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winstonsmith

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1

giovedì, 25 febbraio 2010, 14:48

AAA autostima cercasi

ciao a tutti,
da qualche mese a questa parte non riesco più ad accettami. Mi sento inutile ed incapace per qualsiasi cosa e in difetto nei confronti di chiunque. Anche se vengo smentito dai fatti non riesco a vivere come successi quelli che dovrebbero esserlo. Tutto quello che ottengo, per me è sempre troppo poco rispetto alle mie aspettative. Mi guardo allo specchio ed ho voglia di prendermi a pugni. Tendo sempre di più ad isolarmi. Sono praticamente senza amici e senza conoscenti e non ho mai avuto una comitiva o fatto parte di gruppi. In un modo o in un altro sono sempre da solo. Provo continuamente a rimettermi in gioco però sono sempre un pesce fuor d'acqua. A disagio costante. Il tempo ha reso evidente il fatto che ho palesemente qualcosa che non va. Ma non riesco a capire cosa, per quanto mi sforzi.

SamsaraBoy

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2

venerdì, 26 febbraio 2010, 00:05

be', innanzitutto non accettarsi non è necessariamente una cosa brutta.
E' lo stimolo principale che fa crescere, cercare, cambiare...
Solo che dentro di te sembra sia andato in cortocircuito, cioè sembra che non sia più capace di guardare anche all'esistente.

Non accettarsi è avere 10 e volere 11, dire "ok, ho 10, è buono, ma voglio di più"
Non avere autostima significa negare di avere 10... e il bello è che, più lo neghi, meno lo userai quel 10 (pensi di non averlo, quindi non lo usi) e quindi... alla fine te lo perdi.

A volte capita anche a me. Però cerco di scavalcare la mia tendenza a "deprimere" le mie conquiste riferendomi a valore esterni.
Mi dico per esempio: migliaia di 18enni trovano difficilissimo prendere la patente. Io ce l'ho fatta e so guidare (e allora? be', è una piccola cosa che ho saputo fare.. magari riuscirò anche a fare altro... magari no, ma la possibilità ce l'ho)

winstonsmith

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3

venerdì, 26 febbraio 2010, 10:14

Quello che dice Samsara Boy in parte è vero, ma evidentemente non sono riuscito a chiarire alcune cose. Quando scrivo di non accettarmi, intendo non tollerare di guardarmi neanche da lontano. Per esempio non ho mie foto da quando avevo 15 anni (adesso ne ho 30) e a casa non ho quasi specchi. Quando scrivo che mi prenderei a pugni, intendo che va a finire che lo faccio sul serio, e se non sono pugni riesco comunque a farmi del male in qualche altro modo. Anche se cerco di nascondere in tutti i modi il mio malessere sicuramente lo trasmetto. Sono 3 mesi che non esco di casa se non per andare al lavoro. Non ho mai nessuno con cui parlare, nè l'ho mai avuto. Come se nessuno volesse stare con me. Nessun amico e le ragazze praticamente non mi vedono nemmeno. Eppure ho una discreta cultura, un buon lavoro, una buona posizione sociale e non sono nemmeno da buttare via fisicamente. Ma niente è sufficiente a rendermi visibile. Non mi è mai piaciuto essere al centro dell'attenzione, ma nemmeno mi piace essere totalmente irrilevante. Ogni volta che provo a rimettermi in gioco vengo sempre rifiutato. Le ragazze mi fanno discorsi del tipo "sarebbe bello trovere una persona come te... ma non tu!!". Ormai non ci faccio quasi più caso. Qualche eccezione ovviamente c'è stata, ma sono sempre stato una seconda scelta e la cosa a lungo andare pesava parecchio. Non ho mai fatto parte di gruppi e anche al lavoro mi sento un totale estraneo. Sarebbe bello pensare che è il mondo a sbagliare non capirmi, ma è piuttosto inverosimile. Ho qualcosa che non va.

