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La riduttività dell’uomo occidentale

category Psicologia Gian Marco Gregori 20 Dicembre 2007 | 3,541 letture | Stampa articolo |
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L’Archetipo degli opposti Cielo – Terra della visione universalistica dell’Uomo- Natura che si sviluppa nella medicina cinese svela una condizione trascendentale del tutto diversa dalla logica giudaico-cristiana relegata al concetto lineare di causa – effetto. L’universalismo cosmologico dell’uomo orientale e la fede in un Dio soprannaturale dell’uomo occidentale e mediorientale faticano ad intersecarsi fra di loro a scapito di una società in continuo divenire strettamente materialistica e anti – etica dove i classici valori della creatività e della scelta personale come libero arbitrio si rendono non più depositari del senso comune solidaristico

Il Super Io collettivo attuale appare permissivo e dedito al consumismo esaltando rapporti di dipendenza patologica al conformismo collettivo. Attualmente quella che fu la classica dimensione edipica viene ora espropriata a favore di una condizione narcisistica nata dai miti moderni. L’uomo moderno perde di vista il suo ruolo rispetto alla Natura e si concepisce altro da essa prendendo solo negli ultimi anni in considerazione il fatto che noi viviamo e moriamo IN Natura.

yin e yang dove il principio assoluto del divenire è nel macrocosmo. Più direttamente lo yin simboleggia l’oscurità e il freddo mentre lo yang simboleggia il maschile, il caldo e il cielo.La visione strettamente simbolica orientale vede gli opposti terra-cielo come facente parti di un unico principio energetico, lo Tch’i che ingloba il riso terreno e il vapore etereo , il terreno e il celeste in un ideogramma che dall’energia primitiva si giunge al mondo vivente.“[…] constatiamo che il corpo risponde ad una costruzione cosmologica di principi che si ritrovano tanto nell’Uomo quanto nell’Universo[…]. La metafisica cinese afferma infatti che nella natura l’Uomo non è che un momento nella trasformazione universale delle cose.”(Frigoli,2004)La Saggezza nella visione cinese dell’Uomo si costruisce laddove l’architettura del corpo umano si annette alle leggi metafisiche del mondo universale, da qui l’uomo viene considerato un microcosmo che riflette le leggi del macrocosmo. “Se l’aspetto del corpo è una manifestazione del Tao, conoscere il corpo e i suoi profondi ritmi significa addentrarsi nei misteri del taoismo e dunque dell’Universo.”(Frigoli, 2004)

Frigoli D.,Ecobiopsicologia, Psicosomatica della Complessità, MB Publisching, Milano, 2004.

Gian Marco Gregori







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