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Chris974

Arranco ma non mi stanco...

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1

lunedì, 15 dicembre 2008, 09:33

Ciao a tutti!
mi chiamo Christian, mi presento qui...perché semmai ci sia un posto dove mi senta "a casa" è qui, tra le "dipendenze". Da giorni medito di aprire un 3d e da giorni l'ho anche già scritto sul mio PC, una sintesi (=poema) della mia vita. Poi non mi convinceva, oltre ad esserci troppe cose delicatissime c'erano troppe cose e basta. Mi perdevo io nel mare di problemi, disagi, paure, dubbi e inevitabile confusione espresse, io che conosco la mia vita a memoria...

Sono qui per avere e dare la possibilità di fare un po' di chiarezza e così ho pensato di delimitare i confini, almeno un po'.
Il titolo..."la sagra delle dipendenze"...o "pluridipendenze", vuole essere una sintesi dei fatti si ma anche del mio modo personale di affrontarli. Non so se "sagra" abbia in tutt'Italia lo stesso significato, qui si chiamano così in generale tutte le feste paesane. In qualche modo quindi è la "festa delle dipendenze", dove festa non significa che io mi diverta o ne goda...ma significa che, nonostante tutto, ho sempre cercato di prendere in mano questi problemi con energia e quando ho potuto senza negarmi un sorriso, una giornata felice o un momento di gioia. Un po' è una fortuna questa, o forse solo una necessità, perché altrimenti sarei presto rimasto schiacciato dai miei problemi, concreti e mentali.

La mia famiglia ha un suo passato piuttosto "pesante" ma non così pesante da "giustificare" i miei comportamenti. In fondo una madre presente che mi amava ce l'avevo, un padre da qualche parte anche, e a turno anche nonni o zii. Fatto sta che, dopo aver bene impostato la mia vita, concluso il diploma e a 25anni trovarmi in una grande capitale europea a gestire un dipartimento tutto mio presso una grossa società internazionale, d'un tratto è crollato tutto.

In mezzo ad una famiglia ed una vita che ho sempre rinnegato fortemente ero riuscito a costruire qualcosa di importante, di mio. Ma non è bastato, anzi... è stata la molla scatenante che mi ha portato alla devastazione. Ho sempre creduto che quando ci sarei riuscito, avrei finalmente messo la parola fine a quel senso di inadeguatezza, di insensatezza, di ingiustizia e di mediocrità che da sempre respiravo in famiglia. Ma non è andata così.

Con il mio completo blu e la mia valigetta 24h viaggiavo distintamente su è giù per le metropolitane affollate o nel traffico cittadino. Poi, finito il lavoro, il bisogno di evadere da me stesso si faceva incontenibile. Così le canne riempivano le mie notti. Le riempivano proprio. Poi non bastarono più e fu l'ecstasy, la cocaina. Non abbandonavo l'una per l'altra, aggiungevo l'una all'altra. Passando attraverso Lsd e Ketamina ho infine conosciuto l'eroina, e il suo compagno di giochi preferito, il crack. Con l'eroina è stato amore a prima vista. Lei riusciva a colmare quell'incommensurabile senso d'angoscia e di vuoto che riempiva ogni mio istante, fin dall'adolescenza.

Ho distrutto ciò che avevo costruito in men che non si dica. E nelle metropolitane mi son ritrovato a passare le giornate, cercando espedienti per poter continuare ciò che facevo. Il lavoro è andato, la casa anche, la morosa pure, gli amici...da loro sono completamente sparito io.

Prima di andare la morosa ha avvisato mia madre di quanto stava accadendo e questa è venuta a recuperarmi. Ha pazientemente atteso un momento il cui il mio disorientamento fosse tale da rendermi mansueto e mi ha buttato su un aereo, riportandomi a casa.

Da lì è cominciato l'irto cammino della riconquista della vita, della ricostruzione del mio modus pensandi, operandi, delle mie dinamiche relazionali. Dovevo re-imparare a vivere. Già perché passata la terribile astinenza fisica il senso di vuoto che mi ingoiava era spaventoso e piangevo dal desiderio di potermi fare per non doverlo sopportare.

