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Carmen

Giovane Amico

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1

Monday, October 29th 2007, 3:45pm

Forse non avete affatto bisogno di queste mie raccomandazioni.
Tuttavia, mi sento spinta a dire a tutti voi di non farvi infarcire la testa, e paralizzare il pensiero, da diagnosi varie e definizioni mediche alle quali gli psichiatri si appellano per potersi muovere nel fitto ginepraio dei disturbi psicologici che, assai spesso, non sanno neppure trattare per mancanza di competenza e di empatia che gli preclude di capire la dimensione, spesso terribile, che intrappola chi soffre.

Non fatevi persuadere da nessun medico che voi siete quello che lui afferma, quando vi sentirete identificati col disturbo,con la malattia.
Pensate sempre che è solo una diagnosi e che nessuno, mai nessuno, sarà il depositario della verità assoluta sul vostro conto.

Alcune sere fa, il mio psichiatra (un primario di psichiatria di un noto ospedale milanese), il quale mi era sembrato diverso da quelli che "mi avevano curato" in precedenza, mi ha profondamente deluso. Lui che, nella presentazione della sua pluriennale attività coi pazienti psichiatrici, pubblicata sul sito internet dell'ospedale, si è dimostrato così ottuso,così presuntuoso ("dottore, lei mi ha prescritto Haldol, perchè non mi ha detto che è un antipsicotico!Lei lo sa che non sono psicotica!" ), così freddo e insopportabilmente borioso da negarmi una risposta chiara ed esaustiva alla mia domanda (tra parentesi), desideroso di interrompere la nostra telefonata (".....mi può richiamare domani? Lei deve fidarsi!") perchè il paziente è solo una cavia e deve mandar giù "la cura", deve seguire le prescrizioni del luminare senz'anima che lo avvelena.
Posso affermare per esperienza personale, nonchè per aver letto molteplici testimonianze di pazienti ricoverati presso le strutture psichiatriche e non, che per molti psichiatri il paziente è ancora e principalmente la malattia, è il disturbo da debellare, è il fastidio sociale da risolvere, e così poco un'anima.
"L'uomo ebbe l'arte per non perire a causa della verità". F. Nietzsche

Aprikose

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2

Monday, October 29th 2007, 7:46pm

Purtroppo spesso è davvero così.

Di recente ho avuto un'esperienza a dir poco traumatica con uno specialista (medico), il quale mi ha trattata non diversamente da un pezzo di carne da macello. Niente empatia, niente umanità, niente di niente.
Viviamo in un mondo in cui l'uomo è l'abito che indossa. Meno c'è l'uomo, più è necessario l'abito.

*Strega*

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3

Monday, October 29th 2007, 9:29pm

Quoted from "Carmen"

[b per molti psichiatri il paziente è ancora e principalmente la malattia, è il disturbo da debellare, è il fastidio sociale da risolvere, e così poco un'anima.[/b]

Sono d'accordo con te su questo.E non è un problema che riguarda solo gli psichiatri.Al giorno d'oggi,qualsiasi specialista(medico),in quanto ha a che fare con la sofferenza,dovrebbe mostrare un minimo di tatto,umanità e comprensione.Dietro la malattia c'è un anima,come dici tu.C'è da dire che quello dello psichiatra,è un mestiere molto stressante,si corre davvero il rischio a lungo andare di diventare "insensibili", come una sorta di autodifesa,quando il dolore da sostenere è troppo.Ma questi meccanismi sono da tenere sotto controllo in queste professioni.
Può darsi che in quel momento il tuo psichiatra,fosse molto occupato,distratto da altre cose,(bisogna ricordare che anche loro sono esseri umani,con una loro vita e le loro preoccupazioni) e per questo ha risposto in questo modo,anche se,il che non è giustificabile,perchè praticando una professione come la sua dovrebbe sapere come aiutare una sua paziente a risolvere i suoi dubbi.Anzi,il perchè di quel farmaco avrebbe dovuto spiegartelo nel momento stesso in cui te lo aveva prescritto.Era suo dovere essere chiaro,per farti capire che stava facendo un qualcosa per il tuo bene,invece di darti l'impressione di "sperimentare" su di te,come una cavia...E il che è orribile.Magari la prossima volta si scuserà con te.
Si guarisce da una sofferenza solo a condizione di sperimentarla pienamente.(M. Proust)

marranza

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Monday, October 29th 2007, 10:48pm

Ciao Carmen, hai perfettamente ragione, è così, se vuoi una mano io sono di Milano è vado dal migliore ed è umano!, poi ne conosco un altra, se ti interessa sul serio e ti fidi di me fammi sapere anche in privato come ti và, e io chiedo ok?
Un abbraccio!
E lascia stare quello li......!!
:-)
Mai mollare!