SamsaraBoy

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4

venerdì, 26 febbraio 2010, 22:43

Condivido spesso molte delle tue senzazioni.
Giusto la settimana scorsa una ragazza che mi piace e ha cui ho dedicato un sacco di attenzioni mi ha detto "ma tu sei sempre così distruttivo!" ;(
Nel tuo discorso si intrecciano due aspetti, e devi assolutamente districarli.
Non puoi piacere agli altri, se non ti piaci tu. gli altri semplicemente lo sentono.
E' come se gli altri si "nutrissero" della tua autostima e se tu non ne hai... be', scappano...

Quanto alla tua autostima la cosa che mi pare strana è che - anche se dici che ti prenderesti a pugni ecc... poi non è che ti denigri molto, perché ti descrivi in senso positivo... ora, se sai che hai delle doti positive, il problema qual è? Forse di aspettative? Forse sapendo che hai queste doti punti a risultati più alti di quelli che hai e - non ottendoli - ti senti frustrato?

winstonsmith

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5

domenica, 28 febbraio 2010, 20:15

Purtroppo l'autostima ha poco a che fare con quello che si è ma con la propria percezione di se. Avrò pure dei lati positivi ma questi non mi consolano per niente nè mi aiutano a vivere meglio. La cosa peggiore è che tutto sfocia nell'autolesionismo. Il fatto che mi farei del male è solo l'inizio. Poi lo faccio sul serio. Nei modi più disparati. Dai classici lividi, tagli, lesioni, bruciature ecc.. a modi un pò meno visibili tipo sollevare pesi fino a vomitare o digiunare per giorni. La cosa si ripete ciclicamente. Ma oggi volta è un pò peggio della precedente. Ogni sciocchezza è sufficiente a ridurmi uno straccio. Il fatto che succedano cose positive è del tutto ininfluente. Sono sempre severissimo con me stesso. Non ricordo l'ultima volta che sono stato contento o soddisfatto di me. Mi sono iscritto a quasto forum perchè avevo bisogno di sfogarmi un pò e perchè penso di stere per esplodere un altra volta.

rage82

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martedì, 02 marzo 2010, 01:44

Ciao!

Sono anch'io uno che di autostima ne ha poca, o forse ne avrebbe anche, ma questa crolla nel momento in cui faccio dei confronti o paragoni con altre persone. Tutti sembrano avere qualcosa in più di me, è incredibile...e questo mi crea frustrazione...Tu dici che sei una persona comunque di successo, anche a me sono capitati diversi successi, ma questo non basta a stare bene con se stessi...Secondo me l'unico modo per stare bene è fare le cose con passione, avere un'obbiettivo, uno slancio della mente, che ti porti al di sopra della sofferenza della nostra triste e solitaria condizione.
Pensa io non riesco nemmeno a pensare a una relazione con una donna, perchè so che se non sto bene prima di tutto io, se non riesco a vedere il bello che c'è in me, non lo posso esprimere a una ragazza...E' come se dovessi pubblicizzare un prodotto, come puoi farlo se non ci credi prima tu? Gli altri percepirebbero la tua sfiducia e tu avresti fatto un pessimo lavoro.
Dopo avere detto un pò di cazzate, volevo dirti che non sei solo, cerca la comprensione e la troverai...La condivisione dei propri sentimenti è un'altro dei segreti per il benessere (credo) :)

Grazie e a presto!

