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pw81

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1

mercoledì, 31 dicembre 2008, 11:50

Mi viene il sospetto che io dipenda all'alcool...... Il 90% dei momenti in cui sono fra la gente (tranne baset e lavoro) devo bere.... Bevo anche per non pensare al mio passato o ai successi delle altre persone o ai miei fallimenti..Consierando che sono una persona che pns tanto (troppo forse) è probabile che non potrò mai fare a meno dell'alcool... I farmaci mi stnno dando una mano, ma fino ad un certo punto.. I problemi ci sono e io continuo a pensarci.....
''il depresso è un narcisista fallito''

bebu

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2

mercoledì, 31 dicembre 2008, 13:29

ciao,
a volte anche io lo penso..specialmente nelle occasioni con molte persone mi capita di eccedere con l'alcool...talvolta penso sia per insicurezza, talvolta per non pensare, talvolta per noia....credo però che dovremmo evitare...non ci fa bene e non risolve i problemi.
un abbraccio

patrizia

Animo inquieto

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3

mercoledì, 31 dicembre 2008, 13:43

I problemi ci sono e non li risolvi con l'alcool. Se i farmaci ti aiutano lascia fare a loro e smattila di bere o almeno diminuisci. Sai benissimo che i framaci e l'alcool insieme diventano micidiali. La smetti o no di farti del male?
I giorni e le notti suonano in questi miei nervi di arpa, vivo di questa gioia malata di universo e soffro di non saperla accendere nelle mie parole.

Nemes

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4

mercoledì, 31 dicembre 2008, 14:05

Purtroppo anche a me capita di bere in situazioni in cui c'è tanta gente, soprattutto se non mi sento molto a mio agio o se mi infastidisce il fatto che ci sia tutta quella gente. Però sono casi isolati.

Non credo che tu sia alcolizzato, perchè l'alcolista beve anche quando è solo, però sei in un momento in cui c'è il rischio di passare da quella parte.
Cerca di trovare un altro modo per affrontare la situazione, perchè l'alcolismo è una condizione di sofferenza per te e per chi ti sta intorno, per non parlare del fatto che la dipendenza da alcol è adirittura più pericolosa di quella da eroina, pensaci prima di diventare un fallito davvero!
E non guardare i successi degli altri, perchè anche gli altri hanno i loro fallimenti, solo non li sai e non te li fanno certo vedere..

Patrizia ha ragione, alcol e farmaci insieme sono un cocktail micidiale.
Le persone sane si innamorano follemente, amano ardentemente, si arrabbiano furentemente, possono provare gelosie violente, lottare per la propria realizzazione o sacrificare tutto, fino a consumarsi, per i valori in cui credono, e giungere alla battaglia. (C. Albasi)

xanax

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5

mercoledì, 31 dicembre 2008, 19:30

spesso l'alcol, per il suo effetto ansiolitico è un'automedicazione. Cerca di ridurre, soprattutto se prendi farmaci. Per i problemi sociali sono molto utili le terapie di gruppo, dove puoi condividere le tue insicurezze con altri in pieno segreto.
Un'alcolizzato è chi non riesce più ad avere controllo sulla sua vita lavorativa, affettiva e sociale. I primi sintomi, sono debolezza, irritabilità, disturbi dell'umore tremori e tanti altri che dovrebbero allertarti.
Se puoi cerca di diminuire!

Kublai

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6

mercoledì, 31 dicembre 2008, 19:36

Credo sia più appropriata la sezione "Abuso e dipendenza" per questa discussione, per cui sposto là.
E' il tuo comportamento a qualificarti, non ciò che possiedi o dici di essere...

moni

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7

giovedì, 01 gennaio 2009, 01:38

Citato da "pw81"

Mi viene il sospetto che io dipenda all'alcool...... Il 90% dei momenti in cui sono fra la gente (tranne baset e lavoro) devo bere.... Bevo anche per non pensare al mio passato o ai successi delle altre persone o ai miei fallimenti..Consierando che sono una persona che pns tanto (troppo forse) è probabile che non potrò mai fare a meno dell'alcool... I farmaci mi stnno dando una mano, ma fino ad un certo punto.. I problemi ci sono e io continuo a pensarci.....

Non sei alcolizzato.... Tu stesso dai la colpadel fatto che bevi al continuo rimuginare sui successi (???) degli altri e i tuoi fallimenti.....
Comincia a pensare ai tuoi successi che in piccole dosi ci sono tutti i giorni, ma tu in questo momento non riesci a vedere.... e fregatene di quelli degli altri... ognuno ha la propria vita e poi possono essere successi che vedi solo tu mentre dentro le persone sono completamente diverse e soffrono.....

Non possiamo essere tutti uguali, puoi anche pensare tanto, ma pensa a cose positive, guarda le gioie che ricevi tutti i giorni non ostinarti a vedere solo quelle brutte che non ti donano niente al cuore.....

Sii più forte dei tuoi problemi, scacciali, solo tu puoi farlo.....

P.S. Con i farmaci non si deve bere, se lo fai elimini l'aiuto che ti danno quindi è come non li prendessi..... O elimini uno o l'altro..... Forse è anche per quello che non ti senti di non stare mai bene...

