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31

Wednesday, December 17th 2008, 5:31pm

ciao Chri..lo sai anche io mi sono sentita sin da quando ero bambina leopardiana..e poi volevo salvare il mondo,ma quando ho visto che io ero piccola,piccola..mi sono sentita sopraffatta dal peso del mondo ed è cresciuto dentro di me un senso di inadeguatezza..ho pensato che ero io che non andavo bene,

alla droga non ci ho mai pensato..forse perchè sono sempre stata una salutista..ma poi credo che mi abbia salvato l'amore per mio marito,ma cmq. continuo ad avere un rapporto di dipendenza dagli altri..ma sto imprando a volermi bene da sola..

tu ti vuoi bene adesso??
ciao lucetta :)

imagine61

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32

Wednesday, December 17th 2008, 6:21pm

Ho preso a cuore questa discussione, un pò perchè sono problemi che vivo, un pò perchè partendo da questi problemi si arriva ad un certo punto, QUEL PUNTO che riguarda la felicità e come ottenerla (e del suo opposto, l'infelicità con tutte le sue manifestazioni e soprattutto le sue cause).
Ma andiamo con ordine.
Ho letto della tua infanzia e adolescenza e abbiamo dei punti in comune. Soprattutto quando dici che eri molto sensibile e che ti sentivi diverso. Io questa diversità me la sentivo forte e col tempo l'ho accettata e in buona parte compresa scoprendo tra l'altro che era una potenzialità e non una cosa negativa. La mia forte sensibiltà (come la tua) in realtà è un dono che però ha un rovescio della medaglia, soprattutto in un mondo dove vince il potere, l'arroganza, i beni materiali. Questo conferma quanto ho detto nel post precedente che chi ha doti umane e spirituali molto accentuate, spesso reagisce negativamente (per esempio rifugiandosi nelle dipendenze) rispetto al mondo nel quale non rispecchia tutto questo. Per fortuna c'è chi reagisce positivamente, pochi ma buoni, l'esempio dei volontari (non missionari così Cinzia è accontentata ;)) lo faccio anche in questa occasione. La differenza sta nel partire dagli stessi stimoli positivi per poi percorrere strade completamente diverse: una porta all'autodistruzione, l'altra alla felicità. Beninteso che tutto deve necessariamente partire da un processo interiore che valorizzi il nostro essere e le nostre capacità. Quella è la condicio sine qua non.
Ti voglio fare delle domande ora. Quando stai solo come stai? Sei tranquillo? Cerchi di fare qualcosa a qualunque costo? Cerchi sempre altre persone pur di non stare solo? Dormi bene? Hai sensi di colpa che non ti fanno dormire?
Ultima cosa. Lascia stare Leopardi e Montale per un pò e guardati il film Angel-a di Luc Besson. C'è tutto il senso dell'amore in generale e dell'amore per sè stessi in particolare. Fammi sapere, ci tengo.
Ciao
Imagine è la canzone che è stata il manifesto di una generazione e continua ad esserlo della mia vita.

animaLesa

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33

Wednesday, December 17th 2008, 6:50pm

Quoted from "nikita.free"

Quindi, per concludere, se riuscirò (o riusciremo) a capire le dinamiche che ci portano ad assumere certi atteggiamenti incontrollabili che, come dici tu, non dipendono da noi, potremo sperare di avrere una vita migliore.

Appunto. Io le ho capite da un pezzo queste dinamiche e se gli altri non le vogliono capire che almeno non ledessero la libertà altrui. Credo che la differenza tra uomo e bestia infondo sia questa. L'uomo non è fatto di solo istinto, ma anche di ragione. Le circostanze, l'ambiente possono infuire, ma l'uomo non dovrebbe agire come una bestia(forse è questa la differenza). Posso sempre dissociarmi da certi andazzi che non gradisco. E' una mia libertà anche questa.

Ciao

Chris974

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34

Wednesday, December 17th 2008, 10:53pm

Ciao didi-lucetta!

