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Il Mobbing, un fenomeno silenzioso che va affrontato

category Psicologia Elena Giuliani 21 Febbraio 2013 | 4,085 letture | Stampa articolo |
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Il mobbing è spesso considerato un fenomeno irrilevante nell’ambito lavorativo, tanto che ancora oggi la legislatura italiana stenta ad elaborare leggi atte a difendere il lavoratore mobbizzato. Tuttavia, alcune ricerche  promosse dalle sempre più numerose associazioni contro questo fenomeno, dimostrano che le persone vittime di mobbing non sono affatto poche. I dati portati alla luce dicono che oltre il 6% dei lavoratori italiani ha subito o subisce vessazioni e aggressioni di vario genere sul posto di lavoro. Nell’ultimo anno sono circa 2400 le persone che si sono rivolte agli sportelli appositi della CGIL per denunciare fenomeni di mobbing, tuttavia solo un terzo di queste denunce sono state riconosciute come tali.

Come detto la legge in merito è ancora poco strutturata e al momento si può fare appello alla nostra Costituzione, ad alcune leggi dei codici penali e civili e al decreto legislativo n. 216 del 9 luglio 2003. Fortunatamente però negli ultimi anni sono state numerose le cause finite in cassazione per casi di demansionamento, dequalificazione, licenziamenti e mobbing, stabilendo dei precedenti che possono diventare la base forte di una legislatura chiara e decisiva nei confronti di questo fenomeno silenzioso.

Silenzioso, sì, perché come tutti i casi di violenza, sia essa fisica o verbale, anche in questo caso chi veste i panni del boia spesso si ripara dietro il silenzio della vittima che, per paura di nuove ritorsioni, subisce senza denunciare il problema. Ed è forse per questo motivo che il mobbing stenta ancora ad essere considerato una questione grave ed attuale nelle dinamiche lavorative.

Senza contare che a volte è difficile dimostrare di essere una vittima effettiva di mobbing in quanto i metodi utilizzati sono spesso sottili e mascherati come provvedimenti necessari o punitivi per una qualche mancanza del lavoratore che il più delle volte è priva di fondamento. Alcuni esempi possono essere il demansionamento, il trasferimento in uffici non attrezzati e scomodi, la mancanza di comunicazione che porta il lavoratore a commettere errori, il sabotaggio del suo lavoro, un carico eccessivo di mansioni impossibili da portare a termine nei tempi stabiliti, ma si può arrivare anche ad espressioni più violente, fino ad aggressioni personali evidenti.

Tutto questo è possibile perché, come spesso accade nelle dinamiche di gruppo, la persona vittima di mobbing si ritrova completamente isolata e privata dell’appoggio dei colleghi che il più delle volte assistono alle offese senza intervenire e spesso rivestono essi stessi il ruolo di mobber, ribadendo così il ruolo di supremazia del gruppo nei confronti del singolo individuo. Una delle cause di questo processo a catena è la stessa paura di finire come il mobbizzato o perché i colleghi desiderano in qualche modo che quell’individuo venga “eliminato” dall’ambito lavorativo per vari motivi (gelosia, invidia, desiderio di soddisfare i superiori, ottenere una promozione…).

Qualunque siano i motivi, il mobbing è un fenomeno che va affrontato e compreso per poterlo contrastare e questa è stata l’idea di base che ha portato alla nascita di questa breve guida (Il Mobbing – Relazioni di gruppo in azienda. Clicca per leggere >>). In queste pagine si tenta di delineare le dinamiche che portano al mobbing, le cause che lo scatenano e le conseguenze che provoca. Si proverà a darne una spiegazione e a cercare delle soluzioni nell’ambito del gruppo, perché la guida non si rivolge solo ai mobbizzati ma anche e soprattutto ai mobber.

 

Non mi resta che augurarvi una buona lettura.

 







1 Commento a “Il Mobbing, un fenomeno silenzioso che va affrontato”

  1. Artek Art

    La verità è un’altra. Io che ho lavorato in 150 tra fabbriche, ambienti di lavoro depressi ecc. come SGUATTERO posso ribattere con i numeri VERI ai numeri “ipotetici”. Il 6% degli italiani denuncia il mobbing, ma il rimanente 94% non lo denuncia perchè o ha paura, o lo ignora, o è lui che lo attua. Tutti siamo vittime del mobbing delle istituzioni, ed anche chi il mobbing lo fa, è al contempo anche una vittima. Il fenomeno è molto più vasto ed importante di quello che si dice, e la CGIL è la prima a fare mobbing ve lo dimostro con i fatti, se volete. Venite a trovarmi. Poi, non è affatto difficile dimostrarlo, come dico anche SUL MIO SITO NOMOBBING perchè il fatto che nelle aziende non esiste un organigramma REALE e non danno ordini scritti ad almeno l’80% dei lavoratori significa che possono FARVI QUELLO CHE VOGLINO e questa è una prova di MOBBING. POI le leggi che tutelano le persone esistono già, ma la GIUSTIZIA è corrotta, notizia ufficiale di circa 1 mese fa al tribunale di NAPOLI hanno scoperto che i processi erano “pilotati” con il denaro, Ed io vi dico che non è così solo a Napoli, ma ovunque. Napoli è solo la “guida” dei truffatori, loro sono sempre i primi quando c’è da usare le maniere “sporche”, questo è sotto gli occhi di tutti…

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