Un abbraccio

pw81

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8

venerdì, 02 gennaio 2009, 11:38

E' possibile che io beva semplicemente per suicidarmi lentamente? La mia testami dice che la mia vita vale veramente poco e che si tardi per rimediare e allora mi affido all'alcool perchè ad una pistola o ad una corda ancora non ne ho il coraggio...... La cosa i nquietante è che questi pensieri mi vengono anche sotto effetto dei farmaci.......
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patrizia

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9

venerdì, 02 gennaio 2009, 11:53

Citato da "pw81"

E' possibile che io beva semplicemente per suicidarmi lentamente? La mia testami dice che la mia vita vale veramente poco e che si tardi per rimediare e allora mi affido all'alcool perchè ad una pistola o ad una corda ancora non ne ho il coraggio...... La cosa i nquietante è che questi pensieri mi vengono anche sotto effetto dei farmaci.......

Certo se i farmaci li prendi quando ti va , capita. L'effetto non può essere quello di guarirti, ma di rattoppare momentaneamente i tuoi squilibri. Testone, vuoi fare la cura come si deve e smetterla di bere?:fuoco:
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xanax

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10

venerdì, 02 gennaio 2009, 12:51

Continuerò a dirlo COSTANZA CON LE TERAPIE, sottoscrivo Patrizia.:up:

pw81

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11

venerdì, 02 gennaio 2009, 13:01

Costanza con le terapie per arrivare a chiudere gli occhi sul fatto che a quasi 28 anni non ho una vita sociale, non ho prospettve di trovarmi un lavoro decente, di non riuscire a maturare, etc..?
Cioè il successo della terapia sarà accetare il mio fallimento oppure essere così desensibilizzato da non sapere più cos'è un successo o un fallimento??
Mi viene in mente Gascoigne.. Se a 41 anni è così perchè dovrebbe andare avanti? Perchè la vita è sacra, etc....?
Mi convinco sempre d pù che le persone, pur con tutta la buona volontà,non possan cambiare da un certo puno della loro vita, se i danni sono stati fatti in gioventù............
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patrizia

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12

venerdì, 02 gennaio 2009, 13:12

Citato da "pw81"

Costanza con le terapie per arrivare a chiudere gli occhi sul fatto che a quasi 28 anni non ho una vita sociale, non ho prospettve di trovarmi un lavoro decente, di non riuscire a maturare, etc..?
Cioè il successo della terapia sarà accetare il mio fallimento oppure essere così desensibilizzato da non sapere più cos'è un successo o un fallimento??
Mi viene in mente Gascoigne.. Se a 41 anni è così perchè dovrebbe andare avanti? Perchè la vita è sacra, etc....?
Mi convinco sempre d pù che le persone, pur con tutta la buona volontà,non possan cambiare da un certo puno della loro vita, se i danni sono stati fatti in gioventù............

Non per maturare la coscienza di quello che già sai, ma per essere lucido e poterti migliorare.
E' l'alcool che ti rende cieco e che ti assopisce , non le medicine che invece curano.
I danni fatti in gioventù si possono rimediare, stanne certo.
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13

venerdì, 02 gennaio 2009, 13:17

Bah!
Pensieri che non stanno ne in cielo ne in terra, più autocompiacimento nel pensarli.
28 anni... come se avessimo la scadenza... come la mozzarella!
Tu la direzione la conosci, sai dov'è la strada, ma hai paura di imboccarla.
A leggerti mi vien da pensare che più che la paura del fallimento, tu tema il successo, lo star bene!!!!
Dai ordine alle tue gambe di portarti a un gruppo.
Dai ordine alla tua bocca di inghiottire i farmaci.
Pur con tutto il peso del fallimento che grava sulle tue spalle, queste due piccole cose sarai certamente in grado di farle. Deambulare, inghiottire.
Ecco, vedila così. Forse ti farà meno paura... ;)
Forza Pw, che hai tutta la vita davanti e potrebbe andarti bene.
Potresati trovare un lavoro che ti piace, andare via di casa, sposare una donna e avere un pargolo a cui rompere le scatole negli anni bui della tua vecchiaia!

Deambulare fino al gruppo di auto-aiuto, inghiottire goccioline e pillolette per iniziare.
I primi due gradini per la felicità. :up:
"Diventa ciò che sei"
F. Nietzsche

pw81

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14

venerdì, 02 gennaio 2009, 13:48

Forse mi sono spiegato male....... Io non accetto cose che ormai non si possono più cambiare....... Chi me li ridà i 20 anni che ho buttato via? Le esperienze che non ho avuto? Ci sono certe fasi della vita che sono fondamental i per crescere, io le ho buttate via e o ne pago le conseguenze.... Dovre predere psicofarmaci per accettare quello? Non pretendevo chissachè dalla vita: avere degli amici normali cn cui condividere esperienze, saper socializzare, avere un rapporto sano con l'altro sesso, laurearmi e maturare.... All'iniio dell'anno scorso mi ero promsso di migliorare in tutto ciò, sono esattamente nello stesso punto.... Oppure dovrei fare come quelle persone che fanno una famiglia per nascondere tutti i problemi e pensare che ia un odo per cambiare?
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patrizia

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15

venerdì, 02 gennaio 2009, 14:10

Nessuno ti può ridare i 20 non vissuti come volevi, ma tu puoi fare in modo che i prossimi 20 non siano uguali a quelli trascorsi.
Non venirmi a dire che sei come all'inizio, perchè non è vero. Sei molto cambiato, ma tu non te ne accorgi.
Il fatto che tu non abbia raggiunto gli obiettivi che ti eri prefissato non significa che tu abbia fallito, forse erano un pò troppo difficili da raggiungere. Prova a rivederli e a renderli più semplici.
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