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Mitnick

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1

mercoledì, 01 ottobre 2008, 01:32

Ciao a tutti !!

Ho letto da qualche parte di partner co-dipendenti inteso come una persona "normale" che sta insieme ad una persona alcool e/o tossicodipendente, qualche parere o esperienza in proposito ?

Ciao ciao
Mit

patrizia

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2

mercoledì, 01 ottobre 2008, 11:21

Non ho esperienze personali al riguardo, ma ho sentito da qualcuno a me vicino parlarne...è dura stare accanto a persone che non si rendono neanche conto di essere dipendenti da...occorrono terapie, farmaci, fortezza e coraggio....
I giorni e le notti suonano in questi miei nervi di arpa, vivo di questa gioia malata di universo e soffro di non saperla accendere nelle mie parole.

Mitnick

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3

mercoledì, 01 ottobre 2008, 23:37

Racconto la mia esperienza.

Stavo fino a 3 settimane fa con una ragazza alcool dipendente di 25 anni, siamo stati insieme 2 mesi...Quando iniziai a rendermi conto che forse il suo problema di alcool era una cosa davvero seria e allora ragionandoci le dissi: forse non siamo fatti per stare insieme forse per la nostra differenza di eta' forse perche' hai altri intererssi, forse perche' bevi troppo ecc..ecc..
Lei mi diceva che sarebbe cambiata, che per me sarebbe diventata una persona migliore, ma che ci sarebbe voluto un po' di tempo.
Io alla fine, non ci sono stato piu' dentro e l'ho lasciata (anche perche' non vedevo in lei nessun cambiamento, anzi....).
Per me e' stata una battaglia persa. Ora sto un po' cosi', non riesco a separare il cervello (che mi dice che ho fatto bene e che una storia cosi' non mi avrebbe portato da nessuna parte...) dal cuore (che mi ci fa pensare, e molto, forse anche perche' era un bel po' che non mi sentivo dire ti amo) e vado avanti (avanti..insomma...2 settimane che non ho voglia di fare niente, e in effetti, non faccio niente).
Avrei dovuto avere piu' pazienza ?

Ciao a tutti.
Mit

4

giovedì, 02 ottobre 2008, 00:58

Caro Mit,
che intendi per pazienza?
Il tuo discorso mi è sembrato molto lineare e maturo. Avete interessi diversi, forse anche valori diversi.
Il co-dipendente non vuole rendersi conto di questo, e si dice: grazie al mio amore, cambierà...
E invece non si cambia per far piacere a qualcuno, nemmeno se l'amiamo. Si cambia per noi stessi quando non ci va più bene essere come siamo.
Mi pare di aver capito che il bere fosse un problema solo per te, ma non per lei.
Infatti hai provato ad avere "pazienza" come dici tu, ma le cose invece di migliorare sembrano peggiorate.
Ma vedi, avere pazienza, in questi casi, non significa star lì ad aspettare che lei cambi.
Avere pazienza significa accettare lei così com'è, oggi stesso, qui ed ora.
Non significa assecondarla o appoggiarla, nè tentare di aiutarla, ma starci assieme nonostante questa cosa.
Il che è davvero difficile, perché richiede un equilibrio e una maturità che pochi possiedono. Richiede amore vero, non bisogno mascherato da amore. Perché le rinunce e i sacrifici sono tanti. Perché se hai bisogno puoi contare solo su te stesso e non puoi appoggiarti a una persona che ha già dei problemi suoi così pesanti.
Richiede un amore che sia il più possibile incondizionato.
E già è difficile in situazioni normali, figuriamoci in queste.
Quindi, pensaci bene, solo tu puoi valutare se e quanto sei in grado di dare e di tollerare ben sapendo che NON puoi aiutarla, che il tuo amore NON può guarirla, ma che tutto dipende solo ed esclusivamente da lei.
"Diventa ciò che sei"
F. Nietzsche

Mitnick

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5

giovedì, 02 ottobre 2008, 01:34

Ciao Hiba, piacere di conoscerti.

