Homepage di Nienteansia.it
Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

You are not logged in.


Morpheus88

Giovane Amico

  • "Morpheus88" is male
  • "Morpheus88" started this thread

Posts: 297

Activitypoints: 926

Date of registration: Aug 9th 2011

Location: Abruzzo

  • Send private message

1

Sunday, January 22nd 2012, 11:07pm

Ansia e normalità

Salve a tutti. Vorrei condividere un'esperienza con voi. Premetto che io sono una di quelle persone, forse l'unica, che non reputa l'ansia una cosa normale. Non credo nel compromesso della poca ansia come buona, e della tanta ansia come cattiva, mi sa tanto di favoletta che si racconta ai bambini piccoli per non spaventarli troppo. Forse qualcuno se ne è accorto, ma i tempi ancora non sono maturi per affrontare la malattia del secolo. Ho sofferto di ansia per molti anni durante l'adolescenza, per arrivare ad un giorno verso i 18 anni in cui ho scelto di intraprendere una strada per salutarla per sempre. Ora ne ho 23 e di quell'ansia normale, di quella poca ansia nemmeno l'ombra, è stata una mia scelta e l'ho portata avanti fino a quando non ho vinto. Due giorni fa ho dovuto fare un intervento, per privacy non do dettagli, comunque è stato un buon banco di prova per cercare di capire quali sono sia i miei limiti mentali e sia i limiti della mia teoria. L'esame ce l'avevo in programma da un mese, zero ansia anticipatoria, fino alla mattina dell'esame ho dormito come sempre, da favola, anche la notte stessa dell'intervento. Premetto che non ho più nessuna paura in generale, eppure mentre salivo le scale dell'ospedale ecco che ho iniziato a sentire qualcosa di strano, era da tanto che non la sentivo, una leggera ansia, leggerissima ma mi è venuta a salutare, la prima cosa che ho esclamato, è stato "ma se non ho paura di niente, da dove cavolo arriva?", subito dopo ho sorriso e sono andato avanti facendo finta di niente, sono andato dal chirurgo mi sono spogliato e ovviamente l'ansia non ha influito su niente, da fuori nessuno si è accorto di nulla. Mi mettono l'affare per misurare il battito cardiaco, e a sorpresa era a 85, era alterato, quell'ansia stava già sottraendomi parte della mia volontà. Iniziano i primi doloretti, e i battiti arrivano a 100 (io guardavo il monitor per curiosità), ora il cuore lo sentivo, come se stessi facendo sport. Mi sono iniziate a venire in mente delle immagini e delle parole automaticamente (pensieri automatici negativi), le stesse che prendono qualsiasi ansioso, e appena sono arrivate ho iniziato a ridere, il chirurgo mi ha chiesto perché ridessi, ed io gli ho detto, studio psicologia e mi sto autoanalizzando, e ciò che sto vedendo e sentendo mi fa ridere per quanto sia assurdo, ha riso anche lui, dopo abbiamo iniziato a dialogare e i battiti sono riscesi, sapevo che distraendomi avrei spento quel fuocherello di ansia. L'intervento si è concluso, il chirurgo si è complimentato con me, ma io non gli ho nemmeno dato peso. Perchè vi racconto questo? Perchè chi ha letto attentamente quello che ho scritto ha compreso che l'ansia anche se leggera, ha cercato di impadronirsi della mia volontà, non mi è stata di nessun aiuto come alcuni sostengono,
e nonostante io abbia fatto molto per aver azzerato teoricamente tutte le paure e l'indole ansiosa, con la situazione di altissimo stress questa mi è tornata a salutare, e se non avessi saputo cosa fare probabilmente mi avrebbe rovinato la giornata, l'intervento e mi avrebbe lasciato uno di quei ricordi da aggiungere a quello della collezione della mia infanzia. Giustificare un'ansia minima come normale, secondo me equivale ad ammettere che è l'ansia che prende le decisioni al posto nostro, anche in quelle importantissime come possono essere un matrimonio, un colloquio di lavoro etc.., portando ad una unica conclusione, ciò che stiamo vivendo non è la nostra vita, ma quella dell'ansia, perchè questa ci fa allontanare, ci fa scappare da qualsiasi problema, portando la nostra vita nella direzione dell'ansia non della nostra volontà. Nel mio caso, io l'ho sentita quella piccola parte del mio cervello che mi voleva far scappare