Recenti progressi della psicoterapia cognitiva
Storicamente la Psicoterapia Cognitiva si è posta come la naturale evoluzione del paradigma comportamentista (Skinner et al.). In verità, il superamento dei modelli cui si fondava il comportamentismo puro, non fu dovuto all’inefficacia dello stesso, ma al contrario, alle forti difficoltà teoriche di trovare un modello esplicativo esauriente dei propri successi terapeuti. Prendiamo, per chiarezza una citazione di V.Guidano ” All’epoca [anni ‘70] ero uno skinneriano convinto, mentre avevo in terapia un serio caso di agorafobia, con le tecniche comportamentiste di allora, un giorno, la persona venne a studio con un miglioramento improvviso incredibile, dopo mesi di trattamento con modesti successi. I sintomi agorafobici erano praticamente scomparsi” Quindi il modello: STIMOLO -> RISPOSTA non era più sufficiente per spiegare cosa accadesse in queste persone, occorrevano nuovi modelli.
Partendo da tali premesse, si delineò con sempre maggiore chiarezza che il problema nasceva e si organizzava dalle acquisizioni cognitive del soggetto. In alte parole era emersa la preponderante importanza dell’aspetto epistemologico nell’origine dei disturbi del comportamento. Da qui prende piede il cognitivismo, che cercherà di impostare il percorso terapeutico cercando di individuare e correggere le convinzioni disfunzionali dei soggetti interessati.
Nasce quindi la psicoterapia cognitivo-comportamentale .
Secondo l’impostazione che gli diedero A. Ellis, e A. T.Beck, essa era improntata verso un approccio piuttosto rigoroso, tipico del cognitivismo razionalista, necessario per mantenere la terapia entro limiti di stretta scientificità. I numerosi ed indiscutibili successi sono universalmente riconosciuti ed accettati dal mondo scientifico. Come tutti i sistemi scientifici, la psicoterapia cognitivo-comportamentale “classica”, ora definita “psicoterapia cognitivo-comportamentale standard“, presenta i propri limiti teorici e pratici, verso alcune specifiche forme di disturbi, come ad esempio, i disturbi psicotici, la schizofrenia, le forme gravemente depressive.
Lo stesso sistema teorico cognitivista, però, postulava l’esistenza di possibili soluzioni a tali problemi. Grazie all’impegno articolato di valenti studiosi appartenenti a diverse discipline, si prospettò una soluzione a questa impasse. Questo fu possibile principalmente per i contributi di G. Bateson, della nuova cibernetica di H. von Foerster e della biologia della conoscenza di H. Maturana e F. Varela che diedero luogo alla nascita e sviluppo del Costruttivismo. Tale corrente di pensiero trova diffusione negli Stati Uniti ( M. Mahoney) in Spagna e America Latina ( Villegas, Quinones, Ruiz). In Italia V. Guidano diede un forte contributo allo sviluppo del costruttivismo giungendo a formulare una versione piuttosto avanzata della terapia cognitiva, da lui definita con l’appellativo post-razionalista. Con questo termine non si intende rifiutare il valore del razionalismo in sé, quanto piuttosto di prendere atto del limite epistemico del razionalismo stesso e cercare di superarlo conglobandolo in un sistema teorico molto più ampio e complesso.
Rispetto alla psicoterapia cognitivo-comportamentale standard, la psicoterapia cognitiva costruttivista e post-razionalista adotta principi teorici più complessi ma molto più duttili e flessibili rispetto alle problematiche affrontate. Questo si traduce sul piano pratico nella possibilità di affrontare contesti clinici complessi e situazioni piuttosto gravi, come i quadri psicotici.
Bibliografia
- Bowlby J., ( 1979) The making and breaking of of affectional bonds. Tavistock, London
- Bowlby J., ( 1988) A secure Base. Routledge, Londo
- Bateson G.,(2003) Verso un’ecologia della Mente. Adelphi, Milano
- Guidano V.F, (1991) The self in process. Toward a Post-rationalist Cognitive Therapy. The Guilford Press, New York.
- Guidano V.F., ( 1994) La complessità del sé. Bollati B., Torino.
- Guidano V.F. (2007) Psicoterapia cognitiva Post-Razionalista. Franco Angeli, Milano
- Guidano V.F. (2008) La Psicoterapia tra arte e scienza. Franco Angeli, Milano
- Lyddon W.J., Jones J.V. Jr (2001) Empirically supported cognitive therapy. New York: Springer publishing . edizione italiana Milano 2002
- Maturana H. ( 1993), Autocoscienza e realtà. R. Cortina, Milano
- Popper K.R., (1994 Knolwledge and the body-mind problem. Routledge, London
- Treasure J., Schmidt u., (2005) Anoressia Nervosa (traduzione), Clinical Evidence – Edizione Italiana. 6: 200





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