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domenica, 20 ottobre 2013, 17:38

Ansia e dissociazione: la mia storia

Ciao a tutti!
Sono Renato, ho 22 anni e domani saranno 4 mesi da quando il mio mondo è cambiato.
Mentre rientravo dall'università in treno, sono stato male e portato in ospedale, pensando si trattasse di semplice malore per caldo e luoghi affollati (soffro da qualche anno nei luoghi chiusi con persone e in particolare il calore). Invece sono stato dimesso con diagnosi di "stato ansioso".
Dal giorno dopo, improvvisamente, ho cominciato a soffrire di ansia, cosa immediatamente diagnosticata dal mio medico: giramenti di testa, sudorazione, difficoltà a respirare (aggiungete il fatto che sono asmatico), formicolio al braccio sinistro, dolori al petto, nausea, sensazione d'impazzire, sensazione di morire. Il mio mondo è cambiato: non riuscivo più a prendere i mezzi (treno o aereo), avevo paura di uscire per il pensiero di sentirmi male, blocco nello studio, molte delle cose che normalmente e con tranquillità facevo mi creavano disagio e mi generavano vere e proprie crisi d'ansia. Inizialmente mi sono state prescritte cose naturali e piano piano, dopo molti momenti critici, il disturbo si è affievolito fino a riuscire a controllarlo nelle occasioni in cui si manifestava.
Ora, da un paio di settimane, è apparso questo nuovo problema: la dissociazione. Mi sento di non vivere più, sono distaccato da me stesso e dal mondo e vivo tutto come se stessi sognando. Tutto ciò è ancor più duro e limitante dell'ansia e mi ha procurato un brusco cambio nell'umore, tendenzialmente triste o apatico, e diversi pensieri sul senso della vita, sulla paura della morte, sull'irrealtà del quotidiano. La dissociazione mi accompagna tutto il giorno, affievolendosi ogni tanto: questo non vuol dire che non conduca le mie solite attività ma che le faccia come un robot, un'automa. Chi ne soffre mi può capire.
Così ho deciso, su consiglio del mio medico, di rivolgermi a una psicoterapeuta che mi sta seguendo e che spero mi porterà fuori da questo terribile circolo vizioso che mi sta bloccando l'esistenza.

Ho scelto di scrivere qui e condividere con voi tutti la mia storia perché mi sono accorto che l'accorgersi di non essere soli in questa battaglia contro l'ansia e tutti i suoi amici ci rafforza. Non dobbiamo mai abbandonare la speranza e soprattutto mai aver paura di chiedere aiuto.
Se vi farà piacere, vi terrò aggiornati sul mio percorso :)


Vi abbraccio tutti, fratelli di sventura
Renato

Rubinacci

Utente Attivo

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2

domenica, 20 ottobre 2013, 18:48

benvenuto sderenato

doretta

Utente Attivo

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3

domenica, 20 ottobre 2013, 20:01

benvenuto tra noi ciao doretta

drcollevecchio

Utente Avanzato

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4

domenica, 20 ottobre 2013, 21:13

Salve,
il fatto di aver chiesto un aiuto professionale è importante e sono sicuro che ne trarrà beneficio.
Chieda bene al suo terapeuta come ha intenzione di procedere per risolvere i problemi, che tipo di indirizzo segue. Queste piccole informazioni la possono aiutare anche a comprendere in che modo si svilupperà la terapia. E' un suo diritto.
Il senso di dissociazione può essere causato dall'ansia, viene così rapita dai suoi pensieri ansiogeni che vive il resto del mondo come distante e irreale. Provi a concentrarsi su attività pratiche che la tengono impegnata fisicamente e mentalemnte.
Buona giornata
"L'uomo non è spaventato dalle cose, ma dall'idea che ha delle cose" - Epiteto

ArielS

Utente Fedele

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5

domenica, 20 ottobre 2013, 23:11

Ciao,non ti dico "benvenuto" perché di "ben" per noi c'è ben poco :) ma volevo dirti che non sei solo! Sii forte!

6

mercoledì, 23 ottobre 2013, 21:08

Grazie a Rubinacci, doretta e ArielS per il benvenuto :)

Gentile dottor Collevecchio,
la ringrazio per il suo interessamento.
La psicoterapeuta mi ha spiegato che i primi 3-4 incontri serviranno per conoscermi e individuare dove agire.
Dopo questi mi spiegherà il panorama che ne è uscito e come agirà per risolvere il/i disturbo/i.
Per quanto riguarda la dissociazione, ho accettato un lavoro sul quale nutrivo molti dubbi (dati dall'ansia) sapendo che avrebbe potuto giovarmi nell'incanalare la mia attenzione su qualcosa che non fossero i miei pensieri ricorrenti e angoscianti. Lei ha in mente altri accorgimenti per lenire l'ansia e la tristezza che porta con sé?
Grazie ancora per le sue parole,
Renato

drcollevecchio

Utente Avanzato

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Lavoro: Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

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7

giovedì, 24 ottobre 2013, 01:54

Salve,
è una normale prassi spendere qualche incontro per fare un quadro chiaro della situazione. Sono sicuro che il suo terapeuta saprà aiutarla. L'unico consiglio/riflessione che le do è che il nostro modo di pensare influisce notevolmente il nostro stato emotivo, se riusciamo a gestire i nostri pensieri riusciremo a gestire anche le nostre emozioni.
Buona serata! :)
"L'uomo non è spaventato dalle cose, ma dall'idea che ha delle cose" - Epiteto

8

giovedì, 24 ottobre 2013, 02:25

Grazie dottore! Leggerò attentamente.
Questo lavoro mi sta aiutando molto a distrarmi; è nei momenti di "solitudine" che i pensieri si fanno più persistenti ed angoscianti,
come ad esempio riflettere spesso e sentire l'ansia crescere nel pensare alla morte.
Sono cose nuove, che non ho mai dovuto affrontare, pensieri che non mi sono mai appartenuti e ora non demordono.

Ma se si ha da lottare, lottiamo! Grazie ancora,
Renato