a gambe levate, ma con enorme forza e dignità ho affrontato ciò che mi aspettava, senza il minimo indugio, sapevo che l'intevento era necessario alla mia salute e l'ansia stava paradossalmente portandomi verso l'autodistruzione. Io ora vorrei chiedere a quelle persone che dicono che l'ansia sia normale, ma come può essere normale vivere con una vocina dentro che ti dice di fuggire ad ogni occasione (senza considerare che dice anche moltissime altre cose)? Per poi a parti invertite, quando l'ansia è fortissima, lei agisce e noi parliamo, diventando noi la vocina che non ha voce in capitolo (scusatemi il gioco di parole). Io, per come ho fatto fino ad adesso, vivo ogni scelta, ogni momento anche i più difficili con calma, senza avere il bisogno che emozioni come quelle di paura, aspettando che mi dicano cosa devo fare, ho un cervello pensante, e lo faccio pensare, le emozioni le lascio per una carezza, per un bacio, per un'opera d'arte, non per i momenti in cui devo scegliere il mio destino. Tornando al discorso, cosa ho dedotto? Che nonostante io abbia passato mesi a cancellare i traumi adolescenziali ho sospettato, e ora ho avuto anche la conferma, che questi traumi, questa vecchia parte della personalità, in qualche modo vive ancora dentro di me, la differenza è che io ora sono diventato abbastanza forte da arginarla e sconfiggerla con facilità. Qual'è il messaggio che voglio dare? Che l'io del passato non si cancella, non perdete tempo a cercare una inutile lotta con i ricordi, quei ricordi simboleggiano che l'io è ed era inadeguato, e così resterà finquando non si trova una strada alternativa, quindi ciò che dovete fare è cambiare, migliorare, risolvere i vecchi conflitti e crescere così che l'io del presente sia più forte e più importante di quello vecchio, così che l'io presente abbia la saggezza di accettare un passato che non si può cambiare, abbia la forza di creare un presente nettamente migliorare di un passato rovinoso e che abbia la forza di mandare in esilio quel vecchio io che puntualmente esce fuori, nascosto chi sa dove, e metaforicamente al minimo accenno con un calcio in cu** rispedirlo li dove è il suo posto. Per molte persone quello che dico forse è un miraggio, ed io sono il primo a dire che è un viaggio lungo e difficoltoso, ma la vita è una sola, non ha senso sprecarla perchè alcune persone ingenuamente (sarebbe da stupidi incolpare altri per ciò che siamo) ci hanno resi inadeguati a vivere, e allo stesso modo non ha senso sprecare tempo ed energie cercando di trovare delle scuse a ciò che siamo invece di cambiare direttamente.
Ci tengo a specificare prima che qualcuno fraintenda, che ogni situazione è diversa, ogni vita è diversa, in alcuni casi la paura è per cose reali, in alcuni casi per cose che nemmeno esistono, e in alcuni casi, come nel mio esempio, ci sono paure a cui nemmeno si può dare una forma, un nome. Il mio messaggio di fondo è diverso, voglio dare un volto diverso all'ansia, e voglio dare importanza anche a tutto quello che non viene fatto, perchè di solito le persone lottano contro le ansie del momento rimuginando contro ciò che sentono sempre limitandosi al momento, di fatto finendo per urlare contro il vento, e quando l'ansia passa, si sentono sollevate per poi tornare alla stessa vita di sempre, senza considerare che forse c'è qualcosa di più profondo da cambiare, e che l'ansia non è andata via perchè si è sconfitta, si è soltanto nascosta per poi ritornare a fare visita. Parlando in termini statistici, è la frequenza ciò che conta, se come nel mio caso provi una leggera ansia una volta ogni 5 anni per eventi ad alto stress, si potrebbe concludere che questa non incida significativamente, si può trascurare, ma se invece si inizia a parlare di ansia mensile, giornaliera fino a quella più tremenda, l'ansia generalizzata, ecco che il risvolto esistenziale cambia, e quanto più questa diviene frequente quanto più ci porta a fare una vita diversa da quella che vorremmo. Se qualcuno hai mai pensato come me che forse la storia dell'ansia normale è una favoletta mi farebbe piacere se condividesse le sue impressioni.