Gli psicofarmaci che prendevo a dosi pachidermiche erano per me noccioline...e l'angoscia mi divorava molto più avidamente di come avesse mai fatto in passato.

Sintetizzando, ho smesso. Ho attraversato diverse ricadute ma sempre brevi rispetto ai periodi di sobrietà. Un esempio...mi facevo 1,2 gg, poi niente per un mese, 1 settimana si, poi niente per 3mesi, un mese si, poi niente per 6mesi. Riuscivo pian-piano a ricostruire "qualcosa" ma non prendevo mai distacco sufficiente per ritornare veramente me stesso, per sentirmi bene e, soprattutto, per essere soddisfatto di me. Incontrare il mio giudizio personale è sempre stato deleterio. Non v'era scampo: Inetto, condannato. Era il verdetto finale, sempre e cmq.

"Diciamo" che negli anni le cose nel pratico sono sempre migliorate e che oggi non uso più sostanze, nessuna. Per anni ho ricucito e ridisfatto questa "relazione", l'ho modificata, plasmata, gestita...ma ora ci siamo lasciati. Almeno così sembra...e così spero...

Il problema oggi (magari ce ne fosse uno solo...) è che mi sono accorto che DI NUOVO, PER L'ENNESIMA VOLTA, non ho risolto niente di niente di niente. Ho DI NUOVO, ANCORA UNA VOLTA, solo e soltanto operato una sostituzione.

Ora, per "appagarmi", o "per riuscire a stare con me stesso e il mio perenne senso d'inutilità e inadeguatezza", mi dedico a nuove dipendenze. La dipendenza da relazione, nella quale devo dire, chi come me è appassionato di dipendenze, si può trovare notevole soddisfazione. PC, internet e gioco d'azzardo. Quando ho davvero preso coscienza che non ho ancora risolto nulla mi è caduto il mondo addosso. Ma come sempre, cerco in tutti i modi di scansarmi.

Perciò eccomi qua, a condividere con Voi in questo spazio bellissimo, dove amicizie, sofferenze, angosce, progressi e successi si fondono insieme, accomunando persone che sparse per l'Italia hanno capito che stare da soli non aiuta, che aprirsi e senza dubbio il primo passo, che stare insieme fa la forza. Mi ha colpito molto il lavoro che state facendo qui..e le persone che popolano questo spazio. Almeno forse qui, dalla mia dipendenza da internet e da PC posso cavarci qualcosa di buono, anziché buttare il mio tempo vagando il web senza meta.

Siate solo e semplicemente voi stessi, non chiedo altro.

Chri_
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Nemes

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2

lunedì, 15 dicembre 2008, 15:35

Ciao,
anzitutto complimenti per essere riscito a chiudere definitivamente con la droga, posso immaginare che sia stato molto difficile e ci vuole una imensa forza di volontà. Ora hai altre dipendenze, però almeno sai che se vuoi, puoi farcela.
Vai in psicoterapia? se non ci vai, ti consiglio di farlo, quello della dipendenza è un atteggiamento generato da istanze profonde, se non provi ad affrontare e risolvere tali problematiche, e quindi l'origine, ti ritroverai sempre nella spirale della dipendenza.
Ma adesso hai un lavoro? per capire se stai ricostruendo quello che hai perso, certo ci sono i fallimenti (e sarei ipocrita a dire che non hai fallito in molte cose) ma dopo aver toccato il fondo si può sempre risalire.
Comunque c'è una differenza fra avere fallito ed essere un fallito: l'aver fallito lo hai sperimentato, ma essere fallito significa arrendersi, lasciare ogni speranza e lasciarsi consumare. Hai sempre tempo a non essere un fallito...la forza ce l'hai, l'aiuto lo puoi trovare nella professionalità di uno specialista e nelle persone che ti vogliono bene (in primis tua madre), la voglia e la motivazione..dipendono da te :occhiolino:
Le persone sane si innamorano follemente, amano ardentemente, si arrabbiano furentemente, possono provare gelosie violente, lottare per la propria realizzazione o sacrificare tutto, fino a consumarsi, per i valori in cui credono, e giungere alla battaglia. (C. Albasi)

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3

lunedì, 15 dicembre 2008, 15:51

Tutto quello che scrivi urla che sei splendidamente TROPPO!

