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Deficit erettile e psicoterapia neo-ericksoniana

category Psicoterapia Tiziana Vernola 18 Ottobre 2011 | 2,138 letture | Stampa articolo |
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Già nell’antichità tutti i grandi scienziati si sono occupati del problema dell’ impotenza: da Aristotele a Plinio il Vecchio che ci ha tramandato un lunghissimo catalogo di afrodisiaci. I greci credevano che l’ideale contro l’impotenza fosse l’uso di agenti irritanti come l’ortica o il pepe, o i più superstiziosi tra i romani invocavano la protezione del dio fallico Priapo.
L ’agricoltura, la riproduzione animale, la fertilità umana erano tutte attività collegate da rituali religiosi; gli dei del raccolto erano adorati con icone galliche e gli uomini impotenti si rivolgevano ai sacerdoti per essere aiutati. Gli Antichi Greci invocavano Afrodite, Bibbia descrive casi di impotenza come punizione divina per l’adulterio.

Nel 400 a.C. Ippocrate sosteneva che le erezioni erano generate dallo pneuma (aria) e dagli “spiriti vitali” che fluivano nel pene. Qualsiasi malattia o alterazione dell’equilibrio dei quattro umori (sangue, flegma, bile gialla e bile nera) e dei quattro elementi (terra, aria, fuoco e acqua) poteva condurre all’impotenza. L’insegnamento di Ippocrate ha pervaso il pensiero medico occidentale fino al Rinascimento, quando Leonardo da Vinci osservò che gli uomini giustiziati per impiccagione spesso sviluppavano erezioni riflesse (G. Ieranò).
Oggi la cura del disturbo di deficit erettile mediante ipnosi, trova una scarsa bibliografia e solo nel testo di Daniel L. Araoz “Ipnosi e terapia sessuale” si possono trovare alcuni spunti.
All’interno di questo testo troviamo per esempio il caso della “suonatrice di arpa” (Erickson e Rossi, 1979) in cui l’immaginazione diventa strumento di cambiamento. Questa donna aveva il progetto di diventare una suonatrice di arpa di professione, ma soffriva di una scomoda e imbarazzante sudorazione alle mani. Erickson scoprì in questo caso il nesso con una disfunzione sessuale.

Curò entrambe i problemi, sudorazioni delle mani e sesso, con un processo di comunicazione a due livelli, mediante impiego di immagini uditive e suggerendo alla cliente di ascoltare nella mente il suo pezzo musicale favorito. Le dice :”goditi questo pezzo..”. in questo modo UTILIZZANDO una modalità propria della paziente, ossia l’ascolto, lavora indirettamente sulla sua sessualità. Nella maggior parte dei casi, si può infatti usare l’immaginazione per avviare il processo inconscio di cambiamento.
“L’immaginazione può essere la principale attività dell’ipnosi: immaginandosi guarita, la persona può realmente attivare processi immunologici che ne accelerano la guarigione”(Leshan, 1977; K.R. Pelletier, 1979); l’ immagine di un Io sano innesca forze subconsce che producono un Io sano(A.M. Pelletier, 1979).

Erickson cercava infatti di creare una terapia “fatta su misura del paziente” Racconta infatti che una volta un medico andò da lui perché era impotente per il fatto di aver avuto la sua prima esperienza sessuale venti anni prima in un bordello. Era rimasto infatti talmente turbato e schifato che da allora non aveva più avuto una sola erezione. Ora però ha trovato una ragazza da sposare, bellissima.
Erikson decide quindi di intervenire, vietandole di farsi toccare dal suo futuro marito medico. Il risultato fu che dopo pochi mesi, lui la violentò. Erickson aveva insomma stabilito che l’impotenza del paziente derivava da un “sesso facile”. Pertanto con la cooperazione della ragazza, creò una situazione opposta, nella quale il sesso era proibito trasferendo il “nemico” fuori dal paziente.
“Una volta avuti soddisfacenti rapporti sessuali senza nessuna preoccupazione circa il raggiungimento dell’erezione, fu presumibilmente in grado di godersi il fare l’amore senza una tale forte componente aggressiva” (Milton H.Erickson, 1983).

 

Tiziana Vernola
Sito http://www.psicologosansiro.it
Email: T [.] VERNOLA [@] LIBERO [.] IT







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