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Giovane Amico

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Monday, February 28th 2011, 5:42pm

Alcol e derealizzazione, un sogno felice

Ero in dubbio sul giusto forum in cui inserire questo topic, ma alla fine, considerando meglio cause ed effetto, ho deciso che l'alcol sarà il tema principale... di nuovo.

Alcol
Dopo il topic "Penso di entrato nel tunnel" ho deciso che nessuno mi poteva aiutare, ho abbandonato alcuni amici che mi frenavano e da quel momento il tunnel è diventato sempre più chiaro e visibile. Dal quel momento ho perso circa 300 euro in un mese e ora sono in debito di 20 euro dall'ultima settimana con dei miei amici e non esito a chiederne altri, che, grazie alle mie doti manipolatorie (da socio-patico quale sono), riuscirò ad ottenere anche a costo di indebitarmi con uno per saldare con un altro, finendo per perdere tutti gli amici in un colpo solo quando la mia beffa verrà smascherata. Ma quei soldi dove vanno? Alcol ovviamente.
Le cause di questo vizio? Molte e radicate in anni e anni di storia che non intendo raccontare più.
Il motivo per cui scrivo? Come al solito non lo so. Forse perché penso di essere effettivamente solo io ad avere dei problemi.
Perché bevi? Perché mi porta ad essere ancora più felice, perché così posso godere più intensamente e con maggior durata della derealizzazione.
Derealizzazione cosa?

Derealizzazione
Cosa c'entra la derealizzazione con l'alcol? Nulla, apparentemente. Invece è da quando (3 giorni prima dell'ultimo dell'anno) mi sono ubriacato seriamente per la prima volta, che ho cominciato ad avere episodi sempre più frequenti di derealizzazione, che ho deciso di chiamare tale perché in mancanza di altri termini. Ora cercherò di spiegare quello che sento:
Partendo da una qualsiasi cosa strana che mi può accadere nella giornata, ascoltando un certo tipo di musica o focalizzandomi apposta su questo pensiero, riesco a come staccarmi dalla realtà e vederla dal di fuori. Il mio spirito subisce una specie di liberazione e mi sento estremamente felice. E' come se guardassi il mondo con l'occhio del creatore. In pratica quello che provo a vedere le persone che mi circondano è compassione. E' come se guardassi tutti con l'occhio da padre verso i figli: mi sento fiero per loro e allo stesso tempo estraneo. Provo delle grandissime emozioni che mi fanno, tra le altre cose, considerare la morte come un momento in cui scoprire davvero cos'è la vita. Ne ho sempre meno paura e non capisco perché gli altri ne hanno paura.
Questo pensiero non mi turba affatto; anzi, ne vado in cerca; è un pensiero che mi affascina e mi fa credere che alla mia morte mi risveglierò in un altra vita, oppure rientrerò in un altro sogno (vita), insomma, mi da speranza ed eccitazione. Il solo parlarne mi accende come se dentro di me ardesse ancora qualcosa.

Non cadiamo nella banalità
La mia non è un atteggiamento provocato dal fatto di stare male in questa vita. A scuola vado meglio di qualsiasi altro anno e passerò certamente anche questo. Gli amici ci sono, anche se alcuni li ho persi. Compagni di scuola divertenti ci sono, e ogni giorno ne scopro qualità che prima non avevo mai notato. Passatempi li ho e mi prendono così tanto che quando mi ci dedico perdo anche il senso del tempo. All'amore non ci credo e non mi sento presente in un momento in cui potrei sostenere una relazione di amicizia particolare, ma non ne sento il peso. I genitori mi considerano maturo ed adulto e seppur vivendo da studente in casa loro mi trattano con rispetto assoluto e mi danno qualsiasi libertà di gestione del tempo, studio, spazio ed amicizie come hanno sempre fatto. Del futuro ho avuto sempre una certa di paura, ma ora non più, ho le idee chiare di cosa fare dopo la scuola e quali obiettivi prefiggermi.
Non sono mai stato tanto felice in vita mia.

Cosa c'è che non va?
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eddie_vedder

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Monday, February 28th 2011, 6:15pm

ciao,
mi viene un po' da ridere perchè sto pensando e fra poco dirò una frase cara ad ogni genitore, che io stesso mi son sentito ripetere molte volte, sottovalutandola puntualmente: "tu adesso non te ne rendi conto..ma un domani, fra qualche tempo mi darai ragione..".
Chiedi qual'è il problema..il problema è l'ottimo amico alcool, quello che fa sembrare tutto facile e divertente! non prendermi per un moralista, conosco molto bene quello di cui sto parlando..così come so benissimo che tutto sommato la situazione ti rende felice e non farai nulla per cambiarla, nè per acquisire consapevolezza di quello che ti accade e accadrà..
Insomma, non c'è certezza, ma è piuttosto probabile che le tue uscite sociali (intendo quelle tipiche del week end, night clubbing, feste varie oppure qualsiasi cosa tu faccia per divertirti e conoscere gente) difficilmente prescinderanno da una buona dose di alcool.
Ripeto, spero di sbagliarmi, ma in soldoni il rischio è solo questo. E se pensi che non fa neanche benissimo non è un rischio da nulla.
Sono comunque certo che le mie parole non sortiranno effetto..e tutto sommato lo posso capire (io sarei uguale).
In bocca al lupo da uno che non è per nulla uno stinco di santo
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Monday, February 28th 2011, 7:55pm