winstonsmith

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7

martedì, 02 marzo 2010, 11:46

Le opinioni e i consigli di chi mi ha risposto sono effettivamente condivisibili. Forse la vera differenza tra me e loro (almeno spero per loro che ci sia questa differenza) è che loro nei momenti di crisi non si ustionano le braccia con ferri arroventati, non si tagliano con qualunque cosa capiti a tiro, non si sottopongono ad attività fisica fino a svenire e/o vomitare ecc.. Tutte le volte che ho provato a parlare con qualcuno di questo problema è esattamente come se non lo avessi fatto. Forse ho solo trovato le persone sbagliate, ma è come se rifiutassero di sentirlo. Al massimo mi dicono "non lo fare più" mentre scappano, ma poi il nulla. Una collega di lavoro, che non sospetta assolutamente che io possa fare certe cose, la scorsa settimana mi prendeva in giro dicendo che sono come padre pio, mi si aprono e chiudono ferite da sole, ogni giorno... Da 15 anni ad oggi, questa cosa si ripresanta ciclicamente, ed ogni volta è sempre peggio. Ho letto su internet che chi fa queste cose lo fa perchè vuole dimostrare agli altri di stare male e per farsi notare. Nel mio caso è l'esatto opposto, faccio di tutto per nasconderlo. E fino ad ora ci sono sempre riuscito. Ma questa volta sto esagerando. Sono già andato al di là dei limiti e ho seriamente paura di esagerare veramente.

8

martedì, 02 marzo 2010, 14:09

Ho letto su internet che chi fa queste cose lo fa perchè vuole dimostrare agli altri di stare male e per farsi notare. Nel mio caso è l'esatto opposto, faccio di tutto per nasconderlo. E fino ad ora ci sono sempre riuscito. Ma questa volta sto esagerando. Sono già andato al di là dei limiti e ho seriamente paura di esagerare veramente.


Non credo sia un caso di esibizionismo il tuo, l'autolesionismo fondamentalmente consiste nel procurarsi un dolore fisico che possa lenire (almeno temporaneamente) uno emotivo. E' scontato, ma ti consiglio di iniziare una terapia con uno spicoterapeuta. Non sei pazzo, anzi mi sembri, nonostante tutto, una persona molto stabile, per cui affrontando la cosa aiutato dalla persona giusta penso tu possa farcela.
Tutto ciò mi perplime

rocco smitherson

9

martedì, 02 marzo 2010, 20:35

Da 15 anni ad oggi, questa cosa si ripresanta ciclicamente, ed ogni volta è sempre peggio. Ho letto su internet che chi fa queste cose lo fa perchè vuole dimostrare agli altri di stare male e per farsi notare. Nel mio caso è l'esatto opposto, faccio di tutto per nasconderlo. E fino ad ora ci sono sempre riuscito. Ma questa volta sto esagerando. Sono già andato al di là dei limiti e ho seriamente paura di esagerare veramente.


su internet non possiamo, per fortuna, trovare lo specchio della nostra persona. E cmq non è vero che tutt quelli che lo fanno vogliono farsi vedere, anzi... probabilmente è anche un modo per esprimere la rabbia.
Se non lo fai come ti senti?

in ogni caso per la questione " insoddisfazione " nei confronti di te stesso tieni presente che nessuno di noi è perfetto e che non bisogna costruirsi l'autostima in base ai successi e ai fallimenti, quanto più affrontare entrambi con serenità. Certo, queste sono solo parole, capisco, e fanno innervosire ... però spesso anche le parole possono far riflettere e lentamente possono entrare a far parte dei nostri schemi mentali e ragionamenti che prima o poi, con un po' di sforzo, vengono interiorizzati.

per la questione sociale.... ti dico solo che gli altri vedono in te quello che tu vedi di te stesso e quello che tu mostri a loro di vedere... se tu ti presenti con una posizione del tipo " io sto bene con me stesso e valgo " l'altro sarà più incline a valutarti positivamente. per la serie " non siamo ciò che siamo ma ciò che mostriamo agli altri di credere di essere " ( questo agli occhi degli altri ) .

winstonsmith

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10

mercoledì, 03 marzo 2010, 01:04

Citato da Elair
"su internet non possiamo, per fortuna, trovare lo specchio della nostra
persona. E cmq non è vero che tutt quelli che lo fanno vogliono farsi
vedere, anzi... probabilmente è anche un modo per esprimere la rabbia.