Carmen

Giovane Amico

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5

Tuesday, October 30th 2007, 9:45am

Mia cara,
lui non si scuserà, non l'ha fatto nemmeno quando io lo cercavo disperatamente in ospedale mentre, al telefono, attendevo che qualcuno del suo reparto me lo passasse. Ma lui era sempre ai convegni e poi se ne andava via. Per cui, o allo studio privato o niente.
L'ultima volta, ho dovuto chiamare l'URP dell'ospedale ed ho lanciato bestemmie e imprecazioni contro il primario. Loro mi hanno ascoltata e gli hanno riferito anche le mie parolacce!
Se dovessi rivederlo, gli direi tutto nello studio privato...tete a tete.



Quoted from "*Strega*"

Quoted from "Carmen"

[b per molti psichiatri il paziente è ancora e principalmente la malattia, è il disturbo da debellare, è il fastidio sociale da risolvere, e così poco un'anima.[/b]

Sono d'accordo con te su questo.Anzi,il perchè di quel farmaco avrebbe dovuto spiegartelo nel momento stesso in cui te lo aveva prescritto.Era suo dovere essere chiaro,per farti capire che stava facendo un qualcosa per il tuo bene,invece di darti l'impressione di "sperimentare" su di te,come una cavia...E il che è orribile.Magari la prossima volta si scuserà con te.
"L'uomo ebbe l'arte per non perire a causa della verità". F. Nietzsche

*Strega*

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6

Tuesday, October 30th 2007, 10:26am

Quoted from "Carmen"

Mia cara,
lui non si scuserà, non l'ha fatto nemmeno quando io lo cercavo disperatamente in ospedale mentre, al telefono, attendevo che qualcuno del suo reparto me lo passasse. Ma lui era sempre ai convegni e poi se ne andava via. Per cui, o allo studio privato o niente.
L'ultima volta, ho dovuto chiamare l'URP dell'ospedale ed ho lanciato bestemmie e imprecazioni contro il primario. Loro mi hanno ascoltata e gli hanno riferito anche le mie parolacce!
Se dovessi rivederlo, gli direi tutto nello studio privato...tete a tete.

Beh, mi dispiace per te,per questa brutta esperienza,credo che forse non dovresti più andare da questo specialista,(primario poi...mah...),oltre che poco delicato e umano è anche un gran maleducato,uno specialista che si mette in queste situazioni fallisce totalmente nel suo lavoro.A me è successo per esempio di dover attendendere per parlare con la mia psicoterapeuta,ma si è sempre scusata in modo gentile e spiegandomi il perchè del ritardo.Prima di scegliere uno specialista,meglio informarsi anche sulla sua formazione ed il suo approccio.
Si guarisce da una sofferenza solo a condizione di sperimentarla pienamente.(M. Proust)

Carmen

Giovane Amico

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7

Tuesday, October 30th 2007, 11:58am

non mi piace l'avatar che ho dovuto inserire. Le più belle immagini che ho sono troppo grandi o larghe.
"L'uomo ebbe l'arte per non perire a causa della verità". F. Nietzsche

Kublai

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8

Tuesday, October 30th 2007, 12:56pm

E' vero... purtroppo a volte i medici (e anche gli altri professionisti in ambito sanitario) tendono ad essere sbrigativi e poco umani con i loro pazienti. Sarà un po' per questioni personali, un po' per il grande stress al quale sono sottoposti, un po' perché tendono a vedere i pazienti non più come esseri umani ma come una malattia... quando succede ci si rimane veramente male.

Io ricordo un episodio accadutomi qualche anno fa ormai. Soffrivo moltissimo a causa di un dolore localizzato nella schiena a livello sacrale e nella gamba sinistra, la quale non mi permetteva più di camminare normalmente. Ogni passo era una fitta dolorosissima alla schiena e alla gamba sinistra. Stavo veramente male (fra l'altro io ero uno sportivo) e così mi feci accompagnare all'ospedale da mia madre.