Anche tu hai girato la frittata un paio di volte mi par di capire, prima leopardiana, depressa, distante dal mondo, poi lo volevi salvare, un guizzo non indifferente, infine ti sei sentita sopraffatta, e ti sei, per così dire, ritirata, come una tartarughina nel suo guscio. Ti voglio chiedere, ma non hai sentito il bisogno di sfogare il senso di inadeguatezza che provavi da qualche parte? Non parlo necessariamente di droga, ma ad esempio bramando disperatamente un'amore che ti completasse... era forse una reazione più passiva? Il mondo ti sopraffaceva e tu semplicemente non riuscivi a reagire e non sapevi come farlo?

Vedi, io credo che, seppur diverse tra loro, le dinamiche che sviluppano la sofferenza, al principio abbiano diverse similitudini e mi piacerebbe capire quali potrebbero essere i fattori che ci spingono a "non gestire" o forse "gestire in modo malato" il dolore. Sempre che sia possibile individuarne di generici...

Ti aspetto Didi...

1kiiiiz ;)

Cri.
"La violenza, l'ultimo rifugo degli incapaci. " Isaac Asimov

35

Wednesday, December 17th 2008, 11:06pm

caro Cri..io mi sono rifugiata spesso in un mondo fantastico,dove mi sembrava di trovare pace..,dove mi sentivo tranquilla..poi ho trovato un'amico nella figura di Gesù..credo che lui mi abbia fatto sentire meritevole di vivere,perchè in fondo non mi sono mai sentita degna di vivere ,ma non so perchè ho sempre provato quesat sensazione,in questi giorni ne sto parlando per la prima volta con la mia psicologa.

lo sai anche io mi sono chiesta spesso perchè non ho mai desiderato di trovare pace nella droga come è capitato a te ,forse la mia più grande dipendenza è stata verso gli altri..nel desiderio continuo di ricevere un pò di affetto..di elemosinare attenzione,considerazione..

sto facendo un pò di casino..ma ci sono troppe cose da dire forse..

un abbraccio cri_lucetta :)

Chris974

Arranco ma non mi stanco...

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36

Wednesday, December 17th 2008, 11:27pm

Quoted from "imagine61"

Ho preso a cuore questa discussione, un pò perchè sono problemi che vivo, un pò perchè partendo da questi problemi si arriva ad un certo punto, QUEL PUNTO che riguarda la felicità e come ottenerla (e del suo opposto, l'infelicità con tutte le sue manifestazioni e soprattutto le sue cause).
Ma andiamo con ordine.
Ho letto della tua infanzia e adolescenza e abbiamo dei punti in comune. Soprattutto quando dici che eri molto sensibile e che ti sentivi diverso. Io questa diversità me la sentivo forte e col tempo l'ho accettata e in buona parte compresa scoprendo tra l'altro che era una potenzialità e non una cosa negativa. La mia forte sensibiltà (come la tua) in realtà è un dono che però ha un rovescio della medaglia, soprattutto in un mondo dove vince il potere, l'arroganza, i beni materiali. Questo conferma quanto ho detto nel post precedente che chi ha doti umane e spirituali molto accentuate, spesso reagisce negativamente (per esempio rifugiandosi nelle dipendenze) rispetto al mondo nel quale non rispecchia tutto questo. Per fortuna c'è chi reagisce positivamente, pochi ma buoni, l'esempio dei volontari (non missionari così Cinzia è accontentata ;)) lo faccio anche in questa occasione. La differenza sta nel partire dagli stessi stimoli positivi per poi percorrere strade completamente diverse: una porta all'autodistruzione, l'altra alla felicità. Beninteso che tutto deve necessariamente partire da un processo interiore che valorizzi il nostro essere e le nostre capacità. Quella è la condicio sine qua non.
Ti voglio fare delle domande ora. Quando stai solo come stai? Sei tranquillo? Cerchi di fare qualcosa a qualunque costo? Cerchi sempre altre persone pur di non stare solo? Dormi bene? Hai sensi di colpa che non ti fanno dormire?
Ultima cosa. Lascia stare Leopardi e Montale per un pò e guardati il film Angel-a di Luc Besson. C'è tutto il senso dell'amore in generale e dell'amore per sè stessi in particolare. Fammi sapere, ci tengo.
Ciao