N.B. l'argomento è delicato, e i miei intenti sono quelli di dialogare e di condividere, se avete intenzione di criticare o sparare a zero non riceverete risposta.

keiji11

Giovane Amico

  • "keiji11" is male

Posts: 229

Activitypoints: 841

Date of registration: Aug 14th 2009

Location: roma

Occupation: studente

  • Send private message

2

Monday, January 23rd 2012, 12:16am

La mia è una semplice e banale osservazione:
Non ti sembra di esserti contraddetto? Prima dicendo che l'ansia non porta nessun messaggio con se e dopo,nelle ultime frasi, dicendo che l'ansia ci porta ad un cambiamento obbligatorio?
Magari ho capito male, non voglio fare il saccente cmq..visto che io(e non solo) ho dei dubbi ancora circa il significato dell'ansia
Alcune strade portano più ad un destino che a una destinazione.
Jules Verne


:sos:

bebu

Giovane Amico

Posts: 122

Activitypoints: 464

Date of registration: Dec 9th 2008

  • Send private message

3

Monday, January 23rd 2012, 9:34am

ciao
sono perfettamente d'accordo sul fatto che l'ansia a un certo livello conduce la tua vita....che alla fine non è più tua ma sua...purtroppo io sono soggetta ad ansia generalizzata e per quanto ho trovato molto interessanti le tue parole, non ho idea di come poter mettere in pratica quello che suggerisci...

dac82

Giovane Amico

  • "dac82" is male

Posts: 129

Activitypoints: 499

Date of registration: Dec 7th 2011

  • Send private message

4

Monday, January 23rd 2012, 11:35am

Ciao!
questo intervento è davvero stimolante perchè non solo decisamente chiaro per come lo hai espresso, ma soprattutto perchè apre una strada decisa verso la soluzione del problema.
Fino a qualche mese fa pensavo esattamente come dici tu: vedere l'ansia solo nel momento in cui compare e poi pensare che con l'ansia ci devo convivere ed accettarla.
Questo è un punto di vista di arresa, ma da qualche mese a questa parte sto seriamente scavando dentro per cercare di capire cosa mi genera l'ansia e come posso intervenire per limitarla. E' bello sapere che qualcuno ce l'ha fatta e sta seguendo questo percorso...io fin'ora però non vedo molti risultati nonostante stia cercando in tutti i modi di "vedere" il mio problema sotto diversi punti di vista e stia cercando di attaccarlo con diverse armi senza lasciare nulla di intentato.
Mi piacerebbe che condividessi un pò di più con noi il tuo percorso, escludendo ovviamente tutti quei dettagli che limterebbero la tua privacy. Esponici la tua teoria, consigliaci delle letture e tutto quanto può essere d'aiuto.
Ovviamente come dici tu ogni persona è diversa, ogni ansia è diversa e non si può pretendere che il tuo percorso possa adattarsi a chiunque (magari anche a nessuno!), ma certamente può essere un valido aiuto.
Spero davvero di ricevere una risposta.
ciao :hi:
dac
________________________________________________
"Un uomo solo che guarda il muro è un uomo solo.
Ma due uomini che guardano il muro è il principio di un'evasione."

