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La differenza tra il MOBBING e lo STALKING

category Psicologia Tiziana 9 Agosto 2013 | 5,820 letture | Stampa articolo |
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L’aggressività psicologica e la violenza morale sono fenomeni ampiamente studiati dal punto di vista psicologico già da tempo (Felson e Tedeschi, 1993).

All’interno delle organizzazioni e negli ambienti lavorativi queste problematiche hanno suscitato profondo interesse soltanto nell’ultimo ventennio grazie agli studi pionieristici di Heinz Leymann (1986,1990) sul mobbing. medico e psicologo tedesco, che è ritenuto il fondatore di questo ambito  di ricerca all’interno della psicologia del lavoro.

I ricercatori scandinavi (Einarsen,1994) sono stati infatti i primi ad occuparsi in modo sistematico dei disagi psico-fisici sul posto di lavoro al fine di tutelare il benessere dei lavoratori per migliorarne la qualità della vita ottenendo già nel 1993 in Svezia specifiche norme legislative in materia.

Il Mobbing e lo Stalking sono due fenomeni relativamente recenti che appartengono proprio alla categoria dei comportamenti negativi sul lavoro e che sono oggetto di numerose ricerche.

Questo articolo si propone di descrivere entrambi i fenomeni, cercando di cogliere le similitudini che li accomunano e le caratteristiche che li differenziano.

COS’E’ IL  MOBBING?

Il concetto di mobbing deriva dall’inglese. In origine veniva utilizzato per indicare un’aggressione collettiva ai danni di qualcuno, dal verbo inglese to mob , nel senso che la folla,  (cioè il mob),  si coalizza per sopraffare la vittima,  alleandosi allo scopo di eliminarla.

Non a caso il linciaggio in  inglese si definisce mob law. Il vocabolo mobbing è spesso usato anche dagli etologi per descrivere, in relazione al mondo animale, il comportamento di aggressione del branco nei confronti di un animale isolato.

Il mobbing non è una singola azione ostile,  ma è una strategia,  un attacco ripetuto,  continuato,  sistematico, duraturo (Ege, 2002).

Di solito, infatti la vittima del mobbing viene presa di mira da più persone (superiori,  colleghi e colleghe),  perseguitata e ridotta allo stremo delle forze.  Nel campo del lavoro il risultato viene raggiunto quando la vittima del mobbing cede le armi, ossia si dimette, lascia il posto di lavoro o viene licenziata.

In altre parole, il mobbing consiste nell’instaurare un clima di terrore psicologico,  che non è limitato unicamente al posto di lavoro (anche se in questo settore assume i connotati peggiori), perché non ha soltanto ripercussioni psichiche e fisiche, ma interessa anche altri aspetti dell’esistenza, come la vita privata, la libertà, la famiglia.

Il mobbing può essere di due tipi:

-   orizzontale (tra pari, tra colleghi) .  Autori del mobbing possono essere appunto,  uno o più colleghi di lavoro che vogliono eliminare un collega che ormai è diventato scomodo, magari per le sue capacità che destano invidia, o perché troppo zelante, oppure semplicemente perché diverso, per motivi razziali o politici.

-   verticale (dal vertice verso la base, cioè da un superione nei confronti di un subordinato).   Il capo ha a disposizione uno spazio di manovra molto ampio, dall’eccesso di pretese,  (finché il dipendente non cede sotto il peso eccessivo delle richieste), alla sottoutilizzazione delle risorse umane, finché la dipendente comincia a dubitare di sé stessa e delle proprie capacità e getta la spugna.

 

COS’E’ LO STALKING?

Lo stalking si riferisce ad un insieme di comportamenti che implicano ripetuti e persistenti tentativi di imporre su un’altra persona comunicazioni o contatti non desiderati. Questi contatti vengono stabiliti attraverso telefonate,  sms,  lettere, e-mail,  graffiti,  inseguendo la vittima o controllando i suoi spostamenti.

Stalking è un termine inglese (letteralmente : perseguitare) che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo (stalker) che affligge un’altra persona, spesso di sesso opposto, perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a compromettere il normale svolgimento della quotidianità .

Lo stalking comprende anche le minacce,  danni alle proprietà (spesso l’automobile della vittima) e aggressioni. propriamente gli appostamenti e gli inseguimenti di soppiatto alla preda. Più recentemente questa parola ha preso a denotare pattern comportamentali complessi, caratterizzati dalla persistente ricerca di contatto, controllo, sorveglianza relazionale e dall’invio di comunicazioni non gradite dirette da un soggetto (il molestatore, lo stalker) ad un destinatario (la vittima),  in cui tali attenzioni suscitano preoccupazione e timore.

MOBBING

Il conflitto deve svolgersi sul posto di lavoro

Le azioni moleste devono accadere almeno alcune volte al mese
Il conflitto deve essere in corso da almeno 6 mesi

La vittima è in una posizione costante di inferiorità

 

STALKING

Il conflitto si svolge ovunque ma non deve mai mancare la persecuzione nella sfera personale.

Le azioni moleste devono accadere almeno con frequenza settimanale.

Il conflitto deve essere in corso da almeno 3 mesi.

La vittima è in una posizione costante di inferiorità.

 

Dott. ssa Tiziana Fabbri

Psicologa del Lavoro

Associazione  Oltretutto







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