Parlai con il dottore responsabile del reparto radiografie, il quale mi disse che dovevo aspettare 2-3 settimane per poter fare le lastre. Al che io gli dissi che non potevo aspettare nemmeno 2 giorni in quello stato perché non ero più in grado di vestirmi da solo e la notte il dolore non cessava, tenendomi sveglio.

Lui mi guardò mentre mi tenevo in piedi piegato da un lato appoggiandomi al muro , fece un sorrisino, e mi disse: <<Allora prendi un Valium>>, poi si girò e se ne andò.

A quel punto mi rivolsi ad una clinica privata e la mattina successiva mi fecero le lastre. Si trattava di ernia al disco.
Dal pensiero del momento in fondo all'indice del forum:

Sei amato solo dove puoi mostrarti debole senza provocare in risposta la forza. Theodor W. Adorno

amri

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9

Tuesday, October 30th 2007, 1:27pm

Cara Carmen, se leggi uno dei miei ultimi post nel quale mi lamentavo dello psichiatra, noterai la similitudine con quello che tu scrivi.Invece ti posso dire che gli ematologi che seguono il percorso della mia malattia (ch vedo tutti i mesi) hanno un'umanità rara da trovarsi nell'ambito sanitario, stesso discorso vale per la psicologa che mi segue settimanalmente da circa un anno e mezzo.

Come va il pancino?
Ciao Amri

robi

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10

Tuesday, October 30th 2007, 6:02pm

Carmen,
nei miei lunghi anni di convivenza con l'infame ho avuto solamente una occasione di confrontarmi con uno Psichiatra ed oltretutto...nel reparto.
Esperienza che ancora ricordo perchè traumatica almeno per me in quanto ritengo che non solamente il sottoscritto, ma tutti gli utenti di questo FORUM non siano dei...mentecatti, ma solamente dei depressi più o meno gravi però tutti curabili.
Lo Psichiatra....lascialo a chi è veramente un ...malato mentale ( suo malgrado) Tu sei solamente in un periodaccio da cui Ti risolleverai.
Robi

maperosa

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11

Tuesday, October 30th 2007, 8:09pm

Cara Carmen..mi dispiace ma ti consiglio vivamente di cambiare medico... Io ho avuto la fortuna di trovarne uno bravo,competente e anche "umano"... Basti solo precisare che la vigilia del natale scorso l'ho chiamato e l'ho trattenuto a telefono per mezz'ora.. è stato comprensivo e disponibile.. è vero che è privato,nel senso che pago le sedute,ma ogni soldo speso è stato decisamente ben investito...
quod me nutrit me destruit

maperosa

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12

Tuesday, October 30th 2007, 8:14pm

Quoted from "robi"

Lo Psichiatra....lascialo a chi è veramente un ...malato mentale ( suo malgrado) Tu sei solamente in un periodaccio da cui Ti risolleverai.
Robi

E' quello che erroneamente mi ripetevo anch'io...devo farcela da sola,sono forte,spirito combattivo...mi risolleverò da sola,non ho bisogno di aiuti esterni... finchè non arrivi al baratro e consapevolizzi che ... L'ansia è una malattia... e come tale..va curata e non sottovalutata.
Baci Cate...
quod me nutrit me destruit

sogno2007

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13

Tuesday, October 30th 2007, 8:31pm

Quoted from "Carmen"

Forse non avete affatto bisogno di queste mie raccomandazioni.
Tuttavia, mi sento spinta a dire a tutti voi di non farvi infarcire la testa, e paralizzare il pensiero, da diagnosi varie e definizioni mediche alle quali gli psichiatri si appellano per potersi muovere nel fitto ginepraio dei disturbi psicologici che, assai spesso, non sanno neppure trattare per mancanza di competenza e di empatia che gli preclude di capire la dimensione, spesso terribile, che intrappola chi soffre.

Non fatevi persuadere da nessun medico che voi siete quello che lui afferma, quando vi sentirete identificati col disturbo,con la malattia.
Pensate sempre che è solo una diagnosi e che nessuno, mai nessuno, sarà il depositario della verità assoluta sul vostro conto.

