Homepage di Nienteansia.it
Switch to english language  Passa alla lingua italiana  

Non risulti loggato.


Gentile visitatore,
Benvenuto sul Forum di Psicologia di Nienteansia.it. Se questa è la tua prima visita, ti chiediamo di leggere la sezione Aiuto. Questa guida ti spiegherà il funzionamento del forum. Prima di poter utilizzare tutte le funzioni di questo software dovrai registrarti. Usa il form di registrazione per registrarti adesso, oppure visualizza maggiori informazioni sul processo di registrazione. Se sei già un utente registrato, allora dovrai solamente procedere con il login da qui.

animaLesa

Molti vedono quello Che sembri, pochi quello Che sei

  • "animaLesa" è una donna

Posts: 637

Activity points: 1.987

Data di registrazione: domenica, 06 aprile 2008

Località: MARTE

  • Invia messaggio privato

16

martedì, 16 dicembre 2008, 17:39

E' una cosa positiva almeno che tu lo riconosca. Ci sono persone che non hanno neanche l'umiltà di riconoscere le cose e per questo diventano aggressive e violente perché non sanno come giustificarsi.
Però ti contraddici: prima hai detto che sei distruttiva e appartieni alle persone che fanno del male e ora dici che lo subisci. Vabbè fa niente, anche perché a me non riguarda.
Comunque tutte le persone che sono in questo forum credo abbiano problemi Nikita, io però non me la prendo con le persone senza un motivo(almeno ché non mi istigano o mi offendono). Ovviamente i miei commenti erano riferiti a persone distuttive che con me sono state lesive. Credo non piaccia a nessuno subire i problemi altrui, anche perché si hanno già i propri, anche a me è capitato e non hanno fatto altro che aggiungere problemi alla mia vita già molto difficile. Poi dipende da cosa intendi per subire i problemi altrui perché se una persona fa parte della tua vita tu non puoi ignorare e fregartene dei suoi problemi. Ci pensi prima semmai, non puoi volere il "giocattolo" e fuggire dalla sua vita scomoda quando ti conviene. Sarebbe un comportamento proprio indegno e meschino che purtroppo ho avuto la sfortuna di trovare in molte persone. Mi riferivo infatti a questo nei commenti precedenti dato che Chris aveva raccontato la sua storia. Poi ognuno ha i suoi problemi e non è detto che solo la droga lo sia. Solo che magari la differenza è che uscire dalla droga dipende solo da se stessi e dalla propria volontà. In altre cose purtroppo NO. Ci sono tunnel forse anche peggiori proprio perché non dipende da se stessi.

Ciao, piacere d'averti conoscita.

Nemes

Pilastro del Forum

  • "Nemes" è una donna

Posts: 2.901

Activity points: 9.018

Data di registrazione: lunedì, 31 marzo 2008

Località: Nord

  • Invia messaggio privato

17

martedì, 16 dicembre 2008, 17:42

Citato da "Chris974"

Ciao ragazzi e grazie dei Vs post! Capisco bene che per chi sia estraneo al problema sostanze riesca difficile comprendere ed avere una "propria opinione" che, ai propri occhi abbia un certo valore. Infatti se sono qui non è per avere risposte preconfezionate nè consigli geniali inesistenti ma per un confronto chiaro, aperto e bidirezionale, dove io, forse, Vi posso condurre "dentro" la vita e l'anima di un "tossico" e Voi, dentro quella di chi non ha idea, di cosa succeda veramente dentro "chi si fa".

E' certo che questo richiederà impegno reciproco ma se sono qui..non è per "una botta e via".

Innanzitutto vorrei precisare un primo concetto, espresso da Nemes. Chiudere "de-fi-ni-ti-va-men-te". Whao, qui è già filosofia. Cosa vuol dire? Quali sono le caratteristiche che racchiude il termine "definitivamente"? Per quanto mi riguarda personalmente ho chiuso definitivamente tutte le volte che ho smesso. Già, perchè riuscire a smettere è un'impresa talmente dolorosa (oltre che ardua) che nessuno vorrebbe mai doverla ripetere. Ma poi i fatti smentiscono tutti, a questo riguardo. Quindi io mi considero ancora un tossico, astinente, ma tossico.

AnimaLesa, il tuo nick, la "massa di ipocriti" e la tua "image" mi suggeriscono che, anche se non hai avuto la disgrazia di attraversare il mare delle sostanze, hai "gioito" di quella delle sofferenze, che, di fondo, sono alla base delle dipendenze. Chi non soffre e molto, non diventerà mai tossico, perchè il gioco non vale la candela. Mi spiego... la mia angoscia, il "male di vivere" interiore che mi ha sempre accompagnato, era talmente forte da giustificare i danni della droga. In quanto questa faceva bene la funzione "analgesica" per la quale la assumevo.

Lea...tu, invece, mi sa che ti devi proprio spiegare!!!

Chri_

Intendevo chiudere definitivamente con le sostanze stupefacenti...insomma mica è facile no??
Chiudere con le dipendenze..beh quella è ormai una caratteristica talmente radicata che fa parte del tuo modus vivendi, o cerchi di modificarla, o ti cerchi una dipendenza innocua e non invasiva.
Non mi hai risposto se vai in terapia...
Io, come hai detto, sono tra quelli che non sanno cosa vuol dire avere un problema di droga, sfogo le sofferenze invece di fuggirle (un altro modo malato ma non così distruttivo); ho avuto un amico che è entrato nel circolo della coca, sapevo che sarebbe stato inutile convincerlo a smettere, per cui mi sono allontanata da lui e abbiamo chiuso definitivamente.
Quindi ti domando: perchè?? Visto che non ho potuto chiederlo a lui, lo voglio chiedere a te visto che ti sei reso disponibile al confronto: cosa ha la cocaina che io non ho? Con "io" non intendo la mia persona in particolare, ma quegli amici intimi/amori/persone con cui condividi tutto, che riuscite ad abbandonare senza pensarci due volte quando la cocaina entra nella vostra vita.
Non è per polemica o per attacco, ma solo per capire...

