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Il modello di uomo nella terapia centrata sul cliente di Carl Rogers

category Psicoterapia Gian Marco Gregori 20 Dicembre 2007 | 5,823 letture | Stampa articolo |
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Il concetto di Client-centered therapy (terapia centrata sul cliente) si avvale di un

approccio teorico clinico al counseling e alla psicoterapia a partire dagli anni Quaranta e successivamente ebbe uno sviluppo significativo con la pubblicazione del libro Terapia centrata sul cliente del 1951.

Il concetto vede il cliente come egualmente responsabile nella relazione col terapeuta ridimensionando il ruolo dell’operatore nei termini di “potenza”. Da qui la dominazione di terapia non direttiva. Con l’estensione dei principi Rogersiani e l’utilizzo in diverse fasi e opportunità terapeutiche la teoria ebbe un’eco particolare e inquadrò il concetto di approccio centrato sulla persona. Questo approccio assume connotati diversi e viene più tardi definito come una teoria del Sé per l’evidente centralità che assume nella struttura della psiche.

L’uomo di Roger è esplicitamente non meccanicista, semmai attinge ad una tradizione umanista a cui il soggetto è vincolato in quanto agente di scelta, libero e responsabile. Ne segue un avanzamento della teoria che non prescinde dalla soggettualità biologica del cliente esattamente come un seme da luogo all’organismo pianta, piuttosto siamo davanti ad un’innata potenziale maturazione verso un gradino più complesso “asintotico” e centrato sulla persona.

La passione di Rogers verso un visione totalmente opposta al riduzionismo scientifico è fiduciosa nell’assumere la natura umana secondo dimensioni armoniose e funzionanti e riprende

secondo certi aspetti le teorie di Ma slow, ovvero laddove si attua una marcata conflittualità nell’ambiente interpersonale del bambino in termini di non soddisfacimento dei bisogni primari si determina tale conflitto anche nella struttura psicologica dell’adulto.

Ciò che determina il buon funzionamento della psiche è una variante motivazionale extrapsichica.

Di conseguenza se un bisogno fondamentale in tenera età non viene preso in considerazione è possibile che la struttura psichica dell’individuo si sviluppi senza alcune consapevolezza circa la propria identità complessa. Questa lacuna può in terapia essere colmata attraverso la relazione che assume un forte connotato terapeutico.

Da qui la dimensione di incontro e la definizione della terapia centrata sul cliente come relazione fenomenico-esistenziale.

C.R. Rogers, La terapia centrata sul cliente, Martinelli, Firenze, 1971.

Lorenzo Cionini (a cura di), Psicoterapie, modelli a confronto, Carocci, Roma, 2004







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