Se non lo fai come ti senti?"

Dipende dal periodo. Come ho detto la cosa si ripete ciclicamente. La maggior parte del tempo riesco a tenermi sotto controllo con un'attività fisica costante e pesante, insieme con tutta una serie di ulteriori valvole di sfogo, come ad esempio la pittura, il disegno, scrivere e qualunque altra cosa riesca a farmi pansare a qualcos'altro.
Poi tutto questo non basta più ed entro in fasi particolarmente pesanti dal punto di vista psicologico. Sono una persona che difficilmente si sfoga con qualcun altro. Non alzo quasi mai la voce ed è difficilissimo che io perda la calma in presenza di altre persone a prescindere dalle situazioni, specie quelle critiche. Poi quando sono da solo e rivaluto ed analizzo tutto quello che è successo non riesco che ad essere severissimo con me stesso. Sempre e comunque.
Non ricordo di essere mai stato peggio, ed è per questo che ho preso la decisione di scrivere qui, ma la cosa paradossale è che il lavoro va bene e le persone che mi sono più vicine hanno un'immagine del tutto diversa dalla mia. Nel lavoro ricopro da anni ruoli di responsabilità ed ormai ho affrontato e superato praticamente di tutto. Gestisco sia soldi che persone e il mio lavoro si basa moltissimo sulla mia stessa immagine. In questo periodo di nerissima crisi personale, le mie percentuali di realizzazione di obiettivi sono addirittura migliorate e questa non è un opinione, sono dati statistici. Io sono ingegnere, ho studiato metodi per l'analisi dei dati e le insegno agli altri. Per me 2+2 fa 4. Tranne in 1984 di Orwell. Se, io che lavoro con l'immagine, miglioro le percentuali di vendita, significa che sono credibile ed ispiro fiducia, almeno ai clienti. Anche per questo sto attentissimo a non mostrare a nessuno segni di nessun tipo o a dare segnali strani. Nonostante questo, poi torno a casa, mi guardo allo specchio ed inizio a cercare una lametta, o qualcos'altro. C'è da dire che il fatto di avere la responsabilità di altre persone mi aiuta notevolmente. Infatti per ora vanno meglio le attività in cui altri dipendono da me, mentre i miei lavori da libero professionista stanno andando parecchio per le lunghe, perchè non ho la testa per farli. Come se mi andassi a cercare i problemi da solo. Praticamente un altro modo di farmi male, più o meno consapevolmente. E non riesco ad uscirne.

Citato da Elair
"per la questione sociale.... ti dico solo che gli altri vedono in te
quello che tu vedi di te stesso e quello che tu mostri a loro di
vedere... se tu ti presenti con una posizione del tipo " io sto bene con
me stesso e valgo " l'altro sarà più incline a valutarti positivamente.
per la serie " non siamo ciò che siamo ma ciò che mostriamo agli altri
di credere di essere " ( questo agli occhi degli altri ) .
"

La questione sociale è al di là della mia comprensione. Vi racconto l'ultima, appena successa. Sto arrivando adesso da una cena aziendale per festeggiare il periodo lavorativo particolarmente positivo. Eravamo in otto. Una mia collega ha iniziato a dividere l'ultima birra nei bicchieri... il mio l'ha saltato. Non è stato fatto apposta, semplicemente non mi ha visto. Anche se ero accanto a lei occhi negli occhi con il bicchiere in mano. NON MI HA VISTO!!! Sono piccole cose che capitano continuamente con chiunque dentro e fuori il contesto lavorativo. Subito dopo si è resa conto che io ci sono rimasto malissimo e ha provato a recuperare un pò la situazione ma ormai quello che era fatto era fatto. Ed io ho chiuso subito ogni eventuale discussione con una battuta su un altro argomento. Sono invisibile. Come se apparissi soltanto quando c'è un problema da risolvere e sparissi subito dopo. Questo al lavoro. Fuori del lavoro c'è il nulla più assoluto. So di avere qualcosa che non va, è lapalissiano. Ma non riesco a capire cosa. E più ci penso, più penso di farmi del male.

