quanto uno si impegni, prima o poi c'è sempre il rischio di ricaduta .. insomma, chi ha avuto almeno un attacco in vita sua è potenzialmente soggetto ad averne anche altri :evil:

Ing

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Tuesday, December 14th 2010, 11:10am

eh si, hai ragione. Ma è potenzialmente a rischio attacchi perchè sa quanto sono brutti. Ogni minima sensazione vissuta durante una crisi ce la portiamo appresso: appena si ripresenta, anche minimamente, la riconduciamo alla crisi...e ci può capitare di averla realmente.
Tutto ciò perchè abbiamo ancora paura delle crisi. Dobbiamo strafregarceneeeeeeee.
Dai, tieniti su. Un abbraccio.
Ing
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Marinella

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Tuesday, December 14th 2010, 8:55pm

Ciao... :) Mi è capitata la stessa cosa...con le stesse modalità di -ricaduta-...e guarda caso...
c'erano sempre di mezzo delle scale...ed un luogo affollato...ma non mi faceva "paura" il contesto
anzi...ero in una situazione dove mi sentivo al sicuro...e invece si è ripresentato un principio di
attacco...a sorpresa...e questo mi ha fatto capire che Non Bisognerebbe MAI Abbassare La Guardia...
ma che...comunque...bisognerebbe soprattutto prenderli come dei -segnali-...(come sempre)
anche se non dovremmo permettere a Queste Cose di limitarci...ma magari cercare di capire
che Cosa Ci Limita...in certi contesti... :hmm:
Ancora Non L'ho Ben Capito...nemmeno io...ma questo non Vorrei diventasse un Ostacolo...quindi...
lo dico per me...e per Tutti Quelli che Vivono o hanno Vissuto queste sensazioni...che Non Dobbiamo
Smettere di Guardare Avanti...magari qualche volta anche -inciampando-... :rolleyes: eh! ;)

:girl:
Per Arrivare all'Alba...Non C'è Altra Via che La Notte...Kahlil Gibran

Ogni Donna ha un Paio d'Ali chiuse dentro Sé...e Sogna Ancora Vette Inesplorate...
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Nanì... ♫ Nanì... ♫

bin

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Tuesday, December 14th 2010, 9:18pm

Ho sofferto di stati ansiosi...per lungo tempo, ho avuto ricadute, ho avuto terrore puro, oggi non resta che un ricodrdo per fortuna, un lontano ricordo, la visita di uno psicologo mi ha giovato, togliendo dei pesi enormi che davvero no sopportavo più...

le ricadute sono state molte...ho superato anche quelle, cercando di non aver paura degli effetti, cercando in ogni momento di vedere la luce in fondo ad una galleria..
non disperare, se ne esce sempre, ci vuole tempo, ma se ne esce...la pura dei luoghii affolati la conosco bene, ho cercato di essere sempre ma ci vuole una gran forza, me stesso e dirmi che no dovevo aver paura fino a convincermi di questo...
non temere nulla...

alexander

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Wednesday, December 15th 2010, 3:13pm

Purtroppo il pericolo ricaduta è una costante di cui tenere conto.

Quando pensi di aver superato certi ostacoli, di essere andato "oltre", eccola che ritorna al galoppo, trionfante... sgrunt

Che ci voi fa? L'unica è rialzarsi e memori (come sopra detto) delle strategie che hanno funzionato in passato, riapplicarle per riprendersi.
Tutto ciò mi perplime

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Thursday, December 16th 2010, 11:08am

ho superato anche quelle, cercando di non aver paura degli effetti, cercando in ogni momento di vedere la luce in fondo ad una galleria..

Che ci voi fa? L'unica è rialzarsi e memori (come sopra detto) delle strategie che hanno funzionato in passato, riapplicarle per riprendersi.

Anch'io credo che questa sia l'unica strada
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LindaD

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Thursday, December 16th 2010, 6:06pm

cara pinup ansiosa...spesso, dopo periodi più o meno lunghi in cui tutta felice mi dico :"che bello sono guarita" immancabilmente poi di punto in bianco ecco la ricaduta....normalmente con forti stati di depersonalizzazione... penso che siano normali passaggi che noi ansiosi dobbiamo mettere in conto, ma l'importante è mettere in pratica quello che abbiamo insegnato.. vedrai che dureranno sempre meno..

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Friday, December 17th 2010, 10:36am

vedrai che dureranno sempre meno..

condivido pienamente. :)
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Friday, December 17th 2010, 10:48am

Grazie a tutti.. è confortante sapere che , anche stavolta,sono compresa, e soprattutto non sono da sola ;) .

Non so perchè le scale e l'idea di salirle in fretta con i minuti contati mi generi tutta questa ansia.. e sicuramente i luoghi bui, notturni e solitari contribuiscono. In generale a prescindere da questo ,è vero, dobbiamo mettere in conto il fatto che , come dice Linda, "proprio nel momento in cui inizio a stare meglio" quello è il momento in cui ho la ricaduta. E chissà mai perchè. Cerco di non ricadere nelle spirali del circolo vizioso dell'ansia generata dal timore dell'attacco di panico.. Cerco di vivere , semplicemente, e davvero spero che le ricadute siano sempre meno .

