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LE PROFESSIONI: FUNZIONI E AREE DI INTERVENTO

category Psicologia Marisa Nicolini 5 Dicembre 2008 | 4,127 letture | Stampa articolo |
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Le differenze tra psicologi, psicoterapeuti, psichiatri ed altri professionisti ad uso dei non addetti ai lavori

Spesso sentiamo ancora domande del tipo: “Ma che differenza c’è tra psicologo e psichiatra?”, oppure affermazioni preoccupate come: “Io dallo psicologo? Ma non sono mica pazzo!”, le quali dimostrano quanta strada ci sia ancora da fare affinché i non esperti, la gente comune siano correttamente informati circa le diverse figure che si occupano della salute mentale e del comportamento (normale e patologico) dell’essere umano.

Oltre tutto, conoscere le differenze esistenti tra i diversi professionisti della psiche è utile anche per orientarsi in relazione al tipo di aiuto di cui si necessita rispetto al problema presentato.

I professionisti a loro volta si trovano spesso a collaborare con altri professionisti, in particolare con i medici di base, i pediatri, i dietologi, ma anche con altre figure come, ad esempio, i giudici, gli avvocati, gli insegnanti, gli assistenti sociali.

CHI E’ E COSA FA LO PSICOLOGO

Con la Legge n. 56/1989 istitutiva dell’Albo degli Psicologi Italiani è stata regolamentata questa figura professionale. Da allora, per diventare psicologo è necessario conseguire una laurea magistrale (5 anni) in Psicologia presso un’università italiana, completare un tirocinio di 2 semestri, ciascuno dei quali certificato con la supervisione di un tutor-professionista iscritto all’Ordine, e superare l’Esame di Stato che consente l’iscrizione all’Ordine degli Psicologi – sez. A e, infine, l’accesso alla professione.

Lo Psicologo, come richiesto dal Codice Deontologico (cfr. www.ordinepsicologilazio.it, normative/regolamenti dell’ordine) , è tenuto ad aggiornare continuamente la propria formazione e ad utilizzare esclusivamente tecniche e conoscenze scientificamente fondate e riconosciute e per le quali abbia conseguito adeguata formazione.

L’art. 1 della citata Legge n. 56/1989 stabilisce che “la professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”.

Gli psicologi possono operare nel settore privato (come liberi professionisti, in strutture sanitarie private e/o convenzionate, in aziende e società di consulenza), nel privato sociale (in associazioni, cooperative, fondazioni, ONG, Onlus) e nel settore pubblico (ASL, ospedali, enti locali).

Lo Psicologo non può fare Psicoterapia a meno che non sia ulteriormente specializzato in Psicoterapia (vedi sotto) e in nessun caso può prescrivere psicofarmaci.

CHI E’ IL DOTTORE IN TECNICHE PSICOLOGICHE

Da quando è entrata in vigore la riforma universitaria detta “3+2″ (laurea triennale + biennio di specializzazione), chi ha completato il primo ciclo di formazione conseguendo una laurea di tre anni, ha effettuato un tirocinio semestrale ed ha superato l’Esame di Stato che consente l’iscrizione all’Ordine degli Psicologi – sez. B, ha diritto al titolo di “Dottore in tecniche psicologiche”.

Il Dottore in tecniche psicologiche può operare sotto la supervisione di uno Psicologo iscritto alla sez. A.

CHI SI RIVOLGE ALLO PSICOLOGO

Lo Psicologo è formato e preparato per il primo ascolto, valutazione, diagnosi, orientamento e supporto, riguardo a tutti i disagi e disturbi psicologici, ed è la principali figura di riferimento per tutti coloro che sentono compromessa la propria salute psicologica.

Lo Psicologo, dopo l’analisi del problema e tutti gli accertamenti ritenuti necessari, può intervenire direttamente tramite tecniche di consulenza, oppure indirizzare in modo mirato verso specialisti più adatti, come nel caso della psicoterapia per i disturbi psichici che necessitano di tale trattamento.

