E' con immenso piacere che, a distanza di quasi un anno, scrivo questo post... dopo che ho visto uscire da casa mia mio nipote, insieme ai nonni, in partenza per una piacevole destinazione... consapevole ed un po' triste che non lo rivedrò per qualche mese...
Vi racconto quello che è successo da Dicembre 2011 in poi... sarà un po' lungo ma vi assicuro che ne vale la pena, soprattutto visto le premesse allucinanti e disperate descritte nei post precedenti. Gli episodi di violenza non accennavano a diminuire, e come accennato i genitori si erano rivolti prima agli assistenti sociali, poi al tribunale per i minori, per far emettere un'ordinanza o comunque un parere che lo obbligasse a seguire un percorso di recupero, magari in comunità.
Io e mia moglie eravamo decisi di non farlo più venire al Nord, visto che in un episodio, dopo aver tenuto lo stereo a manetta disturbando i vicini che si erano stancati ed erano scesi a brontolare, per reazione alla sgridata della mamma ha spaccato per terra monitor, tastiera e quello che gli capitava in mano... a quel punto io avevo deciso di non dargli più nessuna possibilità.
Mia moglie ha insistito... e alla fine poco prima di Natale è venuto su, a casa nostra. Ufficialmente per qualche giorno... ci è rimasto fino ad oggi. Io ero contento di poter far qualcosa, ma tremavo al solo pensiero... anche perché ero venuto a sapere, per vie "traverse", che lui aveva intenzione di iniziare una sorta di attività di "spaccio" e di guadagnarsi soldi per tornare al paesello da "ricco".
Bene... il ragazzo entra in casa nostra e rimane a dormire da noi, i nonni che abitano vicini si eclissano, spariscono... hanno paura di lui. La sua famiglia, da 1000km, assiste impotente e continua imperterrita nella strada del tribunale e dell'ordinanza.
Cosa è successo?? Che, come speravo, sono entrato in empatia totale con lui... abbiamo cominciato ad uscire insieme, a lavorare insieme ristrutturando casa mia, a bere insieme qualche birra, a correre insieme... a parlare e parlare, a discutere, a commentare... ovviamente io cercavo di immedesimarmi ed uniformarmi a lui, per apparire come alleato e non come nemico. Ci siamo messi ad ascoltare insieme musica punk, a commentarla, a commentare lo stile di vita, a cercare negozi... a ordinare materiale per posta. Nello stesso tempo, lui vedeva lavorare duramente sia me che mia moglie... darsi da fare, essere rispettati, avere soldi in più che girano...
Ed io non facevo molta fatica: lui in me ha trovato una figura intermedia, un alternativo amante dell'hard-rock, del buon bere in giusta quantità, dello sportivo, dello scavezzacollo, in veste contemporanea di buon marito e buon lavoratore.
Insomma... ha visto una STRADA. Una SPERANZA. Ha capito, come affermato recentemente, che il mondo non si divide in punkettari, rockettari, alternativi, etc. e borghesi... ma ci sono vie di mezzo. Strade che uno può scegliere, senza recare tributi di droga e di sangue ad una delle due fazioni, e nemmeno tributi di conformismo, repressione, inquadramento nell'altra. Nel frattempo, lui cercava una scuola per l'anno successivo visto che non stava frequentando più nulla, avendo perso già due anni... e cercava senza successo qualche lavoretto.
Il ragazzo ha smesso di fumare o comunque di chiedere erba... era con me praticamente 24 ore al giorno, e ne posso essere certo. Solo una volta l'ho portato volutamente a conoscere un professionista (taccio quale professione perché sarebbe molto facilmente identificabile da chi è dell'ambiente), noto per essere un cannaiolo... regolare e moderato, molto meno moderato nel bere che sarà forse la sua rovina, per quanto legalizzato (l'alcool, intendo). Abbiamo fatto un paio di tiri di canna a testa... volevo mostrargli che non crolla il mondo per qualche tiro, ma gli ho anche detto che erano passati almeno 10 anni da quando mi era successo l'ultima volta, probabilmente ne sarebbero passati altrettanti, e stavo bene lo stesso... mi diverto molto di più a bere bene, ad esempio ottimi vini in quantità molto moderate. Ma anche gli spiegavo che l'alcool comunque, quando non guidi, è legale... la THC no, e questa è una GROSSA differenza, almeno in Italia.