Ciamo Imagine :D ..mi fa veramente piacere leggere il tuo interesse che mi suona così vivido e sincero. Sai, non so se arriveremo a qualche punto, spero che percorreremo insieme un cammino, entro il quale ciascuno di noi ha qualcosa da mettere, solo che il piatto questa volta non lo vince uno solo, ma ciascuno ne può avere un po', nella misura in cui tutti noi siamo in grado rispettivamente di dare o di cogliere. Sono daccordo con te riguardo al fatto che chi si sente diverso e non si rispecchia in questo sistema di cose, spesso reagisce negativamente.

Non sono daccordo invece riguardo il parallelo che fai, tra coloro "pochi ma buoni" che gestiscono bene queste "diversità" e l'inespresso ma ovvio contrario dei "molti e non buoni" che reagiscono male e fanno la parte delle pecore nere. Vedi, io credo che siamo tutti umanamente diversi tra noi, credo fermamente, basandomi sulla mia esperienza, di non aver mai veramente avuto scelta. Mi spiego meglio...ciò che portavo dentro era talmente grande e forte e cresceva sempre di più, da pretendere che io facessi qulcosa..perchè vivevo un perenne stato d'ansia acuto che i farmaci non lenivano affatto.

L'en...diceva niki se non erro..per me 3cp*2mg di en/die erano caramelle. Bastavano per non tremare, non certo per chetarmi l'anima. Avrei potuto sposarmi giovanissimo e fare figli, era un mio grande desiderio che ho scelto di non adempiere perchè sentivo che c'era qualcosa che proprio non poteva andare. Avrei fatto un paio di bimbi eppoi avrei lasciato mia moglie per farne un paio con una nuova fidanzata e infine scappare in bulgaria con una bulgara conosciuta al mare...avrei potuto tagliarmi, abbuffarmi o smettere di mangiare. Avrei anche potuto diventare un'assassino e non lo dico a caso o per fare l'estremista a tutti i costi.

Certo che avrei avuto scelta ma sarebbe stata sempre e comunque una scelta forte e negativa. Semplicemente perchè ciò che provavo era terribilmente negativo, non avrei potuto trasformarlo in positivo, non ero un mago io. Il processo interiore di cui parli tu, a mio avviso è reale e corretto, ma non ha luogo a 13anni o anche prima, quando io mi sono trovato davanti queste sensazioni tanto più grandi di me.

Le tue domande. Sto bene da solo, sono sempre stato socevole e da giovane, quando i problemi suesposti erano a 1000, allora no, non potevo restare da solo, non volevo, non mi sopportavo. E avrei risposto negativamente anche a tutte le domande successive.

Mentre adesso si, sto bene anche da solo, sono tranquillo si, per quanto la situazione personale che mi ha appena visto protagonista me lo permette si, sono tranquillo. Non cerco nulla spasmodicamente se non le mie new addiction :cuori: , il gioco (poker), internet e pc (e il desiderio di chiamare la mia ex---). Non sto terribilmente male, non con me stesso almeno, non più, ma mi accorgo di dare risposte sbagliate e cristallizzate agli eventi della vita e sento il bisogno, il desiderio, la necessità di cambiare le cose. Non sto dicendo che non ho problemi, ne ho un paio di molto grossi adesso, ma non riescono a scalfire troppo una tranquillità acquisita a fatica dopo un lungo percorso personale.

Un salutone a tutti Voi..