________________________________________Jack Folla


mila256

Utente Attivo

Posts: 59

Activitypoints: 261

Date of registration: Dec 27th 2011

  • Send private message

5

Monday, January 23rd 2012, 11:42am

Ciao che belle parole che hai detto...visto che studi psicologia come si fa a cancellare o almeno a non pensarci ad alcuni fatti che scatenano l'ansia. a volte sono anch'io come te, gli dò un calcio...
ma certe volte no...magari più fragile. ciao risp.

dac82

Giovane Amico

  • "dac82" is male

Posts: 129

Activitypoints: 499

Date of registration: Dec 7th 2011

  • Send private message

6

Tuesday, January 24th 2012, 2:38pm

ho iniziato a ridere

Rileggendo il tuo post, questo aspetto mi ha colpito molto...spesso sono autoironico quando parlo della mia ansia. Soprattutto quando lo faccio in famiglia per allentare un pò le tensioni e le preoccupazioni dei miei familiari. Poi però quando l'ansia prende l'ultima cosa mi viene in mente di fare e che ho voglia di fare è ridere...forse questo è un primo efficace passo per superare i momenti difficili, ma credo che dovrebbe divenire un atteggiamento costante nella propria vita per sconfiggere ansia e depressione...non trovate anche voi?
________________________________________________
"Un uomo solo che guarda il muro è un uomo solo.
Ma due uomini che guardano il muro è il principio di un'evasione."

________________________________________Jack Folla


Morpheus88

Giovane Amico

  • "Morpheus88" is male
  • "Morpheus88" started this thread

Posts: 297

Activitypoints: 926

Date of registration: Aug 9th 2011

Location: Abruzzo

  • Send private message

7

Wednesday, January 25th 2012, 10:23pm

La mia è una semplice e banale osservazione:
Non ti sembra di esserti contraddetto? Prima dicendo che l'ansia non porta nessun messaggio con se e dopo,nelle ultime frasi, dicendo che l'ansia ci porta ad un cambiamento obbligatorio?
Magari ho capito male, non voglio fare il saccente cmq..visto che io(e non solo) ho dei dubbi ancora circa il significato dell'ansia
Ciao, la contraddizione forse c'è se non interpreti correttamente, ciò che voglio dire è che l'ansia non mi ha mai dato nessun messaggio che potesse effettivamente aiutarmi, sia in passato e sia quel giorno, anzi analizzando ogni pensiero ansioso ci si rende facilmente conto che le conseguenze del metterlo in pratica non sono di aiuto, forse ti aiutano nel breve momento perchè passa l'ansia, come quando ti gratti, il prurito all'inizio passa per poi tornare più forte di prima, così le conseguenze di quella fuga, di quell'evitamento vanno a danneggiarci nel lungo termine, e nel campo esistenziale, il presente ha uno scarso valore se confrontato con il futuro. E quell'ansia, una volta che l'assecondi, che la ignori, la lasci crescere fino a quando prende metaforicamente il tuo posto, quindi è lei che potrebbe dettare le sorti delle tue scelte, decisioni nel momento in cui non puoi più arginarla. Questo riferito al discorso dell'ansia buona, potrebbe far commettere l'errore a molte persone di assecondare quell'ansia buona, pensando che effettivamente l'aiuta, mentre forse sta alimentando un mostro che un giorno potrebbe esplodere sconvolgendo la vita.