Per altri interventi che ho letto: non credo si tratti di dipendenza dalla sofferenza, più che altro di dipendenza da un mondo parallelo dal quale si chiude fuori la sofferenza, dipendenza da un anestetico che permette di non sentire la sofferenza per un po'..penso si tratti di quello.
Le persone sane si innamorano follemente, amano ardentemente, si arrabbiano furentemente, possono provare gelosie violente, lottare per la propria realizzazione o sacrificare tutto, fino a consumarsi, per i valori in cui credono, e giungere alla battaglia. (C. Albasi)

Chris974

Arranco ma non mi stanco...

  • "Chris974" è un uomo
  • "Chris974" ha iniziato questa discussione

Posts: 158

Activity points: 547

Data di registrazione: martedì, 16 settembre 2008

Località: Il Paese dei Balocchi:)))

  • Invia messaggio privato

18

martedì, 16 dicembre 2008, 20:45

Vorrei chiarire e se possibile chiudere il discorso relativo alla "dipendenza dalla sofferenza" definizione alla quale si è giunti, spiegando il malinteso, perchè solo e soltanto di questo si tratta.

Io ho solo inteso far leva sul fatto che aver vissuto e/o vivere grandi sofferenza porta ciascuno di noi a trovare una sua personale "soluzione". Chiedevo quindi un cenno di apertura nel voler considerare che coloro che cadono nelle dipendenze da stupefacenti non lo fanno per vezzo, vizio o piacere ma per DOLORE. Volevo solo quindi porre le sostanze sotto la luce della "soluzione" alle sofferenze e come tale (assurda, lo riconosco, assurda quanto tante altre reazioni al dolore), essere considerata.

Vivere ti ringrazio tanto per avermi dato della "lucetta"...tu pensa che in realtà io la cerco fuori da me...perchè non ne vedo alcuna! Comunque se vuoi le cerchiamo insieme, ti va? :occhiolino:

Nemes ti rispondo. Si, sono in terapia, psicoterapia. L'ho seguita per diversi anni con scarsi risultati, così l'ho mollata perchè la credevo inutile, completamente inutile. Invece ho dovuto ricredermi, perchè strada facendo mi sono reso conto di avere in effetti risolto diversi disagi interiori, i peggiori tra l'altro e che questo mi permetteva di "riuscire" nel mio intento di uscire dalle sostanze senz'altro molto meglio. Mi ci sono voluti diversi anni di terapia (5) e altri 2 per "decantare" prima di accorgermi nella vita quotidiana dei grossi vantaggi che ne traevo. Nel frattempo però stavo molto meglio e mi sono davvero illuso di aver "risolto" "definitivamente".

Poi mi sono trovato a dover affrontare una difficilissima situazione di coppia, condita da molta violenza psicologica e anche fisica che, giorno dopo giorno, in soli 6mesi ha demolito molte mie sicurezze riaquisite e quasi tutta la speranza, l'energia, il desiderio di cambiare le cose. Le sostanze non sono più un problema del presente ma le dipendenze si, eccome! Ho dovuto rendermi conto che ho solo "switchato" da una dipendenza all'altra, senza modificare i meccanismi che ne costuiscono le fondamenta.

Cosa ha la cocaina, che Voi non avete? Assieme alla cocaina ci metterei diverse sostanze, l'eroina in primis e in misura minore anche ecstasy, amfetamine, lsd, cannabis. Voi sapete lenire l'angoscia? Sapete riportare la serenità nel nostro cuore? Siete in grado di cancellare con un colpo di spugna ogni pensiero negativo, ogni malessere, sostituendolo con un'emozione fortissima, totalizzante, così forte da trovarsi al confine tra benessere totale e fastidio o addirittura malessere? No, Nemes, nessun essere umano può far questo. Le sostanze si, invece, lo fanno molto bene. Abbandonare gli amici, gli affetti, non dedicarsi più a niente e nessuno, la mancanza di interessi, di stimoli, di desideri, tutti questi sono effetti collaterali dovuti alla potenza della sostanza. Alcune di queste sostanze, l'eroina soprattutto ma anche la coca se assunta a forti dosi e con costanza, diventano "autoreferenziali". Cioè generano un circuito che porta ogni pensiero, ogni desiderio, ogni bisogno ad appagarsi sempre e solo mediante esse. "Si bastano"..per dirla in 2parole. Così il bisogno di mangiare, d'amore, di sesso, di affetto, di confronto, di relazione, di svago, di emozioni, ..., viene appagato sempre e solo mediante questa modalità.

Ovviamente questo non è l'inizio del "rapporto" con la sostanza ma avviene quando il rapporto è ben consolidato. Durante la formazione di questo rapporto entrano in gioco diversi fattori che portano all'esclusione di terze persone. Il bisogno/desiderio di ripetere l'esperienza, la necessità di tenerla nascosta ecc.

Un'ultima cosa. Usare sostanze non è, a parer mio, una fuga dalla sofferenza ma una "soluzione". Chi ne fa uso se da una parte si rende conto che queste hanno un cattivo effetto su di lui e che questo tenderà a peggiorare, dall'altra prova immenso giovamento da questa nuova "medicina", che, all'inizio, gli consente di goderne gli effetti analgesici (sia fisici che psicologici) senza subirne conseguenze. Inoltre l'assurdo pensiero che si potranno gestire e controllare, che non tutti ne debbano obbligatiramente essere succobi, schiavi, alimenta la necessità di ripetere l'esperienza. Aggiungi a questo che gli effetti collaterali spiacevoli e deleteri insorgono progressivamente, in modo proporzionale all'intensificarsi del rapporto succitato, creando così una consapevolezza che per contro si deve scontrare con un'amore già molto forte...metti insieme queste caratteristiche e ne otterrai un cocktail micidiale.

