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La rana

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Friday, April 8th 2011, 6:44pm

dipendenza

la dipendenza da internet dopo quanti anni altera il nostro sistema celebrale e cognitivo?
ho trovato solo questo ma non lo dice


Questi sono i principali sintomi che caratterizzano l’I.A.D.:
1. Bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore in rete per ottenere soddisfazione;
2. marcata riduzione di interesse per altre attività che non siano Internet;
3. sviluppo, dopo la sospensione o diminuzione dell’uso della rete, di agitazione psicomotoria, ansia, depressione, pensieri ossessivi su cosa accade on-line, classici sintomi astinenziali;
4. necessità di accedere alla rete sempre più frequentemente o per periodi più prolungati rispetto all’intenzione iniziale;
5. impossibilità di interrompere o tenere sotto controllo l’uso di Internet;
6. dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate alla rete;
7. continuare a utilizzare Internet nonostante la consapevolezza di problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici recati dalla rete.

Le modificazioni psicologiche che si producono nell'individuo che diviene dipendente dalla rete sono : perdita delle relazioni interpersonali, modificazioni dell'umore, alterazione del vissuto temporale, cognitività completamente orientata all'utilizzo compulsivo del mezzo; il soggetto tende a sostituire il mondo reale con un oggetto artificioso, quasi una sorta di “feticismo tecnologico”, con il quale riesce a costruire un proprio mondo personale e in questo caso virtuale analogo al mondo del tossicodipendente che ha un proprio linguaggio, uno specifico abbigliamento, atteggiamenti e comportamenti diversi e differenti rispetto al mondo reale nel quale è abituato a vivere.

Ogni dipendenza implica dei meccanismi: la tolleranza (per cui si è costretti ad aumentare le dosi di una sostanza per ottenere lo stesso effetto), l'astinenza (con comparsa di sintomi specifici in seguito alla riduzione o sospensione di una particolare sostanza) e "craving" o smania che porta a un fortissimo e irresistibile desiderio di assumere una sostanza, desiderio che, se non soddisfatto, causa intensa sofferenza psichica e a volte fisica, con fissazione del pensiero, malessere, alterazione del senso della fame e della sete, irritabilità, ansia, insonnia, depressione e, nei casi più gravi sensazioni di derealizzazione e depersonalizzazione.

Questi elementi sono tipici di droghe come tossicodipendenza, tabagismo, alcolismo, gioco d'azzardo, attività sessuale irrefrenabile, assunzione di cibo seguita da vomito e sono anche riconoscibili in quanti fanno un uso eccessivo di Internet per soddisfare sul piano virtuale quel che non riescono a ottenere sul piano della realtà, fino al punto di percepire il mondo reale come un semplice ostacolo o impedimento all'esercizio della propria onnipotenza che sperimentano con immenso piacere nel mondo virtuale.

La dipendenza da Internet ha in comune con le altre droghe il tratto ossessivo-compulsivo, la compulsione da Internet si basa sul "piacere" anziché sulla "fobia". E proprio perché si basa sul piacere, anziché sul disagio e la sofferenza, eliminarla risulta molto difficile.

Nelle chat, dove uno è libero di usare la fantasia nel presentarsi agli altri e nell'immaginarli, non è difficile incontrare persone che dichiarano un'identità sessuale diversa da quella reale, così come caratteristiche fisiche, età, occupazione, stato civile. Mentire dà a ciascuno l'euforia di una libertà illimitata e forse, per la prima volta in vita, l'ebbrezza di essere affascinanti, mostrando lati della propria persona che solo in un contesto privo di riscontri visivi, si sente di poter esaltare. In tal modo chi chatta ha la possibilità di realizzare in modo virtuale il proprio ideale dell'io, e di riflesso sentirsi finalmente ideale.

Con queste sensazioni piacevoli a portata di mano, come si fa a spegnere il computer e tornare nella realtà dove nessuno lo crede davvero ideale?A questo punto le ore davanti allo schermo del computer dedicate allo scambio di informazioni, sensazioni ed emozioni aumentano.Poi scatta la tentazione di incontrarsi e spesso la realtà non rispecchia le aspettative, allora l'illuso insoddisfatto diventa disilluso, e quello soddisfatto, ma respinto, diventa un depresso.