Lo Psicologo però non opera soltanto in ambito riabilitativo e clinico: ci si può rivolgere a questo professionista anche monitorare e migliorare il proprio benessere psicologico, potendo essere di aiuto nell’ottimizzazione della qualità della vita, nel supporto alle normali crisi di crescita o nell’adattamento agli eventi più significativi della vita (cambiamento di scuola o lavoro, nascita di un fratellino, di un figlio, matrimonio, gravidanza, lutto, pensionamento, ecc.).

Si possono rivolgere allo Psicologo le persone che desiderano ridurre lo stress relativo alla dimensione lavorativa, comprendere e risolvere i normali conflitti relazionali, aumentare il proprio senso di consapevolezza, autostima, realizzazione di se stessi.

Inoltre lo Psicologo può essere di ausilio ad imprenditori e aziende per le problematiche relazionali e organizzative, per la selezione del personale e per la migliore gestione dei gruppi. Ancora, lo Psicologo può trovare impiego nell’ambito dello sport e nella preparazione psicofisica degli atleti, ovvero in ambito scolastico per l’orientamento, la consulenza psicopedagogica, le relazioni interpersonali tra pari e con gli insegnanti, la prevenzione di comportamenti a rischio, ecc.

Per tutti questi motivi allo Psicologo possono rivolgersi singoli clienti, servizi sociali, scuole, cooperative sociali, consultori familiari, tribunali, istituti di pena, centri di ricerca, studi legali, gruppi sportivi, ecc.

COS’E’ E COSA FA LO PSICOTERAPEUTA

Il percorso per divenire psicoterapeuta è duplice. Può partire dalla laurea in psicologia o da quella in medicina, conseguita la quale va intrapreso un corso di specializzazione riconosciuto dallo Stato Italiano della durata di almeno 4 anni.

Dopo la laurea va superato l’Esame di Stato di psicologia esattamente come nel caso dello psicologo (Esame di Stato di Medicina nel caso del laureato in medicina).

Dunque lo psicoterapeuta può essere sia medico che psicologo; nel caso che sia psicologo può esercitare tutte le attività dello psicologo e in più la psicoterapia, nel caso che sia medico può esercitare le attività del medico (fra cui la prescrizione di farmaci) e quelle dello psicoterapeuta.

Lo psicologo-psicoterapeuta non può prescrivere farmaci.

L’attività dello psicoterapeuta va quindi più in profondità rispetto a quella dello psicologo e permette di agire direttamente sui disagi della persona attraverso l’utilizzo di tecniche che variano a seconda della teoria di riferimento del professionista stesso.

Gli psicologi-psicoterapeuti possono svolgere attività psicoterapeutica individuale, di coppia, familiare e di gruppo.

Le scuole di specializzazione (aperte a medici e a psicologi ex-art. 3 della L. n. 56/89) che permettono l’iscrizione all’albo degli psicoterapeuti sono molte e molto diverse fra loro. Ognuna di esse trae origine da un quadro teorico differente, non necessariamente incompatibile con gli altri, tant’è che spesso gli psicoterapeuti fanno uso di tecniche provenienti da teorie di fondo diverse. Tra le scuole di specializzazione più frequentate abbiamo, per esempio, quelle ad indirizzo cognitivo-comportamentale, quelle sistemico-familiare, quelle basate sulle teorie umanistiche, quelle ad approccio psico-corporeo, quelle psicodinamiche e psicoanalitiche, ecc.

In sintesi, lo psicoterapeuta, per essere tale, deve possedere i seguenti requisiti:

  • laurea in psicologia o in medicina e chirurgia;
  • essere iscritto all’Ordine degli Psicologi o dei Medici di una regione italiana;
  • aver frequentato una scuola di specializzazione riconosciuta dallo Stato che permette l’iscrizione all’albo degli psicoterapeuti.