Mi ha fatto molto piacere leggere le tue parole che mi hanno molto confortato.

In cuor mio, penso di aver fatto l'impossibile (almeno per il mio carattere) per cercare di farmela andare bene (tenendo conto che la persona in questione e' anche mamma..E percio' lo pensavo un input in piu' a cambiare...), anche quando dentro di me mi ripetevo: Ma nooo ma come fai..Mollala...Ma nn cambia..Ecc..Ecc....Sono anche arrivato al punto di pensare: va bene allora me la tengo cosi', poi alla fine, (qualcuno direbbe per fortuna...) mi sono deciso a lasciarla dicendole molto bruscamente che quello che avrei voluto io dalla mia donna lei non avrebbe mai potuto darmelo. E io, a dire il vero non ce la facevo piu' a fare il crocerossino.....:(

Non penso che lei ora si stara' strappando i capelli cercando di darsi ragione di quello che e' successo.
Semplicemente, mi ha raccontato un sacco di bugie (magari prima che a me, a se stessa) e non era per lei il momento di cambiare.

Grazie per l'attenzione.
Un caloroso abbraccio a tutti, io ora ne ho davvero bisogno.
Ciao
Mit

patrizia

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6

giovedì, 02 ottobre 2008, 14:35

Il problema non è ...me la tengo così ....ma queste persone vanno aiutate in modo serio. Esiste l'anonima alcolisti dove ci sono fior fiori di psichiatri, neuropsichiatri ecc che curano in modo mirato queste persone alcoldipendenti. Non puoi, tu da solo, tirare fuori lei, non hai le competenze ne la giusta obiettività per farlo...dovevate insieme recarvi in posti dove sarebbe stata aiutata e solo allora avreste potuto essere una coppia.
I giorni e le notti suonano in questi miei nervi di arpa, vivo di questa gioia malata di universo e soffro di non saperla accendere nelle mie parole.

Gatta

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7

giovedì, 02 ottobre 2008, 14:44

Ti senti in colpa?
Una pena condivisa è dimezzata, una gioia condivisa è moltiplicata.

Mitnick

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giovedì, 02 ottobre 2008, 20:53

Ciao a tutti e grazie per le vostre risposte, molto competenti.

A dire il vero, ho provato una volta a dirle che magari potevamo fare un salto in una di queste strutture, vi lascio immaginare la sua reazione: ma figurati...Non sono alcolizzata...Io poi ce la faccio da sola...eccc..eccc...Purtroppo una persona cosi', non penso si renda conto di avere un problema "grave"...o perlomeno non pensa nemmeno di averli.

Per il fatto di sentirmi in colpa, a dire il vero: no, non mi sento in colpa per averla lasciata, anzi penso di aver fatto solo la cosa migliore, per me intendo....Penso solo a quella creatura e mi auguro solo che non diventi come la madre.

Piu' di quello non potevo fare.

Ciao, grazie
Mit

michela

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9

sabato, 04 ottobre 2008, 13:06

Eccomi. Sto vivendo una situazione simile da anni.
Mio marito la sera è irriconoscibile.
Non so se sia alcolista o no...credo di si.
Durante tutto il giorno non tocca un goccio...ma la sera è qualcosa di incredibile.
Non so quanto è cominciato. A volte ho ricordi di mia figlia nella culla e lui che già beveva...ora ha 14 anni.
All'inizio non davo troppo peso al problema.
Ma molte volte gliene ho parlato.
Lui dice che non ha problemi...che beve solo la sera per rilassarsi un pò.
Ma so io cosa passo ogni sera.
Mia figlia ora è grande...finora le ho nascosto il problema per non farla soffrire ma per quanto ancora ci riuscirò.
Sono anni che tento di convincerlo a farsi aiutare prima da me e poi da persone qualificate.
Ma è inutile. Lui non ammette di avere il problema.
Il mio psichiatra dice che finchè non è lui che prende coscienza che ha un problema serio e decide e si mette con la volontà di farsi aiutare...sarà tutto inutile.
Io ho fatto fin troppo...ora non posso fare più nulla.
Ho paura di andare avanti così...soprattutto per mia figlia
Per quanto sia lungo il temporale, il sole torna sempre a brillare tra le nuvole. (K.Gibran)

Mitnick

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domenica, 05 ottobre 2008, 02:03

Grazie michela (tra l'altro mia omonima...:)..) di aver raccontato la tua esperienza.