Lui passava ore ed ore al computer, ad ascoltare musica punk e a chattare con gli amici del paesello... e poi ad uscire con me e con mia moglie. Si è poi appassionato ad uno strumento musicale, trovando con il mio aiuto un insegnante alternativo, punk e bravissimo, di cui lui si è letteralmente innamorato... così come dello strumento.
Passano 2-3 mesi... visto che sappiamo benissimo entrambi che a parte quei due tiri, non sta più fumando né altro da varie settimane, gli propongo di fare un test delle urine... che naturalmente è del tutto negativo, pulito come un bambino.
Apriti cielo... in senso positivo: pianti a dirotto, di moglie, nonni, genitori... e finalmente il primo, vero riconoscimento della mia lunga opera di "condizionamento" positivo, da parte dei parenti che dicono: "Ma allora è vero quello che dice lo zio... ha ragione lui, sei cambiato!!". E mi scende una lacrimuccia a ricordarlo... una delle vittorie personali più belle della mia vita.
Da lì è quasi tutta discesa... per quanto fosse con me quasi tutto il giorno, c'erano svariati momenti in cui poteva tranquillamente girare per la città e procurarsi quello che voleva... ma non l'ha mai fatto.
Lo stava facendo, un giorno... ha chiesto in giro qua e là se c'era un po' di erba. Allora ho cambiato strategia: gli ho mostrato la spada di Damocle che pendeva sulla sua testa, di cui lui era inconsapevole. Per volontà dei suoi genitori, che un po' non credevano a quello che io e mia moglie e i nonni raccontavamo, un po' perché una volta avviati i servizi sociali, non si arrestano... la procedure al tribunale dei minori stava andando avanti, e l'avrebbero convocato presto al paesello. Questo l'ha fatto smettere di fumare... ma gli ha messo addosso un'angoscia pazzesca, per paura che i servizi sociali gli rovinassero la vita.
Gli ho detto chiaramente: se non vuoi rovinarti la vita, continua così... senza fumare più erba, né LSD né altro. Perché ai colloqui con gli assistenti sociali, giudice etc ti faranno sicuramente andare al SERT e fare controlli. Anzi... cerca di fare il bravo fino ai 18 anni.
Mi ha ascoltato... mi ha chiesto di essere presente ai colloqui e comunque di accompagnarlo al paesello, e di aiutarlo a non farsi vedere dai suoi ex-compagni. Come due carbonari, l'ho portato al paesello, ma nella casa dei nonni e non a casa dei genitori dove non è voluto salire... perché nessuno degli ex-amici doveva sapere che c'era, perché aveva una paura matta di ricascare nel punk, nella droga, nel giro di spaccio...
Questo per ben due volte... colloqui con assistente sociale, psicologi e alla fine giudice, passati senza problemi... a volte con la mia presenza per il ruolo che avevo in tutto questo. Tornati nella nostra città, al Nord, abbiamo festeggiato come matti...
Ed in tutto questo, i genitori?? Incazzati e delusi... direte voi, ma perché? Avrebbero dovuto saltare di gioia... invece erano incazzati per vari motivi: prima di tutto perché si aspettavano ordinanze, punizioni, comunità, etc. ed invece il ragazzo ha passato i colloqui ed ha avuto come percorso di recupero solo colloqui con psicologi qui da noi in città, frequentazione una volta alla settimana di una comunità, e basta... hanno ripetutamente ed ampiamente insinuato che lui "li aveva fatti fessi", "li aveva ingannati", "aveva preso per il culo tutti e non era cambiato"... capite il problema??? Il ragazzo, esami alla mano, non fumava né si faceva più... era cambiato, era migliorato in tutto e per tutto, ma a loro non andava giù questo cambiamento... andava punito, andava inquadrato, doveva "pagarla". Cioè, secondo loro, un ragazzo di 16 anni aveva fatto fesso un'assistente sociale, una psicologa ed un giudice... da SOLO!!! Addirittura il padre, al tribunale dei minori, dove io ero presente, diceva che invece che farlo parlare da solo al figlio, avrebbero dovuto far partecipare il padre, avrebbero dovuto registrarlo, perché "chissà cosa raccontava lui da solo"... e nel dirlo era pieno di odio, di rancore. Non scorderò mai come l'ho seppellito, a parole... naturalmente, la moglie è intervenuta a difenderlo...