Per concludere, le principali differenze tra un intervento di counseling – sostegno psicologico (a cura dello Psicologo) e una psicoterapia (ad opera di uno specialista) sono relative:

  • al tipo di difficoltà su cui si interviene (lo Psicologo si occupa di abilitare/riabilitare il cliente in qualche carenza o di sostenerlo per migliorare qualche aspetto della sua personalità, lo Psicoterapeuta interviene su psicopatologie e disturbi psichici e/o relazionali, e sulla ristrutturazione di tratti di personalità disfunzionali);
  • al tipo di gravità del disturbo lamentato dal cliente (se strutturato o invalidante, occorre rivolgersi allo psicoterapeuta);
  • alla durata dell’intervento (il counseling è limitato a pochi incontri nel tempo; le psicoterapie sono più lunghe e più strutturate).

LE ALTRE PROFESSIONI

Lo Psichiatra: è un laureato in Medicina e Chirurgia che successivamente ha conseguito una specializzazione in Psichiatria con una formazione di base prevalentemente “medico-farmacologica”. Si occupa di quella branca della medicina che ha per oggetto la diagnosi, la prevenzione e la terapia delle malattie mentali (schizofrenia, depressione maggiore, ecc.), e può prescrivere gli psicofarmaci.

Il Neuropsichiatria

Infantile: è un laureato in Medicina e Chirurgia che successivamente ha conseguito una specializzazione in Neuropsichiatria Infantile. Cura le patologie d’organo del sistema nervoso e i disagi mentali dei bambini e degli adolescenti fino alla maggiore età. Competenze specifiche del NPI sono, ad esempio, le convulsioni infantili, l’epilessia, l’autismo, le psicosi.

Il Neurologo è un laureato in Medicina e Chirurgia che successivamente ha conseguito una specializzazione in Neurologia. Ha una formazione specificamente rivolta alla diagnosi, alla cura ed alla prevenzione delle malattie del sistema nervoso centrale e periferico (traumi, ictus, tumori, Morbo di Parkinson, M. di Alzheimer, sclerosi multipla, epilessia, malattie muscolari, ecc.).

CRITERI PER VALUTARE LA PROFESSIONALITA’ DI UNO PSICOLOGO

– PSICOTERAPEUTA

  • Iscrizione Albo degli Psicologi: verificabile presso l’Ordine degli Psicologi della Regione di iscrizione oppure sul sito dell’Ordine Nazionale degli Psicologi (www.psy.it).
  • Iscrizione all’elenco degli Psicologi-Psicoterapeuti (per gli Psicologi che offrono Psicoterapia): verificabile presso l’Ordine degli Psicologi della Regione di iscrizione.
  • Rispetto delle normative sulla Privacy: lo Psicologo deve far firmare al cliente una dichiarazione di Autorizzazione al trattamento dei dati sensibili ed eventualmente rilasciarne copia.
  • Richiesta del consenso firmato da parte di chi usufruisce della prestazione di Sostegno Psicologico o di Psicoterapia.
  • Richiesta del consenso informato firmato da parte di entrambi i genitori nel caso di prestazioni offerte a minori.
  • Rispetto delle tariffe massime definite dal Tariffario.
  • Rispetto del Codice Deontologico.
  • Lo Psicologo non deve avere con le persone con cui lavora relazioni di natura privata che possano interferire con l’attività professionale.
  • Rispetto del segreto professionale e dei suoi limiti.
  • Definizione chiara dei compensi e delle regole d’incarico.
  • Rilascio di documentazione fiscale del pagamento (fattura/ricevuta).
  • Livello adeguato di preparazione e costante aggiornamento professionale.

Nota: parte dei contenuti di questo articolo è tratta dalla documentazione ufficiale diffusa dall’Ordine

Nazionale degli Psicologi e dal sito dell’Ordine degli Psicologi del Lazio.







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