Morpheus88

Giovane Amico

  • "Morpheus88" is male
  • "Morpheus88" started this thread

Posts: 297

Activitypoints: 926

Date of registration: Aug 9th 2011

Location: Abruzzo

  • Send private message

8

Wednesday, January 25th 2012, 10:47pm

ciao
sono perfettamente d'accordo sul fatto che l'ansia a un certo livello conduce la tua vita....che alla fine non è più tua ma sua...purtroppo io sono soggetta ad ansia generalizzata e per quanto ho trovato molto interessanti le tue parole, non ho idea di come poter mettere in pratica quello che suggerisci...
Ciao Bebu, grazie per avermi letto,
se fosse possibile concentrare tutto l'intero percorso in una sola pagina lo farei volentieri, ma è impossibile, non a caso esistono psicologi e psicoterapeuti preparati per accompagnare le persone verso il viaggio della libertà.
Ciao!
questo intervento è davvero stimolante perchè non solo decisamente chiaro per come lo hai espresso, ma soprattutto perchè apre una strada decisa verso la soluzione del problema.
Fino a qualche mese fa pensavo esattamente come dici tu: vedere l'ansia solo nel momento in cui compare e poi pensare che con l'ansia ci devo convivere ed accettarla.
Questo è un punto di vista di arresa, ma da qualche mese a questa parte sto seriamente scavando dentro per cercare di capire cosa mi genera l'ansia e come posso intervenire per limitarla. E' bello sapere che qualcuno ce l'ha fatta e sta seguendo questo percorso...io fin'ora però non vedo molti risultati nonostante stia cercando in tutti i modi di "vedere" il mio problema sotto diversi punti di vista e stia cercando di attaccarlo con diverse armi senza lasciare nulla di intentato.
Mi piacerebbe che condividessi un pò di più con noi il tuo percorso, escludendo ovviamente tutti quei dettagli che limterebbero la tua privacy. Esponici la tua teoria, consigliaci delle letture e tutto quanto può essere d'aiuto.
Ovviamente come dici tu ogni persona è diversa, ogni ansia è diversa e non si può pretendere che il tuo percorso possa adattarsi a chiunque (magari anche a nessuno!), ma certamente può essere un valido aiuto.
Spero davvero di ricevere una risposta.
ciao
dac
Rileggendo il tuo post, questo aspetto mi ha colpito molto...spesso sono autoironico quando parlo della mia ansia. Soprattutto quando lo faccio in famiglia per allentare un pò le tensioni e le preoccupazioni dei miei familiari. Poi però quando l'ansia prende l'ultima cosa mi viene in mente di fare e che ho voglia di fare è ridere...forse questo è un primo efficace passo per superare i momenti difficili, ma credo che dovrebbe divenire un atteggiamento costante nella propria vita per sconfiggere ansia e depressione...non trovate anche voi?
Sai perchè ridevo? Non perchè fossi autoironico cercando di distrarmi, perchè il mio approccio alla realtà è di divertimento per tutto, mi sono guardato per un attimo da fuori e mi sono immaginato nel panico e mi sono divertito, la felicità se ci pensi è la somma di sorrisi che ci accompagna durante il cammino della vita, e come disse Nietsche "Non si può ridere di tutto e di tutti, ma ci si può provare", io più che provarci mi ci impegno proprio. Anche perchè ridere non ha risolto il problema di fondo, ero in leggera ansia e in leggera ansia sono rimasto, e ho dovuto spendere continuamente energie affinchè quei pensieri negativi, quella sensazione non mi impedisse di fare quello che dovevo fare. Ma ho anche sorriso perchè la mia teoria era valida, come ho già scritto, che non si cancella niente, al massimo si cresce e si cambia, ma in cantina resta tutto, l'importante è essere più forte del passato, e cambiare il presente e il futuro. Quindi quel sorriso era il risultato del compiacimento dei miei studi, più la mia nuova indole di cercare il divertimento in ogni cosa, e come vedi l'ansia in questo caso ha perso, il mio nuovo me nonostante quella situazione è stato all'altezza di ridere, se fosse capitata quella situazione anni fa probabilmente sarei stato male per un mese prima dell'intervento e quel giorno sarebbe stato terrificante.
Comunque grazie per aver condiviso questa opinione, mi dai modo di pensare che forse non sto sprecando tempo.
Ciao che belle parole che hai detto...visto che studi psicologia come si fa a cancellare o almeno a non pensarci ad alcuni fatti che scatenano l'ansia. a volte sono anch'io come te, gli dò un calcio...
ma certe volte no...magari più fragile. ciao risp.
Ciao, grazie anche a te per avermi letto e apprezzato. Quello che mi hai chiesto è più o meno quello che mi ha chiesto Bebu, rispondere e rientrare nei limiti di risposta del forum è quasi impossibile, ma una cosa posso dirtela, cerca di capire non perchè sei fragile, ma perchè diventi fragile e scoprirai che non sei tu ad essere meno forte del solito,ma sei sempre tu che dai più potere alla paura, dai più attenzione alla paura, cambiare è anche un modo di modificare l'approccio alle cose, e anche a cosa dare attenzione e a cosa no.