Ma il tuo partner, beve tanto ?
E quanto e' la soglia secondo voi che divide la persona che beve "normalmente" dall'alcool dipendente ?
Per dire, non lo nego, a me a bere a volte piace, se sono in compagnia o a qualche cena, qualche bicchiere me lo faccio...:)
Questo pero' non tutte le sere e sopratutto se non bevo non e' un pensiero che mi assilla (di base quando entro in un bar, e lo faccio di rado perche' non mi ritengo "un tipo da bar" bevo solo un caffe' o un succo).

Nel caso della mia ex pero' il discorso era diverso si cominciava con l'aperetivo doppio se non triplo (parlo per lei perche' io mi facevo un crodino ultra analcolico) si continuava a cena (mentre mangio un bicchiere di buon vino non mi dispiace) e poi la cosa andava oltre nella serata, locali locali locali...Forse e' stata anche colpa mia che avrei dovuto dare un freno o un segnale forte che cmq la cosa non mi andava bene, pero' quando c'e' di mezzo l'amore (pensado che cmq lei sarebbe cambiata...) me lo facevo andare bene....E questo penso sia stato il mio errore piu' grande, anzi, il mio errore piu' grande e' stato quello di mettermi insieme ad una tipa del genere, quando ero stato pienamente avvisato...

Ma tuo marito, se posso permettermi, come diventa irriconoscibile ?
La mia ex, diventava con la parlata strascicata, un po' troppo "socievole" (e dico socievole per non scrivere cattiverie) soprtatutto con gli altri maschi, e iniziava a parlare parlare parlare, tra l'altro in maniera ultra egocentrica (io qui...io la...io sono la migliore, io sono la piu' brava...ecc..ecc...) ma questo anche solo dopo il secondo bicchiere...
Tra l'altro, anche lei e' mamma, per fortuna i suoi genitori si prendono cura del figlio, ma non so, quando anche lui crescera' si rendera' conto che la mamma a volta ha comportamenti "un po' strani".

Capisco le tue paure, ci chimana partner co-dipendenti, l'ho scoperto leggendo su questo forum questo termine, io pensavo che bastasse il termine "crocerossini".

In ogni modo grazie per aver raccontato la tua esperienza, e ti auguro che le cose per te possano solo che migliorare.
Un abbraccio
Mit

11

domenica, 05 ottobre 2008, 11:59

C'è una differenza tra abuso e dipendenza.
A 20 anni, ad esempio, è molto facile che si faccia abuso di alcolici. Esci la sera e ti bevi due birre o due cokctail... o quando sei in vacanza e vuoi strafare. Ma poi tutto torna "normale". Se devi lavorare, studiare, non ci pensi.
La dipendenza invece è un'altra cosa. Io faccio sempre il paragone con le sigarette. Sarei capiace di uscire all'una di notte per comprarle. Cosa che non farei per il vino o la birra!
Se la sera posso bere una birra a cena o guardando un film, lo faccio. Ma non sempre. E posso rilassarmi benissimo anche senza. Chi è dipendente dall'alcol invece deve avere in casa sempre a disposizione una bottiglia, altrimenti è una tragedia.
Almeno io la vedo così.
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F. Nietzsche

michela

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12

domenica, 05 ottobre 2008, 17:56

Ciao Mit
....diventa irriconoscibile...non so nemmeno spiegare bene come.
Barcolla...a volte casca per terra...non capisce bene dove si trova...risponde senza connessione...
insomma non è l'uomo che è durante il giorno...è diverso.
La cosa incredibile è che la mattina è di nuovo tutto normale e il discorso "alcool" è tabù
Per quanto sia lungo il temporale, il sole torna sempre a brillare tra le nuvole. (K.Gibran)