E' oggettivamente una fortuna.

Ha,soggettivamente e senza dubbio, il suo peso.

Resta una FORTUNA, però. :red:

(non sprecarla , senza alcun perchè! )

... Come "perchè?"... ma Perchè è una FORTUNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :cool:
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )

animaLesa

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4

lunedì, 15 dicembre 2008, 16:14

Non ho mai avuto problemi di droga, quindi è un argomento a me "estraneo". Mi fa piacere che tu abbia trovato la forza di volontà per uscirne e che abbia capito cose importanti che altri che hanno questa dipendenza dalla droga non capiscono.
Credo che in queste dipendenze la cosa dipenda solo da te stesso, non certo dagli altri.

Ciao

Chris974

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5

lunedì, 15 dicembre 2008, 17:48

Ciao ragazzi e grazie dei Vs post! Capisco bene che per chi sia estraneo al problema sostanze riesca difficile comprendere ed avere una "propria opinione" che, ai propri occhi abbia un certo valore. Infatti se sono qui non è per avere risposte preconfezionate nè consigli geniali inesistenti ma per un confronto chiaro, aperto e bidirezionale, dove io, forse, Vi posso condurre "dentro" la vita e l'anima di un "tossico" e Voi, dentro quella di chi non ha idea, di cosa succeda veramente dentro "chi si fa".

E' certo che questo richiederà impegno reciproco ma se sono qui..non è per "una botta e via".

Innanzitutto vorrei precisare un primo concetto, espresso da Nemes. Chiudere "de-fi-ni-ti-va-men-te". Whao, qui è già filosofia. Cosa vuol dire? Quali sono le caratteristiche che racchiude il termine "definitivamente"? Per quanto mi riguarda personalmente ho chiuso definitivamente tutte le volte che ho smesso. Già, perchè riuscire a smettere è un'impresa talmente dolorosa (oltre che ardua) che nessuno vorrebbe mai doverla ripetere. Ma poi i fatti smentiscono tutti, a questo riguardo. Quindi io mi considero ancora un tossico, astinente, ma tossico.

AnimaLesa, il tuo nick, la "massa di ipocriti" e la tua "image" mi suggeriscono che, anche se non hai avuto la disgrazia di attraversare il mare delle sostanze, hai "gioito" di quella delle sofferenze, che, di fondo, sono alla base delle dipendenze. Chi non soffre e molto, non diventerà mai tossico, perchè il gioco non vale la candela. Mi spiego... la mia angoscia, il "male di vivere" interiore che mi ha sempre accompagnato, era talmente forte da giustificare i danni della droga. In quanto questa faceva bene la funzione "analgesica" per la quale la assumevo.

Lea...tu, invece, mi sa che ti devi proprio spiegare!!!