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Friday, December 17th 2010, 11:00am

Cerco di vivere , semplicemente, e davvero spero che le ricadute siano sempre meno .

sarà sicuramente così ;)
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jox

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Friday, December 17th 2010, 1:21pm

Grazie a tutti.. è confortante sapere che , anche stavolta,sono compresa, e soprattutto non sono da sola ;) .

Non so perchè le scale e l'idea di salirle in fretta con i minuti contati mi generi tutta questa ansia.. e sicuramente i luoghi bui, notturni e solitari contribuiscono. In generale a prescindere da questo ,è vero, dobbiamo mettere in conto il fatto che , come dice Linda, "proprio nel momento in cui inizio a stare meglio" quello è il momento in cui ho la ricaduta. E chissà mai perchè. Cerco di non ricadere nelle spirali del circolo vizioso dell'ansia generata dal timore dell'attacco di panico.. Cerco di vivere , semplicemente, e davvero spero che le ricadute siano sempre meno .

ma tu prendevi farmaci ??hai smesso x caso ?? http://www.youtube.com/watch?v=t0XU-NSrVhs

http://www.youtube.com/watch?v=vxPQlIch1Bo

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Saturday, December 18th 2010, 1:49pm

No Jox, non prendo farmaci, sono contraria fondamentalmente, finchè posso ne faccio a meno. Non sono seguita da nessuno e non prendo niente, solo xanax nell'estremo caso di bisogno e per fortuna sporadicamente.

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Saturday, December 18th 2010, 1:53pm

No Jox, non prendo farmaci, sono contraria fondamentalmente, finchè posso ne faccio a meno. Non sono seguita da nessuno e non prendo niente, solo xanax nell'estremo caso di bisogno e per fortuna sporadicamente.

Alcuni sondaggi hanno evidenziato che 7 persone su 10 affermano di essere disposte ad assumere un farmaco analgesico per curare un mal di testa, mentre meno di 2 persone su 10 assumerebbero psicofarmaci nel caso avessero un disturbo depressivo.
Ancora oggi sfiducia e timore sono le più frequenti risposte nei confronti di una prescrizione psicofarmacologica.
I pregiudizi più diffusi rispetto all’assunzione di psicofarmaci riguardano:
  • il considerare i disturbi mentali come condizioni esistenziali estreme, momenti transitori di sofferenza che vanno affrontati con le proprie risorse psichiche, utilizzando volontà, coraggio e “forza d’animo”;
  • la convinzione che gli psicofarmaci modifichino, artificialmente e in modo permanente, comportamenti, pensieri ed emozioni, con una conseguente limitazione della libertà di essere ed esprimersi nel mondo;
  • il timore che l’assunzione conduca inevitabilmente alla dipendenza, al non poterne fare più a meno;
  • la paura che qualsiasi psicofarmaco possa causare gravi e pericolosi effetti collaterali (“più i danni che i benefici”).
Tutte queste posizioni rientrano in un fondamentalismo antifarmacologico oggi non più sostenibile se si considerano le attuali conoscenze scientifiche in ambito di disturbi psichici o le evidenze cliniche che sostengono l’importanza e l’efficacia di integrare, in molte patologie, l’uso di psicofarmaci alla psicoterapia o ai trattamenti socio-riabilitativi.
I disturbi mentali sono prima di tutto delle patologie, con diversa gravità, sintomatologia, decorso e prognosi.
Sottovalutare questi processi morbosi non è molto diverso dal considerare una meningite come un banale e transitorio malessere. A chi verrebbe in mente, nel caso di diagnosi di meningite, di rifiutare la terapia antibiotica?
Numerosi studi hanno dimostrato che gli psicofarmaci non sono in grado di modificare sensibilmente comportamenti, pensieri ed emozioni in soggetti sani; la complessa azione di queste medicine è quella di ristabilire un equilibrio laddove un processo patologico ha prodotto una perturbazione.
L’obiettivo quindi di questi farmaci è quello di ripristinare le condizioni preesistenti alla malattia, permettendo a ciascuno di continuare ad essere ed esprimersi come prima diammalarsi.
La dipendenza da psicofarmaci è accertata soltanto per alcune specifiche categorie (le benzodiazepine) e solo nel caso in cui l’assunzione avvenga in modo prolungato e senza il diretto controllo del medico.
Per quel che riguarda le altre classi di psicofarmaci una sospensione graduale e programmata non produce alcun tipo di problema.
Quanto agli effetti collaterali: quale farmaco ne è privo?
Nessuno, ovviamente.
Ciò che bisogna considerare è la frequenza con cui gli effetti avversi possono presentarsi e la gravità.
Non è quindi possibile fare un discorso generale ma vanno considerati i singoli farmaci, valutando, caso per caso, il rapporto tra quelli che possono essere i rischi e quelli che invece sono i benefici.