Ieri sera mi sono sfogato per
benino con i pesi, come non mi succedeva da molto tempo. Come risultato questa
mattina stavo meglio. Stavo. Poi è capitata una stupidaggine, tale da non potere nemmeno essera considerata un problema. Meno che un intoppo. Risolto in 3 parole contate. Eppure
sono qua, da solo (come sempre) rinchiuso nella mia tana al lavoro. Sembro quasi impaurito e soffocato. Tanto da non provare nemmeno l’impulso
di farmi del male. Vorrei soltanto sprofondare e non riemergere mai più. Mi
sento piuttosto male. Non penso che i miei deliri autolesionisti si
ripresenteranno nel breve periodo. Forse quella fase è passata. Ora viene la
depressione. Il sentirsi non solo invisibile ma inadeguato. Il considerarsi
tanto inutile da non meritare nemmeno di sanguinare o di provare dolore.
Ci sono dei versi tratti da De Andrè che riassumono molto meglio di me i miei stati d'animo:
da Un Matto
"Tu
prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro
E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto. "
da Cantico dei Drogati
"Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell'anima e nel cuore."
"Io che non vedo più
che folletti di vetro
che mi spiano davanti
che mi ridono dietro.
"
"Quando scadrà l'affitto
di questo corpo idiota
allora avrò il mio premio
come una buona nota."
Nonostante io non mi sia mai drogato (non fumo nemmeno) è come se fossi in crisi di astinenza da emozioni. A parte la frustrazione e un costante senso di colpa (verso cosa poi, non saprei proprio dirlo...) non provo altro da troppi mesi....