A presto...

Chri_

(ps: perdonatemi ma se vorreste essere così gentili da non portare avanti discorsi personali off-topic all'interno di questo 3d lo apprezzerei molto, grazie!)
"La violenza, l'ultimo rifugo degli incapaci. " Isaac Asimov

nikita.free

Utente Attivo

Posts: 77

Activity points: 231

Data di registrazione: venerdì, 07 novembre 2008

  • Invia messaggio privato

19

martedì, 16 dicembre 2008, 22:04

Hai concluso centrando il problema: "Ci sono tunnel peggiori proprio perché non dipende da se stessi".
Condivido tutto quello che hai scritto ma solo moralmente.
Nel senso che è razionamente giusto.
Tuttavia, la prospettiva che in questo momento rileva, invece, è quella del tunnel, cioè quella situazione che ti fa agire senza riuscire a controllarti, facendo del male a se stessi ed agli altri.
E' questo il problema da risolvere e qui entra in gioco il confronto in queste discussioni.
Scusa la mia ripetitività ma è ovvio che chi fa del male non è giustificato.
Quindi, per concludere, se riuscirò (o riusciremo) a capire le dinamiche che ci portano ad assumere certi atteggiamenti incontrollabili che, come dici tu, non dipendono da noi, potremo sperare di avrere una vita migliore.
Quanto alla mia contraddizione devo obiettare che è solo apparente perché io mi sono trovata sia da una parte che dall'altra.
Puo capitare ;)
Beh, animaLesa, alla prossima allora!
Niki


Citato da "animaLesa"

E' una cosa positiva almeno che tu lo riconosca. Ci sono persone che non hanno neanche l'umiltà di riconoscere le cose e per questo diventano aggressive e violente perché non sanno come giustificarsi.
Però ti contraddici: prima hai detto che sei distruttiva e appartieni alle persone che fanno del male e ora dici che lo subisci. Vabbè fa niente, anche perché a me non riguarda.
Comunque tutte le persone che sono in questo forum credo abbiano problemi Nikita, io però non me la prendo con le persone senza un motivo(almeno ché non mi istigano o mi offendono). Ovviamente i miei commenti erano riferiti a persone distuttive che con me sono state lesive. Credo non piaccia a nessuno subire i problemi altrui, anche perché si hanno già i propri, anche a me è capitato e non hanno fatto altro che aggiungere problemi alla mia vita già molto difficile. Poi dipende da cosa intendi per subire i problemi altrui perché se una persona fa parte della tua vita tu non puoi ignorare e fregartene dei suoi problemi. Ci pensi prima semmai, non puoi volere il "giocattolo" e fuggire dalla sua vita scomoda quando ti conviene. Sarebbe un comportamento proprio indegno e meschino che purtroppo ho avuto la sfortuna di trovare in molte persone. Mi riferivo infatti a questo nei commenti precedenti dato che Chris aveva raccontato la sua storia. Poi ognuno ha i suoi problemi e non è detto che solo la droga lo sia. Solo che magari la differenza è che uscire dalla droga dipende solo da se stessi e dalla propria volontà. In altre cose purtroppo NO. Ci sono tunnel forse anche peggiori proprio perché non dipende da se stessi.

Ciao, piacere d'averti conoscita.

nikita.free

Utente Attivo

Posts: 77

Activity points: 231

Data di registrazione: venerdì, 07 novembre 2008

  • Invia messaggio privato

20

martedì, 16 dicembre 2008, 22:17

Voi sapete lenire l'angoscia? Sapete riportare la serenità nel nostro cuore? Siete in grado di cancellare con un colpo di spugna ogni pensiero negativo, ogni malessere, sostituendolo con un'emozione fortissima, totalizzante, così forte da trovarsi al confine tra benessere totale e fastidio o addirittura malessere? No, Nemes, nessun essere umano può far questo. Le sostanze si, invece, lo fanno molto bene.

Caro Chris, questa frase mi ha colpito e devo dirti che, invece - e per fortuna -, è possibile che un essere umano riesca a riportare la serenità nel proprio cuiore, a cancellare il pensiero negativo, a lenire l'angosica.
Si Chris, è possibile, ed è proprio a questo che serve l'introspezione, la psicotrapia, il confronto.
Abbiamo perso queste abilità e, assumendo la sostanza, ci siamo posti nella condizione di non apprenderle mai, perché la sostanza era la soluzione a tutto.
Invece di imparare a gestire l'ansia, l'angoscia, la paura, i pensieri ossessivi, ci siamo nascosti dietro la sostanza.
Ma il nostro cervello è stato progettato per essere autosufficiente.
Tuttavia, per cause di vario genere, si è verificata una sorta di "avaria" che ha portato il cervello a non ritenersi più in grado di provvedere a riequilibrare il pensiero.
Quest'avaria si può ridurre ed, infine, eliminare.
Noi siamo in grado di controllare il pensiero, dobbiamo solo imparare a farlo perché è una nostra attitudine naturale!
Sono fiduciosa Chirs, anche se è difficile.
Ma cosa c'è di facile?
La felicità va conquistata giorno per giorno.
Scusatemi tutti, non voglio fare la saccente, sono io la prima che mi incasino, deprimo, distruggo per un nonnulla.
Però ho conosciuto persone capaci di interpretare la vita, gli eventi, le situazioni diversamente da me e, vedendo questo, ho capito che posso farcela anch'io e anche voi!

Baci
Niki



Citato da "Chris974"

Vorrei chiarire e se possibile chiudere il discorso relativo alla "dipendenza dalla sofferenza" definizione alla quale si è giunti, spiegando il malinteso, perchè solo e soltanto di questo si tratta.

