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Quando il Pensiero fa Tilt

category Psicologia Silvia Piantanida 9 Settembre 2011 | 2,685 letture | Stampa articolo |
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Il pensiero è un potente alleato della nostra quotidianità, ci consente di organizzare e programmare azioni, ricordare, fantasticare, sognare ad “occhi aperti”, indirizzare la nostra attenzione su una particolare idea o azione.

Ci consente di essere in comunicazione con il mondo esterno, di dialogare con noi stessi e con gli altri, di formulare idee sul mondo e di come sia possibile muoversi dentro questo enorme calderone.

Negli ultimi due secoli molti studiosi di psicologia e non, si sono cimentati sull’argomento pensiero, stilando una classifica sui diversi tipi di pensiero.

I tipi di pensiero che citerò sono abbastanza intuitivi come significato, sono certa infatti che voi lettori vi rispecchierete in una o più forme di pensiero;

  • Pensiero intuitivo/ pensiero logico
  • Pensiero magico/ pensiero realistico
  • Pensiero produttivo/ pensiero meccanico
  • Pensiero introverso/ pensiero estroverso

Il più eclatante disturbo del pensiero o tilt si verifica nel delirio.

I deliri si hanno nelle psicosi –termine ormai tristemente famoso perché spesso usato impropriamente dai giornalisti per fatti di cronaca nera-, questi si strutturano frequentemente attorno a pensieri a carattere persecutorio, di gelosia e di grandezza.

La persona grazie ai deliri riorganizza la sua esperienza (la sua vita e la sua concezione di stare nel mondo), cosicchè può ristabilire un contatto con la realtà esterna a sé.  Esempio di delirio a contenuto persecutorio è: tutti mi odiano, c’è il veleno in quel piatto!

Le idee dominanti sono un pensiero non funzionale per la persona, un cortocircuito emozionale.

Le idee dominanti sono legate a una forte componente affettiva, tanto che la persona le crede vere in virtù del loro lato affettivo.  Proprio per questo aspetto, nonostante possano causare perdita di tempo eccessiva per il loro svolgimento – si parla in tale caso di rituali come sequenze di azioni mentali o comportamenti- vengono difese e perseguite con tenacia.

Le idee dominanti prendono il sopravvento su ogni altro pensiero –sono totalizzanti per la persona!!-, l’impossibilità di uscire di casa perché c’è l’immondizia per strada, o non dare la mano per presentarsi per evitare i microbi.

Le idee dominanti sono presenti nel disturbo d’ansia denominato Ossessivo Compulsivo (DOC).

Nel DOC sono presenti le ossessioni, cioè pensieri e impulsi invasivi e ricorrenti avvertiti come estranei alla propria persona, e le compulsioni, ovvero dei rituali ripetitivi – es. lavarsi le mani più e più volte al giorno fino a rovinarsele, o ripetere mentalmente parole senza alcuna necessità o utilità- che non si può evitare di compiere, perché evitano l’insorgere dell’ansia.

I rituali possono occupare gran parte della giornata, compromettendo il funzionamento e la qualità di vita (il ben-essere) della persona, come pure l’equilibrio del contesto famigliare in cui vive il DOC.

Ma cos’è che ci permette di dire: il mio modo di pensare è sano, armonico con la personalità?  Qual è il confine tra pensiero sano e pensiero, come viene etichettato dai giornali,  Malato?

Questo labile confine si apprezza nel DOC e nel delirio.

Qui il pensiero, usando una immagine, è incatenato a una o più idee sempre uguali, invariabili nello scorrere del tempo, non più libero di muoversi, di saltare in modo fluido e volontariamente da una idea all’altra.

Il pensiero sano è: funzionale e al servizio della personalità, un pensiero che esprime e cerca la migliore realizzazione della personalità dell’individuo, non è un pensiero schiavo o prigioniero di idee ma è un pensiero aperto all’esperienza del mondo reale.

Dott.ssa Silvia Piantanida

Roma, 6 Settembre 2011







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