Nonostante la realtà smentisca il virtuale, non per questo ci si astiene, infatti se solo il virtuale dà quello che nega il reale, allora ci si immette nel virtuale, riducendo i contatti reali, ormai divenuti fonte d'ansia e quindi da evitare!

E poi il sesso virtuale, vera e propria dipendenza, dove la masturbazione individuale si accompagna alla condivisione. La possibilità di essere espliciti e diretti, nell''anonimato, porta a scoprire forme di eccitazione ignote e all'inserimento nelle proprie perversioni con potere seduttivo. In tal modo ci si allontana dai rapporti sessuali reali i quali appaiono insignificanti e troppo limitati.

Tra le varie posizioni assunte dal soggetto, quella perversa è quella che più “resiste” a un approccio curativo. Nella maggioranza dei casi, questo tipo di declinazione della propria sessualità assume l’aspetto più di una trasgressione personalizzata che non viene percepita come problematica dal soggetto. La rete si presenta come un osservatorio privilegiato della perversione per alcune sue peculiari caratteristiche. Il suo mondo digitale e astratto, immaginario e virtuale, così impalpabile, parallelo a quello reale pare trasfigurato in un palcoscenico ideale sul quale il perverso mette in scena diverse identità, coperto dall’anonimato e al riparo dalla contaminazione del contatto e della vicinanza fisica, trovando una immediata corrispondenza al suo mondo magico, artificiale nel quale ogni differenza tra i sessi e le generazioni è annullata, per ritornare a una dimensione fantasmatica in cui dominano la finzione e l’illusione che si possa in qualche modo sfuggire alle leggi del vivere comune e al principio di realtà. La rete inoltre rappresenta uno spazio relazionale del tutto particolare, in cui l’interazione avviene tramite tastiera e monitor (lasciamo per ora in sospeso le tecnologie più avanzate quali audio e video). Ciò costringe a una mancanza di contatto diretto con il proprio interlocutore che, tuttavia, nel caso particolare delle perversioni, rappresenta un vantaggio in quanto tale assetto consente una distanza di “sicurezza” da chi si trova all’altro capo del collegamento.

La tossicodipendenza potrebbe essere vista come un bisogno dell'individuo di crearsi un mondo personale indipendentemente dalla sostanza o strumento che lo rende dipendente. E’ evidente che attraverso internet si possono provare intensi e piacevoli sentimenti di fuga, superando on-line i problemi della vita reale, con un effetto simile ai “viaggi”consentiti da alcune droghe e inoltre permette al soggetto di provare un senso di onnipotenza, connesse con il superamento di ogni limite personale e spazio temporale. Il tempo sembra fermarsi in rete, la parola fine non c’è mai.

I soggetti che utilizzano le rete, oltre a non rendersi conto delle diverse ore già trascorse dinanzi allo schermo, tendono ad alterarsi facilmente con chi disturba il loro “viaggio”; esperienza questa che può essere paragonata alla risposta che un alcolista da ad un amico trovandosi ad una festa “soltanto un biccherino”, o a quella del fumatore che dice a se stesso “solo un’ultima sigaretta e andrò a dormire; lo stesso procedimento viene messo in atto dagli internet dipendenti che risponderanno irritati a chi gli chiede di disconnettersi “ancora un minuto e spengo”, oppure diranno a se stessi razionalizzando “un altro minuto non farà molta differenza” ma poi rimarranno connessi ancora per ore e ore.

Altra caratteristica importante tra gli internet dipendenti è la negazione del problema come spesso accade con qualunque altro tipo di dipendenza; differenza questa ancor più difficile da riconoscere.E’ molto difficile infatti chiedere aiuto per qualcosa che la maggior parte delle persone apprezza per la sua potenza e il suo potere innovativo; e quando questi soggetti vengono messi di fronte alla chiara evidenza di un comportamento tossicomanico si trincerano dietro l’opinione comune secondo la quale internet è grandioso, “non può far male”.