Alcune sere fa, il mio psichiatra (un primario di psichiatria di un noto ospedale milanese), il quale mi era sembrato diverso da quelli che "mi avevano curato" in precedenza, mi ha profondamente deluso. Lui che, nella presentazione della sua pluriennale attività coi pazienti psichiatrici, pubblicata sul sito internet dell'ospedale, si è dimostrato così ottuso,così presuntuoso ("dottore, lei mi ha prescritto Haldol, perchè non mi ha detto che è un antipsicotico!Lei lo sa che non sono psicotica!" ), così freddo e insopportabilmente borioso da negarmi una risposta chiara ed esaustiva alla mia domanda (tra parentesi), desideroso di interrompere la nostra telefonata (".....mi può richiamare domani? Lei deve fidarsi!") perchè il paziente è solo una cavia e deve mandar giù "la cura", deve seguire le prescrizioni del luminare senz'anima che lo avvelena.
Posso affermare per esperienza personale, nonchè per aver letto molteplici testimonianze di pazienti ricoverati presso le strutture psichiatriche e non, che per molti psichiatri il paziente è ancora e principalmente la malattia, è il disturbo da debellare, è il fastidio sociale da risolvere, e così poco un'anima.

A febbraio ho avuto una bruttissima esperienza con un psichiatra, di un ospedale e ambulatorio dove vivo io, era nuovo, per farmi credere di più, dissi che mi mandava la psicologa, ma invece tutto negativo, la persona che usci dallo studio prima di me, uscì con la faccia rossa e con l'ansia. Quando andai io mi trovai in una scena irritante, il psichiatra, l'assistente sociale e l'assistente dell'assitente sociale, che parlavano contemporeaneamente e scrivevano schede, facevano confusione, mentre io in 5 minuti dovevo dire la mia storia di ansia e le cause probabili. Appena dissi ansia, lo psichiatra mi scrisse tre medicine, mentre io dissi che la mezza pillola che prendevo mi faceva male, e non mi disse né come le dovevo prendere nè per quanto tempo, e dovevo ritornare quando ne avevo voglia.
Ma la cosa che mi diede più fastidio e come se reagirono ironicamente ai miei problemi che ho vissuto in famiglia. Piansi per tutto il giorno e da allora decisi di non andare più ad un psichiatra.

Almeno il primo psichiatra disse che ci voleva "Amore", cioè essere innamorati per essere felici. E mi dava solo mezza pillola.

La cosa che non accettavo è la derisione delle sofferenze che ho vissuto, e quello di riempirmi il cervello di psicofarmaci.

fruscioluminoso

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Tuesday, October 30th 2007, 9:54pm

Non voglio difendere gli psichiatri, ma come tanti medici, sono loro le prime vittime della medicina che considera numeri i pazienti e che deve tradurre in numeri il malessere di una persona per fornire delle medicine che influiscano in qualche modo su quei numeri.

La capacità di relazionarsi con gli altri è un problema comune a tutti noi. Se uno è S...NZO non c'è niente che lo solubilizzi!

Anche per questo mi sono allontanato dalla medicina allopatica e da un anno e mezzo sono seguito, tra l'altro, da uno psichiatra-sciamano che non usa psicofarmaci. Ho parlato più volte di ciò che sto facendo in questo forum e non voglio ripetermi.
Trattandosi di disciplina olistica (piscoterapia bioenergetica) non mi divide a pezzi per sistemare quel pezzo come se fosse un pezzo di ricambio! Per questo un buon rapporto paziente-terapeuta è fondamentale per il percorso terapeutico. Fa parte della terapia!

robi

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Tuesday, October 30th 2007, 10:28pm

Quoted from "maperosa"

........L'ansia è una malattia... e come tale..va curata e non sottovalutata...........

Cate,
ritengo di essere stato frainteso come spesso succede in questo mondo virtuale...ora provo ad essere più chiaro:
in tanti anni di altalenanti periodi negativi e positivi non ho mai sottovalutato l'ansia ed i suoi annessi e connessi,però quando mi sono rapportato con uno Psichiatra ( come ultima spiaggia) mi sono ritrovato....rintronato dagli psicofarmaci ed ho deciso di non seguire più quella strada, ma di affidarmi alla psicoterapia unitamente ad una blanda terapia farmacologica.
Robi