Io ho solo inteso far leva sul fatto che aver vissuto e/o vivere grandi sofferenza porta ciascuno di noi a trovare una sua personale "soluzione". Chiedevo quindi un cenno di apertura nel voler considerare che coloro che cadono nelle dipendenze da stupefacenti non lo fanno per vezzo, vizio o piacere ma per DOLORE. Volevo solo quindi porre le sostanze sotto la luce della "soluzione" alle sofferenze e come tale (assurda, lo riconosco, assurda quanto tante altre reazioni al dolore), essere considerata.

Vivere ti ringrazio tanto per avermi dato della "lucetta"...tu pensa che in realtà io la cerco fuori da me...perchè non ne vedo alcuna! Comunque se vuoi le cerchiamo insieme, ti va? :occhiolino:

Nemes ti rispondo. Si, sono in terapia, psicoterapia. L'ho seguita per diversi anni con scarsi risultati, così l'ho mollata perchè la credevo inutile, completamente inutile. Invece ho dovuto ricredermi, perchè strada facendo mi sono reso conto di avere in effetti risolto diversi disagi interiori, i peggiori tra l'altro e che questo mi permetteva di "riuscire" nel mio intento di uscire dalle sostanze senz'altro molto meglio. Mi ci sono voluti diversi anni di terapia (5) e altri 2 per "decantare" prima di accorgermi nella vita quotidiana dei grossi vantaggi che ne traevo. Nel frattempo però stavo molto meglio e mi sono davvero illuso di aver "risolto" "definitivamente".

Poi mi sono trovato a dover affrontare una difficilissima situazione di coppia, condita da molta violenza psicologica e anche fisica che, giorno dopo giorno, in soli 6mesi ha demolito molte mie sicurezze riaquisite e quasi tutta la speranza, l'energia, il desiderio di cambiare le cose. Le sostanze non sono più un problema del presente ma le dipendenze si, eccome! Ho dovuto rendermi conto che ho solo "switchato" da una dipendenza all'altra, senza modificare i meccanismi che ne costuiscono le fondamenta.

Cosa ha la cocaina, che Voi non avete? Assieme alla cocaina ci metterei diverse sostanze, l'eroina in primis e in misura minore anche ecstasy, amfetamine, lsd, cannabis. Voi sapete lenire l'angoscia? Sapete riportare la serenità nel nostro cuore? Siete in grado di cancellare con un colpo di spugna ogni pensiero negativo, ogni malessere, sostituendolo con un'emozione fortissima, totalizzante, così forte da trovarsi al confine tra benessere totale e fastidio o addirittura malessere? No, Nemes, nessun essere umano può far questo. Le sostanze si, invece, lo fanno molto bene. Abbandonare gli amici, gli affetti, non dedicarsi più a niente e nessuno, la mancanza di interessi, di stimoli, di desideri, tutti questi sono effetti collaterali dovuti alla potenza della sostanza. Alcune di queste sostanze, l'eroina soprattutto ma anche la coca se assunta a forti dosi e con costanza, diventano "autoreferenziali". Cioè generano un circuito che porta ogni pensiero, ogni desiderio, ogni bisogno ad appagarsi sempre e solo mediante esse. "Si bastano"..per dirla in 2parole. Così il bisogno di mangiare, d'amore, di sesso, di affetto, di confronto, di relazione, di svago, di emozioni, ..., viene appagato sempre e solo mediante questa modalità.

Ovviamente questo non è l'inizio del "rapporto" con la sostanza ma avviene quando il rapporto è ben consolidato. Durante la formazione di questo rapporto entrano in gioco diversi fattori che portano all'esclusione di terze persone. Il bisogno/desiderio di ripetere l'esperienza, la necessità di tenerla nascosta ecc.

Un'ultima cosa. Usare sostanze non è, a parer mio, una fuga dalla sofferenza ma una "soluzione". Chi ne fa uso se da una parte si rende conto che queste hanno un cattivo effetto su di lui e che questo tenderà a peggiorare, dall'altra prova immenso giovamento da questa nuova "medicina", che, all'inizio, gli consente di goderne gli effetti analgesici (sia fisici che psicologici) senza subirne conseguenze. Inoltre l'assurdo pensiero che si potranno gestire e controllare, che non tutti ne debbano obbligatiramente essere succobi, schiavi, alimenta la necessità di ripetere l'esperienza. Aggiungi a questo che gli effetti collaterali spiacevoli e deleteri insorgono progressivamente, in modo proporzionale all'intensificarsi del rapporto succitato, creando così una consapevolezza che per contro si deve scontrare con un'amore già molto forte...metti insieme queste caratteristiche e ne otterrai un cocktail micidiale.

A presto...

Chri_

(ps: perdonatemi ma se vorreste essere così gentili da non portare avanti discorsi personali off-topic all'interno di questo 3d lo apprezzerei molto, grazie!)

nikita.free

Utente Attivo

Posts: 77

Activity points: 231

Data di registrazione: venerdì, 07 novembre 2008

  • Invia messaggio privato

21

martedì, 16 dicembre 2008, 22:23

Per altri interventi che ho letto: non credo si tratti di dipendenza dalla sofferenza, più che altro di dipendenza da un mondo parallelo dal quale si chiude fuori la sofferenza, dipendenza da un anestetico che permette di non sentire la sofferenza per un po'..penso si tratti di quello.

Riporto le parole scritte da Nemes per dire qualcosa che scatenerà le vostre polemiche, ma siamo qui per confrontarci giusto? ;)
Secondo me esiste la dipendenza da sofferenza. Ci sono persone (e qui mi ci metto anch'io) che sono così abituate a stare sempre male, soprattutto per essere sempre state trattate male, che non riescono a godere delle cose belle della vita.
Quando tutto va bene e sono amate, qualcosa va in corto circuito: allarme rosso allarme rosso, c'è qualcosa che non torna.
E lì iniziano paranoie, pensieri ossessivi e chi più ne ha più ne metta e tutto questo perché il cervello non capisce e pensa: ci dovrà pure essere qualcosa che non va? E se non c'è lo trovo subito!