Ogni giorno molti utenti rischiano di allontanarsi dai rapporti interpersonali “faccia a faccia”, indispensabili per una vita sana e socialmente equilibrata, preferendo relazioni virtuali; queste inevitabilmente portano ad una spersonalizzazione e ad una proiezione del proprio sè in un luogo non fisico che, data la facilità, la velocità e l’ampiezza geografica dei rapporti il soggetto preferisce.
"Le persone sono come le vetrate. Scintillano e brillano quando c'è il sole, ma quando cala l'oscurità rivelano la loro bellezza solo se c'è una luce dentro".
Elisabeth Kubler Ross

This post has been edited 1 times, last edit by "La rana" (Apr 8th 2011, 6:57pm)


Incognita

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2

Friday, April 8th 2011, 9:00pm

Ciao,
comprendo a pieno ciò che hai scritto,ci sono passata anche io,ora va meglio molto meglio,però mi sto facendo aiutare.
se credi di esserne dentro fino al collo,e vuoi uscirne,e te ne sei resa conto da sola quanto questa dipendenza influisca sulla tua vita,bene sei già a buon punto,però fatti aiutare al più presto e da chi soprattutto sa farlo per bene.
Io personalmente sono in cura in un centro per la dipendenza da internet,e so che sono sulla via giusta per tirarmene una volta e per sempre fuori,vale più la mia vita,la mia realizzazione che il pc che fino ad ora a contribuito a rovinarla.
Dico contribuito,perchè nel mio caso c'è altro di sottostante e irrisolto,e ci sto lavorando su.
Dietro alla dipendenza da internet,e non solo dietro ogni dipendenza di qualsiasi natura essa sia c'è qualcosa di sottostante.
Se il tuo problema è la iad fatti aiutare,è un consiglio dato con il cuore credimi
E' da qui non c'è niente di piu naturale che
fermarsi un momento a pensare
che le piccole cose son quelle più vere
e restano dentro di te
e ti fanno sentire il calore
ed è quella la sola ragione
per guardare in avanti e capire
che in fondo ti dicono quel che sei...

La rana

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3

Saturday, April 9th 2011, 12:25pm

no, no è un mio problema ma avevo accanto una persona che ora non vedo più perchè non ha mai voluto curare la sua dipendenza e ha sempre negato di averla.
Ho cercato di aiutarlo, ma poi lui non voleva e io ho girato i tacchi. Non potevo fare niente e stavo anche male con lui in quelle condizioni.
"Le persone sono come le vetrate. Scintillano e brillano quando c'è il sole, ma quando cala l'oscurità rivelano la loro bellezza solo se c'è una luce dentro".
Elisabeth Kubler Ross

4

Saturday, April 9th 2011, 1:41pm

in effetti questa società offre una marea di attrattive che possono diventare dipendenza...

teoricamente si può diventare dipendendenti da tutto, non importa se il vettore è una sostanza chimica, dei pixel su schermo, o una dipendenza affettiva. Tutti esprimono uno squilibrio nel proprio vissuto personale, che viene vissuto male, e quindi ci si "rifugia" in qualcosa che ci fa stare bene, il problema si innesta quando ci chiudiamo a tutto il resto.

Ripensando alle mie dipendenze, ci metterei in ordine cronologico: i libri, i videogiochi, internet, rapporti affettivi e sigarette...
Tutto ciò mi perplime

rocco smitherson

La rana

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5

Saturday, April 9th 2011, 1:50pm

sono d'accordo le ho avute anch'io, ma ora inizio a diventare dipendente da questo sito, spero che passino presto a prendermi!! :rolleyes:
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Elisabeth Kubler Ross

6

Saturday, April 9th 2011, 2:29pm

per uscire dalla dipendenza (qualsiasi essa sia), basta fare un piccolo/enorme sforzo di guardarsi in giro e vedere che ci sono attrattive più allettanti, non è tanto una questione di mancanza di volontà, ma su come focalizziamo la nostra coscienza
Tutto ciò mi perplime

rocco smitherson

kimberly

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7

Sunday, April 10th 2011, 2:15pm

Ogni dipendenza implica dei meccanismi: la tolleranza (per cui si è costretti ad aumentare le dosi di una sostanza per ottenere lo stesso effetto), l'astinenza (con comparsa di sintomi specifici in seguito alla riduzione o sospensione di una particolare sostanza) e "craving" o smania che porta a un fortissimo e irresistibile desiderio di assumere una sostanza, desiderio che, se non soddisfatto, causa intensa sofferenza psichica e a volte fisica, con fissazione del pensiero, malessere, alterazione del senso della fame e della sete, irritabilità, ansia, insonnia, depressione e, nei casi più gravi sensazioni di derealizzazione e depersonalizzazione.