Mivita

Utente Attivo

Posts: 51

Activitypoints: 202

Date of registration: Jun 19th 2011

  • Send private message

9

Wednesday, January 25th 2012, 10:57pm

Ciao Morpheus88,
parlando di me e guardando chi fino a pochi mesi fa ero,
posso dirti che era l'ansia a decidere per me.
Potevo essere presa alla sprovvista dall'ansia.
Adesso mi sento ancora arida di sentimenti (è in corso la depressione, ossia la guarigione).
Ma lo ammetto, era la paura a prendere il sopravvento. La paura di rischiare.

dac82

Giovane Amico

  • "dac82" is male

Posts: 129

Activitypoints: 499

Date of registration: Dec 7th 2011

  • Send private message

10

Thursday, January 26th 2012, 11:11am

la felicità se ci pensi è la somma di sorrisi che ci accompagna durante il cammino della vita, e come disse Nietsche "Non si può ridere di tutto e di tutti, ma ci si può provare"
si cresce e si cambia
il discorso sul sorriso mi ha colpito, perchè io, purtroppo, rido poco e sono quasi sempre triste o arrabbiato...il ridere anche di se stessi certamente non risolve il problema, di questo ne sono convinto, ma certamente può cambiare le persone...il sottoscritto in particolare. In fondo è questo che sto cercando di fare: cercare di crescere interiormente non solo per sconfiggere l'ansia o per limitarla e controllarla, ma anche e soprattutto per diventare una persona migliore. Infatti credo che le due cose siano strettamente legate, ancora non so come, ma un legame credo che ci sia, ma, come sempre, parlo del mio specifico caso. E' la mia indole: non riesco a seprare le "cose della vita" ed affrontarle come se l'una con l'altra non avessero alcun legame...ma con questo sto divagando dal tema!
ciao :hi:
dac
________________________________________________
"Un uomo solo che guarda il muro è un uomo solo.
Ma due uomini che guardano il muro è il principio di un'evasione."

________________________________________Jack Folla


domizia

Utente Attivo

Posts: 33

Activitypoints: 113

Date of registration: Jan 25th 2012

  • Send private message

11

Thursday, January 26th 2012, 2:20pm

Per Morpheus88

...non siamo esseri unani che stanno vivendo un'esperienza spirituale...
ma esseri spirituali che stanno compiendo un'esperienza umana...

...forse...dico forse...basterebbe far proprio questo...ma mi rendo conto che non è facile!

p.s.condivido molto di ciò che hai scritto, grazie

Julie17

Utente Attivo

  • "Julie17" is female

Posts: 42

Activitypoints: 154

Date of registration: Jan 26th 2012

Location: Roma

  • Send private message

12

Friday, January 27th 2012, 4:54pm

...