11

mercoledì, 03 marzo 2010, 01:17

Questo al lavoro. Fuori del lavoro c'è il nulla più assoluto. So di avere qualcosa che non va, è lapalissiano. Ma non riesco a capire cosa. E più ci penso, più penso di farmi del male.

Se c'è una cosa che ho capito è che la gente "fiuta" i nostri pensieri inconsci più di quanto ci rendiamo conto e vorremmo. Evidente mente VUOI esistere nel lavoro e ci riesci anche bene. Nella vita sociale, ti domando, hai abbastanza stima di te stesso da "dire" "eccomi questo sono io, vedetemi per quelllo che sono!" ?
Tutto ciò mi perplime

rocco smitherson

winstonsmith

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12

mercoledì, 03 marzo 2010, 01:31

alexander... mi fai veramente una bella domanda... e se avessi una bella risposta te la scriverei volentieri e avrei risolto buona parte dei miei problemi!!! In realtà non lo so. Io provo a rimettermi in gioco contiuamente, e questo mi porterebbe a risponderti di si. Ma i fatti, ovvero i 2 di picche in tutte le forme conosciute dagli esseri umani che ricevo ogni giorno, dicono di no. Da sempre sono convinto che le persone vedano soltanto quello che vogliono e come lo vogliono. Evidentemente in me non vedono niente di così buono da volermi frequentare. Questo fa di me una persona mediocre? Probabilmente si. Nonostante tutti i lati positivi che posso pensare di avere.

winstonsmith

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13

giovedì, 04 marzo 2010, 12:06

Ieri sera mi sono sfogato per
benino con i pesi, come non mi succedeva da molto tempo. Come risultato questa
mattina stavo meglio. Stavo. Poi è capitata una stupidaggine, tale da non potere nemmeno essera considerata un problema. Meno che un intoppo. Risolto in 3 parole contate. Eppure
sono qua, da solo (come sempre) rinchiuso nella mia tana al lavoro. Sembro quasi impaurito e soffocato. Tanto da non provare nemmeno l’impulso
di farmi del male. Vorrei soltanto sprofondare e non riemergere mai più. Mi
sento piuttosto male. Non penso che i miei deliri autolesionisti si
ripresenteranno nel breve periodo. Forse quella fase è passata. Ora viene la
depressione. Il sentirsi non solo invisibile ma inadeguato. Il considerarsi
tanto inutile da non meritare nemmeno di sanguinare o di provare dolore.
Ci sono dei versi tratti da De Andrè che riassumono molto meglio di me i miei stati d'animo:
da Un Matto












"Tu
prova ad avere un mondo nel cuore

e non riesci ad esprimerlo con le parole,

e la luce del giorno si divide la piazza

tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,

e neppure la notte ti lascia da solo:

gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro



E sì, anche tu andresti a cercare

le parole sicure per farti ascoltare:

per stupire mezz'ora basta un libro di storia,

io cercai di imparare la Treccani a memoria,

e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,

continuarono gli altri fino a leggermi matto. "

da Cantico dei Drogati


"Ho licenziato Dio

gettato via un amore

per costruirmi il vuoto

nell'anima e nel cuore."
"Io che non vedo più

che folletti di vetro

che mi spiano davanti

che mi ridono dietro.
"
"Quando scadrà l'affitto

di questo corpo idiota

allora avrò il mio premio

come una buona nota."

Nonostante io non mi sia mai drogato (non fumo nemmeno) è come se fossi in crisi di astinenza da emozioni. A parte la frustrazione e un costante senso di colpa (verso cosa poi, non saprei proprio dirlo...) non provo altro da troppi mesi....

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