Questi elementi sono tipici di droghe come tossicodipendenza, tabagismo, alcolismo, gioco d'azzardo, attività sessuale irrefrenabile, assunzione di cibo seguita da vomito e sono anche riconoscibili in quanti fanno un uso eccessivo di Internet per soddisfare sul piano virtuale quel che non riescono a ottenere sul piano della realtà, fino al punto di percepire il mondo reale come un semplice ostacolo o impedimento all'esercizio della propria onnipotenza che sperimentano con immenso piacere nel mondo virtuale.

La dipendenza da Internet ha in comune con le altre droghe il tratto ossessivo-compulsivo, la compulsione da Internet si basa sul "piacere" anziché sulla "fobia". E proprio perché si basa sul piacere, anziché sul disagio e la sofferenza, eliminarla risulta molto difficile.



Io penso che ci sia dipendenza e dipendenza per cui per me è sbagliatissimo compararle tra loro,come se fosse un gruppo.
Ciascuna dipendenza è diversa dall'altra per cui non possiamo raggruppare tutto come se fosse una sola cosa.Bisogna trattare ciascuna dipendenza in modo diverso e darne il giusto peso.
Non possiamo paragonare uun eroinomane che ha una dipendenza fisica e psicologica e che rischia di morire per overdose o malattie infettive a uno che ha una dipendenza da internet!!!!! Per favore.
Le compulsioni sono dei comportamenti ripetitivi che vengono adottati per cercare di contrastare le ossessioni che generano ansia.
Le compulsioni,dunque non creano piacere e piu' aumentano le compulsioni e piu' si intensifica la patologia ossessiva.
Internet crea dipendenza nel momento in cui non si prova piu' piacere nell'utilizzarlo ma si crea invece un ossessione che genera ansia.
Non si è piu' liberi ma si dipende dal mezzo cybernetico,il che racchiude dei problemi di natura psicologica.

La rana

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Sunday, April 10th 2011, 11:22pm

la dipendenza è molto simile invece perchè chi dipende non sa di dipendere e quindi si sente libero. Se la sua vita non è rovinata da quella dipendenza in modo totale e
quindi la può gestire bene e si impara a gestire ogni dipendenza, ne ho vissuta una in particolare.
Ti parlo da persona che è incline alle dipendenze, quando dipendi pensi di essere libero, ne sei convinto, l'unica cosa che ti può mettere in dubbio per un attimo se sei dipendente da qcs è qndo chiedi a te stesso: posso far a meno di questo per 5 giorni? se la domanda ti genera ansia e non hai voglia di rispondere o cerchi giustificazioni..sei dipendente!
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Monday, April 11th 2011, 11:52am

C'è pure il caso di chi è dipendente,ne vuole uscire perchè consapevole e in cura per farsi aiutare,ma la dipendenza gli diventa l'unica spiaggia dove non pensa a ciò che c'è intorno e che turba...
E' da qui non c'è niente di piu naturale che
fermarsi un momento a pensare
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e restano dentro di te
e ti fanno sentire il calore
ed è quella la sola ragione
per guardare in avanti e capire
che in fondo ti dicono quel che sei...

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Monday, April 11th 2011, 3:36pm

questa è una delle definizioni di dipendenza..ma ce ne sono milioni
se la dipendenza non soddisfasse un desiderio, in questo caso non pensare a ciò che c'è intorno, a cosa servirebbe?la dipendenza serve a non pensare a qcs, qcn
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Wednesday, April 13th 2011, 10:03pm

la dipendenza affettiva è la peggiore !!!! :cursing:

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