Chri_
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nikita.free

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6

lunedì, 15 dicembre 2008, 18:36

Ciao Chris, non oso immaginare l'inferno che si attraversa per uscire dalla droga.
Se già per me è difficile disfarmi dell'en, che prendo da 11 anni e che sto scalando, credo che quello che hai passato tu sia incommentabile.
Mi ritrovo molto in quello che dici sulle altre dipendenze, più subdole, perché si mascherano dietro situazioni "normali" della vita di tutti i giorni.
Io ci ho messo 33 anni ad accorgermi che tutti rapporti di coppia instaurati non erano altro che un modo per attaccarmi a qualcuno.
Io mi attacco a qualsiasi cosa, anche al giochino del compur che ripeto fino a quando mi si fonde il cranio.
Dipendo da tutto.
Dal cibo, dalle abitudini, dalla mia compagna, dagli amici, per un periodo (diversi anni) avevo la scimmia del ballo latino che adesso pratico sporadicamente, ma che era diventato un'ossessione: se non andavo mi deprimevo, come se non esistesse nient'altro al mondo.
E' difficile dare consigli. Io mi sono affidata ad una brava psicoterapeuta (dopo averne cambiati un paio).
Stiamo cercando di andare a fondo e sviscerare il mio passato, in modo da risalire a tutti quegli eventi che hanno innestato nel mio cervello la convinzione di avere sempre bisogno di qualcosa, di non bastarmi.
Anche adesso, mentre scrivo, sono in astinenza per lo scalaggio di en e mi sono mangiata un'intera confezione di gallette di riso e di prosciutto crudo, il tutto in 5 minuti.
Ma non sono ancora soddisfatta.
Mi manca sempre qualcosa.
Maledette dipendenze ;)
Piacere di averti conosciuto Chris!
Nikita

animaLesa

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7

lunedì, 15 dicembre 2008, 18:38

No guarda non ti seguo, mi spiace. Io ho avuto problemi abbastanza seri in cui avrei avuto mille motivi per rifugiarmi nella droga, ma non ho mai avuto questa dipendenza. Ho avuto però a che fare con persone che ne avevano e quando l'ho capito ho chiuso perché non erano in grado di prendersi cura di se stesse, figuriamoci di me se avevo un problema.
Non capisco quindi quella frase del gioco che non vale la candela(ma francamente neanche mi interessa). Forse tu credi che le sofferenze possano dare dipendenza? Bhè no, al contrario arrivi ad un certo punto in cui la corda si spezza e forse vuol dire che è stata tirata troppo. Almeno per me è così. Mi spiego? Spero di si. Non ho avuto la disgrazia di attraversare il mare della droga, ma ho avuto disgrazie peggiori, come quella di incontrare persone idiote e distruttive assolutamente dannose per me. Come ho già detto non ho avuto questi problemi quindi sinceramente della funzione analgesica neanche mi interessa. Io certe persone non le riesco proprio a giustificare invece.

nikita.free

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8

lunedì, 15 dicembre 2008, 18:52

Mi dispiace AnimaLesa. Sei molto dura. Questo modo di fare scoraggia un po' le persone che interagiscono con te.
Ma non è il caso di muovere critiche. Ognuno di noi reagisce a modo suo di fronte alle sofferenze.
Chi si rifugia nella droga, chi si fa del male fisico, chi si costruisce gabbie dorate e non.
Io capisco chi si droga.
Certo non ne ho mai frequentato nessuno perché quando uno si droga non è in grado di instaurare rapporti di amicizia, visto che vive solo per la droga.
Io però penso che tutte le persone che arrivano a drogarsi siano estremamente sensibili e del tutto prive degli strumenti idonei a gestire la propria sensisbilità e intelligenza.
Sì, è un cocktail bestiale: sensibilità + grande intelligenza= reazioni distruttive di fronte alla sofferenza.
Non è una regola, ma è una situazione che vedo spesso e che vivo.



Citato da "animaLesa"

No guarda non ti seguo, mi spiace. Io ho avuto problemi abbastanza seri in cui avrei avuto mille motivi per rifugiarmi nella droga, ma non ho mai avuto questa dipendenza. Ho avuto però a che fare con persone che ne avevano e quando l'ho capito ho chiuso perché non erano in grado di prendersi cura di se stesse, figuriamoci di me se avevo un problema.
Non capisco quindi quella frase del gioco che non vale la candela(ma francamente neanche mi interessa). Forse tu credi che le sofferenze possano dare dipendenza? Bhè no, al contrario arrivi ad un certo punto in cui la corda si spezza e forse vuol dire che è stata tirata troppo. Almeno per me è così. Mi spiego? Spero di si. Non ho avuto la disgrazia di attraversare il mare della droga, ma ho avuto disgrazie peggiori, come quella di incontrare persone idiote e distruttive assolutamente dannose per me. Come ho già detto non ho avuto questi problemi quindi sinceramente della funzione analgesica neanche mi interessa. Io certe persone non le riesco proprio a giustificare invece.