Cri. :up:
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Dalena

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37

Wednesday, December 17th 2008, 11:50pm

Scrivo una cosa in velocità perché l'hai appena espressa tu, poi tornerò su alcuni concetti esposti più indietro.

Quoted

mi accorgo di dare risposte sbagliate e cristallizzate agli eventi della vita

ecco qua, dunque, devi leggere "Il corpo non mente" e scoprirai, così come ho fatto io, che quando da bambini subiamo delle aggressioni (di ogni tipo, se ti interessa potrò approfondire) dall'esterno, e questo è possibile fin dall'età intrauterina, noi ci costruiamo delle armature caratteriali che ci servono per difenderci da tali aggressioni.
L'analisi bioenergetica distingue 5 tipi caratteriali a seconda della fase di sviluppo dell'individuo in cui le sue necessità siano state disattese.

Quello che descrivi tu loro dicono dipenda da un irrigidimento dell'armatura che è rimasta così come ti serviva quand'eri bambino, ma che non è detto ti sia utile a tutt'oggi. L'ideale è avere un'armatura flessibile che consenta di aprirsi ma anche di difendersi all'occorrenza.

Ok, ti dico anche che è facile sviscerare l'altro concetto, quello del rapporto con te stesso, perchè anche questo lo descrivi benissimo tu.

Quoted

vivevo un perenne stato d'ansia, che solo a tratti si scioglieva, peggiorando di fatto le cose, regalandomi la coscenza che si poteva vivere anche senza.

Quoted

Non mi rendevo davvero conto che stavo davvero male

Vedi, non eri in contatto con te stesso, ma eri talmente stressato da non rendertene nemmeno più conto.

Cosa distingue i consumatori occasionali dagli abituali? Anche lì trovo una parte di risposta al quesito di prima e tra l'altro, nuovamente, ti rispondi da solo, ma devo andare a memoria perchè è sull'altra pagina. Dici che il cons. occasionale ad un certo punto si rende conto del mutamento che avviene dentro di lui. Ecco qua, se ne rende conto perché è in contatto con quel sé, perché lo conosce.

Ora, io saprei andare avanti e mostrarti cosa c'entra l'amore, ma chissà perché penso che voglia provarci tu :D:D

imagine61

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38

Thursday, December 18th 2008, 1:21am

Caro Chris spero per noi tutti che arriveremo a qualche punto, a QUEL PUNTO magari. In realtà stiamo procedendo per gradi perchè quel punto è il punto finale, il punto sul quale sto lavorando da tempo, dove impiego le mie energie vitali perchè sono convinto che la soluzione c'è, dentro tutti noi e che anzi tutti l'abbiano in realtà già provata anche se per poco. La sto sperimentando su di me e per quel pò che riesco a capire dico che funziona. Dove arriverò non lo so ma so che quella è la strada, lo sento forte dentro di me, vedo i segnali sempre più chiari. Ci arriveremo.
Per il momento facciamo insieme questo cammino, sono pienamente d'accordo.
Allora nello specifico tu sei d'accordo con me riguardo al fatto che chi si sente diverso e non si rispecchia in questo sistema di cose, spesso reagisce negativamente.. Spesso vuol dire la maggior parte delle volte e la conseguenza è che la maggior parte delle persone reagendo male di conseguenza VIVE MALE. Del resto basta guardarsi intorno per capirlo. Questo intendevo per "pochi ma buoni". Sono poche le persone che riescono a vivere bene, in sintonia con sè stessi e con il mondo. La verità è che siamo tutti diversi nella nostra unicità e tutti uguali in quanto appartenenti al sistema cosmico. La differenza sta nel COME reagiamo alle diverse situazioni. Perchè nella stessa famiglia un figlio si droga e l'altro si prende la laurea? Eppure partono dalle stesse condizioni! Questo dimostra che siamo NOI a decidere il nostro destino, anche se partiamo svantaggiati. Quello che facciamo e come lo facciamo ci può indirizzare la vita positivamente o no. Tu dici però che il peso che avevi addosso era talmente forte che non riuscivi a scrollartelo di dosso e di conseguenza questo ti ha portato verso quelle esperienze di dipendenza. Nel mio caso non è stato esattamente così, diciamo che l'ho vissuto in maniera più leggera rispetto a te. Quindi ti capisco anche se forse non fino in fondo perchè il fondo non l'ho toccato (per certi versi se l'avessi toccato sarebbe stato meglio). Ora però ti poni in maniera diversa, più positiva e questo può portarti a migliorare ancora la tua condizione, non trovi? Il fatto che hai un migliore rapporto con te stesso rispetto a prima vuol dire che hai intrapreso quantomeno la direzione giusta. Il fatto che scrivi in questo forum, che riesci a stare solo in tranquillità sono conquiste ma puoi farne ancora di conquiste che ti possono portare a vivere la vita pienamente. Siamo noi che diamo limiti alla nostra energia e quindi all'andamento della nostra vita.
Ultima cosa, i problemi ce li hanno tutti, chi più chi meno. Anche qui la differenza è tra chi finta che non ci siano, chi non li affronta oppure chi si rimbocca le maniche e prende il toro per le corna. Anche questo dipende solo da noi.
Ciao
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Dalena

