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pAkiTa

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1

Thursday, January 12th 2012, 10:51am

depressione post-dipendenza

Salve a tutti,

Io mi chiedevo qual è il comportamento migliore
per stare a vicino ad una persona che ha smesso di drogarsi da ormai 2
anni. Mi spiego meglio e mi scuso per la lunghezza del post.
Sono
vicino a questa persona da oltre otto anni. Quattro anni fa ha
cominciato a far uso di eroina, e due anni fa ha deciso volontariamente
di smettere, si è affidato ad un sert e ad uno psicologo privato, e io
l'anno scorso sono venuta a vivere con lui. è stato veramente molto
bravo. Solo che tutta questa sofferenza l'ha trasformato in una persona
completamente diversa. Sembra davvero che non ami più se stesso,
nonostante abbia superato con ammirazione questo scoglio. è ancora in
terapia al sert, non più dallo psicologo privato, ma davvero non si
droga più da oltre due anni.

Il problema è che sembra che non
provi emozioni, che non voglia legarsi a nessuna persona (mi riferisco a
nuove amicizie, o persone per bene), perchè non si fida nè di sè
stesso, nè di nessuno (a eccezione di me e del cane!), e sopratutto non
riesce minimamente a tirar fuori le sue paure!Appena cerco di spronarlo
un po' e parlare di lui, scoppia a piangere e poi..vuole stare da solo,
ci riflette su 2 minuti e subito dopo...accende la tv!oppure appena c'è
un problema esterno,o gli faccio qualche osservazione si innervosisce
immediatamente, ma in una forma compulsiva, quasi per difesa (senza
aggressività!)

Forse saranno parole infantili, ma io sto cercando
di fargli capire che secondo me lui ha sbarrato i suoi sentimenti (il
"cuore") con una porta blindata, cercando di affidarsi solo alla ragione
(la "mente"), che ormai è diventata un garbuglio che non riesce più a
snodare, e dunque vive con estrema indifferenza verso se stesso e verso
il mondo!Infatti, tutto ormai (uscire con gli amici, lavorare, mangiare,
la vita in casa, etcc) è diventato un "dovere", non c'è più nulla che
fa con piacere, non ci sono più desideri e sogni dentro di lui!è
giovane, ha una famiglia che lo appoggia e potrebbe avere un'ottimo
futuro lavorativo, ma sta lasciando troppo scorrere questi anni della
sua vita.
La mia preoccupazione è che se continua così, questo
atteggiamento non lo aiuterà di certo a riscattarsi in futuro,
nonostante tutta la sofferenza che ha passato e la diligenza e impegno
con cui ha affrontato il suo problema iniziale!A proposito lui sembra
anche molto rassegnato e infatti dice che "non finirà mai di pagare"
questo errore, e dunque non riesce a perdonarsi!Io lo conosco bene e ho
moltissima fiducia in lui, ma a volte non so davvero come comportarmi!
Qualcuno sa dirmi qual'è l'atteggiamento migliore da adottare in questi casi?

scintillino

Giovane Amico

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2

Thursday, January 12th 2012, 3:53pm

non saprei cosa dirti.

cosi di istinto ti direi, fagli leggere queste tue righe... ma chissa' se sia sufficiente a cambiar qualcosa in lui...

è molto fortunato ad avere te...
Hai cercato di capire .. e non hai capito ancora se di capire si finisce mai..
Hai provato a far capire con tutta la tua voce anche solo un pezzo di quello che sei!
Con la rabbia ci si nasce o ci si diventa...
e tu che sei un esperto non lo sai... Perché quello che ti spacca e ti fa fuori dentro forse parte proprio da chi sei !

Simona C.

<<Moderatrice del Forum>>

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3

Friday, January 13th 2012, 11:18am

Benvenuta,
capisco la tua voglia di spronarlo,ma di solito chi è così"vicino" è il meno adatto,evidentemente è stato fortissimo e determinato,ma ha ancora tanta strada da fare ed ha chiuso le emozioni in un bozzolo piuttosto che affrontarle e condividerle,nel bene o nel male,piuttosto che spronarlo cerca di cogliere i suoi momenti di apertura,vivi la coppia e cerca di fargli continuare la psicoterapia,è lui che deve risolvere questi conti che ha in sospeso con se stesso.Sarà difficile,ma son certa che forte di ciò che provi per lui ci proverai.
:friends: sii forte e stagli vicina,nel ruolo speciale che ti ha dato di compagna e cerca di ascoltare anche i suoi silenzi e le sue chiusure,tante volte dicono molto più di mille parole ;)
ti abbraccio,sei in gamba :friends:
una parola è poco,due sono troppe