Chris974

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9

lunedì, 15 dicembre 2008, 19:03

Citato da "animaLesa"

No guarda non ti seguo, mi spiace. Io ho avuto problemi abbastanza seri in cui avrei avuto mille motivi per rifugiarmi nella droga, ma non ho mai avuto questa dipendenza. Ho avuto però a che fare con persone che ne avevano e quando l'ho capito ho chiuso perché non erano in grado di prendersi cura di se stesse, figuriamoci di me se avevo un problema.
Non capisco quindi quella frase del gioco che non vale la candela(ma francamente neanche mi interessa). Forse tu credi che le sofferenze possano dare dipendenza? Bhè no, al contrario arrivi ad un certo punto in cui la corda si spezza e forse vuol dire che è stata tirata troppo. Almeno per me è così. Mi spiego? Spero di si. Non ho avuto la disgrazia di attraversare il mare della droga, ma ho avuto disgrazie peggiori, come quella di incontrare persone idiote e distruttive assolutamente dannose per me. Come ho già detto non ho avuto questi problemi quindi sinceramente della funzione analgesica neanche mi interessa. Io certe persone non le riesco proprio a giustificare invece.

Che non mi segui lo posso capire bene. Se io credo che le sofferenze possano dare dipendenza? Non ci ho mai pensato e non credo di avere espresso questo concetto, dunque si, non mi segui. Seppoi il presupposto è "francamente neanche non mi interessa", beh, allora proprio non capisco perchè perdi il tuo tempo in questo 3d! Com'è? Molti vedono quello che sembri, pochi quello che sei??!! Parole Sante!

Chri_
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animaLesa

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10

lunedì, 15 dicembre 2008, 19:28

Non preoccuparti del mio modo che scoraggia Nikita preoccupati del modo ingrato che hanno altre persone. Comunque non devo incoraggiare nessuno perché ho già detto che questa persona con me ha chiuso.

Chris mi spiace ma non ti seguo, cioè non so bene cosa intendevi dire, poi ho detto non importa perché a me le persone che si divertono a fare del male non piacciono. In ogni caso la sofferenza non mi rende dipendente, al contrario ti ho detto che guasta. Comunque le persone che fanno uso di qualunque droga(anche canne) non fanno per me, anche perché hanno la logica di un bambino.

Ciao

nikita.free

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11

lunedì, 15 dicembre 2008, 19:42

Sai AnimaLesa, io appartengo alle persone che fanno del male. Me ne vergogno molto. Vorrei tanto non avere quelle reazioni aggressive verso chi mi ama. Sono distruttiva. Sicuramente sono il tipo di persona che terresti alla larga.
Te lo scrivo perché sono un'egoista. Forse il mio cervello malato pensa che se tu ora mi rispondi in modo umiliante riuscirò a sentirmi meno in colpa perché, in qualche modo, sono stata punita.



Citato da "animaLesa"

Non preoccuparti del mio modo che scoraggia Nikita preoccupati del modo ingrato che hanno altre persone. Comunque non devo incoraggiare nessuno perché ho già detto che questa persona con me ha chiuso.

Chris mi spiace ma non ti seguo, cioè non so bene cosa intendevi dire, poi ho detto non importa perché a me le persone che si divertono a fare del male non piacciono. In ogni caso la sofferenza non mi rende dipendente, al contrario ti ho detto che guasta. Comunque le persone che fanno uso di qualunque droga(anche canne) non fanno per me, anche perché hanno la logica di un bambino.

Ciao

nikita.free

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12

martedì, 16 dicembre 2008, 00:02

Chris, grazie per l'apprezzamento. Buona notte
Niki

13

martedì, 16 dicembre 2008, 09:16

Citato da "Chris974"

Ciao a tutti!
mi chiamo Christian, mi presento qui...perché semmai ci sia un posto dove mi senta "a casa" è qui, tra le "dipendenze". Da giorni medito di aprire un 3d e da giorni l'ho anche già scritto sul mio PC, una sintesi (=poema) della mia vita. Poi non mi convinceva, oltre ad esserci troppe cose delicatissime c'erano troppe cose e basta. Mi perdevo io nel mare di problemi, disagi, paure, dubbi e inevitabile confusione espresse, io che conosco la mia vita a memoria...