Accetto tutte le vostre critiche e vi saluto con affetto.
Niki

22

martedì, 16 dicembre 2008, 22:35

amici vi seguo,ma per il momento..non ho nulla da aggiungere se non dire soltanto a chris che accetto il suo invito! :)

23

martedì, 16 dicembre 2008, 23:27

Caro Chris,
leggo con molto interesse questo vostro confronto. Mi sembra molto ricco... Per ora non ho niente da dire, se non che ci sono!
"Diventa ciò che sei"
F. Nietzsche

Nemes

Pilastro del Forum

  • "Nemes" è una donna

Posts: 2.901

Activity points: 9.018

Data di registrazione: lunedì, 31 marzo 2008

Località: Nord

  • Invia messaggio privato

24

martedì, 16 dicembre 2008, 23:55

Nikita,
io non facevo un discorso generale, ma riferito al tema di questa discussione, credo anch'io che esista una dipendenza dalla sofferenza, hai ragione, ma non in questo caso,qui entrano in gioco altri meccanismi e altri bisogni, come ho detto, penso sia anzi il contrario infatti, come mi ha anche corretta Chris, è una medicina che lenisce temporaneamente la sofferenza.

Chris,
grazie per avermi risposto in modo così chiaro, abbi pazienza ma dovevo fare questa domanda, volevo capire; l'esperienza con la droga io l'ho vissuta dall'altra parte, da chi ha visto qualcuno di molto vicino trasformarsi rapidamente in uno sconosciuto, con uno sguardo glaciale e anaffettivo che non credevo possibile. Qualcuno che ha fatto una scelta e quella scelta non ero io, ho rispettato tale scelta per il grande rispetto che ho per la libertà delle persone (lui non era ancora dipendente, ma ben lucido e conscio della strada che voleva percorrere). Solo avevo bisogno di capire perchè, ora l'ho capito, dopo 6 anni l'ho capito..

Ora non aggiungo altro perchè ho bisogno un attimo di rielaborare ciò che mi hai detto, ma continuerò a confrontarmi su questo argomento..
Le persone sane si innamorano follemente, amano ardentemente, si arrabbiano furentemente, possono provare gelosie violente, lottare per la propria realizzazione o sacrificare tutto, fino a consumarsi, per i valori in cui credono, e giungere alla battaglia. (C. Albasi)

Dalena

Forumista Incallito

  • "Dalena" è una donna

Posts: 4.057

Activity points: 13.311

Data di registrazione: martedì, 18 novembre 2008

Località: Veneto

Lavoro: Fisioterapista

  • Invia messaggio privato

25

mercoledì, 17 dicembre 2008, 02:34

Caro Chri,
ho un po' paura di quello che voglio dirti però ho capito che sei sanamente critico verso tutti gli interventi, quindi procedo.

Quello che mi ha colpito di più nel tuo topic è stato il vuoto.
Quando hai parlato di vuoto ho subito pensato che volevo saperne di più. Quello che descrivi mi dà la sensazione di un vuoto di dimensioni cosmiche, talmente grande che di te sembra restare solo la pelle.
Capisco bene quello che intende dire Lea, passare da quello stato a quello che sei - o forse dovrei dire "sembri", visto che la conoscenza che possiamo avere in un forum è parziale - è qualcosa che ha dell'incredibile, perché tutto quello che scrivi esprime onestà intellettuale, profondità di pensiero, spessore culturale, grande sensibilità. (Lea, correggimi se sbaglio :))

Io però vorrei capire di più questa parte:

Citato

Poi, finito il lavoro, il bisogno di evadere da me stesso si faceva incontenibile.

Sei riuscito a capire, durante la psicoterapia, perchè avessi bisogno di evadere da te stesso?
Sentivi già il vuoto, magari non così imponente, di cui parli poi?

Anch'io ho avuto delle dipendenze, ed ogni tanto ci ricasco, in forme diverse, e ho sviluppato la consapevolezza che, qualsiasi sia il tipo di dipendenza che ho, mi coglie quando mi manca qualcosa in termini di scambi affettivi, per non scomodare, per me, concetti più profondi.
Parlando di sostanze io sono stata fumatrice, come te ho smesso più volte e capisco cosa intendi quando dici che ogni volta sia definitiva.
Riguardo alla droga non credo sia questo il punto su cui desideri approfondire il confronto, perché mi sembra tu l'abbia già affrontato e superato - anche se definirti in astinenza mi sembra quasi un voler tenere aperta una porta, mi domando perché... a meno che non sia un modo acquisito in comunità per non dimenticare di essere stato un drogato...?
Vorrei dire che anch'io penso che uscirne sia una questione di volontà personale, entrarne però no.

Ma il punto è proprio questo: perché drogarsi? E non dico fumare qualche canna per vedere che effetto fa, esperienza abbastanza comune.. intendo proprio quello che descrivi così bene tu: perché entrare in relazione così profondamente, perché accettare che qualcosa di materiale e di "altro da noi" si impossessi della nostra volontà, della nostra libertà, della nostra vita?

La mia risposta è: perchè con nessun altro, nemmeno con te stesso, eri mai entrato così profondamente in relazione. (Ecco, l'ho scritto.)
Perché nel tuo cuore non c'era amore, più che per gli altri, per te stesso.
E perchè tutt'ora sei vittima delle dipendenze? Per lo stesso motivo.
Se riuscissi a vedere tu stesso quello che abbiamo visto Lea, io e credo anche Vivere, non diresti certe cose di te.

