Salve a tutti,
Io mi chiedevo qual è il comportamento migliore
per stare a vicino ad una persona che ha smesso di drogarsi da ormai 2
anni. Mi spiego meglio e mi scuso per la lunghezza del post.
Sono
vicino a questa persona da oltre otto anni. Quattro anni fa ha
cominciato a far uso di eroina, e due anni fa ha deciso volontariamente
di smettere, si è affidato ad un sert e ad uno psicologo privato, e io
l'anno scorso sono venuta a vivere con lui. è stato veramente molto
bravo. Solo che tutta questa sofferenza l'ha trasformato in una persona
completamente diversa. Sembra davvero che non ami più se stesso,
nonostante abbia superato con ammirazione questo scoglio. è ancora in
terapia al sert, non più dallo psicologo privato, ma davvero non si
droga più da oltre due anni.
Il problema è che sembra che non
provi emozioni, che non voglia legarsi a nessuna persona (mi riferisco a
nuove amicizie, o persone per bene), perchè non si fida nè di sè
stesso, nè di nessuno (a eccezione di me e del cane!), e sopratutto non
riesce minimamente a tirar fuori le sue paure!Appena cerco di spronarlo
un po' e parlare di lui, scoppia a piangere e poi..vuole stare da solo,
ci riflette su 2 minuti e subito dopo...accende la tv!oppure appena c'è
un problema esterno,o gli faccio qualche osservazione si innervosisce
immediatamente, ma in una forma compulsiva, quasi per difesa (senza
aggressività!)
Forse saranno parole infantili, ma io sto cercando
di fargli capire che secondo me lui ha sbarrato i suoi sentimenti (il
"cuore") con una porta blindata, cercando di affidarsi solo alla ragione
(la "mente"), che ormai è diventata un garbuglio che non riesce più a
snodare, e dunque vive con estrema indifferenza verso se stesso e verso
il mondo!Infatti, tutto ormai (uscire con gli amici, lavorare, mangiare,
la vita in casa, etcc) è diventato un "dovere", non c'è più nulla che
fa con piacere, non ci sono più desideri e sogni dentro di lui!è
giovane, ha una famiglia che lo appoggia e potrebbe avere un'ottimo
futuro lavorativo, ma sta lasciando troppo scorrere questi anni della
sua vita.
La mia preoccupazione è che se continua così, questo
atteggiamento non lo aiuterà di certo a riscattarsi in futuro,
nonostante tutta la sofferenza che ha passato e la diligenza e impegno
con cui ha affrontato il suo problema iniziale!A proposito lui sembra
anche molto rassegnato e infatti dice che "non finirà mai di pagare"
questo errore, e dunque non riesce a perdonarsi!Io lo conosco bene e ho
moltissima fiducia in lui, ma a volte non so davvero come comportarmi!
Qualcuno sa dirmi qual'è l'atteggiamento migliore da adottare in questi casi?