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39

Thursday, December 18th 2008, 2:24am

Caro Francesco/Imagine, ma lo sai che l'esempio dei figli l'avrei fatto io? Però per spiegare il concetto inverso.

Quoted

Perchè nella stessa famiglia un figlio si droga e l'altro si prende la laurea? Eppure partono dalle stesse condizioni!

Non è corretto dire che partano dalle stesse condizioni, in verità esistono differenze sostanziali e te le mostro:
[ul]il corredo genetico è diverso, questo significa che ciascuno reagirà in maniera diversa all'ambiente.[/ul]
[ul] i genitori sono gli stessi sì, ma diversi per età ed esperienze maturate (salvo per i gemelli, si potrà eventualm approfondire).
[/ul]
[ul]i genitori si porranno rispetto ai figli in maniera diversa in base al carattere di ciascuno.
[/ul]
Poniamo il caso di un bambino particolarmente sensibile ed esigente e di una madre poco rispondente, che non lo capisca: il figlio subirà inevitabilemente delle mancanze. La stessa madre potrebbe crescere in modo egregio un figlio meno sensibile e/o più simile a lei, per lei più facile da gestire.
Quindi attenzione, torno ad una cosa che è stata detta in precedenza da altri oltre che da me: cadere nella dipendenza dipende da un insieme di fattori, ma non si può dire che sia una scelta compiuta in coscienza nè per determinazione volontaria del proprio destino.

Non si può dire perchè per ora mancano prove concrete.

Uscirne è il vero atto volontario che mostra la differenza tra chi è Cri :cuori: e chi non lo è!

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40

Thursday, December 18th 2008, 12:20pm

Accetto le tue obiezioni, sorellina Cinzia, anche perchè queste differenze ci sono e le ho sperimentate anch'io nella mia famiglia. Ciò non toglie che il concetto che il nostro destino dipende da noi rimane inalterato. Partiamo con delle condizioni ben precise dalla nascita, chi nasce bello e chi brutto, chi ricco e chi povero tanto per fare due esempi banali. Ma ho visto tanti ricchi diventare poveri e poveri divenire ricchi e sono stati loro, con le loro azioni, col loro modo di porsi nei confronti della vita, a determinare tutto questo. Dentro di noi abbiamo un'energia vitale che se attivata ci può portare a cambiare i nostri comportamenti negativi (come ha fatto Chris d'altronde) e a vivere meglio.
Imagine è la canzone che è stata il manifesto di una generazione e continua ad esserlo della mia vita.