Ma dico di più, che tu abbia o no queste qualità che sono piaciute a noi, non ha importanza, perché chiunque, qualunque essere umano, è degno d'amore.
Indipendentemente dal suo passato, dagli errori che ha commesso o da quanto sia intelligente, capace, sensibile... ogni persona dovrebbe in primis imparare ad amare ed aiutare se stessa.

Ti racconto un aneddoto. Avrò avuto 16 anni, ero molto attiva in parrocchia, molto idealista, molto spirituale. (Sono rimasta più o meno la stessa, tranne per l'attività in parrocchia.) Una sera dopo un gruppo di approfondimento sui problemi giovanili parlo con un ragazzo, sui 25, che mi sembra molto sensibile a certe tematiche, così cerco di coinvolgerlo in un'attività rivolta ad aiutare gli altri. Lui mi risponde che no, che non vuole farlo. Rimango perplessa e gli chiedo come mai. Risponde: perché prima di aiutare gli altri bisogna aiutare se stessi.

Senza parole.
Ma come, e tutto questo dare amore, dare aiuto, dare dare sempre dare perchè altrimenti si è egoisti, freddi, cattivi?
Ci ho riflettuto molto e non l'ho capito che diversi anni dopo, quanto avesse ragione!
Anche aiutare gli altri è una dipendenza. Tu lo sai.
E' pur sempre un modo per riempire il vuoto che si ha dentro. Certo che scalda il cuore, e sto anche "guadagnandomi il paradiso"! Sì, ma intanto rischio di vivere all'inferno...

Tu dici:

Citato

Voi sapete lenire l'angoscia? Sapete riportare la serenità nel nostro cuore? Siete in grado di cancellare con un colpo di spugna ogni pensiero negativo, ogni malessere, sostituendolo con un'emozione fortissima, totalizzante, così forte da trovarsi al confine tra benessere totale e fastidio o addirittura malessere? No, Nemes, nessun essere umano può far questo. Le sostanze si, invece, lo fanno molto bene.

E' vero, nessun essere umano può fare esattamente questo.
Un essere umano può fare più di questo, perché non ci sarà altro oltre il benessere totale, né fastidio né malessere.
E quindi dato che A = A chi può fare questo sei tu. Chi ha il dovere di fare questo sei tu, attingendo alla forza vitale che scorre in te, e ripeto in te ce n'è tanta, imparando ad essere liberamente te stesso, preoccupandoti di te, anche andando a rivedere certe convinzioni che hai riguardo alla tua famiglia.

Io credo che un bambino veramente amato sappia amarsi.
Con questo non voglio dire che tu debba andare dai tuoi a rinfacciargli qualcosa, ma piuttosto che tu cominci a guardare in quella direzione, ad accettare che abbiano fatto degli sbagli - magari anche in buonafede perchè a loro volta saranno stati non o poco amati. Capire cosa ti sia mancato è fondamentale prima per perdonarti e poi per lavorarci su. Io sento che tu hai molta comprensione e perdono per gli altri, ma non ne hai per te.

Se ho preso mille granchi mi scuso, ma questo sentivo di dirti.
Come hai chiesto nel topic sono stata me stessa.

Ti abbraccio e tifo per te!!! :cuori:

Chris974

Arranco ma non mi stanco...

  • "Chris974" è un uomo
  • "Chris974" ha iniziato questa discussione

Posts: 158

Activity points: 547

Data di registrazione: martedì, 16 settembre 2008

Località: Il Paese dei Balocchi:)))

  • Invia messaggio privato

26

mercoledì, 17 dicembre 2008, 02:45

Ciao a tutti...
ho letto i Vostri post...ed ho la sensazione che sia difficile fare chiarezza, che sia difficile trovare una realtà oggettiva al di là delle esperienze personali. A questo proposito vorrei cercare di delimitare un po' i confini di discussione, così da non confondere le cose ed evitare fraintendimenti.
Innanzitutto vorrei operare un distinguo tra l'uso ricreativo di sostanze stupefacenti e la totale dipendenza fisico-psicologica da queste. L'uso ricreativo ha dinamiche in parte simili ma sostanzialmente diverse.

Nemes, capisco benissimo cosa intendi per "glaciazione emotiva" e "mutamento della personalità". Sono entrambi caratteristiche fondamentali del passaggio dall'uso ricreativo alla dipendenza.

Bada bene però Nemes, è molto delicato parlare di "scelta consapevole". Troppo spesso, e qui pongo l'accento, perchè accade troppo spesso, un disturbo compulsivo o bipolare si nasconde dietro un'apparente scelta deliberata e cosciente.

:arrow: Una persona che sta bene con se stessa, nonappena nota l'inizio della mutazione, cambia rotta, ne rimane spaventata e si ferma. L'uso ricreativo si ferma qui. E per "si ferma" non intendo che raggiunto questo punto tale persona decide di non farne più uso. Spesso significa solo che questa comprende dove si trova la linea di confine e si adopera per non valicarla più. Opta dunque per un uso calcolato e sporadico (es: solo per le feste importanti, una volta ogni 2/3mesi, ecc..).

:arrow: Quando invece la persona non si rende conto del proprio mutamento, oppure più comunemente, è disposta a mutare pur di conservare gli effetti (falsi, effimeri, non durevoli) della sostanza, allora, nonostante tutto sembri indicare che questa lo stia scegliendo, in effetti ha celato in sè un problema di ben più vaste dimensioni, che maschera ai suoi occhi le conseguenze della sostanza o le fa apparire addirittura positive.

Parlare di scelta, come di vizio, come di "possibilità di scelta" è molto delicato.

