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Pensiero positivo applicato e autostima

category Psicologia Marco Lawrence 21 Luglio 2011 | 6,036 letture | Stampa articolo |
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Come sviluppare l’autostima?

Alcune persone ad un certo punto della vita si chiedono come questo sia possibile perchè avvertono inconsciamente che l’autostima sia una condizione necessaria per il benessere mentale.

Non potremo essere mentalmente tranquilli se siamo sommersi da una marea di pensieri negativi e limitazioni su noi stessi.

Ognuno di noi porta dietro con sé le sue zavorre dell’infanzia: le persone che per prime si sono prese cura di noi, i nostri genitori, hanno cominciato, inconsapevolmente ad introiettare in noi i nostri primi pensieri negativi.

Un genitore troppo pretenzioso può averci cresciuto in un clima di “ansia del risultato”: “Ti voglio bene se riesci a fare questo, se prendi ottimi voti a scuola, se ti comporti da bambino grande” queste possono essere state alcune delle frasi che un genitore pretenzioso può averci ripetuto.

Così come un genitore severo può aver instillato in noi l’idea limitante di essere degli incapaci: “Non puoi farlo”, “Sei stupido!” “Non sai fare niente!” e noi bambini pendendo dalle loro labbra e dando inconsciamente adito a questi rimproveri abbiamo dato il via allo sviluppo della cosiddetta incapacità appresa e cioè l’idea di sentirsi incapaci e incompetenti.

Un bambino che si sente incapace, da grande sarà un adulto che avrà paura di cimentarsi in qualcosa di nuovo, e rifuggirà dalle novità perchè queste gli procurerranno ansia e tensione.

In un terreno del genere l’autostima è difficile da sviluppare.

Come fare allora per liberarci dalle zavorre dell’infanzia e dai nostri limiti e costruire la tanto ambita autostima?

Ripetersi davanti allo specchio col pugno serrato di essere in gamba, competenti e fiduciosi, non serve a molto perchè la mente continuerà a dubitare: “Cosa dici? Sai benissimo di essere una mezza calzetta, non perdere  tempo a prenderti in giro!”.

Una mente anche se piena di pensieri negativi e limitazioni può comunque cambiare opinione su noi stessi a patto che le forniamo qualche dimostrazione concreta.

Qualche prova che metta in discussione le sue idee negative tanto care e rafforzate nel corso degli anni.

La nostra mente gira nel mondo in cerca di conferme per rafforzare la sua presunta identità forgiata dalle idee a cui abbiamo dato più adito nel corso della vita.

Se ci sentiamo incapaci, inconsciamente ci comporteremo da incapaci, rifuggiremo le novità e le nuove esperienze, e questo scappare via andrà a rafforzare l’idea che siamo degli incapaci.

Nel corso della vita, quindi, una persona senza saperlo, continua a rafforzare le idee principali che ha di se stessa.

Il pensiero positivo contro tutto questo non può molto: al contrario se applicato alla realtà può smuovere le acque.

Facciamo distinzione tra puro pensiero positivo e pensiero positivo applicato: il puro pensiero positivo fine a se stesso è quando leggi un libro o frequenti un seminario sull’autostima, ti entusiasmi per le idee positive che hai appreso, ma queste vengono messe da parte nel tuo “archivio della cultura”, come se avessi sentito una notizia al telegiornale.

Non le applichi nella tua vita, non le provi, non le sperimenti.

Continui a vivere nel tuo modo di essere di sempre: puoi essere pieno di grandi idee, ottimi propositi, credenze potenzianti, ma è come se questi concetti fossero di qualcun altro.

Non fanno parte di te in realtà, ti limiti a meditarci e specularci su: in questo caso l’autostima è ancora un miraggio.

Per esperienza personale ho constatato ciò in molte persone: il detto “predicare bene e razzolare male” è sempre verde.

Attenzione, questo non vuol dire che siccome sono idee apprese da poco, devono ancora metabolizzarsi nella mente e per questo c’è bisogno di tempo per convincersi davvero.

Certo, il cambiamento personale può richiedere tempo, ma puoi leggere libri di autostima e pensiero positivo da 30 anni, e non essere progredito di una virgola.