Sono qui per avere e dare la possibilità di fare un po' di chiarezza e così ho pensato di delimitare i confini, almeno un po'.
Il titolo..."la sagra delle dipendenze"...o "pluridipendenze", vuole essere una sintesi dei fatti si ma anche del mio modo personale di affrontarli. Non so se "sagra" abbia in tutt'Italia lo stesso significato, qui si chiamano così in generale tutte le feste paesane. In qualche modo quindi è la "festa delle dipendenze", dove festa non significa che io mi diverta o ne goda...ma significa che, nonostante tutto, ho sempre cercato di prendere in mano questi problemi con energia e quando ho potuto senza negarmi un sorriso, una giornata felice o un momento di gioia. Un po' è una fortuna questa, o forse solo una necessità, perché altrimenti sarei presto rimasto schiacciato dai miei problemi, concreti e mentali.

La mia famiglia ha un suo passato piuttosto "pesante" ma non così pesante da "giustificare" i miei comportamenti. In fondo una madre presente che mi amava ce l'avevo, un padre da qualche parte anche, e a turno anche nonni o zii. Fatto sta che, dopo aver bene impostato la mia vita, concluso il diploma e a 25anni trovarmi in una grande capitale europea a gestire un dipartimento tutto mio presso una grossa società internazionale, d'un tratto è crollato tutto.



Con il mio completo blu e la mia valigetta 24h viaggiavo distintamente su è giù per le metropolitane affollate o nel traffico cittadino. Poi, finito il lavoro, il bisogno di evadere da me stesso si faceva incontenibile. Così le canne riempivano le mie notti. Le riempivano proprio. Poi non bastarono più e fu l'ecstasy, la cocaina. Non abbandonavo l'una per l'altra, aggiungevo l'una all'altra. Passando attraverso Lsd e Ketamina ho infine conosciuto l'eroina, e il suo compagno di giochi preferito, il crack. Con l'eroina è stato amore a prima vista. Lei riusciva a colmare quell'incommensurabile senso d'angoscia e di vuoto che riempiva ogni mio istante, fin dall'adolescenza.

Ho distrutto ciò che avevo costruito in men che non si dica. E nelle metropolitane mi son ritrovato a passare le giornate, cercando espedienti per poter continuare ciò che facevo. Il lavoro è andato, la casa anche, la morosa pure, gli amici...da loro sono completamente sparito io.



Da lì è cominciato l'irto cammino della riconquista della vita, della ricostruzione del mio modus pensandi, operandi, delle mie dinamiche relazionali. Dovevo re-imparare a vivere. Già perché passata la terribile astinenza fisica il senso di vuoto che mi ingoiava era spaventoso e piangevo dal desiderio di potermi fare per non doverlo sopportare.



Perciò eccomi qua, a condividere con Voi in questo spazio bellissimo, dove amicizie, sofferenze, angosce, progressi e successi si fondono insieme, accomunando persone che sparse per l'Italia hanno capito che stare da soli non aiuta, che aprirsi e senza dubbio il primo passo, che stare insieme fa la forza. Mi ha colpito molto il lavoro che state facendo qui..e le persone che popolano questo spazio. Almeno forse qui, dalla mia dipendenza da internet e da PC posso cavarci qualcosa di buono, anziché buttare il mio tempo vagando il web senza meta.

Siate solo e semplicemente voi stessi, non chiedo altro.