Secondo loro, erano delusi principalmente perché loro non hanno mai goduto di questo nuovo corso, ed erano rimasti con il vecchio figlio, quello quasi tossico, violento... e perché lui si rifiutava quasi di avere a che fare con loro, ma soprattutto perché evitava di salire a casa loro... ma posso giurare, non per odio ma per paura di essere beccato dagli ex amici e ritirato giù nell'abisso. Anche se... grossi risentimenti nei confronti della famiglia c'erano, come descritto qua sopra...
Brutta sensazione... quella di aver diciamo "salvato" un ragazzo, e di avere i genitori incazzati e quasi contro, anzi diciamo decisamente DELUSI che i servizi sociali gli hanno solo raccomandato un percorso molto "soft", fatto appunto di colloqui psicologici e frequentazione di comunità da fare qua a Milano.
Alla fine, questo equilibrio però si stava un po' incrinando... il ragazzo, tornato nella nostra città, oramai si sentiva diciamo "al sicuro"... e aveva un po' preso il sopravvento. Non come droga, ma come comportamenti ribelli e maleducati... soprattutto contro mia moglie, che come unica colpa aveva quella di non essere nello stesso tempo rigida e malleabile, conformista ed alternativo, pazzarello e serissimo come me. Mio nipote non stimava per niente la sua zia naturale... e non faceva nulla per nasconderlo.
Alla fine il problema sembrava ben descritto dalle parole stesse di mio nipote: "Non sono fatto per la vita di famiglia, per obbedire... voglio andarmene a studiare in un'altra città".
A questo punto è successo un altro miracolo... nella ricerca di una scuoa alternativa, ha trovato qualcosa che l'ha preso veramente... una scuola avvincente, che già gli piaceva, che gli dava possibilità di imparare cose interessanti, di girare l'Italia ed il mondo, di vivere in un collegio da solo nonostante i 16 anni, lontano da famiglia reale ed acquisita... per quanto molto rigido su disciplina, droga, etc ed è cambiato nuovamente, e radicalmente.
Si è allontanato dal punk... ha venduto o regalato tutte le magliette ed i vestiti, ha quasi smesso di ascoltarlo... si è allontanato dai vecchi amici del paesello, dove non è mai tornato da allora, nemmeno quest'estate, e dove non vuole tornare mai... è andato a vivere dai nonni qui vicino, e si è dato una calmata pazzesca, riducendo molto i toni aggressivi che aveva a volte con mia moglie e con i nonni (ma MAI con me, perché mi rispettava e mi rispetta in una maniera pazzesca...).
Passata l'estate, in cui i genitori per vari motivi sono venuti qui da noi, addirittura dormendo a casa nostra, e litigando ed attaccando me e mia moglie per motivi stupidi ed inutili... ora è giunto il momento per lui di partire, e per me di scrivere queste righe.
Stasera è venuto qui da me e mia moglie coi nonni, domani partirà per una piccola cittadina del centro Italia ed inizierà a breve una vita autonoma, quasi adulta... la commozione generale è allucinante, perché abbiamo la consapevolezza di aver salvato una giovane vita da un destino veramente triste e doloroso...
Ci vedremo spesso, io viaggio per lavoro e lo andrò a trovare o magari ci vedremo in qualche posto dove mi raggiungerà... a Natale, feste ed in estate verrà da noi al Nord, in città, o in vacanza con noi o coi nonni, ma per parecchio tempo non tornerà mai al suo paesello, alla sua famiglia (che comunque ci raggiungerà), ai suoi amici punk e tossic, alla sua droga, alla sua "setta".
Beh... che dire?? Qualcosa decisamente da raccontare e da condividere... un esempio di evoluzione positiva di una storia di abuso di sostanze, di sudditanza psicologica, di cattive frequentazioni, di padri ingombranti... una storia di speranza, per zii, zie, genitori, nonni, ed ovviamente figli e nipoti in difficoltà.
ZioFelice...