Purtroppo, ben sapendo come ti senti,neppure di fronte alla mano della signora morte riusciresti a fermarti. Perchè? beh, perchè sostanzialmente finchè non ti sfraccassi il cervello (non ti desti da questa parentesi anestetica) qualsiasi parola qualsiasi attento, che cazzo fai ti darà l'effetto di un semplice solletico. Un soffio, un nonnulla in pratica. Che c'è che non va chiedi in te? si dice sempre che se hai tutto ti manca sempre qualche cosa? è chiaro, ma forse anche no, che a livello superficiale materiale non ti manca nulla. Ma nulla eh, ma dietro a scuolaamicifamiglia che c'è che non va? c'è la manifestazione di questo tuo non andare che è l'alcol, non è di per se il problema(per adesso) l'alcol è,per ora, una conseguenza quindi di qualche cosa di ben più radicato e mascherato nel buio tuo interiore. Purtroppo dirti lascia stare merde varie è inutile, ma lo voglio fare lo stesso ben consapevole delle mie esperienze passate, ben consapevole dei casini che ho fatto ben consapevole di tutta la tristezza che fa. Quando la si vuole perdere la testa, quando si trova quell'attimo di felicità è già finita.. io ti auguro di destarti da questa parentesi anestetica, anche nel modo più brutale, e di capire che cazzo stai facendo. Di uscire un pò dal tuo giusto/ingiusto egoismo..perchè per ora l'alcol è solo un palliattivo ma quando ti troverai nello schifo più totale.. quando avrai perso amici famiglia scuola e tutto, quando sarai davvero affondato,quando non vedrai te e altro che te in un bagno nel ego più egoista,quando l'alcol sarà diventato davvero il problema, ricominciare sarà un casino sempre più finchè ti guarderai allo specchio in un giorno e rimpiangerai, credimi rimpiangerai tutto e ti mangeresti davvero questo tempo in un isola infinitamente finta.

Non valgono niente le mie parole, lo so, eccome se lo so.. come a suo tempo anni fa non valevano quelle delle persone che mi parlavano così. Però leggile comunque, ti parla una persona che comunque sa che vuol dire sappi questo.
La felicità è una cosa troppo seria.

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Giovane Amico

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Tuesday, March 1st 2011, 6:10pm

Ma io non bevo solo perché è bello, ma perché sono convinto che questa vita sia inutile e solo parte di un evoluzione. Quello che cerco qui è una confutazione.
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eddie_vedder

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Tuesday, March 1st 2011, 6:25pm

interessante. Però, se ti va, fammi capire: inutilità ed evoluzione verso una vita diversa? che quindi non è questa? ed è successiva? ..o forse l'alcol è la chiave che ti ha aperto questa prospettiva evolutiva?
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Wednesday, March 2nd 2011, 6:35pm

L'alcol ha un ruolo abbastanza marginale per quanto riguarda queste convinzioni. Diciamo che l'abuso di alcol è solo la conseguenza della convinzione che questa non sarà l'unica vita che vivrò e che quindi non ha poi così tanta importanza.

Io credo che quello che io sto vivendo sia semplicemente un sogno, totalmente creato da me di cui quindi io sono dio. Quando morirò o ricomincerò un'ulteriore sogno, oppure mi sveglierò in un sogno ulteriore che a sua volta è il sogno di un altro sogno e così via. In pratica non esiste alcuna realtà.

Ho notato che nei sogni che faccio qui, quando sono dentro, non ricordo mai di preciso come sono arrivato a quella situazione anche se le persone con cui mi capita di parlare sono veritiere al massimo, che hanno spesso caratteri veritieri e che sono talmente reali che io nel sogno credo di essere vivo (questo mi fa capire che la mente effettivamente potrebbe avere tutta questa potenzialità di creare mondi). Inoltre, sebbene non sappia come sono arrivato in quel preciso momento (nel sogno) sono talmente certo di saperlo che non mi pongo il problema e all'interno del sogno c'è una certa convinzione generale di essere nella realtà che mi porta persino a ricordare (all'interno del sogno) di eventi capitati prima del sogno stesso.

Come potrai notare, nel sogno ci sono moltissimo punti di contatto con quella che noi tendiamo a chiamare realtà: Anche in questa vita non ti ricordi benissimo come sei venuto al mondo (come sei arrivato qui), e nemmeno i primi anni della tua vita.

Questo dovrebbe portarmi ad avere un'incoscienza e tranquillità di fronte alla morte. Ed infatti in molti momenti ce l'ho (momenti in cui bevo in cui mi sento 'derealizzato') mentre in altri (come ora) sento ancora dell'influenza della mia "vecchia vita", ovvero in quella che voi tutti state vivendo ad occhi chiusi senza porvi queste domande esistenziali e comunque accontentandovi di dire che o c'è una forza divina oppure che è inutile parlarne perché non si saprà mai che senso ha la vita etc...

Finisco con questa domanda che è abbastanza seria e mi piacerebbe fosse accompagnata dalla vostra personale risposta: Come fate a vivere sapendo che quello che farete in questi 80-100 anni della vostra vita si annullerà con la vostra morte?
Morto spiritualmente da Giugno 2011