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41

Thursday, December 18th 2008, 12:58pm

Vero e giusto, il problema ora è capire come mai alcuni pensino di non averla, quell'energia vitale, e sentano al suo posto un vuoto.
A questo punto dovremmo anche decidere se l'amore centri o no... ieri sera quando ho scritto quel post ci avrei scommesso, oggi leggendo te non ne sono altrettanto sicura, eppure il "divulgatore" dell'amore sei proprio tuuuu!! Com'è che proprio qui, dove secondo me c'entra tanto, tu non lo vedi?

In tutti i casi secondo me questo vuoto che sentiamo dentro deriva, come ho già accennato, da bisogni fondamentali che sono stati disattesi dai nostri genitori, in particolare dalla madre. Se vi interessa posso approfondire questo punto anche riportando qualche riferimento più autorevole.

Posto che nessun genitore possa crescere un figlio senza commettere errori, ad un certo punto non ci resta che vedere bene cos'abbiamo a disposizione, quali siano cioè le nostre potenzialità, ma soprattutto cosa ci sia mancato negli anni della crescita, perchè è senz'altro di questo che andremo in cerca da grandi, e continueremo a cercare la stessa cosa finchè non ne saremo davvero consapevoli.

Ecco spiegato in parte il perché di tante storie sentimentali sbagliate che sembrano la fotocopia l'una dell'altra, ad esempio. :occhiolino:

Ciao fratellone! :cuori:

42

Thursday, December 18th 2008, 1:12pm

Cara Dalena,
approfondisci, approfondisci... a me interessa molto.
"Diventa ciò che sei"
F. Nietzsche

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Thursday, December 18th 2008, 1:49pm

Bene allora, cara Hiba, lo farò stasera molto volentieri :)

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44

Thursday, December 18th 2008, 2:40pm

Cinzia: A questo punto dovremmo anche decidere se l'amore centri o no... ieri sera quando ho scritto quel post ci avrei scommesso, oggi leggendo te non ne sono altrettanto sicura, eppure il "divulgatore" dell'amore sei proprio tuuuu!! Com'è che proprio qui, dove secondo me c'entra tanto, tu non lo vedi?
C'entra, eccome se c'entra!
Il fatto che non lo stia nominando molto ultimamente è perchè sto cercando di affrontare la questione della felicità (che è connessa all'amore in maniera imprescindibile) in un modo un pò diverso. Sto in realtà applicando quello che abbiamo detto sulla comunicazione Cinzietta cara e cioè: try to say in another way, cerca di dirlo con altre parole. I concetti fino al livello della consapevolezza li ho abbastanza chiari dentro di me. E sono sempre quelli anche se espressi in un altro modo. Ma è l'ultimo livello quello a cui mi interessa arrivare, quello su cui sto "lavorando". Sto in fase di ricerca ed elaborazione, mentale e soprattutto spirituale. Arriverà il momento che ne parleremo. Quando sarò pronto. Se sarò pronto.
Con amore e in amore ;)
Francesco
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Thursday, December 18th 2008, 3:04pm

Sempre Cinzia: Vero e giusto, il problema ora è capire come mai alcuni pensino di non averla, quell'energia vitale, e sentano al suo posto un vuoto.
Ora lavoriamo su questo aspetto. Gradirei sapere da Chris in particolare (e dagli altri ovviamente) se lui questa energia non l'ha mai sentita. Da quello che racconti in alcuni momenti della tua vita la sentivi.
Quanto detto ora è strettamente connesso con: ad un certo punto non ci resta che vedere bene cos'abbiamo a disposizione, quali siano cioè le nostre potenzialità, ma soprattutto cosa ci sia mancato negli anni della crescita, perchè è senz'altro di questo che andremo in cerca da grandi, e continueremo a cercare la stessa cosa finchè non ne saremo davvero consapevoli..
Infatti dobbiamo necessariamente passare attraverso la consapevolezza per capire il mondo e soprattutto capire noi stessi. Nelle riunioni terapeutiche sulle dipendenze questo step era precisato molto bene. Poi c'è la guarigione, che è sempre a rischio ricadute.
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