..io oggi avevo una visita di controllo per vedere se il tumore davvero non c'era più, mi son svegliata già con le vertigini, son riuscita a prepararmi e ad arrivare sbandando alla fermata dell'autobus e a salirci...arrivata in ospedale mi è preso il panico più totale, mi son fermata in una sedia nel pianerottolo e non son più riuscita a muovermi nè a parlare, come se avessi la lingua paralizzata..ho chiamato un'amica e quando ha risposto son riuscita a parlare e a spiegarle come stavo...lei mi ha chiesto di cosa avevo paura,perchè non mi muovevo, e, anche se era preoccupata per me, quando le ho detto "ho paura di svenire e poi se svengo che magari me la faccio sotto"...silenzio e poi è sbottata a ridere, ma proprio di gusto, e ha fatto ridere anche me...piano piano, sempre parlando cn lei son riuscita a spostarmi fino al reparto (con quaranta minuti di ritardo) e a farmi visitare tranquillamente...però ora sono stremata e l'ansia è tornata non appena son uscita per strada, nonostante la visita poi sia andata benissimo...io non riesco più a razionalizzare nulla...rido tanto ma mi sa sempre più di isteria...
...nasconderò con miele colante il vuoto che avanza....

Morpheus88

Giovane Amico

  • "Morpheus88" is male
  • "Morpheus88" started this thread

Posts: 297

Activitypoints: 926

Date of registration: Aug 9th 2011

Location: Abruzzo

  • Send private message

13

Saturday, January 28th 2012, 12:29am

..io oggi avevo una visita di controllo per vedere se il tumore davvero non c'era più, mi son svegliata già con le vertigini, son riuscita a prepararmi e ad arrivare sbandando alla fermata dell'autobus e a salirci...arrivata in ospedale mi è preso il panico più totale, mi son fermata in una sedia nel pianerottolo e non son più riuscita a muovermi nè a parlare, come se avessi la lingua paralizzata..ho chiamato un'amica e quando ha risposto son riuscita a parlare e a spiegarle come stavo...lei mi ha chiesto di cosa avevo paura,perchè non mi muovevo, e, anche se era preoccupata per me, quando le ho detto "ho paura di svenire e poi se svengo che magari me la faccio sotto"...silenzio e poi è sbottata a ridere, ma proprio di gusto, e ha fatto ridere anche me...piano piano, sempre parlando cn lei son riuscita a spostarmi fino al reparto (con quaranta minuti di ritardo) e a farmi visitare tranquillamente...però ora sono stremata e l'ansia è tornata non appena son uscita per strada, nonostante la visita poi sia andata benissimo...io non riesco più a razionalizzare nulla...rido tanto ma mi sa sempre più di isteria...
Ciao julie, grazie per il tuo intervento, il tuo topic è significativo, da una parte c'è la tua amica che rappresenta la società che non capisce quanto può essere debilitante questa escalation che parte dall'ansia e finisce nel panico, e dall'altra ci sei tu che devi combattere praticamente contro te stessa da sola. Secondo me sono le persone come la tua amica, che studiano psicologia, psichiatria, e chi sa cos'altro (parlo da psicologo),che si permettono di parlare di ansia buona e ansia cattiva, forse perchè dentro di loro quell'ansia non sfocia mai nei massimi livelli, e si credono di essere chi sa quanto speciali. Qualcuno mi dovrebbe spiegare cosa c'è di buono nell'avere le vertigini per poi piano piano quasi cascare per terra, ma già il battito accellerato, cosa me ne faccio di sentire il cuore battere a mille se non vivo più nella giungla? A me sarebbe successa la stessa cosa in un passato ormai lontano.
Per Morpheus88

...non siamo esseri unani che stanno vivendo un'esperienza spirituale...
ma esseri spirituali che stanno compiendo un'esperienza umana...