Farcut

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4

Saturday, January 14th 2012, 12:03am

Pakita,
posso dirti solo una cosa?? SEI GRANDE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :clap: :clap:
Meriti solo un grande rispetto. Io consigli non ne posso dare in quanto non conosco il problema (ringraziando Dio), ma ciò che ti ha suggerito Scintillio mi sembra un'ottima idea per farlo partecipe, oltre che a voce, di quanto tu gli voglia stare accanto.

pAkiTa

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5

Monday, January 16th 2012, 12:26pm

Ciao a tutti,

vi ringrazio moltissimo per le vostre parole, mi hanno tirato su il morale moltissimo, e mi danno molta forza! Il giorno in cui ho scritto questo post, ero davvero molto giù di morale e ho provato a scrivergli una lettera, che mi ha aiutato molto a sfogarmi, ma poi non ce l'ho fatta a dargliela. Ma non ce l'ho fatta neanche a tenermi tutto dentro..Per fortuna sono riuscita a spiegargli con molta sincerità il mio dolore nel vederlo così arido di emozioni! Volevo fargli capire che io non devo essere il suo mondo, il mondo è la fuori, esiste e deve impegnarsi a conoscerlo, viverlo, e imparare a riconoscere ciò che è bene e ciò che è male indipendentemente da me!In poche parole deve rialzarsi in piedi e smetterla di escludere tutti e tutto. Io posso stargli a fianco, ma il lavoro grande lo deve fare lui! Per il momento, visto che quando ne ho parlato a lui, mi è sembrato molto comprensivo e mi ha detto di rivedersi in tutto ciò che gli dicevo, gli ho chiesto di fare un piccolo "esercizio" ogni sera..Deve scrivere su un foglio, o dirmeli a voce se preferisce, 3 aggettivi che corrispondono a come si è sentito durante la giornata, che ne so tipo: arrabbiato, soddisfatto, intenerito! Almeno questo lo spinge a pensare a ciò che ha provato durante la giornata, riconoscendo se stesso, il suo comportamento, ripensando ad altri e può fargli capire che tutto non è poi così negativo!In fondo pensare alle emozioni vissute non è una cosa che tutti fanno, di solito è automatica...ma visto che per lui automatica non è, forse questo potrebbe essere un buon inizio..voi che ne pensate??
Poi un altra cosa, effettivamente ho pensato di rivolgermi anch'io a degli psicologi del sert, che magari sanno darmi qualche dritta su come affrontare questo periodo. In fondo credo che sia una fase che travolge un po' tutti i tossicodipendenti, una volta che hanno smesso. Insomma non si fidano più di nessuno e si sentono traditi da tutti, è per questo che si bloccano e si chiudono in loro stessi. Il problema è che a volte, nel cercare di capire troppo a fondo quello che lui prova, o il perchè di certe azioni, mi faccio coinvolgere a tal punto che poi mi butto giù troppo di morale e io stessa fatico a riconoscermi!!Insomma ho un po' paura di fare la fine del Sancho Panza, che impazzisce per seguire un pazzo (che poi così pazzo non era):-)
Intanto vi ringrazio, perchè questa per me è la prima occasione che ho in 2 anni di confrontarmi con qualcuno!A volte ne ho davvero bisogno!!

doctor Faust

Azzeccagarbugli

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Date of registration: Mar 28th 2009

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Occupation: Ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia, counselor sociosanitario.

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6

Monday, January 16th 2012, 2:47pm

Qualcuno sa dirmi qual'è l'atteggiamento migliore da adottare in questi casi



Non ci sono casi, m a questo caso.

Tu avrai avuto i tuoi motivi per metterti in questa situazione, che forse inizialmente avevano un fine: salvare il malconcio, ed ora rischia di diventare un ergastolo. Ovviamente la cosa non e' soddisfacente e mentre lui ha trovato la sua stabilita', fatta di una mamma e di un amico fedele che non fa domande [il cane], tu stai perdendo la tua, perche' cominci a sentirti l'aria che manca.

Lui e' già seguito e se questa stabilita lo fa sentire al sicuro, il problema non e' piu suo, ma tuo. Se vuoi sentire un esperto per avere dei pareri, cercali per te, non per lui. Sei tu che ora ne hai bisogno. Lui il salvagente lo ha trovato.