Ciao a tutti, io 7 anni fa ho sofferto di questo problema, avevo paura di sentirmi male e vomitare o di dover andare in bagno, tutte cose che poi si verificavano appena ero fuori casa, in mezzo alla gente, causate certamente dall'ansia, limitando notevolmente la mia vita, il mio funzionamento sociale. Non riuscivo più a prendere un treno, a pensare di andare fuori in macchina con amici, non riuscivo a mangiare con altre persone per paura di vomitare, e stavo sempre più limitando la mia vita tanto da pensare che l'unico posto sicuro in cui poter vivere erano le 4 mura di casa.
A un certo punto ho iniziato a capire, a razionalizzare, a pensare che non potevo permettere al disturbo di rovinarmi la vita: io che ho sempre sognato di partire, di evadere, di girare il mondo...
Nel momento in cui mi trovavo fuori, in compagnia, ed iniziavo a temere di sentirmi male, pian piano, cominciavo a dirmi: "e se mi sento male, fanculo, vuol dire che mi porteranno in ospedale, cos'altro può accadere? Non sarà mica una tragedia. Se mi viene da vomitare? Mi cercherò un bagno, non sarà la fine del mondo. Ma non posso permettere di darla vinta al disturbo, io sono più forte di lui e troppo orgogliosa per farmi mettere KO e gettare la spugna, non rinuncerò alla MIA VITA, sarà lui ad arrendersi quando si renderà conto di non riuscire più ad avermi sotto il suo controllo, quando il suo grido sarà per me silenzioso e non lo ascolterò più"...
Risultato? Allora ho sconfitto l'ansia di star male, ma non subito, mi ci è voluto un anno di lavoro su me stessa, di battaglie, alla fine non ho più vomitato, non ho più sofferto di stomaco o colite, non mi sono più venute paure di sentirmi male, ho smesso di somatizzare.
Se avete letto i miei post precedenti, saprete che ora il problema si è spostato, l'ansia non aggredisce più il mio corpo ma rimane a livello mentale, riempiendomi di ossessioni e preoccupazioni, manie di controllo per evitare errori, ma il mio corpo sta benissimo.
Ora io non so cosa sia meglio tra le due condizioni, ma vi posso dire che se adesso le ossessioni mi causano molto dolore, è anche vero che, nonostante ciò, io oggi riesco a condurre una vita normalissima, tant'è che viaggio in assoluta serenità, mi sono trasferita molto lontano da casa mia, ho affrontato scelte molto difficili con grande coraggio, ho raggiunto parecchi successi all'università e ora nel lavoro, l'ansia non riesce più a bloccarmi in ciò che devo fare, nella mia vita quotidiana, nel mio funzionamento sociale e lavorativo: sono io che comando!
Certo non posso dire di star bene, nel senso che le mie ossessioni ci sono, mi tormentano, soprattutto quando rimango in casa, mi stremano, rispondo in maniera eccessiva al normale stress che il lavoro procura, a volte vorrei fermare, spegnere il mio cervello, ma, ripeto, non mi impediscono di fare ciò che desidero.
So che ancora ho tanto da lavorare, ma considero il primo piccolo passo fatto, spero vivamente di riuscire a fare tutti gli altri non dico verso la guarigione, ma verso l'instaurazione di un equilibrio con la mia ansia, uno scendere a patti, una civile convivenza con essa.
Coraggio!