Chri_

ciao caro chris io ti sono venuta a cercare perchè avevo voglia di conscerti meglio,mi ha colpito molto la sensibilità che tu hai avuto con alcuni utenti del forum..ed io sono sempre alla ricerca delle lucette che si accendono lungo la mia strada e tu mi sei sembrata questa all'interno del forum.

io non so niente di droga ,ho solo un cognato che lavora al sert..e mi sorprende sempre vedere come lui ami questo suo lavoro,spesso va a fare delle gite con le persone che segue..

ho citato alcuni passi del tuo racconto che mi hanno colpito in modo particolare il cambiamento repentino della tua vita,che ti fa domandare ,ma perchè quando uno ha tutto..poi cerca di perdere tutto??

io ho una sorella che era bellissima da ragazza riusciva in tutto quello che faceva ,una grande sportiva e campionessa di diversi sport anche particolari come il judo e il softball e poi ha iniziato a fare debiti di gioco,a spendere quantità di denaro in cose stupide,ha tentao il suicidio diverse volte..ma io sempre mi sono domandata ma perchè..??

eppure ai miei occhi di bambina sembrava che avesse tutto eppure solo adesso da grandissima( ho 47 anni) le ho chiesto perchè..e la risposta è stata tremenda..,

per cui caro chris anche se non consco la droga consco cos'è la dipendenza..in altri settori della vita,la conosco anche sulla mia pelle..per altre cose..

cmq. volevo dirti che apprezzo moltissimo lo sforzo che tu fai ogni giorno per riprenderti in mano la tua vita,la tua dignità di persona!

buon viaggio tra di noi..io sto qui ad ascoltarti e a conoscere anche un mondo che io non conosco come quello della droga!

animaLesa

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14

martedì, 16 dicembre 2008, 16:07

Citato da "nikita.free"

Sai AnimaLesa, io appartengo alle persone che fanno del male. Me ne vergogno molto. Vorrei tanto non avere quelle reazioni aggressive verso chi mi ama. Sono distruttiva. Sicuramente sono il tipo di persona che terresti alla larga.
Te lo scrivo perché sono un'egoista. Forse il mio cervello malato pensa che se tu ora mi rispondi in modo umiliante riuscirò a sentirmi meno in colpa perché, in qualche modo, sono stata punita.



Citato da "animaLesa"

Non preoccuparti del mio modo che scoraggia Nikita preoccupati del modo ingrato che hanno altre persone. Comunque non devo incoraggiare nessuno perché ho già detto che questa persona con me ha chiuso.

Chris mi spiace ma non ti seguo, cioè non so bene cosa intendevi dire, poi ho detto non importa perché a me le persone che si divertono a fare del male non piacciono. In ogni caso la sofferenza non mi rende dipendente, al contrario ti ho detto che guasta. Comunque le persone che fanno uso di qualunque droga(anche canne) non fanno per me, anche perché hanno la logica di un bambino.

Ciao


No, non preoccuparti non ti rispondo in modo umiliante, anche perché non c'è motivo, non ti conosco e non ti amo. Su una cosa forse hai ragione però: Le persone che hanno reazioni aggressive verso chi le ama non fanno proprio per me. Il fatto è che essendo autolesioniste sono anche lesive verso il prossimo.
Comunque questo non c'entra niente adesso. Io stavo solo spiegando a Chris che aveva fatto quel discorso strano che per me non era così. A me la sofferenza non rende affatto dipendente. La vedo una teoria un po insana sinceramente, forse per questo non fa per me. Tutto qui.

vi saluto

nikita.free

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15

martedì, 16 dicembre 2008, 16:43

Sai animaLesa è tutto chiarissimo.
Devo dire anche anche a me non piacciono le persone che mi fanno del male.
Nel senso che non piace nemmeno a me essere dalla parte di colui che subisce i problemi altrui e mi è capitato diverse volte.
Io ora mi sono resa conto di come mi comporto e non sono affatto giustificata.
Tutti hanno diritto ad essere rispettati e, chi sta male, non ha diritto di prendersela con gli altri, soprattutto con chi li ama.
In questo forum io spero di trovare un aiuto dalle persone che, come me, stanno cercando di superare i propri disagi.
A presto e piacere d'averti conosciuta.
Niki