Homepage di Nienteansia.it

Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

[Citazione del momento]
Non è che ho paura di morire. Solo che non voglio esserci quando accadrà. Woody Allen
Viagra online

Fiducia e sfiducia: persi negli equivoci

category Psicologia Annalisa Barbier 30 Agosto 2012 | 2,214 letture | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

FIDUCIA… concetto di fondamentale importanza nella vita. Di tutti, persino degli animali. Eh si, perchè io mi devo fidare di te quando cammino per la strada per non temere che tu impazzisca e mi uccida!   Mi devo fidare di te se voglio condurre una vita normale: uscire la mattina, prendere la macchina, guidare,  lavorare, fare la spesa avere rapporti di amicizia, di amore, di lavoro…

Se soffrissi di una gravissima forma di sfiducia generalizzata finirei col temere il mio prossimo sempre e comunque, e col passare del tempo questa diffidenza mi porterebbe a non poter interagire senza provare paura. E la paura finirebbe con il prendere il sopravvento fino al punto di bloccarmi.

Questo, al sommo grado, sarebbe il passo finale verso una vita dominata da un profondo senso di fragilità ed impotenza.

Ma perché ho intitolato questo articolo: “Persi negli equivoci?” quando in fondo voglio parlare di una cosa che apparentemente con gli equivoci non ha nulla a che fare ?

Perché il concetto di fiducia ha a che fare eccome con gli equivoci! E ne siamo spettatori ed attori tutti e continuamente nelle nostre relazioni di amicizia, d’amore e professionali.

Faccio un esempio: metti che stasera sei triste e hai voglia di essere accudito e coccolato. Così chiedi al tuo partner di trascorrere la serata insieme a te, in fondo è la persona cui vuoi più bene e che ti è più vicina. Ma il tuo partner stasera ha una riunione di lavoro e non può proprio stare con te, anche se vorrebbe davvero poterlo fare – e te lo dice.

Ora metti che tu non ti fidi del tuo partner e così,  mentre ti racconta che purtroppo stasera dovrà andare ad un appuntamento di lavoro, tu lo guardi scettico e la tua testa si riempie di sinistre considerazioni. Non gli credi, giusto?

E questo ti fa sentire a disagio.

Con tutta probabilità i tuoi pensieri saranno del tipo: “mi sta dicendo una bugia”, “non ha più piacere di passare il tempo con me”, “non mi vuol più bene” ecc ecc… probabilmente soffriresti molto e proveresti emozioni come tristezza, rabbia,  senso di abbandono, perdita, rancore.

A questo punto il gioco è quasi fatto: i pensieri negativi e le emozioni spiacevoli che stai provando di porteranno inevitabilmente a reagire con astio, distanza, disappunto e forse persino rabbia. Potresti arrivare ad accusare il tuo partner di di mentire!

Come pensi che questa persona reagirebbe al tuo comportamento?… con un abbraccio?

improbabile…

credo piuttosto che proverebbe disagio, si sentirebbe incompresa e alla lunga, ripetendosi una situazione del genere,  si stancherebbe di essere messa al banco degli imputati, di doverti spiegazioni infinite e di vedere i suoi sentimenti considerati meno di niente.

La tua sfiducia rovinerebbe il rapporto.

La distanza che il tuo partner prenderebbe in questo caso, sarebbe ai tuoi occhi l’ennesima dimostrazione delle tue (bada bene, solo TUE) ragioni. E la tua sfiducia aumenterebbe insieme alla rabbia, al disappunto e alla tristezza. E questo farebbe aumentare il disagio, il dispiacere e forse anche la rabbia del tuo partner, che finirebbe con il prendere definitivamente le distanze da te. Ed ecco la profezia che si auto-realizza.

ED ECCO QUA L’EQUIVOCO: allontaneresti una persona solo a causa della tua sfiducia.

E questo non ti renderebbe felice nemmeno un po’ vero? …di fatto, credimi, è uno degli equivoci più frequenti e più pericolosi che abbia conosciuto nella mia carriera professionale… e anche nella vita di tutti i giorni :-(!!!

La capacità di fidarsi ha radici profonde, e se mi chiedessi che ruolo ha avuto la tua infanzia in tutto questo ti direi che ha avuto un ruolo quasi determinante.. ma a cosa servirebbe? A non molto, temo…

Ti distrarrebbe dalla responsabilità ATTUALE e ADULTA di lavorare sulla tua capacità di fiducia perché – hey, è soltanto grazie ad essa che possiamo vivere una vita relazionale soddisfacente, confrontarci in maniera costruttiva e crescere sani e robusti!

Quindi guardare al passato è un esercizio sicuramente affascinante e a volte importantissimo ma non dimenticare la cosa fondamentale: e cioè che ora sei un adulto. Ed il lavoro che puoi fare, verosimilmente è tutto nel presente.

E si deve rivolgere a queste 3 cose fondamentali:

1) Consapevolezza delle tue convinzioni profonde (sono quelle che producono certi brutti pensieri…)

2) Capacità di riconoscere e gestire le tue emozioni prevalenti prima che esse agiscano te

3) Capacità di vedere l’alternativa (es. invece di arrabbiarti perché ti senti preso in giro, rifletti sul fatto che la tua sfiducia non necessariamente riflette la realtà. E con un sorriso… lascia andare il tuo partner alla cena di lavoro!)

Questi sono soltanto alcuni degli importanti passi da compiere verso la conoscenza di sé, la libertà dagli antichi condizionamenti e quindi, verso una vita ricca di serenità e soddisfazione. Quella che meriti.







Lascia un Commento

*