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I DISTURBI SOMATOFORMI
I disturbi somatoformi sono sei: disturbo di conversione, disturbo di somatizzazione, disturbo somatoforme indifferenziato, disturbo algico, ipocondria, disturbo di dismorfismo corporeo. Essi sono accomunati da lamentele circa il proprio stato fisico e da preoccupazione somatica, entrambe non attribuibili ad una causa fisiologica o ad un altro disturbo mentale. I soggetti che ne sono affetti spendono moltissimo tempo per visite ed esami in ambienti medici e psichiatrici, e spesso questo porta a diagnosi errate da entrambe le parti. Nei disturbi somatoformi la causa dei sintomi fisiologici, che, ricordiamo, non sono né simulati né sotto il controllo volontario della persona, è di natura psicologica.
Disturbo di conversione: nel disturbo di conversione il soggetto presenta diversi sintomi somatici, generalmente riguardanti funzioni motorie o sensoriali volontarie; essi compaiono improvvisamente durante un evento o situazione stressante, e consentono alla persona di uscirne o comunque di evitare attività particolari non gradite. Un altro vantaggio secondario (vedi glossario) è dato dal fatto che per mezzo dei sintomi la persona riesce a concentrare su di sé l'attenzione di cui ha estremo bisogno. Esistono diversi tipi di disturbo di conversione, classificati a seconda della sintomatologia:
- disturbo di conversione con sintomi di tipo motorio;
- disturbo di conversione con attacchi epilettiformi o convulsioni;
- disturbo di conversione con deficit sensitivi;
- disturbo di conversione con sintomi misti.
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I soggetti affetti da disturbo di somatizzazione hanno la tendenza a manifestare le proprie lamentele in modo teatrale ed esagerato; si ritiene che il disturbo di somatizzazione sia maggiormente presente nelle culture in cui l'esplicitazione di sentimenti ed emozioni viene scoraggiata (3). L'esordio del disturbo avviene generalmente nella prima età adulta, e si manifesta per molti anni (4). È comune anche la contemporanea presenza di umore depresso e ansia, così come comportamenti interpersonali problematici, quali assenteismo o difficoltà coniugali.
Infine, il disturbo di somatizzazione presenta una familiarità (vedi glossario) del 20% nei parenti di primo grado del soggetto a cui è stata effettuata tale diagnosi (5).
Disturbo somatoforme indifferenziato: il disturbo somatoforme indifferenziato è accomunato con quello di somatizzazione per sintomatologia, ma si distingue per un minor numero di lamentele fisiche, per l'intensità più scarsa dei sintomi e per minore durata.
Disturbo algico: il disturbo algico è caratterizzato da un intenso dolore localizzato in uno o più distretti anatomici, il quale causa disagio e menomazione significativi nella vita della persona, compromettendone intere aree, come quella lavorativa, e rendendo il soggetto dipendente da analgesici o tranquillanti. Si ritiene che qualche fattore psicologico giochi un ruolo importante nell'esordio, gravità, esacerbazione, o mantenimento del dolore, il quale non dev'essere prodotto intenzionalmente o simulato. Il disturbo può essere di due tipi, a seconda della durata:
- acuto: durata inferiore ai sei mesi;
- cronico: durata superiore ai sei mesi;
inoltre, può essere di tipo:
- associato con fattori psicologici;
- con fattori psicologici e condizione medica, nel caso in cui si valuta che anch'essa abbia avuto un ruolo nell'esordio o mantenimento del dolore.
Il dolore può essere connesso ad una situazione stressante o conflittuale contingente, o può permettere alla persona di evitare attività sgradite, o ancora, di attirare su di sé l'attenzione.
Riferimenti bibliografici:
(1) Phillips, K.A., McElroy, S.L., Keck, P.E., Pope, H.G., & Hudson, J.L. (1993). Body dysmprphic disorder: 30 cases of imagined ugliness. American journal of Psychiatry, 150, 302-308.
(2) Barsky, A.J., Brener, J., Coeytaux, R.R., & Cleary, P.D. (1995). Accurate awareness of heartbeat in hypochondriacal and non-hypochondriacal patients. Journal of Psychosomatic Research, 39, 487-489;
(3) Ford, C.V., (1995). Dimensions of somatization and hypochondriasis. Special Issue: Malingering and conversion reactions. Neurological Clinics, 13, 241-253;
(4) Cloninger, R.C., Martin, R.L., Guze, S.B., & Clayton, P.L. (1986). A prospective follow-up and family study of somatization in men and women. American journal of Psychiatry, 143, 713-714;
(5) Guze, S.B. (1993). Genetics on Briquet's syndrome and somatization disorder: A review of family, adoption, and twin studies. Annals of Clinical Psychiatry, 5, 225-230.
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