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Transessualismo e sessualità

category Psicologia Massimo Tagliabue 11 Luglio 2014 | 1,300 letture | Stampa articolo |
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Dalle dichiarazioni di parecchi uomini, sembra che la frequentazione dei transessuali sia in aumento rispetto al passato. Ma guardiamoli bene, questi uomini frequentatori dei trans: spesso sposati, con una vita cosiddetta normale, una moglie con cui il rapporto sembra funzionare, un lavoro soddisfacente. Anche se non hanno mai avuto rapporti omosessuali, essi sono invincibilmente attratti dai transessuali.

Vi sono, ritengo, varie spiegazioni che possiamo addurre al proposito: innanzitutto, la loro identità di genere è confusa, se non marcatamente confusa. In altri termini, essi stessi non sanno bene se siano uomini o donne. Ciò può essere dipeso dal tipo di educazione ricevuta (genitori che han trattato i figli maschi come femmine e viceversa), o, nel caso dei maschi, da una fissazione ed identificazione inconscia con la madre, sviluppando un’identità di genere femminile, se non un’omosessualità manifesta o latente. Tuttavia, esistono casi, sempre prendendo in esame il clima educativo, di comportamenti aggressivi, svalutativi o sprezzanti della loro identità e delle condotte specificamente maschili da parte di uno e entrambi i genitori, più frequentemente da parte della madre. E’ possibile, in tali condizioni, che un individuo, sviluppi una discreta paura della donna per cui, per difendersene, si diriga verso un individuo che, se le cui fattezze esterne sono femminili, il marker biologico e i caratteri sessuali primari sono maschili. Voglio semplicemente sostenere che, recarsi con un transessuale, significa negare (inconsapevolmente) la paura della donna e rassicurarsi che le donne non sono pericolose; nello stesso tempo, l’individuo viene rassicurato che la persona che ha di fronte non è realmente una donna, in quanto possiede il genitale maschile.


Tuttavia, vi potrebbero essere dinamiche diverse legate a fissazioni più profonde. Il bambino prima dei cinque anni è convinto che tutti gli esseri umani siano dotati di pene, così pure la propria madre. E la madre, è sempre la figura che accudisce, nutre, coccola, accarezza… ma se in questa fase si produce un eccesso di piacere, connesso all’erotismo erogeno (una fissazione, appunto) è possibile che nelle fantasie più intime e nascoste dell’individuo, alberghi quella di una donna meravigliosa, che soddisfa, che abbraccia, che bacia, dotata di fallo. In questo caso, si parla di “fissazione alla madre fallica”, e la dinamica in gioco è necessariamente narcisistica.

Un altro percorso che l’individuo potrebbe percorrere è quello che si sviluppa attraverso la triangolazione edipica. Quando un bambino viene troppo pesantemente sgridato per la masturbazione, è possibile che non riesca ad abbandonare la madre come oggetto d’amore primario per identificarsi col padre, ma resti bloccato fra le due figure, materna e paterna. Ecco allora che frequentare un transessuale si inscrive in una dinamica nevrotica, e il transessuale stesso diventa una sorta di “individuo a doppia valenza”: quella maschile, del padre, e quella femminile, della madre. L’individuo sperimenta, così, una sorta di ricongiungimento con la coppia genitoriale, e inoltre constata che non deve temere l’abbandono da parte di uno di loro, in quanto entrambi sono lì presenti. Tornando al nostro esempio, l’individuo, in questo modo, supera anche l’angoscia di castrazione, in quanto la “donna che ama” possiede il genitale maschile.

Come abbiamo potuto illustrare, le dinamiche che portano alla frequentazione di un transessuale da parte di un uomo sono varie e di profondità diversa. Non credo che i frequentatori dei trans siano individui da condannare, anche perchè tale particolare condotta, all’interno di un contesto “normale” (matrimonio, lavoro, figli), aiuta a superare paure che sono assai antiche e spesso sono inconsce, ma che, essendo ancora attive nella psiche, richiedono tante piccole “risoluzioni temporanee” che consentono la gestione di un equilibrio interno che, diversamente, sarebbe assai difficoltoso.

 







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