...forse...dico forse...basterebbe far proprio questo...ma mi rendo conto che non è facile!

p.s.condivido molto di ciò che hai scritto, grazie
Ciao domizia, per spiritualità si possono intendere una infinità di cose, io mi ricordo che quando stavo male non era ne' per l'esperienza terrena ne' spirituale, c'ero io che non sapevo ne' chi ero, ne' cosa volevo, ne' perchè ero li, ne' perchè ubbidivo e ne perchè mi ritrovavo a dipendere da persone che nemmeno avevo scelto. Quando piano piano ho cominciato a spostare l'attenzione dagli altri verso me stesso, a conoscermi, migliorarmi, soddisfarmi, amarmi ignorando tutto il resto, ignorando tutta la vita che invece avevano già scelto per me, sono uscito fuori da tutto, anche dalla paura, perchè ero diventato più forte. Cosa può un'anima contro due genitori che ti sgridano e ti ossessionano per ogni minima cosa? Il tutto a partire da quando ancora sei nella culla? Corpo, anima cuore, comunque vuoi vederla vai a ridurre una persona ad una ameba, e la paura, l'ansia sono solo alcune delle conseguenze.
Comunque alla luce di tutte le risposte posso ritenermi soddisfatto, nessuno ha fatto qualche intervento tecnico, ma le storie che mi sono state condivise vanno a confermare ciò che penso. Continuerò in altre sedi la mia crociata contro l'ansia e la normalità, perchè se ne può uscire senza compromessi, senza portarsi dietro anche quelle piccole modificazioni insopportabili che non aiutano in niente, e offuscano soltanto il pensiero.

domizia

Utente Attivo

Posts: 33

Activitypoints: 113

Date of registration: Jan 25th 2012

  • Send private message

14

Saturday, January 28th 2012, 10:46am

Ciao Morpheus88, ci si affranca dal passato esattamente come hai fatto tu...volendoti bene...anche per te i genitori hanno inficiato la tua infanzia...non è facile riscattarsi da tutto ciò...c'è bisogno di una grande consapevolezza e soprattutto intenzione, non cadere nelle soluzioni "facili"...ma che non portano alla soluzione della" causa" ma bensì a reprimere il "sintomo"...io credo che bisogna attraversarlo il dolore...per poi uscirne...non fare di tutto per evitarlo...se ne esce più fortificati come hai detto anche tu .
Si è vero per spirituale si possono intendere molte cose...io intendo questo...siamo esseri spirituali e ci siamo incarnati per..."realizzarci"...ma la strada della realizzazione è piena di "ostacoli"...vedi i nostri problemi...e riuscirci in questa società non è facile. Con questo sono uscita fuori dal tema e me ne scuso...ti auguro di continuae nel tuo cammino serenamente.

Morpheus88

Giovane Amico

  • "Morpheus88" is male
  • "Morpheus88" started this thread

Posts: 297

Activitypoints: 926

Date of registration: Aug 9th 2011

Location: Abruzzo

  • Send private message

15

Monday, January 30th 2012, 12:38am

Ciao Morpheus88, ci si affranca dal passato esattamente come hai fatto tu...volendoti bene...anche per te i genitori hanno inficiato la tua infanzia...non è facile riscattarsi da tutto ciò...c'è bisogno di una grande consapevolezza e soprattutto intenzione, non cadere nelle soluzioni "facili"...ma che non portano alla soluzione della" causa" ma bensì a reprimere il "sintomo"...io credo che bisogna attraversarlo il dolore...per poi uscirne...non fare di tutto per evitarlo...se ne esce più fortificati come hai detto anche tu .
Si è vero per spirituale si possono intendere molte cose...io intendo questo...siamo esseri spirituali e ci siamo incarnati per..."realizzarci"...ma la strada della realizzazione è piena di "ostacoli"...vedi i nostri problemi...e riuscirci in questa società non è facile. Con questo sono uscita fuori dal tema e me ne scuso...ti auguro di continuae nel tuo cammino serenamente.
Non scusarti, ho apprezzato il tuo intervento, comprendo la tua visione sulla spiritualità e l'accetto, io personalmente ho riconsiderato l'amore, non come visione romantica e dipendente verso un partner, ma come amore per la vita in generale, non so se per realizzazione tu intenda questo, ma per me realizzarsi equivale a raggiungere la capacità di amare le piccole cose e farle diventare grandi. Ti auguro anche a te un sereno cammino. Ciao.