Perchè tutti quei libri sono stati trattati a mò di cultura-informazione: sono rimasti ad un livello puramente intellettuale, non sono scesi nell’essere.
Per aumentare l’autostima c’è bisogno che quei bei concetti e idee potenzianti scendano in profondità in noi stessi e c’è solo un modo per farlo: appliccarli.

Tramite l’applicazione del pensiero positivo è possibile davvero effettuare un cambiamento in ciascuno di noi e sviluppare l’autostima.

La scusa “Sono così e non posso farci niente” è un modo per evitare il disagio del cambiamento.

Perchè ogni cambiamento porta con sé una certa dose di disagio.

Ma come dice anche Roberto Re, dove c’è disagio c’è crescita.

Se vogliamo crescere, progredire, dobbiamo accettare quella sensazione di imbarazzo, fastidio, impaccio che si prova quando ci cimentiamo in qualcosa di nuovo mai provato prima.

Non avevi timore la prima volta che hai guidato un auto in città nel traffico?

E dopo anni ora non ti senti quasi un esperto pilota di Formula 1?

Per aumentare la nostra autostima e fiducia in noi stessi abbiamo bisogno di un “pensiero positivo applicato”, cioè constatare che davvero quando pensiamo in positivo e agiamo di conseguenza i risultati ci sono eccome.

Quando siamo in uno “stato potenziante”e cioè carichi, fiduciosi,  adrenalinici, potremmo arrivare davvero a stupirci di noi stessi.

E la scoperta della possibilità di un nuovo modo di essere positivo e capace, creerà nuove idee e credenze potenzianti su noi stessi che prenderanno il posto di quelle vecchie.

Il comandamento è: agire e mettersi alla prova!

 

Marco Lawrence, libero professionista.

www.autocompiacimento.net

kenshirou [@] live [.] it

Esperto di crescita personale







3 Commenti a “Pensiero positivo applicato e autostima”

  1. Stellina

    Complimenti per l’articolo, molto interessante.
    Io sto leggendo libri sul pensiero positivo e l’autostima, anni fa ho fatto psicoterapia.
    Io penso di avere fatto piccoli passi da gigante, perchè ho capito l’importanza di vivere il più possibile nel presente, senza farsi troppo prendere dall’inquietudine perchè non ho la sfera magica e nemmeno troppo dai sensi di colpa anche per stupidate, ma anzi cercando di capire i miei errori e ammettendo certe cose di me che prima non riconoscevo o non volevo ammettere.
    Mi ripeto molte affermazioni positive, anche davanti allo specchio. E’ vero alle volte non ne sono convinta, ma altre volte ci credo. Ora, quando decido di fare qualcosa con successo, che prima mai avrei fatto perchè non pensavo di farcela, non mi dico più “è stata fortuna” ma mi dico, contenta e nel mio piccolo soddisfatta, “Brava! Sei stata brava!”. E dopo che ho letto il suo articolo penso anche di avere capito che sto applicando il pensiero positivo.
    Sono sempre stata severa con me stessa, ho avuto degli insegnamenti molto severi ma adesso ho capito che posso essere più rilassata, che non serve a nulla essere così rigidi e severi.
    Penso che il lavoro sia ancora lungo, però ogni giorno è una conquista! Ogni tanto inciampo però cerco di non demoralizzarmi e mi dico “ci sta! oggi va così! pazienza!”
    Saluti.

  2. JP

    Bellissimo articolo e bellissimo modo di scrivere ed esporre concetti astratti rendendoli molto concreti con semplici esempi!
    grazie!

    bravo!

  3. bilbo baggins

    L’articolo, secondo me, non e’ scritto veramente molto bene…
    La prima parte in cui si descrive la situazione di disagio e’ abbastanza leggibile.
    Ma la parte dove iniziano ad essere accennati i primi suggerimenti suona veramente come il classico sito di crescita personale “bla bla bla”.
    Finche’ non si arriva all’unica frase chiara al riguardo, “constatare che davvero quando pensiamo in positivo e agiamo di conseguenza i risultati ci sono eccome.”
    Questa e’ la frase che secondo me dovrebbe riassumere tutto l’articolo.
    Peace

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