:?: Un depresso sceglie di deprimersi? Non assume nulla per deprimersi, obietterete voi. Daccordo ma pone inessere tutti quei comportamenti che dovrebbe per tutelare la propria salute psicofisica?? Esce di casa, va a divertirsi, coltiva hobby, relazioni interpersonali appaganti??? No, non lo fa. E potrebbe, eccome, chi glielo vieta. Ma non lo fa. Perchè la malattia glielo impedisce. Un'autolesionista sceglie di tagliarsi?? Beh, lo pensa, lo decide, si procura gli strumenti, lo pone in atto. E' lo stesso iter che compie il tossico, nè più e nè meno. Un'anoressico sceglie di non mangiare?? Ma certo...

Vedete, è facile confondere le malattie con scelte deliberate e consapevoli ma in realtà non è così, sono malattie allo stesso modo, con radici e fondamenta simili, identiche o completamente differenti. Sintomi simili o dissimili e risultati spesso molto simili. Forse sono ora riuscito a spiegare un po' meglio anche l'analogia tra dipendenza e sofferenza.

Nikita ha "nerettato" una parte del mio pensiero che, per rispettare il significato complessivo che questa riveste all'interno di un discorso, difficilmente può essere ben compresa se decontestualizzata. E', di fatto, la risposta ad una domanda ben precisa che non può essere trascurata senza travisarne il significato. Nikita, sempre tu e nello stesso post rispondi infatti a questa mia affermazione intendendola come "fuori" dal suo discorso d'origine. Sono daccordissimo con te Niki, tutto ciò si può e si deve trovare dentro di noi. Hai detto molto, molto bene, dentro-di-noi. Io mi riferivo esclusivamente a cosa può fare chi è "fuori" da noi, senza per questo intendere che le medesime cose non si possano fare invece da dentro le proprie vite. :)

In attesa dei Vostri preziosi commenti,

Vi saluto :D

Chri_
"La violenza, l'ultimo rifugo degli incapaci. " Isaac Asimov

imagine61

As-saggio

  • "imagine61" è un uomo

Posts: 2.026

Activity points: 6.162

Data di registrazione: martedì, 11 novembre 2008

Località: Roma

  • Invia messaggio privato

27

mercoledì, 17 dicembre 2008, 15:08

Caro Chris leggo ora questa discussione che mi tocca molto in quanto anche io ho lo stesso tuo problema: dipendenze. Dipendenze affettive, sigarette e gioco. Cose diverse dall'eroina ma solo apparentemente. Come hai detto giustamente tu il meccanismo che porta alla dipendenza (e quindi all'assuefazione) è IDENTICO. Ho fatto terapia di gruppo per alcuni mesi e nella saletta degli incontri c'era un grande cartello dove veniva rappresentato un albero i cui rami erano le varie forme di dipendenza e le radici però erano comuni. Questo rendeva l'idea, visivamente.
La terapeuta (e le discussioni che ne seguivano) metteva in luce il fatto che il vuoto dentro di noi veniva colmato da queste dipendenze che funzionano come un analgesico dell'anima. Ti annulli nella droga, nel gioco, in un rapporto di coppia così non fai i conti con te stesso. Perchè di questo si tratta e Cinzia/Dalena l'ha spiegato meglio di quanto potessi fare io. Ci dovremmo soffermare su questo punto perchè la causa di tutto sta proprio lì: il rapporto con sè stessi!
Sto riflettendo da un pò di tempo su un altro aspetto. Sul fatto cioè che chi ha dipendenze sia anche un disadattato e cioè uno che rifiuta lo status quo e tutti i meccanismi perversi del vivere moderno. E' una sorta di suicidio lento perchè non si vuole affrontare la realtà oltre che di sè stessi anche del mondo che ci circonda che ci appare oltremodo ingiusto e cattivo. Quasi sempre chi ha dipendenza è una persona prevalentemente buona d'animo ma debole rispetto a cose che la società ha fissato come condizioni per essere considerati vincenti. Se non sei competitivo, avido, geloso, appariscente ecc. ecco che ti senti inadeguato al resto del mondo o meglio alla maggior parte del resto del mondo. Ma quelli che si adeguano pedissequamente a questi dis-valori non campano certo meglio. Spesso hanno delle dipendenze anche loro e non se ne accorgono. Oppure hanno malattie psicosomatiche, tipiche della civiltà industrializzata. Segnali insomma che qualcosa non va. Vanno avanti nella quotidianità, lamentandosi sempre di questo e di quello ma senza affrontare le vere cause del loro disagio. Qui sta la differenza tra me, te o Cinzia e altri: la consapevolezza. La consapevolezza però da sola non risolve il problema se non si fa il passo successivo. Di questo ne parlerò quando farò la discussione sulla felicità. Vorrei che tu partecipassi caro Chris.
Ciao
Imagine è la canzone che è stata il manifesto di una generazione e continua ad esserlo della mia vita.

28

mercoledì, 17 dicembre 2008, 15:43

ciao Chris ..è la prima volta che mi capita di leggere un post e non riuscire a dire niente di sensato,ma volevo dirti che ti/ vi seguo !

Chris974

Arranco ma non mi stanco...

  • "Chris974" è un uomo
  • "Chris974" ha iniziato questa discussione

Posts: 158

Activity points: 547

Data di registrazione: martedì, 16 settembre 2008

Località: Il Paese dei Balocchi:)))

  • Invia messaggio privato

29

mercoledì, 17 dicembre 2008, 16:38

Eccoci qua...torniamoci sù, cogliamo anche oggi la mela del confronto, dolce, aspra, strana...sia quel che sia. Fatto benissimo Cinzia, senza paura, fuori il rospo! E non solo tu, tutti! Ho tanti hanni sulle spalle e non temo più non solo i giudizi, nemmeno i pre-giudizi. Possono ferirmi ma non spaventarmi nè farmi dubitare. Posso faticare ad identificare la strada giusta ma la so riconoscere. Hai colto nel segno, siamo arrivati al punto di partenza! Sembra una contraddizione, non lo è. Fin'ora ci sono stati i preamboli, un po' di info generiche, un po' di retorica.

