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La danzaterapia: una cura per sviluppare e risvegliare parti di sé attraverso il movimento.

category Psicoterapia Teresita Forlano 5 Novembre 2011 | 4,408 letture | Stampa articolo |
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L’idea della valenza terapeutica della danza, che trova oggi la sua realizzazione nella corrente della danzaterapia, si sviluppa grazie all’incontro tra le progressive conquiste della danza occidentale e le pratiche della meditazione orientale, mirate al recupero dell’armonia interiore. La danzaterapia mira a considerare la danza come evento che coinvolge il fisico e la psiche, recuperando il suo significato più antico. E’ un importante strumento di espressione globale della persona, una forma di manifestazione delle dimensioni profonde della natura umana. La sua capacità di sostenere il benessere attraverso la manifestazione delle emozioni era già nota in molte popolazioni primitive che attraverso i balli tradizionali mimavano i propri stati affettivi individuali o di gruppo. La danzaterapia si distingue dalla danza tradizionalmente intesa in quanto ricerca e studia i movimenti più “autentici”, cioè quelli istintivi collegati al nucleo più essenziale ed intimo di noi stessi, che si esprimono in ognuno con le proprie capacità e stile.

La danzaterapia nasce in seguito all’esperienza di lavoro con pazienti affetti da disturbi mentali, prevalentemente soldati, che, nell’immediato dopoguerra, erano stati colpiti da disturbi della personalità. Furono le danzatrici degli anni Quaranta a trovare nella danza e nel piacere del movimento in sé una risorsa terapeutica. E’ da queste sperimentazioni post belliche, che nasce la danzamovimentoterapia, disciplina che, a partire dal riconoscimento del rapporto profondo che unisce mente e corpo, utilizza la danza e il movimento espressivo quale strumento e linguaggio privilegiato per favorire e sostenere la salute fisica e lo sviluppo psicologico dell’individuo.

La danzamovimentoterapia é una disciplina orientata a promuovere l’integrazione fisica, emotiva, cognitiva e relazionale, la ma­tu­rità affettiva e psicosociale e la qualità della vita della persona, mediante il linguaggio del movi­men­to corporeo, della danza e il processo creativo, all’interno di processi interpersonali ( coppia o gruppo).

Le aree psicologiche su cui è possibile intervenire attraverso la danzamovimentoterapia sono:

  • l’area cognitiva, migliorando alcune competenze quali lo schema corporeo, l’apprendimento di concetti o l’uso di simboli;
  • l’area emotiva, incrementando la capacità di manifestare i vissuti emotivi;
  • l’area relazionale, in cui si lavora per migliorare le competenze relazionali sia in una dimensione interpersonale che di gruppo;
  • l’area psicomotoria, in cui è possibile migliorare l’orientamento spaziale e la coordinazione motoria.

 

La danzamovimentoterapia persegue in generale i seguenti scopi:

  1. aumentare la consapevolezza di sé e del proprio corpo;
  2. promuovere il benessere della persona;
  3. stimolare il piacere e l’energia psico-fisica;
  4. offrire la possibilità di sviluppo delle competenze relazionali.

A chi è suggerito un intervento di danzamovimentoterapia:

  • minori e adulti affetti da disturbi psicologici;
  • persone con disturbi del comportamento alimentare o affette da altre dipendenze;
  • minori, adolescenti, anziani, disabili, donne in stato di gravidanza, per interventi di carattere sociale- educativo – riabilitativo;
  • operatori socio- sanitari a rischio bornout.

La danzamovimentoterapia lavora su:

  • corpo: esplorazione e conoscenza delle diverse parti del corpo e delle possibilità di movimento; imparare sia ad ascoltarsi, modulando l’iperattività, che ad attivarsi, stimolando la curiosità
  • spazio: esplorazione delle dimensioni e dei livelli dello spazio e delle possibilità di movimento legate ad esso; condivisione dello spazio con gli altri;
  • peso: esplorazione della propria forza e delicatezza, imparando a modulare la propria aggressività o a stimolare l’espressività laddove esiste la passività;
  • tempo: esplorazione dei diversi tipi di ritmi e dimensioni temporali.

La danza come libera manifestazione di sé è un’occasione efficace per esprimere senza parole le emozioni e i conflitti, liberare energie creative e aumentare la consapevolezza di sé. Il corpo parla attraverso la comunicazione non verbale, che è una dimensione relazionale universale attraverso la quale tutti sono raggiungibili, tutti possono mettersi in gioco per riscoprire parti di se stessi dimenticate o addormentate. Tutti possono creare.

 

 

A cura della Dott.ssa Teresita Forlano

Psicologa, specializzanda in Psicoterapia.

tess_F [@] libero [.] it







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