Il primo importante punto di partenza è proprio il vuoto cinzia. Un vuoto cosmico, leopardiano, assoluto, totalizzante. Già, le droghe sono totalizzanti, solo così possono colmare un vuoto totalizzante. Meglio dovrei dire "le dipendenze", perchè ha colto perfettamente anche imagine, hanno le stesse basi, le medesime radici. Mi piace molto l'idea di visualizzarle in un'albero..non è che tu, imagine, potresti fare la grande magia di rendere quell'albero di cui parli visibile qui? Magari scannerizzandolo e inserendolo come .jpg. Sono sicuro che non ce l'ahi nel cassetto ma forse varrebbe la pena provare a cercare...chessò, fare una telefonata. Io la butto lì...non volermene ma il tuo discorso mi è piaciuto molto e la tua esperienza potrebbe arricchire molti di noi.

Il vuoto è nato dentro me sotto forma di nervosismo già da bambino, insofferenza, iperattività, mancanza di autocontrollo. Nell'adolescenza ha preso le dimensioni dell'ansia. Senza un perchè identificato vivevo un perenne stato d'ansia, che solo a tratti si scioglieva, peggiorando di fatto le cose, regalandomi la coscenza che si poteva vivere anche senza. L'ansia è cresciuta fino a divenire angoscia, un'angoscia profonda come la fossa delle marianne, un luogo dell'anima dove non filtrava alcuna luce, dove non c'era vita. Mi struggevo e distruggevo nel continuo paragonarmi agli altri e nell'accorgermi che io ero diverso. Solo io soffrivo così. Solo per me era così tremendo avere a che fare col mio cuore. Ricordo bene che m'innamorai all'istante di leopardi, in compagnia del quale trascorrevo i pomeriggi in lacrime, nella mia stanza. "Oggi il male di vivere ho incontrato"..E.Montale..anche con lui parlavo degli stessi dolori. Ma nessuno intorno a me, nessuno che fosse vivo lì con me poteva capire, io parlavo anche, con le persone con cui costruivo rapporti d'amicizia ma queste non potevano capirmi, parlavamo lingue diverse o più semplicemente: non avevano mai provato ciò che provavo io.

Non mi rendevo davvero conto che stavo davvero male, tutti continuavano a ripetere che avevo una sensibilità particolare, molto, molto acuta e che fosse "normale" per me vivere "certe cose" così. Me ne convinsi anch'io. Il tempo passava ma l'angoscia no. Non passava mai, anzi, ogni giorno trovava nuovi motivi d'essere, ogni giorno trovava la sua forza, alimento in qualcosa di nuovo. Era una diversità, era la mia diversità ed in una certa maniera ne ero fiero e geloso, perchè nessuno era capace di star male quanto me. Così cullavo il mio cancro come una pietra preziosa...quando non ero troppo occupato a far sì che non mi divorasse l'anima. Dai 14anni in su, anche le cose più distanti da me, se portavano con sè un forte odore di dolore, diventavano presto mie compagne. L'olocausto, le guerre, quella vicina a noi, in Yugoslavija. Ricordo bene le notti passate in terrazza ad ascoltare il rombo dei B52 che volavano alti sopra la mia testa..e l'eco lontano delle bombe dei giorni in cui il conflitto era arrivato a Fiume. E piangevo. Ascoltavo e piangevo.

Certo che non rinfaccerò nulla ai miei genitori (ma per chi mi hai preso??!! :occhiolino: ) però credo anch'io sempre di più che l'amore abbia una parte fondamentale in tutto questo. Spero di capirci qualcosa di più qui con voi...

Aiutare se stessi: Perfetto, pienamente daccordo, questo punto è stabilito e prefissato, nessuno farà il lavoro al posto mio, nè al vostro. Anche per questo siamo qui, per "aiutarci a fare i compiti"...

Ho voluto entrare in relazione così profondamente con le sostanze perchè non c'ero riuscito con nessuno, nemmeno con me stesso. A questo non ci avevo mai pensato...in realtà ho sempre creduto di essere in profondissima relazione con me stesso ma potrebbe essere stato un'abbaglio assurdo. Questo concetto però lo dobbiamo scviscerare bene...perchè mi sfugge...e forse fugge perchè è vero. Forse è vero e fa male, così fugge. :rolleyes:

Amare se stessi?? Ma come --azz si fa?? Io non capisco neanche bene che vuol dire...uff...mi fa sentire piccolo piccolo questa mia mediocrità...

Non vedo l'ora di leggerVi... :happy:

A presto...Cri
"La violenza, l'ultimo rifugo degli incapaci. " Isaac Asimov

Nemes

Pilastro del Forum

  • "Nemes" è una donna

Posts: 2.901

Activity points: 9.018

Data di registrazione: lunedì, 31 marzo 2008

Località: Nord

  • Invia messaggio privato

30

mercoledì, 17 dicembre 2008, 17:03

Chris,
volevo solo specificare che ho parlato di scelta consapevole nel caso specifico del mio amico, non ne faccio una questione generale sebbene da una parte ho idea che lo sia, però so anche di potermi sbagliare perchè non essendomi trovata in prima persona in questa situazione posso solo ipotizzare.
Per quanto riguarda il mio amico, non ti starò a spiegare i particolari della situazione e della sua personalità, ma credo proprio di poter parlare di scelta consapevole.

Per il resto ti sto leggendo volentieri.
Le persone sane si innamorano follemente, amano ardentemente, si arrabbiano furentemente, possono provare gelosie violente, lottare per la propria realizzazione o sacrificare tutto, fino a consumarsi, per i valori in cui credono, e giungere alla battaglia. (C. Albasi)

1 utente a parte te sta visitando questo thread:

1 ospite